Se il tuo “nemico” tifa Lotito…
“Daje Lotito”, “Lotito resisti”, “Lotito falli sparì”, “Claudio Lotito è il grido di battaglia”.
Cartelli, striscioni, scritte sui muri e anche adesivi giallorossi attaccato ovunque con su scritto “Lotito resisti” e “Un Lotito è per sempre”.
Mentre c’è una parte di Roma che contesta, che è arrivata a svuotare addirittura uno stadio per protestare e chiedere un cambiamento, l’altra parte di Roma si è schierata senza SE e senza MA al fianco di Claudio Lotito.

Peccato che quella metà che appoggia e sostiene il proprietario della Lazio, Claudio Lotito, sia composta non da quella sparuta minoranza di tifosi laziali contrari allo sciopero e alla contestazione, ma da tifosi romanisti.
Semplici supporter e comunicatori con la sciarpetta giallorossa ben nascosta sotto la giacca, da mesi sostengono in tutti i modi il proprietario della Lazio, sposano la teoria del complotto e facendo finta di parlare da semplici tifosi innamorati di calcio si chiedono il perché di questa durissima contestazione e lanciano inviti a riempire nuovamente l’Olimpico.

“I tifosi della Roma mi amano e vorrebbero un presidente come me”, disse tempo fa Lotito. E per una volta ha detto una cosa giusta, ma solo a metà.
Sì, è vero, i tifosi della Roma lo amano perché da tempo hanno capito che con lui alla guida della società hanno la certezza che questa Lazio non si risolleverà mai e che non sarà mai un problema come potrebbe invece diventarlo se finisse nelle mani di un imprenditore, un gruppo o un fondo intenzionato a investire realmente e seriamente.
Ma è altrettanto vero che chi tifa Roma non lo vorrebbe mai Claudio Lotito come presidente della Roma, perché loro è perfetto sì ma solo come presidente della Lazio.
Esattamente come per noi laziali circa 35 anni fa era perfetto come proprietario della Roma l’ex onorevole Ciarrapico, uno che per certi versi somiglia molto a Claudio Lotito, sia dal punto di vista caratteriale che imprenditoriale, per non parlare poi dell’ascesa politica, simile se non identica.

Mi fermo qui, perché visto come è uscito di scena Giuseppe Ciarrapico quando era proprietario della AS Roma, vorrei evitare che qualcuno possa anche solo pensare che io mi auguri per Lotito lo stesso epilogo, perché per scelta di vita io il male non lo auguro mai a nessuno.
E che per male si intenda il carcere o la morte, per me non fa alcuna differenza.
Io ho sempre augurato a Lotito di uscire di scena con le tasche piena, facendo con la Lazio l’affare della vita. Lo è già, ma potrebbe diventarlo ancora di più passando finalmente alla cassa per monetizzare l’investimento fatto nell’estate del 2004.
Ma l’argomento dell’articolo non è questo. L’argomento dell’articolo è spiegare a chi ancora non ha capito o fa finta di non capire che se il tuo “nemico sportivo” fa il tifo affinché Claudio Lotito resti ben saldo al suo posto, vuol dire che chi guida la Lazio è veramente un problema, ma solo per i laziali.

Sir Winston Churchill durante la Seconda Guerra Mondiale sosteneva che “il nemico del mio nemico è mio amico”. Così, lui che ha sempre avversato chi aveva ideali comunisti, pur di sconfiggere Hitler e Mussolini è andato a braccetto anche con Iosif Stalin e con i bolscevichi che con la loro rivoluzione nel 1921 avevano deposto lo Zar Nicola II.
Un concetto simile a quello espresso secoli prima da Sun Tzu ne “L’arte della guerra” e messo in pratica ancora prima da Salah ad-Din (conosciuto come “il feroce Saladino”) ai tempi delle Crociate per consentire agli arabi di riconquistare Gerusalemme.
Dubito che i romanisti che tifano Lotito si stiano ispirando a simili personaggi, ma quello che stanno facendo è sostenere il “nemico dei loro nemici” di sempre, calcisticamente parlando.
Un po’ come noi laziali tifavamo per Ciarrapico, oppure gridavano “Sensi resta” quando i romanisti lo contestavano, arrivando addirittura ad esporre uno striscione con su scritto “Cragnotti comprati Sensi” dopo l’ennesimo smacco di mercato subito nell’estate del 1998, quando in poche ore Cragnotti acquistò Bobo Vieri inseguito invano per mesi dal presidente giallorosso che poi finì per acquistare Fabio Junior.

La grande differenza, però, è che Franco Sensi era ricco e tifoso della Roma, al punto che pur di vincere lo scudetto e provare ad eguagliare il suo rivale Sergio Cragnotti si rovinò economicamente.
Claudio Lotito, invece, non solo non ha i mezzi economici che aveva Sensi, ma non è mai stato tifoso della Lazio e le uniche immagini che si trovano di lui all’Olimpico prima del 2004 sono legate a partite della Roma.
Quindi, i romanisti appoggiando Claudio Lotito sanno di andare sul sicuro, sanno che con lui alla guida la Lazio non sarà mai e poi mai un reale pericolo nel senso che non potrà mai fare il salto di qualità e diventare una candidata per lo scudetto.
Anzi, oramai, nemmeno più una concorrente per uno dei posti della Champions League, visto il costante declino degli ultimi anni.

Per questo, mentre i laziali contestano ed espongono striscioni e manifesti contro Lotito, i romanisti lo invitano a resistere o arrivano aa fare scritte come quella comparsa in questo weekend sui marmi dell’edificio delle Poste di Viale Mazzini e che ho usato per questo articolo.
Una volta i laziali urlavano “Giorgio Chinaglia è il grido di battaglia”, ora i romanisti scrivono “Claudio Lotito è il grido di battaglia” (anche se una mano anonima ha firmato in blu una correzione…) e questo dovrebbe far capire quanto sia alto il timore di vedere la Lazio finire in mani diverse da quelle dell’attuale proprietario.
Un timore che quest’estate sui social ha portato i romanisti a invadere tutti i post di protesta dei tifosi laziali, attaccando chi contesta, fino ad arrivare a proporre azioni per far fallire la protesta dei laziali.
Una volta che i gruppi organizzati hanno comunicato la decisione di non rinnovare l’abbonamento e di svuotare l’Olimpico in tutte le partite casalinghe (derby esclusi) qualche pagina romanista ha provato a lanciare l’idea di acquistare abbonamenti di Curva Nord sia per sostenere economicamente Lotito sia per boicottare la protesta e fare numeri tali da convincere il padrone della Lazio a resistere alla guida della società.

Ecco, questo comportamento dei tifosi della Roma dovrebbe aprire definitivamente gli occhi non solo a tutti i comunicatori che si occupano quotidianamente di Lazio, ma anche a quei pochi, pochissimi laziali che ancora appoggiano questa proprietà e che sono ricicciati fuori infestando i social dopo l’inatteso avvio sprint della squadra in campionato.
Come dovrebbe aprire gli occhi a tutti il fatto che i politici laziali, di qualsiasi appartenenza politica, sono tutti schierati contro il proprietario della Lazio, mentre i politici romanisti, da Storace ad esponenti della sinistra, lo appoggiano e lo sostengono.
Insomma, se il mio “nemico di sempre” tifa per Claudio Lotito e lo invita a resistere e a restare alla guida della Lazio, una domanda qualcuno dovrebbe anche porsela sul perché i romanisti ci tengono così tanto che Lotito resti alla guida della società e che la Lazio non cambi proprietà.
Non è difficile da capire il perché. O meglio, non dovrebbe essere difficile comprenderlo, ma nel mondo Lazio di oggi e in questo teatro dell’assurdo che va in scena da qualche anno, a quanto pare, qualcuno si ostina a non vedere e a non capire nemmeno le cose più scontate, più ovvie…
