Polymarket oscurato! Addio sponsor…
Dopo mesi di nuvoloni neri e tuoni, è arrivato il diluvio. E il diluvio è la delibera con cui oggi ADM (Agenzia Dogane e Monopoli) ha inserito definitivamente Polymarket nella black-list dei siti considerati illegali, provvedendo immediatamente al totale oscuramento anche del sito della società americana di prevision su tutto il territorio nazionale.
Con il quadro normativo italiano (articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401) che prevede sanzioni anche per chi pubblicizza attività di gioco o scommessa prive della necessaria concessione o autorizzazione, questo primo atto può portare in tempi decisamente rapidi alla risoluzione dell’accordo tra Lazio e Polymarket, con una perdita per la società di circa 18 milioni di dollari che, al cambio attuale, corrispondono a 15,7 milioni di euro più bonus previsti dal contratto.
Soldi che Claudio Lotito considerava già sicuri e che ora potrebbero all’improvviso svanire, affossando ulteriormente i conti di una società già in enormi difficoltà economiche, testimoniate dall’ennesimo mercato parzialmente bloccato, dalla vendita di tutti i pezzi pregiati e conseguente taglio degli ingaggi e ridimensionamento delle ambizioni di un club reduce da due settimi e un nono posto.

Per la Lazio è la seconda volta che sfuma un accordo con una società legata al gioco: che siano scommesse o prevision, come le chiama qualcuno, fa poca differenza.
Era già successo nel 2019, quando il 12 luglio in seguito allo stop della deroga del decreto dignità, la Lazio era stata costretta a interrompere la partnership con la società di scommesse russa MarathonBet.
Accordo fino al 2021 stracciato, con circa 15 milioni di euro garantiti per le stagioni 2019-2020 e 2020-2021 svaniti in un amen.
Proprio come potrebbe succedere ora che la tempesta dei mesi scorsi si è trasformata in un vero e proprio diluvio.

Un diluvio ampiamente annunciato da chi, come il sottoscritto, fin dal 20 aprile scorso ha scritto: “L’accordo tra Lazio e Polymarket presenta più di una criticità (se si tratta di irregolarità tali da far saltare la sponsorizzazione, saranno ADM, Governo e Agcom a stabilirlo).
Lo scrivo perché avendo molte conoscenze nel mondo del betting (quello legale…) e con politici che da anni si occupano di gioco d’azzardo e dei rischi collegati alla diffusione delle scommesse e del gioco, ho capito fin dall’annuncio dell’accordo che questa sponsorizzazione avrebbe alzato un polverone enorme, destinato a diventare una vera e propria tempesta”.

Queste cose le ho scritte quando tutti sostenevano che l’accordo era regolare, che la Lazio aveva ottenuto tutte le autorizzazioni possibili e il via libera da AGCOM, cose che nel corso di questi due mesi si sono rivelate assolutamente infondate.
Come ho riportato in un articolo del 19 maggio scorso, Davide Gallino, Dirigente Ufficio disciplina, vigilanza e sanzioni – Direzione Servizi Media di AGCOM, aveva già smentito un via libera dato da AGCOM a Polymarket ad operare in Italia, quindi anche a sottoscrivere accordi di sponsorizzazione per pubblicizzare un sito considerato NON AUTORIZZATO e ora finito definitivamente nella blacklist dei siti illegali.
“Polymarket non è mai stata da noi autorizzata, come alcuni voci che sono erroneamente circolate hanno sostenuto nei giorni dell’accordo tra la Lazio e la società americana”.
Perplessità sulla validità dell’accordo tra Polymarket e la Lazio, sono state espresse fin dall’inizio anche da deputati e senatori, tra cui l’onorevole DEM Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera dei Deputati e coordinatore dell’Intergruppo parlamentare per la sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo, che ha chiesto al Governo di stoppare l’accordo Lazio-Polymarket.
“La scelta di associare il marchio di una piattaforma come Polymarket a una società storica e popolare come la Lazio solleva interrogativi seri e non eludibili.
Parliamo di un soggetto che opera in una zona grigia e controversa sotto il profilo normativo e che, per caratteristiche, richiama dinamiche assimilabili al gioco e alla scommessa, in un contesto nel quale gli operatori autorizzati in Italia sono invece sottoposti a vincoli stringenti e a divieti molto chiari.
Ritengo questa sponsorizzazione sbagliata e profondamente inopportuna. Non possiamo consentire che ambiguità giuridiche o innovazioni tecnologiche diventino il varco attraverso cui si reintroducono, in forme nuove, messaggi promozionali legati al betting e ad attività ad esso assimilabili.
Serve chiarezza, serve responsabilità e serve coerenza istituzionale. Per questo auspico un approfondimento immediato da parte del Governo nonché dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e delle altre autorità competenti, accompagnata da una riflessione politica seria affinché non si producano zone franche comunicative in cui chi è fuori dal perimetro regolato finisce per godere di vantaggi che vengono negati a chi opera nella legalità e sotto controllo pubblico”.

E, anche se in silenzio, ADM si è mossa immediatamente, sottoponendo la questione anche al Consiglio di Stato che, qualche settimana fa, ha espresso parere negativo sulla regolarità della posizione di Polymarket, nel quadro di quelle che sono oggi le leggi che regolano l’attività nel settore del betting e le sponsorizzazioni sportive di siti informativi gestiti da società di betting.
Un’indagine approfondita quella dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che ha portato alla decisione di oggi di oscurare definitivamente il sito di Polymarket.
La prima conseguenza del provvedimento emesso oggi è stato l’immediato oscuramento del sito di Polymarket, avvenuto in contemporanea con la comunicazione ufficiale da parte di ADM alla Procura della Repubblica di Roma dell’inserimento di Polymarket nella blacklist dei siti illegali.
AGCOM, preso atto della delibera di ADM, dovrebbe comunicare alla Lazio l’opportunità di interrompere immediatamente il rapporto di sponsorizzazione, perché essendo quello di Polymarket un sito irregolare, gestito da un’azienda che non può operare legalmente in Italia, non può essere consentita nemmeno la sponsorizzazione e quindi la pubblicità ad un sito, anche solo ed esclusivamente informativo, considerato non legale.
La decisione di ADM è stata accolta con favore da tutti gli operatori nel settore delle Scommesse legali che erano insorti dopo l’accordo di sponsorizzazione tra Polymarket e la Lazio.
In merito a questa vicenda, ho intervistato nuovamente l’avvocato Massimiliano Pucci (tra l’altro, tifoso laziale dalla nascita…), Presidente di AS.TRO e membro di Confindustria SIT.

– Avvocato Pucci, Polymarket è stato inserito nell’elenco dei siti inibiti da ADM. Che cosa succede ora?
“L’inserimento nell’elenco dei siti inibiti è il primo passaggio previsto dall’ordinamento. A questo punto l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, se non lo ha già fatto, trasmette gli atti alla Procura della Repubblica, evidenziando che l’offerta di gioco in assenza della prescritta concessione integra una violazione della Legge 401 del 1989.
Si tratta della norma che disciplina il contrasto all’esercizio abusivo delle scommesse, introdotta proprio dopo gli scandali che hanno interessato il mondo delle scommesse sportive negli anni Ottanta.
È un fenomeno che seguiamo quotidianamente attraverso l’Osservatorio sul Gioco Online Illegale di Data Room Nexus, promosso da AS.TRO, che monitora l’evoluzione dell’offerta non autorizzata e fornisce alle istituzioni analisi e dati sulle nuove modalità con cui gli operatori illegali raggiungono gli utenti italiani”.
– Quali potrebbero essere le conseguenze per il rapporto tra Polymarket e la Lazio?
“È verosimile che l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) possa valutare la posizione del club e, qualora ritenga che ne ricorrano i presupposti, chiedere l’immediata rimozione del marchio Polymarket dalle maglie della squadra.
Esiste però anche un’altra possibilità. Polymarket dispone del termine previsto dalla legge per impugnare il provvedimento di ADM davanti al giudice amministrativo. In questo scenario AGCOM potrebbe adottare un approccio prudenziale, decidendo di attendere l’esito dell’eventuale contenzioso prima di assumere iniziative nei confronti della società sportiva. Entrambe le ipotesi sono giuridicamente possibili”.
– Esiste la possibilità che Polymarket possa legalizzare la sua posizione acquistando una concessione dallo Stato per poter operare legalmente in Italia?
“In teoria sì, ma richiederebbe un profondo cambiamento del modello di business. La prima strada sarebbe acquisire una concessione italiana, ad esempio rilevandola da un concessionario già autorizzato, dal momento che la gara pubblica si è conclusa e quindi bisognerebbe aspettare l’apertura della prossima gara di concessioni.
Il modello di Polymarket presenta alcune caratteristiche assimilabili al betting exchange, cioè un sistema in cui gli utenti effettuano pronostici tra loro senza un bookmaker tradizionale.
Ottenere una concessione, però, non basterebbe. Polymarket dovrebbe eliminare tutti quei mercati previsionali che ne hanno decretato il successo internazionale – politica, guerre, geopolitica e altri eventi di attualità – e limitare la propria offerta esclusivamente alle tipologie di scommessa consentite dall’ordinamento italiano: come gli eventi sportivi e, nei limiti previsti dalla normativa, alcune scommesse sullo spettacolo.
La seconda possibilità sarebbe sempre quella di acquisire una concessione, affiancandola però a un portale esclusivamente informativo, ad esempio un “Polymarket News”, dedicato ad analisi, statistiche e contenuti editoriali.
Questo consentirebbe di svolgere attività informativa, che resta consentita, mantenendo distinta tale attività dall’offerta di gioco, anche nell’ottica di preservare eventuali accordi di sponsorizzazione. In ogni caso si tratta di un percorso complesso, che richiederebbe investimenti importanti e un completo adeguamento alla disciplina italiana”.

– Esiste un provvedimento di ADM che interviene direttamente nei confronti della Lazio?
“No. Il provvedimento di ADM riguarda esclusivamente l’inserimento del sito nell’elenco dei siti inibiti e le conseguenti comunicazioni alla Procura della Repubblica.
L’Agenzia non adotta, almeno in questa fase, provvedimenti nei confronti del club. Eventuali iniziative sulla sponsorizzazione potrebbero essere valutate dalla Procura della Repubblica o da AGCOM nell’ambito delle rispettive competenze.
Si tratta quindi di piani distinti: da un lato il contrasto all’offerta di gioco non autorizzata, dall’altro le eventuali valutazioni sulla presenza del marchio nell’ambito delle sponsorizzazioni sportive”.
Stando a voci di corridoio, AGCOM (che era già irritata per le voci infondate messe in giro su un via libera dell’Agenzia a Polymarket e all’operazione di sponsorizzazione della Lazio) avrebbe già preso carta e penna per comunicare alla Lazio la decisione presa oggi da ADM e quindi, in base alle normative di legge esistenti, la necessità di togliere immediatamente dalle maglie biancocelesti il marchio Polymarket.
Perché in base all’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401) che prevede sanzioni anche per chi pubblicizza attività di gioco o scommessa prive della necessaria concessione o autorizzazione, la Lazio non può fare pubblicità ad un sito considerato NON LEGALE.
L’impressione generale, quindi, è che il matrimonio tra la Lazio e Polymarket sia arrivato alla fine, allo stesso epilogo che ebbe nell’estate del 2019 l’accordo tra la società biancoceleste e la società russa di scommesse MarathonBet.
