LIBERTÀ NEGATA!
Da anni scrivo che il peggior nemico di Claudio Lotito non sono né gli Ultras né i tifosi laziali che lo contestano, ma… Claudio Lotito!
Claudio Lotito è il peggior nemico di se stesso, perché con i suoi modi di fare riesce a trasformare sempre una piccola fiammella in un incendio, perché ogni volta che ha la possibilità di spegnere con un gesto distensivo il focolaio di protesta, lui su quelle fiamme ci lancia non secchiate d’acqua, ma taniche di benzina.
Proprio come è successo ieri sera allo Stadio Olimpico, per l’ennesima volta, dimostrando a tutti che la parola DITTATURA non è un termine usato a caso per descrivere quello che succede in casa Lazio da 22 anni a questa parte, ma è l’unico termine che si possa usare per descrivere la realtà.
Quella vera…
Quello che è successo ieri sera allo Stadio Olimpico è il punto più basso che possa toccare una proprietà, perché quando si arriva a censurare una scenografia, spaventati non da un LIBERA LA LAZIO o da un attacco o un insulto ma dal termine LIBERTÀ, significa che si è toccato veramente il fondo del fondo.
Anche se da Claudio Lotito ci si può tranquillamente aspettare che riesca a trovare un modo, che riesca a inventarsi qualcosa per scendere ancora più in basso.
E per portare ancora più giù sia la sua disastrata immagine che, purtroppo, la nostra Lazio, prigioniera di un uomo che si dipinge come un cavaliere bianco senza macchia e senza paura, ma che in realtà tutto è meno che un difensore della democrazia e di quella cristianità che predica a piene mani.

Sì, ieri Claudio Lotito (e chi lavora per lui), è arrivato al punto da censurare una scenografia con la scritta LIBERTÀ (in bianco su sfondo blu…) come quella che appare in foto e che è stata riprodotta con l’ausilio dell’intelligenza artificiale e lo ha fatto a un’ora dall’inizio della partita obbligando i gruppi organizzati della Tribuna Tevere a rimuove i cartoncini già posizionati sui seggiolini, con tanto di volantino con le istruzioni ai tifosi per la perfetta riuscita della scenografia.
Una sscenografia che era stata autorizzata dalla Questura ma che non è stata gradita dalla società che verso le 20 ha fatto sapere che se non fossero stati rimossi tutti i cartoncini avrebbe denunciato tutte le persone inserite nella lista di chi era entrato prima dell’apertura dei cancelli per preparare la scenografia.
E nella foto qui sotto c’è il riassunto di quello che è successo prima della partita, dell’ennesimo sopruso perpetrato ai danni dei tifosi della Lazio.

“Non dimenticherò mai le facce dei ragazzi costretti a rimuovere dai seggiolini tutti quei cartoncini: volti increduli, sguardi persi nel vuoto che esprimevano la rabbia di chi ha subito una violenza e non può ribellarsi, la frustrazione di chi vede andare in fumo in un amen i sacrifici fatti (e i soldi spesi) per mettere in scena l’ennesimo spettacolo”.
Questo mi ha scritto un amico che mi ha mandato la foto di quei cartoni ammucchiati e il volantino che spiegava cosa sarebbe dovuto succedere ieri sera allo Stadio Olimpico tra le 20,40 e le 20,45 ma che è stato cancellato dall’ennesimo atto censorio di questa gestione.

Un senatore della Repubblica Italiana che fa censurare la scritta LIBERTÀ! A questo siamo arrivati. Questo succede da anni nel silenzio generale sia del partito di Claudio Lotito che delle istituzioni e della comunicazione romana.
Quando si arriva a censurare un termine così importante e così legato a quei valori di cui lo stesso Claudio Lotito si erge a difensore, significa che si è veramente toccato il fondo, che chi lo fa è disperato come chi si arma di secchiello pensando di poter tenere a galla una nave che imbarca acqua da tutte le parti.
Perché questa è oggi la gestione Lotito: una nave che affonda, lentamente ma inesorabilmente.
E il responsabile principale di questo naufragio è proprio Claudio Lotito, con i suoi comportamenti, con la sua incapacità di dialogare con la gente, con la sua voglia di imporre sempre e comunque la sua volontà, con il suo predicare vento che lo porta a raccogliere tempesta.

Per carità, chi insulta, offende e minaccia sbaglia, SEMPRE e COMUNQUE. E su questo non ci sono dubbi, ma quando ci si comporta come si è comportato Claudio Lotito in questi 22 anni e soprattutto negli ultimi 36 mesi, è impossibile anche solo sperare che non possa succedere quello a cui stiamo assistendo.
E succede, ripeto, perché nessuno in questi anni ha mosso un solo dito. Perché nessuno ha avuto il coraggio di dire a Lotito la verità, ovvero che ha sbagliato tutto nel rapporto con i tifosi della Lazio e che o decideva di cambiare completamente il suo modus agendi oppure doveva accettare l’idea che nella vita tutto ha un inizio e una fine.
E che dopo 22 anni la sua gestione della Lazio è arrivata al capolinea.

Io non mi illudo che quello che è successo ieri possa fare scalpore o che possa suscitare una reazione indignata da parte di tutti, cioè sia di chi fa comunicazione che delle istituzioni che quel termine LIBERTÀ avrebbero il compito di difenderlo sempre e comunque, perché è il principio basilare su cui si fonda la Costituzione della Repubblica Italiana.
Una LIBERTÀ che da anni nel mondo Lazio è negata, calpestata come quell’articolo 21 della Costituzione Italiana che recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

Quel diritto a manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione, invece, i tifosi della Lazio non ce l’hanno, perché viene calpestato da anni a suon di Daspo e di denunce.
E quello che è successo ieri ne è la prova lampante, perché (mi ripeto…) quando si arriva a censurare il termine LIBERTÀ perché quella scritta mostrata in favore di telecamere spaventa o provoca fastidio, vuol dire che non esiste la LIBERTÀ ma che si è sotto regime.
Quando i giornalisti vengono indagati e ricevono avvisi di garanzia solo per aver esercitato quel diritto garantito dall’articolo 21 della Costituzione, colpiti per convincere tutti gli altri a non seguire quell’esempio, significa che non esiste LIBERTÀ ma che si è sotto regime.
E io ne so qualcosa…
Quello che mi chiedo è fino a che punto si voglia arrivare, fino a che punto consentiranno a Claudio Lotito di fare quello che sta facendo, ovvero negare anche quei diritti garantiti dalla Costituzione.

Da tempo i tifosi della Lazio stanno attuando una protesta sicuramente forte ma assolutamente pacifica, perché nessuno ha creato problemi di ordine pubblico e la decisione di svuotare lo Stadio Olimpico non è stata imposta, ma è stata condivisa da tutti, anche da chi mai avrebbe pensato di restare a casa pur avendo l’abbonamento e l’ingresso già pagato in tasca.
Così come rientrare ieri per una notte all’Olimpico, è stata una decisione che non ha trovato tutti concordi, ma che è stata accettata perché questo succede quando regna la democrazia: il parere della maggioranza può non essere condiviso ma viene accettato e per mantenere l’unità si fa anche un qualcosa che non si vorrebbe fare.
Liberamente, senza nessun obbligo, senza minacce e senza (metaforicamente parlando, tocca specificarlo…) “pistole puntate alla tempia”.
La protesta dei tifosi della Lazio sta facendo il giro del mondo, perché non si era mai vista una tifoseria che per protesta svuota interamente o quasi uno stadio per settimane, mesi, mettendo in disparte anche il risultato del campo che in questa stagione è diventato secondario rispetto alla voglia, alla richiesta di LIBERTÀ!
Quella LIBERTÀ negata ieri, quella LIBERTÀ che spaventa e che per questo viene calpestata, oscurata o brutalmente censurata come è successo ieri allo Stadio Olimpico.
Per giunta, per decisione di un uomo delle istituzioni, di un senatore della Repubblica Italiana. In un Paese normale, questo provocherebbe scalpore e una reazione forte, da parte di tutti: maggioranza e opposizioni, amici e rivali politici.
Ma dubito che possa succedere, visto che di mezzo ci sono la Lazio e i tifosi laziali.
Se fosse successo dall’altra parte del Tevere, oggi fioccherebbero le interrogazioni parlamentari, ma siccome è successo in casa Lazio non succederà nulla, perché tutti hanno paura di Claudio Lotito o nessuno gli dice nulla per non dover discutere o litigare con lui.
Ma nonostante tutto, i laziali continueranno ad andare avanti con la loro protesta, continueranno a difendere quel che resta della loro LIBERTÀ e quel motto LIBERA LA LAZIO che oggi più che mai appartiene a chiunque tifi Lazio e che abbia a cuore le sorti della Lazio!
