Millenovecento

Millenovecento

  • Privacy policy
News 

Ma i laziali, chi li protegge e li rispetta?

24 Settembre 202624 Settembre 2026 Stefano Greco complotto, damnatiomemoriae, lazio, Lotito, LotitoOUT, Millenovecento, rispetto, sslaziofans
______________________________________________________________________________________
Tempo lettura articolo:11 Minuti, 25 Secondi

Condividi articolo

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn

Nelle ultime settimane c’è stata quasi una gara da parte di un certo tipo di comunicazione nel dipingere Claudio Lotito come una vittima, come qualcuno assediato e quasi martirizzato dai tifosi della Lazio che, ordendo mega-complotti, gli voglio scippare la societa.

Tutti in soccorso di Lotito, tutti a dipingere il padre-padrone della Lazio come un martire o un santo incompreso, tutti a scrivere di Lazio e a spiegare che cosa sta succedendo nel mondo Lazio senza essere laziali e in qualche caso senza aver mai né scritto né parlato prima di Lazio in vita loro.

Come ha fatto ad esempio Paolo Mieli, che senza conoscere nulla di quello che è successo in questi 22 anni, sbagliando date e ricostruzioni di una vicenda che non lo ha mai toccato come tifoso e della quale non si è mai occupato come giornalista, avendo a disposizione un microfono racconta una versione di questa vicenda che, come ben sa chi la vive sulla propria pelle da più di 4 lustri, non sta né in cielo né in terra, come una casa senza fondamenta, sospesa in aria.

Quelli che accorrono in soccorso di Lotito e che nella maggior parte dei casi non si sono mai occupati di Lazio e non sono laziali (anzi, la stragrande maggioranza sono romanisti), si affannano per convincere i laziali a tornare a casa, a riempire nuovamente l’Olimpico e nel farlo dicono: “Vabbé, ma la squadra è prima in classifica e vince, che cosa volete di più? Che cosa pretendere da questo presidente?”…

Il RISPETTO, chiediamo senza pretenderlo, perché pretendere che Claudio Lotito faccia qualcosa è inutile come i fiumi di parole in difesa di questo personaggio che hanno inondato nelle ultime due settimane il mondo Lazio.

I laziali, da sempre, ancora più delle vittorie, dei trofei alzati al cielo e della possibilità di sognare, pretendono RISPETTO. Quel RISPETTO che manca da sempre, perché chi gestisce dal 2004 la Lazio in questi 22 anni ci ha fatto sentire non a casa nostra, ma degli ospiti, per giunta spesso e volentieri indesiderati.

Lui che non ha vissuto nulla di quello che abbiamo vissuto noi come laziali, passando sotto le forche caudine di stagioni devastanti e quasi umilianti (ma senza mai perdere l’orgoglio del senso di appartenenza e dell’essere laziali), pretende di insegnarci che cosa significa essere tifosi e come ci dobbiamo comportare.

Perché lui da sempre pretende di avere non un popolo alle spalle ma dei sudditi silenti che dicono “sì, sire” ogni volta che apre bocca e che si inchinino o quasi si prostrino al suo passaggio.

Ecco, questo significa non aver capito nulla né del mondo Lazio né dei laziali e, soprattutto, di cosa significhi per ogni tifoso biancoceleste tifare per questa squadra e far parte di questa comunità che lui da 22 anni sta provando a disintegrare, a dividere in mille fazioni l’un contro l’altra armata, facendo suo il motto dei nostri avi romani: DIVIDE ET IMPERA.

Per anni ci è riuscito, non solo ha frantumato il mondo Lazio in mille fazioni, ma anche ogni fazione in tante piccole fazioni di gente che pur pensandola allo stesso modo discute e litiga sui social o ogni volta che in una cena si finisce a parlare di Lazio.

Amici di una vita che non si parlano più, vicini di stadio da lustri che si guardano quasi in cagnesco, gente che ancora prima di questa protesta rinunciava ad andare allo stadio per evitare di discutere ogni volta con altri laziali.

Ecco, tutto questo non lo racconta nessuno. Questa versione reale della vicenda non interessa nessuno, nemmeno quei comunicatori che da anni parlano di Lazio e si spacciano o si dipingono come laziali, ma il realtà sono tifosi solo di loro stessi.

Quindi, nel vedere l’affanno con cui le truppe cammellate hanno invaso il mondo Lazio per supportare e proteggere Lotito, io in queste settimane mi sono chiesto: MA CHI LI PROTEGGE E LI RISPETTA I LAZIALI?

I laziali li proteggono i laziali, perché come recita un vecchio slogan da sempre “ai laziali ci pensano i laziali”. Chi li protegge, invece, è una domanda che resta appesa, che non riceve risposta, perché l’unica risposta reale è: NON LI PROTEGGE NESSUNO!

Perché i pochi che hanno provato a difendere i laziali, sono finiti indagati, additati come banditi, truffatori da due soldi, complottisti e per giunta manovrati da pupari senza né nome né un volto.

Inutile fare i nomi, perché i nomi li conoscete benissimo, li avete letti e sentiti ovunque in queste ultime due settimane in cui in tanti, in troppi, hanno sbattuto il mostro in prima pagina senza nemmeno sapere di cosa parlavano e senza alcun rispetto né per le persone né della loro dignità e professionalità.

Tra l’altro, già condannati, perché se Claudio Lotito li ha denunciati e loro sono indagati e ricevono la visita dei Carabinieri a casa, automaticamente sono colpevoli. Magari colpevoli di aver fatto volare una aereo su Formello che trascinava uno striscione con su scritto LOTITO LIBERA LA LAZIO.

Un qualcosa che non viola nessuna legge, una libera espressione di critica e di pensiero garantita dall’articoli 21 della Costituzione della Repubblica Italiana ma che viene presentata come un reato e come la prova dell’appartenenza alla cospirazione che complotta contro Claudio Lotito.

Perché sta succedendo tutto questo? Per spaventare chiunque faccia parte del fronte dei contestatori, per seminare paura e dubbi, per provare ad annientare la contestazione.

Ma stanno ottenendo esattamente il contrario, perché i laziali più li attacchi più si compattano, più gli manchi di rispetto più si uniscono fino a diventare un monolite.

E quel monolite, nulla e nessuno lo può scalfire, figuriamoci disintegrare o abbattere. Non ci possono riuscire loro con le prediche, le inchieste e le accuse, ma nemmeno i risultati ottenuti dalla squadra, per il semplice motivo che questa protesta non è legata ai risultati, non è legata alle vittorie o alle sconfitte, al mancato arrivo di campioni o alla vendita di buoni giocatori sostituiti dal 2023 in poi sempre con calciatori più scarsi di chi partiva.

Non è quello che fa la differenza, perché come ricordo sempre io, chi ha visto Mauro Della Martira togliersi la giacca e passare dalla scrivania al campo da un giorno all’altro per marcare (senza aver fatto nemmeno un paio di allenamenti) Roberto Pruzzo in un derby contro la Roma campione d’Italia (e che si apprestava a giocare la finale di Coppa dei Campioni) non può aver paura di nulla e non dà vita ad una protesta perché giocano Decki e Provstgaard al posto di Romagnoli e Gila.

Per questo, tra le tante cose lette in queste settimane o dall’inizio della protesta, forse la cosa che ho apprezzato di più è la lettera che ha scritto Stefano Andreotti, figlio di Giulio, a Daniele Capezzone e che è stata pubblicata da IL TEMPO.

Perché in quelle righe non c’è solo un racconto reale di questa vicenda, ma ogni parola trasuda di passione e di Lazialità, ed esprime alla perfezione quel malessere e quel disagio che prova in questo momento ogni laziale e che è figlio proprio di quella mancanza di RISPETTO di cui parlavo prima e che sottolineo in ogni articolo, perché parte tutto da lì.

“Caro Direttore, qualche mese fa ti raccontavo di un derby che, per la prima volta in sessant’anni di abbonamento, ho scelto di non vedere. Io, mio figlio e il mio nipotino con la sua tessera da Aquilotto. Oggi mi chiedono in tanti se, con la Lazio che vince, ho cambiato idea. La risposta è no.

Sia chiaro: come risultato sportivo la Lazio sta dando qualcosa di inaspettato. Gattuso ha preso una squadra che sembrava destinata a un ridimensionamento e l’ha rimessa in piedi. Ne sono felice, come potrei non esserlo? Ma questo non incide sui motivi che sono alla base della protesta.

Per me non cambia nulla. Sono il primo ad augurarmi che la Lazio vada bene, ma questo non c’entra niente con la protesta di noi tifosi. Sono due piani diversi, e chi prova a sovrapporli non ha capito, o finge di non capire, cosa sta succedendo.

E chi pensa che sia una faccenda di pochi si sbaglia. Non è una cosa circoscritta al tifo organizzato, che pure ha un ruolo importante e lo ha svolto con serietà. Tutti i tifosi hanno aderito senza alcun tipo di costrizione.

Nessuno ha trascinato nessuno. Me ne accorgo tra gli amici, tra le persone che frequento, in famiglia: l’adesione è generale. Abbiamo deciso di fare questo perché siamo molto stanchi. Stanchi dei toni, stanchi dello scontro permanente, stanchi di sentirci trattati come un problema anziché come una risorsa.

Poi ci sono le inchieste di questi giorni, e il rumore che si portano dietro. Adesso anche chi non si è mai occupato di calcio ha iniziato a farlo. Leggo firme che fino a ieri non avevano mai scritto una riga sulla Lazio e oggi pretendono di spiegarla, senza conoscerne la storia né le dinamiche interne.

Non entro nel merito della giustizia, non è il mio campo e rispetto il lavoro di chi indaga. Ma lo dico con franchezza: credo che sia una cosa molto strana. Non riesco a capacitarmi di dove possa esserci qualcosa di penalmente rilevante. Dietro tutto questo non credo ci sia niente, eccezione fatta per il malcontento. Un malcontento vero, profondo, diffuso. Quello che vedo io ogni giorno, da laziale tra i laziali.

Ho 74 anni. Le prime partite le ricordo intorno al ’57-’58. Da allora in casa ne avrò saltata una ogni dieci anni. Ho visto la Lazio in Serie B, l’ho vista vincere lo scudetto, l’ho vista rinascere più volte. Mio figlio l’ho cresciuto così, e così speravo di crescere mio nipote. Non ho mai pensato che un giorno avrei scelto di starne lontano. E invece è successo. Se uno come me arriva a questo, non è per capriccio. È perché qualcosa si è rotto davvero.

Il Paradosso di oggi è proprio qui. La squadra ci sta regalando la stagione che nessuno si aspettava, e la frattura con la società resta intatta. Anzi, è la prova più chiara che il problema non è mai stato il campo.

Non chiedevamo di diventare il Paris Saint-Germain. Chiedevamo una visione, una posizione dignitosa, un ritorno stabile in Europa. E soprattutto chiedevamo rispetto.

Il campo, per una volta, sta facendo la sua parte. Tutto il resto no. Non basta vincere la domenica per ricucire un rapporto.

Al presidente direi quello che dicevo allora: si renda conto che la frattura ha raggiunto dimensioni difficilmente sanabili. Il calcio è cambiato, le conduzioni familiari sono ormai un’eccezione e servono capitali che una sola persona difficilmente può sostenere. Ma prima ancora dei capitali, serve la forma. E la forma, in questi mesi, è mancata troppo spesso.

Io aspetto. Con pazienza, come ho sempre fatto. Aspetto il giorno in cui potrò riportare mio nipote all’Olimpico, con la sua tessera da Aquilotto e senza sentirmi in contraddizione con me stesso. E sarà il giorno più bello di questa lunga storia”.

Come si può non condividere ogni pensiero e ogni parola di questa lettera? Come si fa a non capire quale sia la fonte, l’origine di questo malessere che dopo 22 anni di sopportazione ha portato 30.000 e passa laziali a dire: BASTA!

Come si può spacciare per complotto un qualcosa che è così chiaro? Come si può pensare che gli articoli di Stefano Greco o le lettere scritte su IL TEMPO da Luigi Bisignani possano aver condizionato una persona di grande intelligenza e cultura come Stefano Andreotti al punto da indurlo a riporre e chiudere in un cassetto non solo la tessera dello stadio ma anche il suo amore per la Lazio?

Non sono così presuntuoso da poter pensare che lo possano comprendere i Carabinieri, la Digos o i magistrati, ma mi chiedo come possa non comprendere tutto questo chi da anni fa il giornalista e si occupa quotidianamente di Lazio.

O come fanno a far finta di nulla, a supportare la tesi del complotto e addirittura a invocare arresti o partecipare al linciaggio di altri laziali, dipingendoli come traditori, gufi e romanisti?

Io, sinceramente, non riesco a capirlo. O forse mi rifiuto di capire per paura della risposta, ovvero che dietro a tutto questo non ci sia in realtà il bene della Lazio, ma solo la protezione del padre-padrone della Lazio e la conservazione di uno status quo che, evidentemente, fa comodo a qualcuno. Oppure a tanti.

E quel qualcuno o quei tanti, tutto sono meno che laziali e non solo (credo) ai miei occhi. Non perché io sia una sorta di depositario della verità, non perché le parole scritte da Stefano Andreotti siano Vangelo e i comunicati dei tifosi organizzati le tavole dei dieci comandamenti laziali, ma solo ed esclusivamente perché le cose sono chiare e la verità è molto più semplice di come tenta di dipingerla chi disegna complotti.

In tanti stanno proteggendo Lotito e nessuno sta proteggendo i laziali! Sia da Lotito che da questa ennesima tempesta.

Tutti chiedono rispetto per il senatore Claudio Lotito, ma nessuno rispetta i tifosi laziali.

Se a voi questo sembra giusto o normale, allora io alzo le mani e mi arrendo. Anzi, sono addirittura disposto a smettere di scrivere di Lazio e a mettere in atto quella damnatio memoriae di cui ho parlato in un articolo che ho scritto su Millenovecento il 28 luglio scorso, cancellando completamente il nome, il volto e il ricordo di Claudio Lotito dai miei articoli e dalla storia della Lazio, come facevano i nostri avi romani.

Ma non è normale e non è nemmeno giusto, perché i laziali meritano RISPETTO e nessuno sta rispettando né loro né la loro protesta, legittima e pacifica.

Autore

Stefano Greco

sgritalia@yahoo.com
Happy
Happy
3 10 %
Sad
Sad
10 34 %
Excited
Excited
2 7 %
Sleepy
Sleepy
0 0 %
Angry
Angry
14 48 %
Surprise
Surprise
0 0 %
______________________________________________________________________________________
Visualizzazioni 3.368
  • ← Il mondo Lazio e quel “virus” da debellare…
  • Lasciate in pace Gattuso e la squadra! →

Potrebbe anche interessarti

Nanni Gilardoni… la Lazio!

10 Luglio 2022 Stefano Greco Commenti disabilitati su Nanni Gilardoni… la Lazio!

… E liberaci da Tare, amen!

18 Aprile 2023 Stefano Greco Commenti disabilitati su … E liberaci da Tare, amen!

SARRANGIAMO è il mantra del Sarribis…

5 Settembre 2025 Stefano Greco Commenti disabilitati su SARRANGIAMO è il mantra del Sarribis…


Offerte del mese

Ristorante Baita la Faggeta



Nuova app

Rimani aggiornato
scarica l'app di millenovecento per "android"!
Stiamo lavorando per inserire l'app in Google Play, al momento puoi scaricare cliccando sul logo sotto,in fase di installazione autorizza l'installazione da "fonti sconosciute" dal tuo dispositivo

Registrazione al sito

Password dimenticata?
Registrati
Password dimenticata
Annulla

Registrazione su questo sito

Ti sarà inviata una password tramite email.


Ringraziamenti

Millenovecento vive grazie a…


News S.S. Lazio
  • Gattuso tra Lazio e Nazionale: "Nessuna rivincita. Mancini? Sembrava tutto da buttare via, invece..."
    7 Ottobre 2026
  • Ala destra, le opzioni di Gattuso
    7 Ottobre 2026
  • Lazio, bandiera Marusic: l'obiettivo è scavalcare Marusic
    7 Ottobre 2026
  • Icardi, altro che Lazio: ora può tornare al Galatasaray
    7 Ottobre 2026
  • Gattuso ridà le chiavi a Taylor: parte da mezzala e costruisce gioco
    7 Ottobre 2026
  • Eleonora Goldoni della Lazio fermata dai tifosi della Roma dopo il derby: il post del racconto diventa virale
    6 Ottobre 2026
  • La Lazio vola alto: forma e convinzione, Gattuso ha tracciato il piano di ripartenza
    6 Ottobre 2026
  • Gattuso e l’invito di Gasperini a cena: i retroscena
    5 Ottobre 2026

Articoli recenti

  • La crisi Lazio non riguarda Lotito e le sue aziende
  • Il giorno degli “angeli”…
  • La “libertà” vale più dei risultati
  • Bisignani, Lotito e il “De bello Calabro”!
  • Dal “sogno responsabile” all’incubo palpabile!

Archivi

  • Ottobre 2026
  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021

Archivio storico

! Accesso esclusivo agli abbonati !


Autorizzazione Ministeriale n°165/2011 - Direttore Responsabile: Stefano Greco
webmaster by: Bruno Stazi
Millenovecento
Gestisci Consenso Cookie
Usiamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere ad informazioni sul dispositivo. Lo facciamo per migliorare l'esperienza di navigazione e mostrare annunci personalizzati. Fornire il consenso a queste tecnologie ci consente di elaborare dati quali il comportamento durante la navigazione o ID univoche su questo sito. Non fornire o ritirare il consenso potrebbe influire negativamente su alcune funzionalità e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
Gestisci opzioni Gestisci servizi Gestisci fornitori Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
{title} {title} {title}
SOLO AGLI ABBONATI
Dal 30 Giugno 2022 i contenuti di Millanovecento sono visibili solo ed esclusivamente agli abbonati.
Quindi non basta iscriversi su Millenovecento per continuare a vedere tutti i contenuti del sito.
Per abbonarsi, bisogna:
1) Iscriversi al sito inserendo un nome utente e una mail funzionante.
2) Versare il contributo/abbonamento a favore di Millenovecento a quota libera a partire da 80 euro secondo le seguenti modalità:
– BONIFICO a favore di ASSOCIAZIONE CULTURALE ADLERT, causale DONAZIONE MILLENOVECENTO, presso MPS codice IBAN IT 62 B 01030 03273 000001803523
– VERSAMENTO su conto POSTEPAY al numero di carta 4023 6010 4132 4658 – STEFANO GRECO – GRCSFN62E10H501Z
3) Spedire copia dell’avvenuto versamento all’indirizzo email sslaziofans@yahoo.it
————————————————————————————–
Una volta eseguiti i 3 passi descritti, l’utente riceverà sulla mail indicata un messaggio di iscrizione al sito e una password generata dai gestori del sito per loggarsi e accedere a tutti i contenuti di Millenovecento fino a Giugno 2027
La password, fornita dai gestori del sito può essere cambiata in qualsiasi momento
Chi ha intenzione di continuare a leggere Millenovecento è pregato di seguire questa procedura.