La crisi Lazio non riguarda Lotito e le sue aziende
La crisi in casa Lazio c’è e si vede, solo che non tocca tutti. Già, perché mentre le casse del club sono vuote, la società vende i pezzi migliori e si fa anticipare crediti futuri per restare a galla, per qualcuno la Lazio continua ad essere un grande affare, una bella vacca grassa che continua a nutrire sia la famiglia Lotito che le aziende di proprietà del padrone della società che forniscono, in qualche caso a peso d’oro, servizi alla Lazio.
Già, perché spulciando tra i numeri dell’ennesimo bilancio chiuso in rosso, balzano immediatamente agli occhi il calo del fatturato, l’aumento dei costi e dell’indebitamento legato soprattutto a circa 89 milioni di euro di incassi futuri che la società si è fatta anticipare da finanziarie per pagare gli stipendi (che sono comunque versati sempre in ritardo di mesi) e un debito complessivo che nonostante l’imminente fine delle rate da versare l’Erario invece che scendere continua a restare fisso intorno ai 200 milioni di euro di rosso.

Ovvero, quasi quello che ha trovato Lotito come indebitamento (esclusa la parte legata alla rateizzazione del debito tributario) nel 2004 ma per giunta senza i crediti trovati allora.
E questo dimostra una volta di più e in modo chiaro, lampante, che quando Lotito sostiene che “la roba è tutta pagata” e che “la Lazio non fa debiti”, non racconta la verità ai tifosi e dà false informazioni agli investitori e al mercato.
Così come è una doppia bugia che lui abbia pagato i “550 milioni di euro di debiti trovati nel 2004”. Doppia perché un debito di quell’entità la Lazio non lo ha mai avuto ma anche perché, conti alla mano, Lotito la Lazio non l’ha risanata ripianando i debiti, ma l’ha solo tenuta a galla.

Altrimenti, la Lazio oggi non avrebbe 196 e passa milioni di euro di debiti dopo aver pagato dal 2005 a oggi quasi 140 milioni di euro di debito all’Erario di IRPEF non pagata fino al 2005 e qualcosa come quasi 70 milioni di euro relativi alla rateizzazione fino a tutto il 2027 per l’IRPEF non pagata da Lotito da gennaio 2020 a dicembre 2022.
Parliamo di circa 210 milioni di euro versati dalla Lazio all’Erario. Versati dalla società con le entrate della Lazio, quindi versati in buona parte dai tifosi che hanno portato centinaia di milioni di euro a questa Lazio sotto forma di incassi e di abbonamenti.
Dai tifosi e non da Claudio Lotito, perché dal 2004 a oggi in quei bilanci non figura un solo euro versato dal padre-padrone della società nelle casse della SS Lazio, ma risultano i soldi versati dai tifosi.
E questo, lo ribadisco, non lo sostiene Stefano Greco, è scritto nero su bianco nei bilanci della Lazio scritti, firmati e approvati da Claudio Lotito…

Per fortuna che “la roba era tutta pagata”, come diceva tronfio e in modo anche un po’ arrogante Lotito (alludendo in modo chiaro alla situazione debitoria di altri club) nei mesi scorsi Claudio Lotito, altrimenti chissà a quanto ammonterebbe oggi il debito della Lazio.
Forse, però, dicendo che “la roba è tutta pagata” Claudio si riferiva ai suoi stipendi, perché quelli li incassa regolarmente da anni.
Parlo al plurale, perché mentre gli altri consiglieri prendono rimborsi annuali di poche migliaia di euro, Claudio Lotito da anni si è attribuito non uno ma addirittura due stipendi: uno da 600.000 euro e un altro da 500.000 euro, per un totale di 1,1 milioni di euro lordi all’anno, circa 100.000 euro al mese.

L’unico amministratore al mondo che, nonostante la drastica diminuzione delle entrate della società che guida e il crollo del fatturato generato dalla sua incapacità cronica nel generare entrate alternative a quelle dei diritti TV, continua a guadagnare sempre gli stessi soldi. O anche di più.
Lui, come le sue aziende, quelle famigerate “parti correlate” che dal 2006 incassano dalla Lazio milioni di euro per servizi che, in molti casi, quando Lotito è entrato a Formello svolgevano i dipendenti della Lazio.
A partire dal servizio di vigilanza del centro sportivo, che ogni anno frutta alla Roma Union Security oltre 1,3 milioni di euro. E basta vedere il listino prezzi di tutte le società di vigilanza per capire a vista d’occhio che si tratta di un servizio a costi fuori dal mercato, soprattutto calcolando che Formello è un centro sportivo e non una banca e nemmeno Fort Knox.

Ma il vero scandalo, è il costo del servizio mensa di Formello, in costante crescita da anni, arrivato quest’anno a toccare addirittura i 2,5 milioni di euro versati a Omnia Service, contro i 2,34 milioni dello scorso anno.
Insomma, facendo una media (calcolo su 365 giorni…) la Lazio spende qualcosa come circa 7.000 al giorno per far mangiare la prima squadra e la Primavera, perché le ragazze della squadra femminile per mangiare al ristorante di Formello devono pagare…
Parliamo di prezzi da ristorante stellato, soprattutto calcolando che a giugno e luglio Formello è deserto, che durante la settimana quasi tutti i giocatori tornano a casa a mangiare, senza contare i giorni in cui la prima squadra non pranza e non cena a Formello perché sta in trasferta.

Ma, chiaramente, nessuno andrà mai a fare i conti in tasca alla Omnia Service per capire quanto costi realmente il servizio mensa di Formello e, soprattutto, se la Lazio potrebbe ottenere un servizio identico o addirittura migliore a cifre decisamente più basse se quel servizio lo assegnasse con una gara d’appalto.
Non controlla nessuno, perché tutti questi servizi sono stati affidati da Lotito ad aziende di Lotito, senza che sia mai stato fatto un regolare appalto.
Vale per la vigilanza e il servizio mensa, vale per la manutenzione del centro sportivo di Formello, vale per i costi della famigerata Academy di cui Claudio Lotito si riempie la bocca dal 26 maggio del 2014 ma della quale ancora non si vede traccia.
E non parlo della chiesa, della foresteria o del centro congressi, parlo anche e soprattutto di quei nuovi campi che dovrebbero ospitare tutte le squadre del settore giovanile che dovevano essere pronti per settembre/dicembre 2025 (promessa fatta ad aprile 2025 ai genitori dei ragazzi delle giovanili) e che invece ancora oggi sono solo mucchi di terra smossa che diventa fango quando piove.

Peccato, però, che per questa Academy mai nata Gasoltermica Laurentina e Snam Lazio Sud abbiano già incassato milioni e milioni di euro.
E non parliamo di poche settimane, mesi o pochi anni, parliamo di un progetto finanziato per ben due volte, presentato in pompa magna il 26 maggio del 2014 e che dopo 12 anni e mezzo è ancora un qualcosa che esiste solo sulla carta anche se la Lazio continua a versare soldi alle aziende di Lotito.
Ma guai ad andarlo a raccontare in giro, guai a puntare i riflettori su queste cose, perché se qualcuno lo fa viene accusato di lesa maestà, di destabilizzare l’ambiente, di voler mettere in cattiva luce il proprietario della Lazio e di aizzare la folla per costringerlo a vendere la società.

Ultimo dato che voglio sottolineare e che aveva portato già con la trimestrale di dicembre sia il sottoscritto che il professor Parisi di Federsupporter a lanciare un allarme, è il ricorso al factoring da parte della società e che cresce di anno in anno.
Per chi non sapesse che cos’è il factoring, lo spiego in due parole. Significa che un’azienda che ha carenza di liquidità si fa anticipare da banche e da finanziarie (e tutto questo ha un costo, enorme…) milioni di euro di crediti futuri garantiti.
E quali sono i crediti garantiti che può farsi anticipare una società di calcio? Sono i crediti relativi alla parte fissa del contratto dei diritti TV, ai diritti TV garantiti dall’UEFA per la partecipazione alle coppe europee (sempre la parte fissa) e alla cessione di giocatori.
Esempio, vendo Castellanos a 24 milioni di euro pagabili in 3 anni, mi faccio anticipare tutti e subito 22 milioni di euro girando alla banca e/o alla finanziaria l’intero credito. Quindi, io non incasso più la cifra intera e, soprattutto, devo continuamente farmi anticipare qualcosa perché se mi faccio dare nel 2025 soldi che devo incassare nel 2026, in assenza di entrate importanti diverse nel 2026 mi devo fare anticipare i soldi del 2027. E così via…
Ma poi arriva il momento, come ora, in cui non ho più nulla o quasi nulla da farmi anticipare e quindi bisogna mettere soldi veri e cash in cassa per pagare gli stipendi e tutti i costi di una società che nonostante i tagli operati ogni anni continua a veder crescere il costo del lavoro. Come c’è scritto nel bilancio.
E per restare a galla, come potete leggere in questo foto tratta dal bilancio chiuso al 30.6.2026, la Lazio nell’ultimo anno si è fatta anticipare qualcosa come 89,549 milioni di euro di soldi che ancora deve incassare, con un aumento degli anticipi di crediti futuri rispetto alla stagione precedente di 27,328 milioni di euro, a dimostrazione della crescente crisi di liquidità della società, destinata ad aumentare ulteriormente quest’anno in assenza dei soldi degli abbonamenti e degli incassi al botteghino, azzerati o quasi dallo sciopero dei tifosi.

Per questo, da mesi, ripeto che bisogna mettere in cassa più di 50 milioni di euro entro dicembre. Non tanto e non solo per non avere l’ennesima sessione di mercato bloccata, ma proprio per pagare i conti, i fornitori, le rate del debito con l’Erario (1,44 milioni di euro al mese solo per l’IRPEF non pagata da Lotito dal 2020 al 2022…) e gli stipendi.
Già, gli stipendi… Quello di maggio è stato pagato in extremis (il termine ultimo era il 30 settembre) per evitare deferimenti, penalizzazioni o messe in mora da parte dei tesserati.
E va avanti così da anni, visto che a ogni calciatore che viene ceduto la società chiede di rinunciare alle mensilità di stipendi non pagati: 2/3 mensilità (a volte 4) come è successo anche con Romagnoli e con Patric.
Romagnoli a gennaio si era rifiutato di lasciare quei soldi a Lotito e per questo era saltato il suo trasferimento in Qatar, ma a fine agosto si è dovuto piegare per non rischiare di dover restare bloccato un’altra volta e quindi ha lasciato sul tavolo quasi un milione di euro.
Questa è la Lazio di oggi… Altro che società modello, altro che “la roba è tutta pagata”. Qui, di pagato (regolarmente) ci sono solo gli stipendi di Lotito e i soldi che la Lazio versa ogni anno alle aziende del proprietario della società.
Perché la Lazio è in crisi, ma Lotito e le sue aziende NO, visto che anche quest’anno hanno incassato complessivamente dalla Lazio qualcosa come 7,2 milioni di euro…
