L’Olimpico in trasferta!
Quarta trasferta, quarto SOLD OUT nel settore ospiti. E non sono state trasferte certo comode, sia per la distanza che per il giorno e gli orari decisi dalla Lega di Serie A, visto che la Lazio ha giocato di lunedì pomeriggio sia a Bologna che a Udine e di sabato sera a Venezia.
Ecco, questa credo che sia la vera risposta dei tifosi della Lazio a chi senza capire o senza essersi minimamente calato nella realtà biancoceleste e in una situazione che va avanti da più di 20 anni insiste a puntare l’indice accusatorio contro i tifosi della Lazio accusandoli di aver abbandonato la squadra, oppure dice o scrive di non comprendere le ragioni di questa protesta visto che gli uomini di Gattuso fino a ieri erano primi in classifica a braccetto con l’Inter.

Non capiscono (o fanno finta di non capire) in Italia, comprendono tutto e anche bene invece all’estero, dove la protesta dei tifosi della Lazio è diventata il caso del momento, un qualcosa da studiare con molta attenzione, perché come ho scritto più volte la Lazio potrebbe essere una sorta di “paziente zero” colpito da un virus che potrebbe propagarsi in fretta e ovunque.
Perché quello dei tifosi della Lazio è un disagio comune a molte tifoserie che si sentono in qualche modo prigioniere di proprietà, diciamo così, “non gradite”.
Parlo di personaggi che stanno nel mondo del calcio non per passione ma per vetrina e per interessi che con il calcio non hanno nulla a che vedere, oppure di proprietà figlie in molti casi di un nuovo calcio che non piace a nessuno.
Soprattutto che non piace ai tifosi, perché non c’è più quasi da nessuna parte “anima” al vertice dei club. E non c’è né passione né senso di appartenenza, perché i presidenti nella quasi totalità dei casi sono dei manager e non dei tifosi. Comunque non tifosi della squadra che rappresentano.

Ma è un discorso che può comprendere solo chi è tifoso, chi è nato con questa passione che ti resta attaccata anche se ti allontani dallo stadio, perché è una sorta di seconda pelle.
Come si fa a non capire che i tifosi della Lazio non hanno abbandonato la squadra ma solo chi da 22 anni considera la Lazio solo ed esclusivamente “roba sua” e che ogni volta che apre bocca insulta, provoca e dimostra una volta di più che per lui la Lazio è solo un’azienda di famiglia che sta sullo stesso piano di una ditta di pulizie o di vigilanza, perché è solo ed esclusivamente uno strumento per fare soldi.
E, nel caso della Lazio, anche uno strumento di potere e un mezzo per ottenere una visibilità che uno come Claudio Lotito non avrebbe mai potuto avere nemmeno vivendo dieci volte se non si fosse accostato al mondo del calcio.

In vent’anni i tifosi della Lazio hanno provato di tutto e le loro proteste hanno solo fruttato denunce, arresti, daspo a pioggia.
Hanno protestato a voce dentro lo stadio o marciando per le vie della città, hanno provato a farsi ascoltare in qualche modo dalle istituzioni, ma tranne mille promesse più o meno dichiarate o di facciata, non è successo mai nulla.
E allora i tifosi hanno deciso di compiere l’atto estremo, di prendere la decisione più sofferta, dolorosa e difficile da attuare: disertare le partite giocate in casa ma riempire ogni volta che la Lazio gioca in trasferta il settore ospiti.

Già, perché sarebbe stato molto più facile e comodo abbandonare completamente lo stadio, invece i tifosi della Lazio hanno scelto la strada più difficile e anche la più costosa, perché un abbonamento in Curva per tutta la stagione costa meno di 400 euro, ovvero quello che hanno speso (o forse addirittura meno) quei tifosi che hanno seguito la Lazio a Bologna, Udine, Venezia e oggi a Torino.
E ne conosco tanti, ve lo posso assicurare. E forse qualcuno prima di scrivere su questa vicenda si dovrebbe fare una trasferta insieme a loro, dovrebbe fare il viaggio di andata e di ritorno in treno o in pullman con questi tifosi e vivere la partita in quei settori ospiti che in qualche caso sono una sorta di gabbie, una sorta di zoo sportivo.
I tifosi della Lazio sono stati accusati di non amare la Lazio. Ma se uno non ama la Lazio, perché si fa più di mille chilometri in un giorno di lunedì o di sabato spendendo soldi e sacrificando affetti familiari per seguire una squadra di calcio?
I tifosi della Lazio sono accusati continuamente di aver abbandonato la squadra, ma ditemi voi chi nel mondo si è mai fatto decine di chilometri in moto per raggiungere il centro sportivo solo per applaudire i giocatori e scortare il pullman della squadra fino allo stadio per poi fare inversione di marcia e tronare a casa?
Io una cosa del genere non l’ho mai vista in nessuna parte del mondo e non l’hanno mai vista nemmeno i commentatori inglesi, spagnoli, francesi e americani che ogni volta che parlano di Lazio e di questa situazione mandano in onda le immagini dell’Olimpico vuoto e di quelle migliaia di tifosi che prima di lazio-Milan hanno scortato la squadra da Formello all’Olimpico.
Un fiume di amore che invade ogni stadio d’Italia, ma che si ferma come un fiume bloccato da una diga quando la Lazio gioca all’Olimpico. E quella diga si chiama Claudio Lotito, il personaggio entrato nella storia dalla porta sbagliata e destinato ad essere ricordato come il presidente meno amato della storia della Lazio!
Claudio Lotito, l’uomo che ha spezzato il filo e svuotato con le sue parole e i suoi comportamenti lo Stadio Olimpico, ma che quando parla dello stadio deserto per giustificare il suo fallimento come proprietario della Lazio tira fuori la teoria del complotto.
La stessa teoria che ricicla dal 2005 con l’appoggio delle istituzioni che a questo personaggio hanno sempre consentito di fare quello che a nessun altro in Italia.
Perché a chi verrebbe concesso di utilizzare le forze dell’ordine come fossero una sorta di Polizia privata? A chi verrebbe concesso impunemente di utilizzare figli uomini della scorta o della Digos presente in massa all’Olimpico per identificare un tifoso che espone un cartello? A chi verrebbe concesso, sfruttando la propria carica politica, di chiamare un editore per chiedergli di richiamare all’ordine o cacciare un direttore che fa domande scomode o che scopre altarini che lui vorrebbe tenere nascosti?

Provate a pensare cosa si scatenerebbe se a fare una cosa del genere fossero politici come la Meloni, la Schlein, Conte, Salvini o Vannacci. Si scatenerebbe un putiferio e sia a destra che a sinistra si urlerebbe alla dittatura.
Bene, in casa Lazio questo succede da 22 anni, ma a essere dipinti come brutti, sporchi e cattivi sono i tifosi. E parte delle istituzioni di questo Paese (sarebbe da scriverlo minuscolo paese in questo caso…) si prestano per colpirli in qualsiasi modo i tifosi della Lazio.
Da anni Lotito parla di complotto e di campagna denigratoria nei suoi confronti ma da anni assistiamo ad una campagna stampa che dipinge i tifosi della Lazio come delinquenti abbinati ad associazioni mafiose o criminali, buttando nella mischia chiunque osi schierarsi contro il padre-padrone della Lazio, compresi giornalisti, imprenditori, banchieri, personaggi del mondo dello spettacolo e financo politici e giornalisti.
Tutti complottisti, tutti accusati di voler destituire con la forza Lotito quando in realtà tutti chiedono solo ed esclusivamente di poter vedere la Lazio liberata da quelle catene che la imprigionano da 22 anni.
E di poterlo fare senza dover prendere per forza di cosa degli ipnotici o qualche droga per tornare a sognare.

Davanti a tutto questo, la cosa più facile sarebbe stata prendere la Lazio e mettere questa passione chiusa a chiave in un cassetto, rinunciare a tutto.
Invece, anche oggi migliaia di tifosi della Lazio saranno presenti sugli spalti dell’Allianz per consentire ai calciatori della Lazio di giocare in casa anche se il calendario segna Juventus-Lazio come trasferta.
Perché in un mondo che va sempre più spesso al contrario, anche i tifosi della Lazio hanno deciso di fare il contrario di quello che direbbe la logica e che dice il calendario: far giocare la Lazio in casa non quando gioca all’Olimpico, ma quando gioca in trasferta.
A dimostrazione che nessuno ha smesso di amare la Lazio, ma solamente di lasciare solo dentro un teatro vuoto un impresario che nessuno vuole più alla guida di questa società.
E questo non è un reato, è un diritto, sancito da quella costituzione che nel mondo Lazio viene calpestata da anni visto che viene considerato reato anche scrivere LOTITO VATTENE, LIBERA LA LAZIO o anche solo ed esclusivamente LIBERTÀ!
Sì, perché anche questo è successo, anche questo hanno dovuto subire i tifosi della Lazio: dover buttare una scenografia preparata con l’approvazione della questura solo perché il proprietario della Lazio non voleva veder apparire davanti agli occhi (e soprattutto davanti alle telecamere…) la scritta LIBERTÀ!
Ma i cattivi sono i tifosi della Lazio, anche e soprattutto quelli che questa sera trasformeranno l’Allianz nello Stadio Olimpico per sostenere Gattuso e i suoi ragazzi come non sono mai stati sostenuti quando giocano in casa da quei laziali che non hanno aderito alla protesta, ma che pur andando in molti casi allo stadio grazie a biglietti e tessere omaggio vengono considerati VERI LAZIALI, mentre quelli che saranno presenti oggi a Torino sono considerati dei delinquenti, il male della Lazio.
Se a voi tutto questo sembra normale…
FORZA LAZIO!
