Millenovecento

Millenovecento

  • Privacy policy
News 

La bellezza e la follia dell’essere laziali oggi…

23 Aprile 202623 Aprile 2026 Stefano Greco AtalantaLazio, lazio, liberalalazio, Lotito, Maledettilaziali, Millenovecento, sslaziofans
______________________________________________________________________________________
Tempo lettura articolo:9 Minuti, 25 Secondi

Condividi articolo

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn

La Lazio dà, la Lazio toglie, avevo scritto il 18 aprile dello scorso anno all’indomani della sfida di ritorno dei quarti di Europa League persa ai rigori contro il Bodo Glimt.

E l’articolo di oggi in un certo senso è il seguito di quel pezzo, l’ennesimo capitolo di quel romanzo laziale nel quale viviamo da sempre: tra gioie e dolori, tra cadute e risalite, tra discussioni e liti interne anche tra chi ha non solo la stessa fede calcistica, ma anche lo stesso obiettivo o lo stesso sogno: vedere una Lazio senza Claudio Lotito alla guida di questa società.

Perché il risultato di ieri per la stragrande maggioranza dei tifosi della Lazio non sposta nulla, visto che da mesi ripetiamo tutti che il risultato del campo in questo momento è l’ultimo dei nostri problemi: quindi vittorie, pareggi o sconfitte non spazzano via e non accrescono la voglia, la necessità di cambiamento, di voltare pagina e in modo definitivo.

So già che qualcuno storcerà la bocca leggendo questo articolo, che qualcuno non capirà o non approverà. Così come so che qualcuno, invece, scorrendo il racconto di questo post Atalanta-Lazio già entrato nella storia forse si identificherà in queste parole e nelle sensazioni provate nell’ennesima notte folle a tinte biancocelesti.

Ma non mi preoccupo di quello che può pensare chi non mi conosce realmente e chi non ha mai provato nemmeno a capire come sono fatto.

Parlo di chi leggendo i miei articoli o i miei commenti (e spesso e volentieri leggendo tra le righe) ci ha sempre letto quello che gli faceva comodo leggerci, quello che voleva leggerci per rafforzare la sua idea che io sono un nemico della Lazio.

Secondo qualcuno il nemico numero uno, ancora più di chi da anni ha instaurato una vera e propria dittatura, imponendo la sua presenza e negando anche il diritto di pensarla diversamente da lui, di poter esprime liberamente quei diritti sanciti dall’articolo 21 della Costituzione ma che se esercitati da chi contesta Lotito vengono scambiati o spacciati come un complotto, come un’istigazione a delinquere.

Parlare oggi di questo ancora prima che dell’incredibile successo di ieri, dell’ennesimo capolavoro fatto da Maurizio Sarri e dell’incredibile impresa compiuta da Edoardo Motta che con una notte da assoluto protagonista si è meritato un posto tra gli immortali biancocelesti, fa parte della follia dell’essere laziali oggi, dell’impossibilità di vivere serenamente e di assaporare fino in fondo il sapore di questa vittoria, di questo traguardo.

Ma è così e negarlo sarebbe come negare la realtà, come mentire non solo agli altri ma anche a noi stessi. Perché in tanti non l’hanno vissuta con animo sereno la partita di ieri, combattuti tra lo sperare nel miracolo e il credere che anche un’eliminazione non sarebbe stata poi proprio un male. Anzi.

Follia, la follia dell’essere laziali oggi nell’era-Lotito, nel non accettare il falso dogma che Lotito sia una cosa e la Lazio un’altra, negando quella realtà che invece il padrone della Lazio ci sbatte in faccia da quasi ventidue anni ogni volta che apre bocca, come quando ha detto di recente in una delle tante telefonate diventate virali: “Questa società un solo nome e cognome: Claudio Lotito”.

Ma si può essere tristi per una vittoria come quella di ieri sera? No, non si può. È contro natura, così come è contro natura tifare per la sconfitta della tua squadra del cuore.

Per quanto io sia da sempre ANTI-LOTITO, non ci riesco a farlo, non riesco a tifare per chi gioca contro la Lazio (sono uno dei pochi che non lo ha fatto nemmeno in occasione di quel Lazio-Inter del 2002 e ci sono le registrazioni di quelle trasmissioni in cui altri, invece, sostenevano che era meglio perdere…) e non potevo certo farlo ieri sera.

Non solo perché è contro natura e perché io sono e sarò sempre laziale prima di qualsiasi altra cosa, ma anche per affetto e stima verso Maurizio Sarri, unico faro di speranza in questa tempesta.

E per riconoscenza verso una squadra modesta quanto vogliamo e con limiti palesi, ma che sta dimostrando in questa stagione di avere un cuore grande, enorme.

Perché questo noi abbiamo sempre chiesto a chi indossa quella maglia: avere cuore, combattere, dare tutto e che sia 10, 30, 50 o 100 non fa differenza. E l’emblema di tutto questo è Patricio Gabarrón Gil, meglio noto come Patric: non un campione, ma uno che ci ha sempre messo l’anima e che per il bene della Lazio ha accettato di giocare in qualsiasi ruolo, ora addirittura da regista per sopperire all’assenza di Rovella.

Un ragazzo che esulta per un’entrata in scivolata riuscita, per un tackle vinto, per un intervento in extremis che evita un gol avversario che sembra già fatto.

Ecco, chi dice che noi laziali “abbiamo ancora il caviale di Cragnotti tra i denti”, che “siamo incontentabili” e “che vogliamo solo i campioni” o non è laziale o non ha capito proprio chi e cosa sono i laziali.

I laziali sono quelli che hanno amato alla follia Antonio Elia Acerbis e che a distanza di quasi 40 anni ancora ricordano il giorno in cui in un derby sotto gli occhi di D’Elia (che fece finta di non vedere) prese per il collo Giannini che faceva l’arrogante fino a sollevarlo da terra. E lo hanno amato forse più di Veròn.

I laziali sono quelli che forse hanno amato più Guerino Gottardi di tanti altri celebrati campioni di quella squadra che ha vinto quasi tutto e che con un pizzico di buona sorte avrebbe potuto veramente vincere tutto, Champions League compresa.

E siccome sono laziale per scelta (perché venendo da una famiglia “mista”, laziale dalla fondazione da parte di padre e romanista dalla fusione del 1927 da parte di madre ho scelto la Lazio) oltre che per tradizione, io non posso tifare contro la Lazio. Non ce la faccio proprio…

E quindi, ieri ho vissuto una delle giornate più allucinanti della mia vita, combattuto tra bene e male.

Amici che mi scrivevano per convincermi ad andare a Tor di Quinto, altri che mi chiamavano per invitarmi ad andare da loro a vedere la partita, ma a tutti ho dato la stessa risposta: no, grazie, non ce la faccio.

E non ce l’ho fatta al punto che non ho nemmeno acceso il televisore. Io che ho seguito la Lazio ovunque, non solo in Europa ma in trasferte negli anni bui in posti che molti laziali non hanno mai visto, in stagioni in cui eravamo a volte 40/50 contro uno stadio intero, ieri sera non ce l’ho fatta a sintonizzarmi su Italia Uno.

Nemmeno per vedere i supplementari o l’epilogo dei rigori, perché ero come morto dentro. Ecco, questo è il termine giusto per spiegare come mi sento da un po’ di tempo a questa parte: sono morto dentro, anche se combatto ogni giorno per portare avanti le mie idee e quello in cui credo.

Non mi era mai successo, ma è così. E questo fa parte della bellezza e al tempo stesso della follia dell’essere laziale oggi.

So che in molti stanno così, anche se lo nascondono, anche se oggi postano foto di esultanze sfrenate loro o dei giocatori.

Io non mi sono mai nascosto in vita e quindi non lo faccio nemmeno oggi. Sono felice? Sì. Sono triste e ho il magone per il timore per cosa potrebbe esserci dietro l’angolo o al pensiero che un successo finale potrebbe allungare la nostra agonia da tifosi? Sì.

È un controsenso? Sì, lo è, come lo è agli occhi di Palella ricevere una valanga di insulti per un post di esultanza messo su X per festeggiare la qualificazione della Lazio, perché lui è convinto di aver fatto “il bene della Lazio” in questi ultimi dodici mesi e non riesce a comprendere quindi perché la gente lo attacchi, lo consideri un “male” e lo inviti a stare lontano dalla Lazio.

Palella non capisce e non può capire perché non è laziale. Così come non possono capire né Floridi né Fabiani.

Così come non capisce da quasi 22 anni Claudio Lotito, che non se ne fa una ragione per il fatto di essere considerato il peggior presidente della storia della Lazio, visto che numeri alla mano ha vinto solo un trofeo meno di Sergio Cragnotti che invece viene idolatrato, trattato con gli onori che si riservano ad un Imperatore. Mentre lui viene considerato quasi un usurpatore.

I laziali li possono capire solo i laziali. I MALEDETTI LAZIALI che vivono sensazioni contrastanti: quelli che oggi gioiscono senza SE e senza MA e quelli che invece non riescono nemmeno a gioire per la qualificazione di ieri. Perché noi laziali siamo questo: tutto e il contrario di tutto.

A volte incomprensibili agli occhi di chi ci guarda da fuori, ma non agli occhi di chi come Sarri non è nato laziale ma si è completamente immerso nella Lazialità. Quello che non ha mai fatto Lotito, quello che non potranno mai fare i Palella, i Floridi, i Fabiani.

E potrei citarne tanti altri che si spacciano per laziali ma non lo sono realmente.

La Lazio dà e la Lazio toglie ho scritto circa 370 giorni fa. E ieri lo “stellone” ci ha restituito quello che il destino ci aveva tolto un anno fa. Ironia della sorte, sempre dagli 11 metri.

“Papà, essere della Lazio è un inferno”, mi ha detto mio figlio la notte del 17 aprile 2025 crollando in lacrime tra le mie braccia al rientro a casa dopo quel Lazio-Bodo.

“Sì, è vero amore mio, essere laziali è un inferno”, gli ho risposto, aggiungendo “ma anche oggi quella scelta di sposare per sempre la squadra con i colori del cielo la rifarei mille, un milione, un miliardo di volte.

Perché vedrai che le lacrime di dolore di questa sera, di dolore fisico e dell’anima, un giorno si trasformeranno in lacrime di gioia, di una gioia senza eguali perché arriva all’improvviso dopo anni o mesi di sofferenza”.

Perché come dico e scrivo da sempre l’amore è anche sofferenza. Atroce in qualche caso, soprattutto per chi è giovane e non è temprato, perché ci ha appena messo piede in questo inferno laziale.

Per noi, per quelli della mia generazione, Lazio-Bodo è stata invece solo una cicatrice che si è aggiunta alle altre, il lato oscuro di una medaglia che raramente mostra il lato bello e lucente.

E oggi questo Lazio-Atalanta è un ricordo da conservare gelosamente nel cuore, il lato bello e splendente di quella medaglia.

Perché la Lazio dà e la Lazio toglie, così come la vita che ci regala gioie e dolori, grandi amicizie e grandi amori destinati a durare per sempre, grandi delusioni e tradimenti che sono come ferite che non si rimargineranno mai.

Ma è bellissimo essere laziali, essere come diceva il mio amico Francesco Bilotta, “gli Ultras della squadra maledetta”. O come si dice oggi i MALEDETTI LAZIALI.

È bellissimo oggi come lo era anche quel 18 aprile del 2025, il giorno dopo Lazio-Bodo. Nonostante le contraddizioni e le sensazioni contrastanti di cui parlavo all’inizio.

FORZA LAZIO! Sempre e comunque…

Autore

Stefano Greco

sgritalia@yahoo.com
Happy
Happy
4 14 %
Sad
Sad
4 14 %
Excited
Excited
18 64 %
Sleepy
Sleepy
0 0 %
Angry
Angry
1 4 %
Surprise
Surprise
1 4 %
______________________________________________________________________________________
Visualizzazioni 1.439
  • ← Ecco perché è grave questa cosa di Polymarket
  • La grande lezione del “nuovo” tifo laziale… →

Potrebbe anche interessarti

Lazio, Nasdaq e Palella: domande legittime su una “strategia” poco chiara

23 Dicembre 2025 Adriano Cerquetti Commenti disabilitati su Lazio, Nasdaq e Palella: domande legittime su una “strategia” poco chiara

La scelta di Giampiero: mai alla Roma!

17 Gennaio 2024 Stefano Greco Commenti disabilitati su La scelta di Giampiero: mai alla Roma!

Niente Europa per la Juventus…

26 Aprile 2023 Stefano Greco Commenti disabilitati su Niente Europa per la Juventus…


Offerte del mese

Ristorante Baita la Faggeta



Nuova app

Rimani aggiornato
scarica l'app di millenovecento per "android"!
Stiamo lavorando per inserire l'app in Google Play, al momento puoi scaricare cliccando sul logo sotto,in fase di installazione autorizza l'installazione da "fonti sconosciute" dal tuo dispositivo

Registrazione al sito

Password dimenticata?
Registrati
Password dimenticata
Annulla

Registrazione su questo sito

Ti sarà inviata una password tramite email.


Ringraziamenti

Millenovecento vive grazie a…


News S.S. Lazio
  • La fine è nota?
    13 Maggio 2026
  • La Lazio regala a Mattarella la medaglia del 50° anniversario del primo scudetto biancoceleste
    12 Maggio 2026
  • La Lazio accoglie a Formello Jordan Saxe di Nasdaq
    11 Maggio 2026
  • Sarri bacchetta la Lazio: "Tutta colpa nostra, l'Inter non ha fatto niente di eccezionale"
    9 Maggio 2026
  • Romagnoli espulso in Lazio-Inter: salta il derby contro la Roma
    9 Maggio 2026
  • Lazio-Inter, i convocati: un ritorno e un forfait per Sarri
    9 Maggio 2026
  • Si ferma Zaccagni, Sarri punta su Maldini contro l’Inter. Tutte le scelte del tecnico della Lazio
    9 Maggio 2026
  • Lazio-Inter, la mossa dei tifosi: tutti insieme a Ponte Milvio per celebrare il gemellaggio
    9 Maggio 2026

Articoli recenti

  • Questa gente merita più di un Lotito!
  • Quel muro di Lazialità!
  • URGENTE, URGENTE, AL THANI PRESIDENTE
  • Il silenzio dei COLPEVOLI!
  • È crollato il castello di bugie!

Archivi

  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021

Archivio storico

! Accesso esclusivo agli abbonati !


Autorizzazione Ministeriale n°165/2011 - Direttore Responsabile: Stefano Greco
webmaster by: Bruno Stazi
Millenovecento
Gestisci Consenso Cookie
Usiamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere ad informazioni sul dispositivo. Lo facciamo per migliorare l'esperienza di navigazione e mostrare annunci personalizzati. Fornire il consenso a queste tecnologie ci consente di elaborare dati quali il comportamento durante la navigazione o ID univoche su questo sito. Non fornire o ritirare il consenso potrebbe influire negativamente su alcune funzionalità e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
Gestisci opzioni Gestisci servizi Gestisci fornitori Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
{title} {title} {title}
SOLO AGLI ABBONATI
Dal 30 Giugno 2022 i contenuti di Millanovecento sono visibili solo ed esclusivamente agli abbonati.
Quindi non basta iscriversi su Millenovecento per continuare a vedere tutti i contenuti del sito.
Per abbonarsi, bisogna:
1) Iscriversi al sito inserendo un nome utente e una mail funzionante.
2) Versare il contributo/abbonamento a favore di Millenovecento a quota libera a partire da 80 euro secondo le seguenti modalità:
– BONIFICO a favore di ASSOCIAZIONE CULTURALE ADLERT, causale DONAZIONE MILLENOVECENTO, presso MPS codice IBAN IT 62 B 01030 03273 000001803523
– VERSAMENTO su conto POSTEPAY al numero di carta 4023 6010 4132 4658 – STEFANO GRECO – GRCSFN62E10H501Z
3) Spedire copia dell’avvenuto versamento all’indirizzo email sslaziofans@yahoo.it
————————————————————————————–
Una volta eseguiti i 3 passi descritti, l’utente riceverà sulla mail indicata un messaggio di iscrizione al sito e una password generata dai gestori del sito per loggarsi e accedere a tutti i contenuti di Millenovecento fino a Giugno 2026
La password, fornita dai gestori del sito può essere cambiata in qualsiasi momento
Chi ha intenzione di continuare a leggere Millenovecento è pregato di seguire questa procedura.