I dati della Consob smentiscono Lotito e i PM!
“Notizie false diffuse con l’intento di provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della Ss Lazio s.p.a., una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della Ss Lazio s.p.a., società quotata, per svalutare la quota di Claudio Lotito”.
Per mesi vi hanno bombardato con titoli sparati a tutte pagina, prefigurando un complotto mai esistito, insinuando nella testa della gente l’idea che qualcuno avesse manovrato il sottoscritto e altri per creare un danno economico a Claudio Lotito, in modo da acquistare la Lazio ad un prezzo più basso del suo valore reale.
E che per farlo, la prima mossa sarebbe stata quella di far svalutare il pacchetto azionario in possesso di Claudio Lotito a suo di notizie false che avrebbero dovuto abbattere il valore del titolo.
Insomma, la base dell’aggiotaggio. Ma le carte fornite dalla Consob su richiesta dei PM, smontano pezzo per pezzo quel castello accusatorio che, come ho sempre sostenuto, era stato costruito senza basi, senza fondamenta.

Per mesi i PM sono andati dietro a Claudio Lotito sventolando insieme a lui la bandiera dell’aggiotaggio. E non avendo trovato prove del reato hanno chiesto alla Consob sia i tabulati sull’andamento in Borsa del titolo sia informazioni su operazioni anomale effettuate tra dicembre 2024 e marzo 2026.
E sapete da quelle carte che cosa è emerso? IL NULLA ASSOLUTO!
Io lo so da sempre e fin dall’inizio, pubblicando in alcuni articoli i tabulati dell’andamento del titolo in Borsa, confrontandoli con le date dei miei articoli, ho dimostrato che quelle notizie non hanno MAI INFLUITO SULLE CONTRATTAZIONI IN BORSA E SUL VALORE DELLE AZIONI. E nemmeno sui volumi delle operazioni.
Nulla di nulla. Ma finché lo dicevo io, la cosa poteva essere poco credibile, un po’ come chiedere all’oste se il vino della casa è buono, insomma. Ora, però, la stessa cosa la dice anche la Consob, organo di vigilanza della Borsa.

Non solo non si prefigura l’aggiotaggio ma dalle indagini emerge chiaramente che il sottoscritto non ha mai avuto alcun tipo di rapporto con altri indagati dell’indagine, a partire dagli illustri accusati Luigi Bisignani, Francesco Maiolini e Mauro Masi.
Dai tabulati estratti dal mio telefono e dalle indagini svolte, risulta che non ci sono mai stati scambi di messaggi, telefonate o discorsi fatti in chat, per un motivo molto semplice: io non ho mai né visto Bisignani, Maiolini e Masi e non ho parlato con nessuno dei tre. Perché non li ho mai nemmeno conosciuti.
Quindi, come si potrebbe prefigurare un complotto se i complottisti non si conoscono tra loro? Vale per i rapporti tra il sottoscritto, Bisignani, Maiolini e Masi, ma anche per quelli tra il sottoscritto e gli altri 4 indagati che insieme a me hanno subito perquisizioni il 5 dicembre scorso e che sono stati fatti passare agli occhi dell’opinione pubblica come miei COMPLICI.

Come ho sempre detto e scritto, due non so ancora oggi nemmeno chi siano, con Rodolfo Bada l’ultimo rapporto è stata una partecipazione nella stessa trasmissione (Lazialità in TV) nel 2004 e Renato Calcara l’ho conosciuto dopo che ha esposto quello striscione sotto le finestre del suo appartamento che affaccia davanti al Parlamento, perché da giornalista mi sono fatto dare il suo numero di telefono per fargli un’intervista.
Questa è la realtà dei fatti che emerge dalle carte dell’inchiesta. Questo emerge anche da un articolo pubblicato oggi dal sito Sassate, fondato e diretto da Guido Paglia, che punta i riflettori soprattutto sull’assenza assoluta di basi dell’accusa di aggiotaggio sbandierata da Lotito e portata avanti dai PM.
L’AGGIOTAGGIO IMPOSSIBILE SUL TITOLO DELLA LAZIO, questo è il titolo dell’articolo basato sulle carte dell’inchiesta, ovvero sui dati estratti dai cellulari e le verifiche fatte sull’andamento in Borsa del titolo della SS Lazio.

Prima considerazione dell’articolo. Come si può strappare la SS Lazio a Lotito contro la sua volontà se lui possiede il 67% delle quote e quindi anche rastrellando tutto il flottante un ipotetico compratore può arrivare ad avere in mano al massimo il 33% di azioni, con le quali non può fare assolutamente nulla? Infatti, non si può.
Una cessione della SS Lazio, quindi, passa inevitabilmente per una trattativa riservata tra chi ha la maggioranza e chi vuole quel pacchetto di azioni.
Ecco, quindi, la seconda tesi. Gli imputati diffondono notizie false per far calare il valore del titolo e quindi costringere Claudio Lotito a vendere al ribasso. Ma non è successo nemmeno questo.
Già, perché da luglio 2025 a oggi, il titolo della SS Lazio ha più che raddoppiato il suo valore, passando da poco più di 0,80 euro a 1,665 euro, la quota toccata ieri in chiusura di contrattazioni.
La cosa singolare e che fa ulteriormente a pezzi il castello accusatorio, è che a far crescere il valore del titolo non sono mai stati né gli articoli scritti dal sottoscritto né le azioni portate avanti dagli altri presunti “complottisti”.
Il 14 luglio del 2025, a Borsa chiusa, ho pubblicato un articolo in cui parlavo di un’offerta importante ricevuta da Claudio Lotito per vendere la Lazio. La mattina successiva, prima dell’apertura delle quotazioni, la Lazio ha pubblicato un comunicato di smentita.
Bene, in quella seduta di Borsa del 15 luglio il titolo Lazio ha chiuso alla stessa identica quotazione del giorno precedente, a dimostrazione che la notizia che ho dato in quell’articolo ha influito ZERO!
Dai dati estratti dal mio cellulare, risulta anche un messaggio che ho mandato ad un amico a chiusura delle operazioni di mercato del 15 luglio: “hai visto che il titolo oggi ha fatto i numeri in borsa eh! +0,00% e 113mila azioni scambiate su quasi 67 milioni, insomma direi che si prefigura in pieno l’aggiotaggio”.
E come c’è scritto nell’articolo di Sassate: “I Carabinieri trascrivono e annotano che Greco “scherzava” e che la notizia “non aveva avuto il minimo riflesso sul valore in borsa”. È l’unica analisi di mercato contenuta in 1.600 pagine di fascicolo, ed è una battuta”.
Capite di cosa stiamo parlando? Capite bene che cosa vi hanno raccontato per mesi? Capite come hanno strumentalizzato qualsiasi cosa, a partire da quell’areo che ha sorvolato Formello con lo striscione LOTITO LIBERA LA LAZIO?
L’aereo vola su Formello a seduta di Borsa aperta e l’andamento della quotazione del titolo è assolutamente regolare.

E allora, quando è salito il titolo visto che le azioni della Lazio hanno più che raddoppiato il loro valore? E qui, dati alla mano, se la questione non fosse seria (visto che ha creato problemi di immagine e di stress a tutti gli indagati…) ci sarebbe da ridere.
Il titolo è salito, ad esempio, quando è stata diffusa la notizia (FALSA e smentita da una PEC inviata a Federsupporter dal capo dell’avvocatura del Comune di Roma) che il Comune, ricevuto il parere positivo dell’avvocatura, aveva concesso alla Lazio il diritto di superficie.
Leggete bene la PEC, in cui il capo dell’avvocatura dice non sono che il suo ufficio non ha mai espresso un parere positivo, ma che non è mai stato interpellato in merito e non ha letto nessun incartamento del progetto in questione.

Eppure, su questa notizia, non vera ma non smentita dalla Lazio, il titolo ha messo le ali. Un volo proseguito in occasione delle dichiarazioni di Lotito che parlavano di una Lazio che per gli investitori americani valeva 1,5 miliardi di euro seguite alla scampanellata al Nasdaq, per non parlare di quando Fiorello ha detto in radio che una persona importante gli aveva confidato che a breve la Lazio sarebbe stata venduta.
La dichiarazione di Fiorello è diventata virale in un amen, la Lazio si è limitata a dire che era solo una battuta e che non valeva nemmeno la pena smentire, ma il titolo intanto volava in Borsa (e Fiorello non mi risulta che sia indagato…) e sapete quando ha smesso di volare ed è andato in picchiata? Pochi giorni dopo, quando alla fine della conferenza di presentazione del progetto dello Stadio Flaminio organizzata dalla Lazio Lotito ha urlato che non esisteva nessuna offerta degli arabi e che lui non vendeva.
Insomma, il titolo sale sulle voci relativi al Flaminio e al Nasdaq più che su quelle di offerte arrivate a Lotito e scende quando Lotito smentisce. Ma il complotto non si basava sul diffondere notizie per far crollare il valore del titolo e costringere Lotito a vendere al ribasso, ovvero l’esatto contrario di quello che è successo come dimostrano i tabulati delle sedute di Borsa?
Il 25 marzo il PM scrive alla Consob per avere “i dati relativi l’andamento dei valori di borsa del titolo”. La Consob, il 14 aprile, manda un file Excel: “il prezzo di chiusura, la performance giornaliera, il quantitativo e il controvalore negoziato” di ogni seduta dal 30 dicembre 2024 al 25 marzo 2026.
Nessun commento, nessun rilievo, nessuna anomalia segnalata. Il file racconta una cosa semplice. Quando circolano voci di vendita, il titolo sale: il 20 febbraio 2026, con le voci sul fondo del Qatar, fa +12,5% in un giorno e arriva a 1,465 euro. Quando il club smentisce, scende: −7% il giorno dopo, −17% in una settimana.
Le notizie di cessione, vere o false, muovono il titolo nella direzione opposta alla teoria dei PM.
Quindi, semmai chi volesse comprare la Lazio ad un prezzo ribassato non dovrebbe spargere notizie sull’esistenza di offerte e compratori, ma semmai dovrebbe sostenere, come fa invece Lotito, che la Lazio non interessa a nessuno.
Ma da giugno in poi non vale nemmeno questo, in realtà, visto che da mesi non circola più nessuna voce relativa alla cessione ma il valore del titolo è rimasto alto, altissimo se si pensa da dove si è partiti, ovvero dagli 0,81 euro di luglio 2025. Più del doppio. Quindi, per il mercato (e non per le parole del sottoscritto, di Bisignani o altri) alla fine la Lazio sarà venduta.

Torniamo all’inchiesta. Nel fascicolo non c’è una sola operazione sul titolo Lazio attribuita al sottoscritto e agli altri indagati di dicembre 2025 e nemmeno a Bisignani, Maiolini e Masi. Ma neanche ad amici e parenti.
Nelle carte dell’inchiesta non c’è né una perizia né un’analisi dei volumi delle operazioni sul titolo Lazio da dicembre a oggi. Nulla di nulla, se non quel file in cui la Consob dice che NON C’E’ NESSUNA ANOMALIA NELL’ANDAMENTO IN BORSA DEL TITOLO che, di fatti, non è mai stato sospeso in nessuna seduta da dicembre 2024 a oggi!
NULLA DI NULLA. Dalle carte dell’inchiesta risulta che nessuno degli indagati abbia tratto alcun profitto, né diretto né indiretto.
Ma l’inchiesta non spiega, ad esempio, che in base ai dati forniti dalla Consob da dicembre del 2024 a oggi solo una persona ha guadagnato qualcosa in questa vicenda e quella persona si chiama Claudio Lotito.
Il presunto danneggiato è l’unico che ci ha guadagnato, perché il suo pacchetto di 45.408.929 azioni da luglio del 2025 (con le azioni della SS Lazio che valevano 0,81 euro) a oggi (valore 1,665 euro ad azioni) è passato da un valore (che diventa un guadagno reale solo se e quando vendi) di 36.781.232,49 euro ad un valore di 75.605.866,78 euro.
Insomma, un patrimonio che vale circa 39 milioni di euro in più. L’unico complotto della storia in cui la vittima del complotto non solo non subisce alcun danno, ma raddoppia il suo patrimonio.
Ma questo, nelle oltre 1600 pagine di un’inchiesta che va avanti da 15 mesi, con 17 indagati e accuse che vanno dall’aggiotaggio alla presunta associazione a delinquere, non c’è scritto.
Altrimenti, come si potrebbe continuare a far passare per vittima chi grazie alla Lazio si arricchisce da anni e che da quando ha denunciato tutto il mondo paventando l’ennesimo inesistente complotto (quello del 2006 è finito a maggio scorso con assoluzioni in massa perché IL FATTO NON SUSSITE) si è arricchito ancora di più ma è passato agli occhi di tutti come una vittima?
