Quel progetto-fantasma chiamato Academy…
L’Academy in casa Lazio è una sorta di storia infinita, uno specchietto per le allodole buono per tutte le stagioni, la scusa per giustificare anche qualcosa, come ad esempio è successo lo scorso anno quando l’inserimento di una cifra versata dalla società a una delle aziende di Lotito e inserita nel bilancio al 31 marzo 2025, stando alle dichiarazioni di Lotito e Fabiani portò al blocco del mercato.
“Stiamo costruendo l’Academy e la chiesa a Formello e lo stiamo facendo senza fare debiti, senza accedere a mutui”, ripete come un disco rotto Claudio Lotito ogni volta che qualcuno gli mette davanti un microfono.

Lotito parla e tutti a rilanciare le parole del proprietario della Lazio, tutti a parlare di investimenti sul settore giovanile o per accrescere il valore del patrimonio immobiliare, ma tutti parlano e scrivono senza aver visto nulla, fidandosi ciecamente di Lotito e prendendo per buone e a scatola chiusa le sue dichiarazioni.
Bene, ma a che punto sono questi lavori per i quali la Lazio ha ottenuto a gennaio 2025 il via libera dal Comune di Formello?
Nessuno lo sa, nessuno si è mai preso la briga di fare un salto a Formello per andare a vedere con i propri occhi che cosa è stato fatto in questi 14 mesi e a cosa sono serviti fino ad ora quei soldi versati dalla SS Lazio nelle casse delle società dell’azionista di maggioranza assoluta della società.

E allora, qualcuno un salto a Formello per andare a vedere e per documentare lo stato di avanzamento (si fa per dire…) dei lavori per la Academy e quelle che vedete qui sotto sono le immagini che fotografano alla perfezione la situazione e che smentiscono in modo assoluto chi parla di lavori in corso o addirittura di un progetto che sta per essere completato.
La realtà dei fatti è che, dopo lo sbancamento di una collinetta, non è stato fatto nulla, assolutamente nulla. E al contrario di quello che viene raccontato dalla società i lavori sono completamente fermi, da mesi.
E, di conseguenza, tutte le promesse fatte ai genitori dei ragazzi delle giovanili sulla tempistica della realizzazione dei campi da gioco e sul trasferimento definitivo di tutte le squadre giovanili della Lazio a Formello sono state completamente disattese.

“Ci avevano detto ad inizio anno calcistico, cioè a settembre”, mi racconta il papà di un ragazzo, “che da fine dicembre circa i ragazzi si sarebbero trasferiti a Formello per allenarsi sui nuovi campi che, come ci avevano detto, erano già in costruzione.
Cosa che ci era già stata raccontata a marzo-aprile 2025, quando vicino al parcheggio di via della Selvotta ci fecero fatto vedere una collina di terra ed un mezzo meccanico che avrebbe dovuto spianare tutto per gettare le basi per la costruzione dei nuovi campi.
Tutto quello che ci è stato raccontato, chiaramente, non è mai successo e i ragazzi continuano ad allenarsi sui campi del Green Club sulla Nomentana.
Ieri sono tornato a Formello e, per mia curiosità, sono andato a vedere a che punto erano i lavori dei nuovi campi.

A differenza di marzo-aprile 2025, dove prima c’erano la collina di terra e il mezzo meccanico ora è stato tutto spianato ma non c’è alcuna traccia dei campi che dovevano essere già completati a dicembre 2025.
C’è solo un tratto spianato, fango e un cartello (quello usato per la fotocopertina dell’articolo…) in cui non c’è una data di inizio e fine lavori, il nome di un capo cantiere, di un ingegnere, di un responsabile o il nome della ditta che sta eseguendo i lavori.
NULLA DI NULLA!
Oltre a spianare non è stato fatto nulla, assolutamente nulla. Lo dico non per fare polemica, ma solo per far capire a tutti che, purtroppo, non si può mai credere a quello che dice e promette Lotito. O a quello che raccontano le persone che lavorano per lui.
E lo dico con la morte nel cuore, perché sono laziale dalla nascita, siamo tutti laziali in famiglia e quando mio figlio ha iniziato a giocare a calcio la Lazio è stata la nostra prima e unica scelta”.

Bene, quello che avete visto documentato nelle foto pubblicate sopra è visibile a tutti, è sotto gli occhi di chi va a vedere la Lazio Woman e dei cronisti che frequentano Formello: ma perché di questo non parla nessuno?
Perché quando Lotito o Fabiani parlano di Academy nessuno li mette davanti alla realtà dei fatti, ovvero che a quasi 12 anni dalla posa della prima pietra della Academy Bob Lovati (26 maggio 2014) e nonostante le vagonate di milioni di euro versati nelle casse delle società di Lotito che dovrebbero fare i lavori questa Academy è ancora una chimera, oppure una sorta di progetto-fantasma?
Perché nessuno ricorda a Lotito che a maggio del 2014 disse che la Academy Bon Lovati sarebbe stata pronta e funzionante entro dicembre del 2016?

“Siamo in ritardo rispetto alla Conferenza del 26 maggio 2014? La cosa è molto complicata, purtroppo l’iter l’abbiamo dovuto cambiare in corsa per una serie di problemi. Come sapete, abbiamo acquistato altri terreni, entro un mese dovremmo avere le ultime autorizzazioni.
Si tratta di un investimento pesante, realizzato senza fare debiti. Ci saranno 7 campi, un centro congressi, una mensa e una chiesa. Non è stato facile, perché non tutti sono contenti di vedere la Lazio realizzare un centro così importante.
La speranza quindi è che senza ritardi ulteriori (ma 12 anni per costruire qualche campo, una mensa, alloggi e una chiesa sono già tempi allucinanti…), la parte più consistente dell’Academy Lovati veda la luce la prossima estate”.

Questo è quello che ha dichiarato a gennaio scorso Claudio Lotito quando qualcuno gli ha chiesto notizie sullo stato dei lavori.
Insomma, con nonchalance il proprietario della Lazio ha spostato di quasi 10 anni la data di fine lavori, da dicembre 2016 all’estate del 2026.
E già questo dovrebbe essere oggetto quantomeno di una piccola inchiesta, visto che di soldi ne sono usciti tanti e già dal 2014 dalle casse della Lazio per i lavori di questo progetto che sta ancora a carissimo amico.
Ma se da marzo-aprile 2025 a fine marzo del 2026 è stata solo sbancata e spianata una collinetta e lo stato dei lavori è quello che vedete nelle foto, come può essere credibile che, come ha dichiarato Lotito a gennaio, “la parte più consistente dell’Academy Lovati veda la luce la prossima estate”?
E allora, per rinfrescare un po’ la memoria ai tanti smemorati del mondo-Lazio, vi riporto anche un passaggio del discorso fatto da Claudio Lotito il 26 maggio del 2014, quando in un momento di grandissima contestazione che come ora aveva portato allo svuotamento dell’Olimpico e ad uno scollamento tra il mondo Lazio e la proprietà, disse…

“Oggi siamo divisi, non dobbiamo esserlo, l’unione fa la forza. Insieme possiamo raggiungere grandi traguardi. Vogliamo far partecipi di questo ruolo tutti i tifosi.
Voglio che si capisca che nel presidente non alberga solo un rigore gestionale, ma anche passione. Sono il custode di questi valori. L’unica cosa che mi rimprovero è che non sono riuscito ancora a colpire il cuore di tutti i tifosi. Io sono legato a questi colori, a questa spinta emotiva.
Aiutatemi ad essere mago di sentimenti, così potremo fare grandi cose insieme. E la Academy Bob Lovati che oggi stiamo inaugurando e che sarà completata entro due anni, la prima in Italia, è un primo passo verso il futuro”.
Un primo passo verso il futuro… Viene quasi da ridere a rileggere queste dichiarazioni, perché dopo quasi 12 anni siamo esattamente allo stesso punto in cui stavamo in quella prima edizione di LIBERA LA LAZIO, se non addirittura messi ancora peggio, perché non si è realizzato nulla di quello che ha detto Claudio Lotito quel 26 maggio del 2014.
Niente pax laziale, niente tifosi e società che viaggiano a braccetto, nessun presidente disposto ad ascoltare i consigli dei tifosi per farli partecipi della costruzione di una Lazio destinata a centrare grandi traguardi.
NULLA DI NULLA. E, soprattutto, niente Academy…
Anzi, in questi 12 anni è successo esattamente il contrario di quello che ha detto Lotito quel 26 maggio 2014, visto che abbiamo a che fare con una proprietà completamente sorda a qualsiasi tipo di appello, ad un presidente arroccato sulle sue posizioni e che chiuso nel suo bunker di Formello continua a mandare minacce e messaggi di guerra a chi osi contestarlo, dire o scrivere LIBERA LA LAZIO o anche solo pronunciare la parola LIBERTÀ!
Ecco, questa è la Lazio di oggi. Una società lontana anni luce dalla realtà che la circonda, una proprietà che va avanti a forza di frasi fatte e di proclami che poi fanno a cazzotti con la realtà e con quelle SOLIDE REALTÀ con cui ci bombarda da più di 20 anni Claudio Lotito.
Ma, tranne il sottoscritto, chi le racconta e le documenta queste cose? Nessuno. E questa, forse, è la cosa più grave, la dimostrazione lampante del clima di terrore che regna nell’informazione romana che parla, scrive e racconta quotidianamente la Lazio, anche nelle trasmissioni radiofoniche.
Trasmissioni in cui si parla di mercato e di talent room, si discute su Sarri, sul Nasdaq, di Lazio 2032 e di “sogno responsabile”, ma non si parla della realtà che abbiamo sotto gli occhi: delle mille promesse non mantenute, degli impegni traditi, delle scadenze disattese, dei progetti che nascono e muoiono alla velocità della luce e che hanno trasformato la Lazio in una società imprigionata in un perenne ANNO ZERO, come ha detto sconsolato qualche settimana fa Maurizio Sarri.
Ma Lotito e Fabiani chiedono fiducia e collaborazione, parlano di tavole rotonde e di rapporti da riallacciare tra la società e la piazza.
Sembra uno scherzo, ma purtroppo non lo è. Semmai è un incubo, un loop in cui siamo imprigionati da lustri e costretti a rivivere sempre le stesse situazioni, ad ascoltare sempre le solite frasi e le stesse promesse.
Che qualcuno ci liberi…
