Il “complotto” che arricchisce Lotito…
Ogni volta che Claudio Lotito è in difficoltà, ecco che si rimette in moto la macchina del fango, con la “casta” che lo protegge e rilancia la tesi del complotto ordito ai danni del padre-padrone della Lazio.
“Il pubblico ministero evidenzia in particolare che gli approfondimenti investigativi avrebbero avvalorato l’ipotesi secondo cui, al di là delle offese e delle frasi denigratorie della persona del senatore Lotito, possa esistere una regia terza ed esterna tesa a destabilizzare economicamente l’asset societario della S.S. Lazio, minando da un lato la sua stabilità finanziaria e azionaria mediante la divulgazione di notizie infondate, nonché di false trattative per l’acquisizione dello stesso asset.
Dall’altra, sempre secondo il pubblico ministero, compromettendo la serenità del senatore Lotito quale proprietario di maggioranza e rappresentante della società, ed effettuando nei suoi confronti una operazione di fiaccamento che, se ricostruito come generato da un unico progetto criminoso, sarebbe configurabile in un contesto di vero e proprio stalking”.

Questo è uno stralcio della relazione sul caso Lotito trasmessa all’aula in tempi record dal senatore di Fratelli di Italia, Costanzo Della Porta, relatore sul caso nella giunta delle immunità.
Relazione, chiaramente, finita immediatamente a qualche organo di informazione amico che ha rilanciato la tesi della cospirazione, del complotto ordito da un’associazione a delinquere (tra persone che in molti casi nemmeno si conoscono) guidata da una regia occulta che da mesi tramerebbe per togliere la Lazio a Claudio Lotito.
Una regia occulta che avrebbe usato “criminali” come il sottoscritto (e il collega Rodolfo Bada) per “diffondere notizie false allo scopo di creare un danno economico a Lotito svalutando il valore in Borsa della SS Lazio”.

Se fosse uno scherzo, ci sarebbe da piegarsi un due dalle risate, ma purtroppo non è uno scherzo, è una vicenda che si trascina da mesi e che nonostante la fragilità (per non dire l’assoluta inconsistenza) del castello accusatorio continua a tenere banco e a gettare fango su persone che non hanno la benché minima possibilità di difendersi e una platea per far emergere la realtà delle cose.
La realtà delle cose, parte da un procedimento penale iniziato nel 2006 e che si è chiuso 13 anni fa con la sentenza depositata il 4 luglio del 2013 dalla Sezione V Penale della Corte di Cassazione.
Una sentenza di condanna definitiva (con sanzione penale estinta per avvenuta prescrizione) sia per Claudio Lotito che per Roberto Mezzaroma per “aggiotaggio manipolativo sul titolo Lazio”, per aver insomma, tramite un “complesso disegno criminoso”, blindato la posizione di controllo di Lotito alla guida della Lazio causando un danno a tutti gli azionisti.

Un danno economico valutato dal Tribunale di Milano nell’ordine dei 10 milioni di euro: una danno che Lotito e Mezzaroma non hanno mai risarcito agli azionisti perché in quel processo la Consob non si costituì parte civile a difesa degli azionisti.
E vista la difficoltà nel poter fare in Italia una class action, in quella vicenda Lotito l’ha fatta franca sia dal punto di vista economico penale che economico.
Per chi volesse approfondire realmente, questa è la sentenza emessa dalla Corte Suprema, depositata a luglio 2013 e resa pubblica a dicembre dello stesso anno…

Lotito, l’unico condannato dal 1998 a oggi per “aggiotaggio sul titolo Lazio” (per giunta, manipolativo visto era l’azionista di maggioranza assoluta e aveva il controllo della società), continua a sventolare la bandiera dell’aggiotaggio e in tanti continuano ad abboccare, anche davanti all’inesistenza del presunto danno subito da Lotito.
Anzi, i numeri della Borsa dicono assolutamente il contrario. E i numeri quando si parla di Borsa, non mentono mai.
Cosa dicono i numeri? Dicono che questo presunto danno economico che avrebbero inflitto i cospiratori a Lotito è INESISTENTE. Anzi, dall’estate scorsa a oggi, Lotito non solo non ha subito alcun danno, ma ci ha guadagnato.

Già, perché come si vede nei grafici dell’andamento del titolo SS Lazio, i numeri della Borsa dicono l’esatto opposto di quello che sostiene la Procura di Roma nella sua teoria del complotto manovrato da una regia occulta che vorrebbe strappare la Lazio a Lotito deprezzando il valore della Lazio.
I numeri dicono che il 1° luglio del 2025 il titolo Lazio in Borsa era quotato 0,806 euro e che oggi, a distanza di 9 mesi e mezzi, le azioni della Lazio valgono 1,42 euro l’una: ovvero, quasi 0,62 euro in più rispetto a luglio, con un incremento del 75% del valore del titolo.
In soldoni, avendo 45.408.929 azioni della SS Lazio che controlla tramite Lazio Events, Claudio Lotito a luglio aveva in portafoglio un valore di 36.599.596,774 euro, mentre oggi a distanza di 9 mesi e mezzo le azioni in possesso di Lotito valgono 64.480.679,18 euro, con un “guadagno presunto” (perché si guadagna o si perde in Borsa solo SE e QUANDO si vende realmente) di 27.881.082,406 euro…

Quasi 28 milioni di incremento del valore del pacchetto azionario di Claudio Lotito e si deve leggere o sentire di DANNO PROCURATO?
Mette già la pelle d’oca il fatto che questo presunto danno (clamorosamente smentito dai numeri) sia la base di un’inchiesta penale, ma è ancora più preoccupante il fatto che la politica ma anche una parte della comunicazione dia credito a questa teoria che fa a pugni con la realtà.
Ma questo è quello che succede oggi a Roma. Questo è quello che succede nel mondo Lazio da anni, con il silenzio di troppi e la complicità di tanti che manipolano la realtà, dipingendo una protesta che ha radici lontane (Lotito è contestato dal 2005) in un complotto ordito da oscuri pupari che si celano nell’anonimato volto a strappare a Lotito un qualcosa che nessuno gli può togliere senza il suo consenso.
Perché se non fosse così, Lotito non sarebbe più già da anni il padre-padrone della SS Lazio, visto che è inviso alla quasi totalità dei tifosi della Lazio.
È grave che, in un paese che si definisce democratico, si possa far passare la stanchezza di una tifoseria (dopo 22 anni di gestione, non pochi mesi, ma più di lustri…) e una richiesta più che legittima di cambiamento come un piano criminale, mentre quel disegno criminoso messo in piedi nel 2005 da Claudio Lotito con la complicità di Roberto Mezzaroma sia finito nel dimenticatoio nonostante una condanna definitiva.
È grave che si punti l’indice accusando i tifosi di danneggiare volutamente la Lazio per creare un danno a Lotito, quando è Claudio Lotito stesso con la sua gestione (basta leggere i numeri del bilancio) ad aver svalutato la Lazio, passando da un fatturato di 195 milioni di euro del 2024 a uno di 157 milioni di euro nel 2025 a uno previsto di circa 110 milioni di euro del 2026.
Fatturato crollato perché la società non è riuscita a incrementare in alcun modo le entrate per far fronte ai mancati introiti derivanti dalla mancata partecipazione alle coppe europee a causa degli errori commessi nella costruzione della squadra e nella gestione della società.
E quegli errori non li hanno commessi né i tifosi né chi secondo la Procura tramerebbe contro Lotito, ma li hanno compiuti Claudio Lotito e chi lavora (stipendiato) per la SS Lazio. Ovvero chi ha il controllo della società, di certo non quei tifosi che pur contestando l’estate scorsa hanno continuato a versare soldi nelle casse della società sottoscrivendo quasi 30.000 abbonamenti.

Ma se ora quei tifosi hanno deciso di dire BASTA con Lotito e con questa gestione, contestando in modo democratico ed esercitando una sacrosanta scelta di non andare più allo stadio pur avendo già pagato il diritto ad andare a vedere la Lazio, allora si sventola la bandiera del complotto, del disegno criminale, della “regia terza, esterna e occulta” volta a manipolare le menti della piazza.
Come se entrare o no allo stadio non fosse una decisione soggettiva ma una costrizione, un qualcosa di imposto dall’alto e per giunta da qualche fantasma.
Mentre dei fatti reali, dei numeri della Borsa che mandano in frantumi il castello accusatorio e della legittima stanchezza e rabbia dei tifosi della Lazio, del “disegno criminoso” messo in atto da Lotito nel 2005 e che dopo 21 anni gli consente di tenere in ostaggio la Lazio e l’intera tifoseria, di quello NO, non solo non se ne parla, ma si arriva a stravolgerà la realtà dei fatti.
L’unico caso al mondo in cui la presunta vittima di un’ancora più presunta estorsione non solo non tira fuori soldi e ci rimette, ma addirittura ci guadagna. E chi ci sta rimettendo, veramente, viene dipinto come un criminale…
