“Quel debito di 550 milioni è una bugia colossale”
Ricevo e pubblico volentieri una replica del professor Alfredo Parisi, basata su numeri reali estratti dal bilancio chiuso al 30.6.2004, alle cifre sparate per l’ennesima volta da Claudio Lotito sull’ammontare del debito della Lazio rilevato dalla precedente gestione e su altri numeri sparati per l’ennesima volta dal palco di Reggio Calabria in occasione della presentazione della reggina ma che non trovano alcun riscontro nella realtà.
Ovvero, nei bilanci ufficiali della Lazio. Perché ripetere in modo quasi ossessivo di aver rilevato una società con 550 milioni di euro di debito, non significa che quella bugia assuma i crismi della verità assoluta solo perché è stata raccontata centinaia di volte.

Perché quel debito di 550 milioni di euro questo è: UNA BUGIA, forse la più enorme tra le tante bugie raccontate da Claudio Lotito in questi 22 anni da proprietario della Lazio.
Una bugia smentita a più riprese da Sergio Cragnotti ma anche, come evidenzia il professor Parisi, dai numeri del bilancio della SS Lazio al 30.6.2004. Un esercizio, tra l’altro, approvato proprio da Claudio Lotito nell’inverno del 2004, nella seconda assemblea presieduta come azionista di maggioranza e proprietario della SS Lazio.
Che Lotito ami giocare con i numeri (sempre a suo vantaggio, chiaramente) a volte mischiando miliardi di lire e milioni di euro come se fossero la stessa cosa, oramai lo sappiamo bene, ma quando un presidente di una SpA quotata in Borsa parla di numeri di bilancio, in quel momento dà informazioni al mercato.
E visto che dare false informazioni al mercato è un reato, viene lecito chiedersi come mai dal 2004 a oggi la Consob non sia mai intervenuta vista l’enorme differenza tra le cifre raccontate da Lotito e quelle scritte nei bilanci.

Perché non parliamo di spicci, ma di oltre 200 milioni di euro di “debiti inventati”, di cifre e di fatturati che non trovano riscontro nella realtà, ma anche di crediti enormi ereditati ma mai citati.
E tutto questo per dipingersi non solo come un salvatore della patria biancoceleste, ma quasi come un super manager che meriterebbe il Premio Nobel per l’Economia, se solo fosse vero quello che racconta da 22 anni.
Ma, purtroppo per lui, non lo è. E a dirlo non sono solo i contestatori Stefano Greco e Luigi Bisignani, ma i reali numeri di bilancio, di quel bilancio approvato dallo stesso Claudio Lotito.
Numeri che ho già fornito più volte in passato per smentire la favoletta dei 550 milioni di euro di debito, ma che in questa analisi fatta dal professor Alfredo Parisi sui dati del bilancio ufficiale chiuso al 30 giugno 2004 emergono in modo chiaro, lampante, smentendo in modo clamoroso Claudio Lotito e mandando in frantumi quella realtà virtuale che da 22 anni sbatte in faccia al mondo lazio o ai suoi interlocutori.
Buona lettura…

Nel contesto di una frenetica idolatria personale per mobilitare le masse calabresi, il dr. Claudio Lotito la sera della presentazione della Reggina si è abbandonato al solito ritornello del salvataggio miliardario della S.S.Lazio spa di cui da luglio 2004 è diventato azionista di maggioranza e presidente.
Nello show sul palco di reggio Calabria, durante l’ennesimo raptus di autocompiacimento e un delirio di onnipotenza, Claudio Lotito ha evidenziato le seguenti cifre riferite alla situazione della S.S.Lazio ereditata a luglio 2004: Fatturato € 84,0 milioni, perdita d’esercizio di € 86,50 mln e un debito di € 550,0 mln.
Al di là di considerazioni di opportunità sulle dichiarazioni sopra riportate nel corso di un discorso riservato a smuovere entusiasmo dei tifosi della Reggina, credo sia arrivato il momento di riportare l’attenzione a quel preciso periodo in cui la situazione della Lazio era giunta alla fine della gestione Capitalia, rappresentata all’interno della società dall’Amministratore Delegato Giuseppe Matteo Masoni e dal Direttore Generale Giuseppe De Mita.

Prendendo il bilancio chiuso al 30 giugno 2004 e approvato dallo stesso Lotito e dall’assemblea degli azionisti, i dati raccontati per l’ennesima volta a Reggio Calabria fanno a pugni con la realtà dei numeri.
Il valore della produzione (fatturato) nella stagione 2003-2004 è stato di €100,8 mln, con un incremento pari a + 20% rispetto alla stagione precedente.
L’indebitamento totale era pari a € 348.1 mln pari, sceso del 36,4% rispetto alla stagione precedente grazie ai tagli effettuati sotto la gestione Baraldi e all’aumento di capitale interamente sottoscritto dagli azionisti.
Di questi 348,1 milioni di euro, tra l’altro, € 151.4 mln erano relativi a debiti tributari in corso di rinegoziazione, in parole povere a quel debito con l’Erario che grazie all’accordo stilato con l’Agenzia delle Entrate la Lazio ha rateizzato in 23 anni e che sempre la Lazio (non Lotito, ovvero l’azionista di maggioranza assoluta) ma la Lazio stessa con le sue entrate ha pagato dal 2005 a oggi.
Il Patrimonio Netto si presentava negativo (€ 21,9 mln) dopo aver riportato perdite di bilanci precedenti per € 140,8 mln.
A questo proposito, è legittimo sottolineare il fatto che il Patrimonio Netto all’epoca non abbia beneficiato di alcuna rivalutazione degli immobili di proprietà (Formello era a bilancio a € 25,4 mln), come, invece avvenuto per la semestrale al 31.12.2025, nella quale per portare il Patrimonio Netto (negativo per 17 mln) Lotito ha effettuato una rivalutazione di 140 milioni di euro del patrimonio immobiliare, portandolo a 235 milioni di euro grazie al “Revaluation Model”.

Quindi: i debiti non erano 550 milioni di euro ma 348, ovvero 200 milioni di euro in meno rispetto a quello che racconta Lotito da 22 anni.
Il fatturato non era inferiore agli 85 milioni di euro ma superiore ai 100 milioni di euro e in quel bilancio non ha fatto registrare alcuna perdita di esercizio di 86,50 milioni di euro.
Tra l’altro, Claudio Lotito parla sempre dei debiti ereditati (come abbiamo visto dipingendo uno scenario irreale che non trova alcun riscontro nei numeri del bilancio che lui stesso ha approvato) ma non parla mai dei CREDITI ereditati dalla gestione precedente che non sono certo spicci.
Nel bilancio chiuso al 30 giugno 2004, infatti, l’ammontare dei crediti verso le società calcistiche per la cessione di calciatori ammontavano a € 56,1 mln, di cui € 50,9 mln sono stati incassati proprio dalla gestione Lotito, così come nelle casse della Lazio della gestione-Lotito sono entrati i soldi della partecipazione alla Champions League 2003-2004.
Soldi che sono stati versati dall’UEFA nell’estate del 2004 e che quindi figurano nel bilancio della Lazio chiuso al 30.6.2005, per un ammontare di € 22,360 milioni, che con l’aggiunta di incassi e bonus legati allo sponsor hanno consentito a Claudio Lotito di ritrovarsi in casa un altro tesoretto di circa 25 milioni di euro di cui in 22 anni non ha mai parlato.
Parliamo in totale, tra Champions League e ratei da incassare per la cessione di giocatori (Nedved, Nesta, Crespo, Stankovic, Stam, Fiore, Corradi…) di qualcosa come 75 milioni di euro, più di due terzi dell’ammontare del fatturato attuale della SS Lazio.
Questa la realtà che dovrebbe essere raccontata alla gente, questa è la realtà che dovrebbe essere sempre tenuta presente quando si parla di una società quotata, invece di salire su un palco e per farsi grande e strappare qualche applauso buttare parole (e numeri) al vento che sono sempre informazioni non veritiere trasmesse al mercato.

Ultima considerazione. Da anni sentiamo Lotito ripetere “perché io ho pagato”. Ecco, anche questa è una bugia, oltre che una falsa informazione al mercato. Perché tranne quel versamento iniziale di fatto a luglio 2004 partecipando all’aumento di capitale, dal 2004 a oggi non è stato effettuato nessun aumento di capitale.
E questo significa che Claudio Lotito (come qualsiasi altro azionista della Lazio) dal 2004 a oggi non ha versato un solo euro di tasca sua nelle casse della SS Lazio. Quindi, parafrasando quel discorso fatto da Lotito a febbraio scorso relativo a come sarà finanziato il progetto Flaminio, una cosa la possiamo affermare con certezza: la SS Lazio dal 2004 a oggi si è “pagata da sola”.
Perché da 22 anni a questa parte la società vive di quello che incassa e, soprattutto, in questi 21 anni il debito con l’Agenzia delle Entrate non lo ha pagato (come tende a far credere ogni volta) Claudio Lotito di tasca sua, ma lo ha pagato la SS Lazio con i soldi incassati dalla SS Lazio.
Ovvero con i proventi dei diritti TV, delle cessioni e soprattutto con i soldi che dal 2004 a oggi hanno versati i tifosi della Lazio nelle casse della società sotto forma di sottoscrizione di abbonamenti e di acquisto di biglietti.
Quindi, se la Lazio è rimasta economicamente a galla in questi 22 anni non è grazie a immissione di capitali personali da parte di Claudio Lotito, ma soprattutto grazie ai soldi versati da quei tifosi della SS Lazio che oggi ha deciso, economicamente parlando, di “staccare la spina” a questa società. O meglio, a questa proprietà.
Credo che non serva aggiungere altro a quello che ha scritto il professor Alfredo Parisi, se non una piccola domanda destinata a restare probabilmente senza risposta: perché se la verità è sotto gli occhi di tutti ed è scritta nero su bianco nei bilanci della Lazio quando Claudio Lotito la stravolge raccontando la favoletta dei 550 milioni di euro di debito nessuno nella comunicazione romana e laziale (tranne il sottoscritto e pochi altri) gliela sbatte in faccia?
