Così Lotito può mettere fine a questa “guerra”!
UNA GUERRA CHE DURA DA ANNI
Quella tra Claudio Lotito e i tifosi della Lazio (non la totalità, ma quasi…) è una guerra che dura da anni e che sta vivendo una fase di stallo, con l’esercito che sta prevalendo (i tifosi) che aspetta il momento giusto per sferrare un nuovo e forse decisivo attacco e l’esercito che sa già di aver perso la guerra che tenta disperatamente di resistere, rifiutando tassativamente l’ipotesi della resa.
E una tregua, in una fase di rottura totale dei rapporti (anche a causa delle continue minacce e degli atteggiamenti sempre arroganti e prevaricanti di Lotito), è impossibile.
Quindi, se una parte non riesce a vincere e l’altra rifiuta di arrendersi, come se ne esce?

LA METAFORA DEL POKER: IL “VEDO” CHE MANCA
Ieri ho sentito che qualcuno ha rilanciato una proposta che faccio da anni, anzi, da lustri e lustri, usando la metafora della partita di poker.
Claudio Lotito da sempre accusa la controparte (i tifosi) di giocare sporco e di barare, ma anche di bluffare sostenendo che ci sia qualcuno interessato alla Lazio.
I tifosi e la piccolissima parte della comunicazione laziale che contesta questa proprietà, accusa Claudio Lotito di tenere la Lazio in ostaggio e sostiene che se solo lui aprisse alla possibilità di cedere la società ci sarebbe la fila (o quasi) di soggetti interessati ad acquistare la Lazio e che quindi lui avrebbe solo l’imbarazzo della scelta nel passare a qualcun altro le chiavi di questa “casa”.
Ma finché ognuno accusa l’altro di barare ma nessuno va fino in fondo a vedere l’eventuale bluff della controparte, arrivando al VEDO e quindi a scoprire le carte sul tavolo, è impossibile stabilire se ci sia qualcuno che bluffa (o che bara) e chi sia.
LA PROPOSTA: MANDATO A TEMPO A UN ADVISOR
Allora, come se ne esce? La risposta è semplice. Si dà un mandato a tempo ad un advisor a vendere la società ad un prezzo pre stabilito (con valutazione fatta da KPMG, non sparando valutazioni che non stanno né in cielo né in terra) e se entro 90/120 giorni non arriva nessuna offerta ufficiale, Lotito resta padrone della società, si torna allo stadio e si seppellisce, definitivamente, il LIBERA LA LAZIO.
Questo non significa smettere di pretendere di vedere una Lazio sempre più competitiva (perché pretendere il massimo dalla società è un diritto dei tifosi che pagano…), ma mettere la parola fine a questo conflitto che rischia di diventare una guerra dei trent’anni in versione pallonara.

L’UNICA VIA PER CHIUDERE IL MURO CONTRO MURO
Questa, secondo me, è l’unica ipotesi percorribile, l’unica soluzione possibile per mettere la parola fine a questo muro contro muro tra due schieramenti che al momento non sembrano disposti ad arretrare di un millimetro dalle proprie posizioni.
Questa dovrebbe essere la base anche per un “sogno responsabile”.
Non un Forum, non chiacchiere e nemmeno piani di rinascita che somigliano più ad un libro dei sogni che a un vero e proprio progetto di crescita, ma mettere finalmente le carte in tavola per spazzare via dubbi su chi da anni bluffa o bara a questo tavolo.
E questo lo può fare solo Claudio Lotito, seguendo la stessa strada intrapresa anni fa dai Della Valle (che qualche soldino più di Lotito ce l’avevano e lo avevano messo nelle casse della Fiorentina) quando la piazza ha chiesto alla proprietà di passare la mano e la stessa strada che ha imboccato anche Urbano Cairo, il secondo presidente (dopo Lotito) più contestato del calcio italiano. Anzi, mondiale!
LA DOMANDA CHIAVE: LOTITO È DISPOSTO A FARLO?
È disposto a farlo Claudio Lotito? Ha veramente la volontà di provare a riportare una PAX in casa Lazio? Se la risposta è sì, questa è la soluzione.
Ma quanto vale realmente la Lazio? Quando vale in base ai numeri dei bilanci e non delle valutazioni fantasiose fatte da Lotito (300 milioni di patrimonio immobiliare + 300 di parco giocatori… senza mai citare o scalate l’indebitamento a breve, medio e lungo termine, chiaramente…) in questi anni, dicendo “la Lazio è un top club d’Europa” per giustificare la sua valutazione vicina al miliardo di euro?

LE VALUTAZIONI SERIE: NUMERI, MULTIPLI, RISCHIO
Perché non basta dire “Roma è una grande piazza” o la Lazio è un grande club per giustificare le cifre sparate da Lotito. Purtroppo per lui, non funziona così. E ci sono società specializzate che si occupano di questo da anni: KPMG, Goldman Sachs o Rothschild & Co, ad esempio.
E le loro valutazioni partono dalla logica e dai freddi numeri: fatturato attuale, stabilità economica, rischio di investimento e margine di crescita.
RICAVI MEDI E PRIMA FORCHETTA DI VALORE
La Lazio, facendo una media ponderata delle ultime tre stagioni (circa 195 milioni a giugno del 2025, 157 milioni nel 2025 e 110 prevedibili a giugno 2026) oscilla su ricavi nell’ordine dei tra i 150 e i 165 milioni.
In Serie A, club con il profilo della Lazio secondo Football Benchmark Group (foto sotto) vengono valutati tra 2,5 e 4 volte i ricavi che producono. E questo parametro porta a una prima forchetta abbastanza chiara: circa 400/650 milioni di euro per il 100% del club.
Secondo Benchmark Football Group, quella della Lazio ha un range che va dai 464 ai 577 milioni di euro. Chiaramente come valore complessivo della società, quindi per il 100% delle azioni quotate in Borsa.

QUALITÀ DEI RICAVI: IL PESO DEI DIRITTI TV E LA VARIABILITÀ
Questo, chiaramente, non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Perché poi si entra nel merito.
Il primo elemento che pesa è la qualità dei ricavi. La quota più importante del fatturato della Lazio deriva dai diritti TV, che sono rilevanti estremamente variabili, perché legati ai risultati.
Vai in Champions League (2024), incassi 195 milioni, vai in Europa League incassi 157 milioni (2025), stai fuori dall’Europa incassi 110 milioni.
IL TALLONE D’ACHILLE: IL COMMERCIALE E IL MATCHDAY
Il vero tallone d’Achille della Lazio è legato al “commerciale”. Senza uno stadio di proprietà e, in questo momento, senza spettatori, il matchday della Lazio produce poco, pochissimo. E questo dato, chiaramente, spinge la valutazione verso la cifra più bassa della forchetta, ovvero più vicina ai 400/450 milioni che non ai 600/650.

PERDITE 2025 E 2026: EFFETTO SUI MULTIPLI
A questo si aggiungono i dati della chiusura in perdita del 2025 e quella che si annuncia ancora più in perdita del 2026. Non è un bilancio fuori controllo in assoluto che possa far pensare ad un fallimento, ma in un contesto già di estrema fragilità dal punto di vista economico della società è un segnale chiaro e preoccupante.
Soprattutto per chi deve fare una valutazione, perché sta a significare che la Lazio non sta espandendo il suo margine, ma lo sta comprimendo. E quando un margine scende, si abbassano anche i multipli della valutazione. In soldoni, le ultime chiusure in perdita possono valere un calo di valutazione nell’ordine di 30/50 milioni di euro.
STADIO VUOTO E CONTESTAZIONE: IMPATTO SU RICAVI E PERCEZIONE
Poi c’è il tema scottante dello stadio vuoto e della contestazione, che si traduce in un impatto stimato anche nell’ordine dei 40–50 milioni tra mancati ricavi diretti e perdita di valore commerciale del club.
Non si tratta solo di un problema di cassa per i mancati introiti della vendita di biglietti (oggi) e abbonamenti (prossima stagione), ma di percezione da parte del mercato: da questo punto di vista oggi la Lazio appare meno stabile e quindi l’investimento è meno attrattivo.
Anche questa voce porta ad una diminuzione della valutazione. E questo dimostra che, con il suo atteggiamento intransigente e di perenne conflitto con la piazza (quindi, coi i “clienti” della Lazio) Claudio Lotito non sta valorizzando come sostiene lui parlando di Academy e Flaminio il suo asset, ma lo sta SVALUTANDO!

IL NODO VERO: LA GOVERNANCE
Ma veniamo al vero nodo della valutazione, ovvero la GOVERNANCE.
Un investitore guarda sempre quanto sia facile comprare e gestire l’asset a cui è interessato. Nel caso di Claudio Lotito, il mercato sconta una difficoltà strutturale: trattativa di acquisto complessa (considerando il carattere problematico del personaggio, il suo ruolo politico, i tempi incerti, il controllo delle quote molto concentrato) e questa complessità porta ad abbassare ancora di più la valutazione.
Tradotto in numeri, altri 70–120 milioni di ulteriore abbassamento della valutazione.
LA FORCHETTA CREDIBILE E IL TEMA DEL CONTROLLO
Mettendo insieme tutti questi elementi, la forbice si restringe. Non si parla più dei 400–650 milioni iniziali, ma più realisticamente di 450–550 milioni come valutazione credibile. E per il 100% della società, non per il solo 67% in mano a Claudio Lotito.
A quel punto entra in ballo la questione legata alla quota di maggioranza assoluta in mano a Claudio Lotito. E non si può certo fare una proporzione matematica della serie: se il 100% vale 550 milioni, i due/terzi della società di proprietà di Lotito valgono due/terzi di quei 550 milioni, ovvero 366 milioni.
Che sarebbe comunque una valutazione impressionante calcolando che Lotito per arrivare a quella quota di azioni ha investito tra il 2004 e il 2006 meno di 30 milioni di euro.
E da allora non ha mai messo un solo euro nelle casse della Lazio, ma ha solo ricevuto: direttamente (sotto forma di stipendi) e indirettamente sotto forma di soldi finiti alle sue aziende e di popolarità e potere garantito dall’essere il padrone della Lazio.
Con il 67% in mano a Lotito, oltre alla semplice proporzione matematica, scatta il “premio di controllo”. E questo fa salire la valutazione della quota in mano a Claudio Lotito da quegli ipotetici 366 milioni a 420/480 milioni di euro.
COSA GUARDA CHI COMPRA: MARGINE DI CRESCITA E INCERTEZZE
Ma c’è un altro discorso da fare. Chi compra non guarda solo a questi numeri, guarda anche al margine di crescita. Se entra investendo 400/500 milioni, deve ipotizzare di poter portare nel giro di qualche anno il club ad un valore di 700/800 milioni di euro.
E questo può essere possibile solo potendo contare su uno stadio di proprietà, una presenza costante della squadra nelle competizioni europee e una crescita del commerciale che passa, inevitabilmente, per un nuovo rapporto da instaurare con i tifosi, ovvero con i “clienti”.
Per questo ogni elemento che aumenta l’incertezza (fatturato in calo, bilancio in perdita, governance rigida e contestazione) non è un valore neutro, ma porta sia ad una riduzione dell’attuale valore della società che al numero degli investitori disposti a mettersi seduti al tavolo per trattare con un personaggio come Claudio Lotito.

CONCLUSIONE: QUANTO PAGA DAVVERO IL MERCATO
La conclusione, quindi, è che il mercato (per mercato si intende chi è disposto ad acquistare e investire) non paga quello che tu pensi possa valere la Lazio, ma paga in basa a quanto è disposto a rischiare per acquistare la Lazio.
E nel caso della Lazio, quel rischio ha un valore ben preciso che non è il “miliardo e passa di euro” di cui parla Lotito, ma una cifra che varia tra i 420 e i 480 milioni di euro da versare per liquidare Lotito più il costo dell’OPA totalitaria (obbligatoria per legge) sul restante 33% di azioni libere (teoricamente…) sul mercato. Insomma, tra i 600 e i 650 milioni di euro.
E questo non lo dice Stefano Greco, questo lo dice uno studio fatto da Football Benchmark, società leader nel mondo nel campo delle valutazioni dei club di calcio.
E per chi volesse approfondire e vedere l’intero dossier prodotto da Football Benchmark Group con la valutazione di tutti i club che fanno parte dell’élite del calcio europeo, questo è il link…
https://footballbenchmark.com/documents/d/guest/football-benchmark-the-european-elite-2025
CONCLUSIONE: QUANTO PAGA DAVVERO IL MERCATO
Quindi, da questi valori deve partire Lotito se accetta la sfida di incaricare un advisor a verificare se esista o no qualcuno disposto ad acquistare la Lazio.
Sta a lui decidere. Sta a lui fare il primo passo per sbloccare questa situazione di stallo e per provare a riportare un minimo di pax nel mondo Lazio. Perché, altrimenti, la “guerra” è destinata a durare.
Se Lotito non è disposto a farlo, allora vuol dire che ha ragione chi contesta a sostenere che il mondo Lazio sia ostaggio di Lotito e che la Lazio sia per lui solo uno strumento per esercitare potere, per ottenere visibilità e per continuare ad incassare lui (stipendi) e (soldi versati dalla Lazio alle PARTI CORRELATE) le sue società.
Le mettiamo finalmente queste carte in tavola per vedere realmente se e chi bluffa e/o bara in questa partita?
