Esimio dottor Armando Antonio Calveri…
Non avrei voluto, ma visto che nel suo post il segretario generale della SS Lazio ha usato frasi del tipo “Quando la fantasia sostituisce la verifica, non si fa informazione: si alimentano equivoci”, rispondere è un obbligo e allora lo faccio, senza voler assolutamente entrare in polemica con Calveri (che non conosco), ma visto che lui parla di verifiche e dà lezioni su come si fa informazione, mi limito ad esporre i fatti.
Fatto numero 1: Armando Antonio Calveri è un tesserato della SS Lazio o della Reggina? È un tesserato della Lazio, quindi dovrebbe preoccuparsi solo ed esclusivamente delle cose che riguardano la Lazio, visto che, tra l’altro, in questo momento la situazione della società per cui lavora è già abbastanza “complicata”. E il termine “complicata” è un dolce eufemismo per descrivere la situazione della Lazio e quello che succede a Formello.

Fatto numero 2: Armando Antonio Calveri ieri stava (come scritto dal sottoscritto) a Reggio Calabria? La risposta è sì. Non è né una fake news né un’interpretazione fantasiosa, ma un qualcosa che è realmente successo e lo stesso Calveri ha confermato che ieri era a Reggio Calabria.
Fatto numero 3: Armando Antonio Calveri ieri ha visitato lo Stadio Granillo e il centro sportivo Sant’Agata, dove gioca e si allena la Reggina Calcio? Assolutamente sì.
Fatto numero 4: Armando Antonio Calveri ha visitato le strutture in compagnia del sindaco di Reggio Calabria, Cannizzaro, e di alcuni tecnici del comune di Reggio per verificare lo stato delle strutture e le opere da realizzare in modo da consentire alla Reggina di iniziare nel migliore dei modi l’avventura targata Lotito? Assolutamente sì. E non si vede a quale titolo il segretario generale della SS Lazio dovrebbe incontrare il sindaco e i tecnici di Reggio Calabria per cose che non hanno nulla a che fare con il suo lavoro per la SS Lazio.

Fatto numero 5: Armando Antonio Calveri dal 2004 al 2010 ha lavorato per la Reggina Calcio? Assolutamente sì, sta nel suo curriculum vitae: dal 2004 al 2008 come responsabile del settore giovanile e dal 2008 al 2010 come segretario generale e team manager.
Fatto numero 6: qualcuno ha scritto che Armando Antonio Calveri è mandato a Reggio Calabria di nascosto, da carbonaro o travestito per non farsi riconoscere? Io non l’ho scritto e da quello che ho letto non lo hanno scritto nemmeno i colleghi di Reggio Calabria.
Quindi, se tutte queste cose sono assolutamente VERE e VERIFICATE, quale sarebbe la “fantasia che sostituisce la verifica alimentando disinformazione e/o equivoci”?

Non sono io il datore di lavoro di Armando Antonio Calveri, quindi non spetta a me decidere dove deve andare in missione, cosa deve fare e chi deve incontrare.
Il suo datore di lavoro è Claudio Lotito, quindi visto che come ha scritto lo stesso Calveri lui è legatissimo a Claudio Lotito e alla sua terra, ha tutto il diritto di andare a Reggio Calabria e di aiutare il proprietario della Lazio e neo proprietario della Reggina.
Prendo atto che per lei sia normale che il segretario generale della Lazio vada a Reggio Calabria a fare incontri che riguardano solo ed esclusivamente la Reggina Calcio ma credo che sia altrettanto legittimo che non tutti debbano pensarla come lei e come il suo datore di lavoro.
Anzi credo, anche alla luce di quello che è successo in quel decennio di doppia reggenza di Lotito tra Salerno e Roma, che i tifosi della Lazio abbiano il sacrosanto diritto di sapere che in un momento di difficoltà della Lazio, con plusvalenze da chiudere entro il 30 giugno per sbloccare il mercato e con una situazione a dir poco nebulosa e preoccupante, la priorità per qualcuno era mandare Armando Antonio Calveri in missione a Reggio Calabria per occuparsi di cose che riguardano la Reggina.

Questo non significa seminare zizzania, accendere gli animi o fare disinformazione. Semmai esattamente il contrario, significa fare informazione.
Che poi questo crei un fastidio al senatore Claudio Lotito e all’esimio Armando Antonio Calveri, mi dispiace per loro, ma che il segretario generale della Lazio incontri le massime autorità di Reggio Calabria per cose che riguardano la Reggina a casa mia è una notizia: VERA! VERIFICATA! NON SMENTITA NEMMENO DALL’INTERESSATO.
Quindi, di cosa stiamo parlando? Armando Antonio Calveri è di Reggio Calabria, ha lavorato per la Reggina, quindi è normale che sia affezionato alla sua città, alla squadra del suo cuore e che se qualcuno glielo chiede si fiondi a Reggio per dare una mano per la rinascita della Reggina e per la partenza di un nuovo progetto.
Nessuno lo nega questo, così come nessuno ha detto che stare a Reggio Calabria, nel 2027 e con i mezzi tecnologici a disposizione oggi, non significhi poter lavorare da lì anche per la Lazio.
Ma è quel ANCHE che può risultare fastidioso ai tifosi della Lazio, così come lo è stato per dieci anni quando a Formello si lavorava sia per la Lazio che per la Salernitana.
A volte, più a favore della Salernitana che non della Lazio, visto che il fiume di soldi partiva da Formello e finiva a Salerno e mai, in dieci anni, è successo il contrario.

Mai la Lazio ha tratto giovamento economico da quella doppia proprietà di Claudio Lotito. Quindi, con la situazione attuale della Lazio, con una società che da anni vede ridurre il proprio fatturato e la propria competitività che di anno in anno si riduce come testimoniano i risultati sportivi e la perdita di valore della rosa, credo sia non solo giustificato, ma anche legittimo, il fastidio attuale dei tifosi della Lazio verso questa operazione-Reggina.
Visto anche che da settimane Lotito si occupa (almeno questo traspare…) quasi solo ed esclusivamente della Reggina. E ora, dopo Lotito anche Calveri va in missione a Reggio Calabria.
Quindi, tutto bello e tutto da libro cuore quello che scrive Armando Antonio Calveri, ma credo che così come si debbano rispettare il suo attaccamento alla sua terra d’origine e il cuore che palpita per la Reggina, si dovrebbero rispettare anche i tifosi della Lazio che vedono una società abbandonata a se stesso e gente che ricopre cariche importanti per la Lazio che incontra le massime autorità politiche e sportive non di Roma, ma di Reggio Calabria.
Quindi, esimio dottor Armando Antonio Calveri, se facendo uscire notizie sulla sua presenza a Reggio Calabria e sugli incontri fatti a Reggio che riguardano SOLO ED ESCLUSIVAMENTE la Reggina e non la Lazio abbiamo rotto le uova nel paniere a lei e al suo bi-datore di lavoro, mi/ci dispiace, ma fa parte del lavoro del giornalista cercare e pubblicare notizie.
E se quelle notizie (la presenza, gli incontri…) sono vere, tutto il resto è, mi passi il termine, fuffa.
Perché i tifosi della Lazio sono stanchi e arrabbiati, ma non sono scemi. E hanno capito benissimo che quello che sta succedendo a Reggio Calabria non solo non porta nessun beneficio alla Lazio ma, vista l’esperienza passata, può portare soltanto problemi.
Problemi economici (visto che la Reggina è stata acquista dalla S.N.A.M. Lazio Sud S.r.l., società che da quasi 20 anni incassa soldi dalla SS Lazio e che è proprietaria al 40% di Lazio Events, la società che ha in portafoglio il 67% di Lazio in mano a Claudio Lotito) e, speriamo, nessun altro tipo di problema.
Visto che i rapporti molto particolari tra SS Lazio e US Salernitana hanno portato anche ad un’inchiesta penale tutt’ora aperta per “emissione di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti” e “false comunicazioni sociali” per le operazioni legate acquisti 7 calciatori: Sprocati, Casasola, Marino, Cicerelli, Novella, Morrone, Akpa Akpro.
Operazioni nelle quali, come si legge nel capo di imputazione, Claudio Lotito, in qualità di Presidente del Consiglio di Gestione della “S.S. Lazio S.p.A.”, assieme a Marco Moschini in qualità di Consigliere Delegato, Marco Cavaliere, quale Direttore Amministrativo e Igli Tare quale Direttore Sportivo della Società, “in concorso tra loro, avvalendosi delle fatture di vendita dei giocatori ceduti dalla U.S. Salernitana, frutto di valutazione artefatte rispetto al valore di mercato del singolo calciatore al momento della cessione, indicavano nelle dichiarazioni dei redditi annuali elementi passivi fittizi (costi “gonfiati”), nonché facevano figurare nei bilanci societari i rispettivi valori di acquisto spropositati dei calciatori, così falsando il valore del patrimonio della società sportiva”.

Premesso che sia come persona che come giornalista non considero un atto d’accusa come una prova certa di colpevolezza (quindi per me lei e tutti gli altri siete assolutamente innocenti e avete fatto tutto in modo corretto finché qualcuno dopo 3 gradi di giudizio non mi dimostri il contrario), anche questa non è né fantasia né un’invenzione giornalistica o fantasioso tentativo di modificare la realtà delle cose.
Ma la prova che quel matrimonio Salernitana-Lazio, oltre ad esserci costato più di 50 milioni di euro (soldi della Lazio, versati anche dai tifosi della Lazio nelle casse della società ma finiti a Salerno per calciatori sopravvalutati e che in molti casi non hanno mai neanche indossato la maglia della Lazio), ha creato solo ed esclusivamente problemi.
Quindi, la preoccupazione che la cosa possa ripetersi ora con la Reggina, credo sia più che legittima e giustificata.
Poi, se invece in futuro andate a lavorare tutti solo ed esclusivamente per la Reggina, le assicuro che non solo nessuno avrà nulla da ridire, ma che magari tiferemo anche per Lotito, per lei e per la squadra della sua città e del suo cuore.
E, da tifoso oltre che da giornalista, so benissimo che al cuor non si comanda…
Cordiali saluti e buon lavoro! Per chi, sinceramente, non lo so…
