THIS IS THE END!
This is the end
Hold your breath and count to ten
Feel the Earth move and then
Hear my heart burst again
For this is the end
Questa è la fine
Trattieni il respiro e conta fino a dieci
Senti la Terra tremare e poi
senti il mio cuore scoppiare di nuovo
Perché questa è la fine
Sì, come canta Adele in Sky fall, questa è la fine! Sì perché il comunicato diramato oggi dai tifosi della Lazio è una sentenza di condanna senza appello, la parola fine, DEFINITIVA, del rapporto tra i tifosi laziali organizzati e questa proprietà.

La Cassazione del mondo Lazio ha emesso il suo verdetto, inappellabile: Claudio Lotito deve lasciare la guida della Lazio, deve accettare una delle proposte che ha sul tavolo e passare la mano, perché solo la sua uscita di scena potrà mettere la parola fine a questa contestazione e riempire nuovamente lo Stadio Olimpico.
In queste settimane, leggendo o sentendo falsi comunicatori o soloni del mondo Lazio annunciare o profetizzare la fine della contestazione, una marcia indietro dei gruppi organizzati e un rientro allo Stadio Olimpico, sorridevo.
Sorridevo non perché sapessi qualcosa di quello che avevano deciso, ma perché questi soloni hanno dimostrato per l’ennesima volta di non aver capito NULLA, assolutamente NULLA, non solo della situazione, ma del malessere che regna sovrano in questo ambiente e che ha portato la gente laziale a rinunciare, come atto di amore supremo, a quello che ha di più caro: seguire la Lazio.

Una decisione tanto estrema quanto irreversibile, perché tornare indietro o chiudere a tarallucci e vino la questione avrebbe significato questa volta arrendersi definitivamente e, soprattutto, perdere faccia, coerenza, credibilità e dignità.
E ai tifosi della Lazio tutto si può dire meno che non ci abbiano messo la faccia, che non siano stato coerenti e credibili, e che non abbiano messo la propria dignità di tifosi e di laziali davanti a qualsiasi cosa.
Anche davanti a quegli “interessi personali ed economici” di cui in tanti parlano (a vanvera) da anni.
Perché la Lazio viene prima di tutto e i tifosi laziali rivogliono quella Lazio di cui si sono innamorati da bambini, quella Lazio che è stata una compagna di vita che LORO non hanno mai tradito ma che oggi non riconoscono più.
Non la riconoscono più perché quella di Claudio Lotito ha il nome e i colori di quella Lazio ma non è più la Lazio: è la squadra di Claudio Lotito, oppure la Lotitese come la chiama qualcuno.
In queste settimane, andando come sempre controcorrente, ho invitato scettici, disfattisti e falsi profeti ad aspettare il comunicato dei gruppi organizzati prima di giudicare, prima di emettere sentenze di condanna, prima di parlare di fine della contestazione e, addirittura, di “tradimento”.

Chi lo ha fatto, probabilmente ragiona in quel modo perché è abituato a comportarsi così nella vita.
Io non sono fatto così e sono stato sempre convinto in questi mesi che non si comporta così nemmeno chi ha deciso di caricarsi sulle spalle la croce, il peso di questa contestazione che non è un complotto, ma una scelta tanto inevitabile quanto dolorosa fatta da chi ha a cuore la Lazio e chiede, pretende, RISPETTO!
Quel rispetto che Claudio Lotito non ha mai dimostrato, perché ad ogni mano tesa, ad ogni richiesta e a ogni spiraglio di apertura ha reagito come ha sempre fatto in questi 22 anni: minacciando, insultando, offendendo la gente e calpestando la storia della Lazio.
Quella “cazzo di storia”, come l’ha chiamata lui stesso, sancendo con quelle parole la fine del suo rapporto con il mondo Lazio.
Ho letto tutto il comunicato e non lo riporto integralmente perché è lunghissimo e perché tanto diventerà virale in un amen e non avrete difficoltà a trovarlo, quindi mi soffermerò solo sui punti salienti e sulle decisioni finali prese dai gruppi organizzati.
L’ho letto con una punta di orgoglio, perché tante delle cose riportate in questo che più che un comunicato considero un dispositivo della sentenza di condanna emessa dalla Corte di Cassazione del mondo Lazio nei confronti di Lotito, sono miei cavalli di battaglia da sempre.
Sono cose che scrivo da lustri e che in qualche caso ho portato io stesso alla luce spulciando nei bilanci: dalla bugie sull’entità del debito ereditato da Lotito (e pagato dai tifosi e non da Lotito) ai fiumi di denaro finiti nelle casse delle aziende di Lotito, dall’inesistenza di un progetto-Lazio alla presenza di troppi romanisti dentro Formello, passando per le bugie raccontate al mondo intero su complotti inesistenti, su associazioni a delinquere che esistono solo nella mente di Lotito per finire con le “supercazzole” (testuale) legate al Flaminio e al Nasdaq.

In questo comunicato sono racchiuse 22 anni di nefandezze, di errori ed orrori che hanno portato alla situazione attuale di rottura completa e allo svuotamento sine die dello Stadio Olimpico in occasione delle partite della Lazio. E non solo.
Perché in questo comunicato non è annunciato solo il NO al rinnovo degli abbonamenti, ma anche il NO all’acquisto di materiali e, soprattutto, al boicottaggio di tutte le aziende che uniranno il loro nome alla SS Lazio, alle piattaforme televisive che trasmetteranno le partite della Lazio e, infine, a Forza Italia e a tutti coloro (anche se laziali dichiarati) che si presenteranno alle prossime elezioni comunali e politiche nelle liste del movimento fondato da Silvio Berlusconi.
Una guerra totale a chi aiuta e/o sostiene colui che da 22 anni tiene in ostaggio l’intero mondo Lazio e che grazie alla Lazio ha ottenuto fama, gloria, potere e soldi. Tanti soldi ma, a quanto pare, mai abbastanza per considerarsi sazio.
•I gruppi del tifo organizzato NON si abboneranno.
Siamo consci del fatto che perderemo la prelazione dei nostri posti che abbiamo occupato per decenni ma non siamo più disposti e disponibili ad accettare questa situazione, saremo presenti solo quando lo decideremo Noi;
•Saremo presenti in tutte le trasferte, cercando di sostenere i ragazzi e fargli capire che questa situazione non dipende né da loro né dal nuovo allenatore, al quale rivolgiamo il nostro benvenuto chiedendogli di avere un comportamento degno del simbolo che indosserà;
•Saremo presenti ai derby, sia in casa che in trasferta, perché pensavamo di avere di fronte una tifoseria che avesse un minimo di mentalità, invece hanno preferito alzare striscioni e fare cori contro una curva vuota, dimostrandosi quelli che sono: ROMANISTA…ROMANISTA;
•Disdiremo in blocco e non rinnoveremo gli abbonamenti a tutte le piattaforme che trasmettono a pagamento le partite della Lazio, per sensibilizzare ulteriormente l’ambiente sportivo italiano, sia economicamente che visivamente, sul gravissimo stato in cui verte la nostra amata Lazio.
Ci ritroveremo per vedere le partire casalinghe della nostra Lazio in bar, ristoranti e pub dei nostri fratelli laziali;

•Boicotteremo tutte quelle attività che daranno il loro appoggio a questa presidenza, siano essi sponsor o partner vari, un boicottaggio che non è iniziato da noi ma da chi ha imposto ai tesserati della SS Lazio di non frequentare le attività gestite dai tifosi più in vista;
•Finché il sig Lotito resterà alla guida della SS Lazio non daremo il nostro voto a Forza Italia e ad i candidati da lui sostenuti, fossero anche tifosi della Lazio. Questa scelta è stata provocata dal senatore Lotito il quale ha voluto mischiare in più occasioni il suo ruolo di presidente della Lazio con quello di Senatore della Repubblica trascinando la politica all’interno di questa disputa con la tifoseria.
Queste sono le scelte dei gruppi del tifo organizzato biancoceleste. Nessuno è obbligato a seguire le nostre scelte ognuno è libero di fare ciò che vuole ma invitiamo tutti i tifosi della Lazio di sentire il proprio cuore senza dimenticarsi di ascoltare la propria coscienza e rispettare la propria dignità.
Lo facciamo per il futuro della nostra Lazio, lo facciamo per i laziali!
Stiamo compiendo l’ennesimo estremo atto d’amore perché un giorno i nostri figli possano godersi una Lazio libera della tirannia di un uomo che ha anteposto il denaro alla passione, il proprio ego alle volontà di un popolo, l’aridità del suo cuore all’amore per un simbolo che ci ha reso e ci renderà sempre fieri!

Non credo che ci sia altro da aggiungere, se non inchinarsi davanti alla dimostrazione di coerenza, di orgoglio e di dignità data all’intero mondo del calcio dai tifosi della Lazio.
Non credo che ci sia altro da fare se non fare un applauso a chi ha deciso che Lazialità e passione non sono in vendita e che quindi non possono essere oggetto di scambio o di accordi, soprattutto con chi accordi e promesse non li mantiene MAI!
Questo comunicato, come scrivevo all’inizio, è una sentenza di condanna senza appello, ma come hanno sottolineato nei giorni scorsi lanciando una sorta di allarme sia Luigi Bisignani che Stefano Andreotti è anche una sorta di virus che potrebbe estendersi ad altre realtà calcistiche, che potrebbe contagiare altre tifoserie che come quella laziale sono ostaggio di proprietà cieche e sorde a qualsiasi appello.
Il calcio non è di chi ha in mano le azioni o la maggioranza delle società. No, il calcio è della gente, dei tifosi che guardano le partite e che soprattutto versano i soldi che mandano avanti questo carrozzone.
Soldi che entrano direttamente nelle casse delle società con l’acquisto di biglietti e abbonamenti, soldi nelle casse delle società e delle aziende che producono il merchandising, soldi (un mare si soldi) che entrano nelle casse delle televisioni e che vengono in parte redistribuiti finendo nelle casse dei club.
Senza i tifosi, tutto questo non esisterebbe. Quindi è tanto impensabile quanto inaccettabile che i tifosi non abbiano voce in capitolo e, soprattutto, che qualcuno possa permettersi di minacciarli e offenderli ogni volta che apre bocca, solo perché magari osano contestarlo.
Sì, THIS IS THE END. Sì, questa è la fine dell’era-Lotito. Lo hanno capito tutti meno Claudio Lotito. O meglio, lo ha capito anche lui ma si rifiuta di accettare la realtà, ovvero che ha fatto il suo tempo e che la sua avventura laziale è all’epilogo, al capitolo finale.
Sta a lui decidere come scriverlo questo finale: se provare a scrivere un lieto fine uscendo tra gli applausi per aver lasciato la Lazio in mano economicamente più forti delle sue, oppure se tirare dritto rischiando di finire contro un muro, ripetendo gli stessi errori (come gli ha fatto notare Bisignani) commessi anni fa quando si è rifiutato di accettare l’idea che la sua avventura alla guida della Salernitana era arrivata all’epilogo.
Sta a lui e solo a lui scegliere cosa fare. I tifosi hanno già deciso cosa fare: privarsi della Lazio fino a che ci sarà lui. E questa, oramai, è una realtà che sta sotto gli occhi di tutti, sancita in modo definitivo (se mai ci fossero stati dubbi) da questo comunicato!
FORZA LAZIO! FORZA LAZIALI!
