Caro onorevole Mulé, romanista sarà lei…
“I manifesti di oggi? Ė l’ennesimo fallo proibito nei confronti del presidente Lotito. Mischiare politica e sport è la cosa più sbagliata che si possa fare. Saranno tifosi della Roma…”.
Caro onorevole Mulé, la prima risposta d’istinto dopo aver letto questa sua dichiarazione è stata pensare e dire: “Romanista, ci sarai”…
Ma questa vicenda delle migliaia di manifesti di protesta esposti a Roma e in tutta la provincia, con un messaggio indirizzato dai tifosi della Lazio al suo partito, non può essere liquidata con una battuta e una contro battuta banale e scontata.
Quindi, da laziale ancora prima che da giornalista, cittadino ed elettore, ho sentito il dovere di scriverle questa lettera.

Altro che ennesimo fallo proibito nei confronti di Lotito come ha dichiarato frettolosamente lei ieri… La vittima in questa vicenda non è Lotito, ma noi laziali che siamo come Maradona ai Mondiali del 1982, colpiti e martoriati da più di quattro lustri non da Claudio Gentile sul rettangolo verde del Sarrià, ma da un altro Claudio, il suo amico Lotito.
Martoriati da quasi 22 anni dai suoi comportamenti, dai suoi luoghi comuni, dalle sue battute banali e ripetitive, dai suoi proclami, dalle sue promesse che non si sono mai tradotte in solide realtà.
E solo uno che non è laziale, caro onorevole Mulé, può non sapere tutte queste cose.
Solo uno che è romanista nell’animo può non comprendere lo stato d’animo dei laziali, fare una battuta come quella che ha fatto lei ieri e schierarsi apertamente dalla parte di Claudio Lotito.

Perché come dimostrano dati INCONFUTABILI, oltre il 90% dei laziali non sta con Claudio Lotito, ma sta dall’altra parte, all’opposizione.
L’assoluta maggioranza o quasi la totalità dei tifosi della Lazio oggi diserta lo stadio, firma petizioni e appelli e prega ogni giorno lo “stellone” (almeno che cosa sia lo “stellone” spero che lei lo sappia se si professa laziale…) di apparire e compiere l’ennesimo miracolo.
E il miracolo che invoca ogni laziale è solo uno: veder sparire di scena Claudio Lotito, vedere la Lazio passare in mani economicamente più grandi delle sue, vedere alla guida di questa società qualcuno che sia ambiziosi nei fatti e non a chiacchere e che come noi tifosi abbia voglia di sognare e di trasformare quei sogni in realtà.
Come fece Sergio Cragnotti, uno che ha portato la Lazio ai vertici del calcio europeo e mondiale ma che è stato fatto fuori perché dava fastidio, soprattutto al fondatore di Forza Italia, perché quella Lazio ha rotto quel dominio del calcio torinese/milanese che durava da sempre.
E per aver commesso quel “peccato”, Sergio Cragnotti è stato abbandonato e fatto fuori da quel potere politico/bancario che nel 2004 ci ha rifilato Claudio Lotito e che, ancora oggi, in qualche modo lo sostiene e lo protegge.

Lei, caro onorevole Mulé, ha detto che è sbagliato mischiare calcio e politica. E io in linea di principio d’accordo con lei.
Ma le faccio presente che da giorni il suo partito sta utilizzando Beppe Signori e la sua vicenda sportivo-giudiziaria per convincere la gente e soprattutto i tifosi della Lazio (visto che si tratta di un ex capitano e bandiera della Lazio) a votare SI’ al referendum del 22-23 marzo.
E le ricordo che nel 2010 il suo partito per arraffare i voti della Lazio alle Regionali è arrivato a spedire Renata Polverini, candidata del Popolo delle Libertà alla presidenza della Regione Laizo in Curva Nord, ovvero dove secondo Lotito si annidano i delinquenti.

Così come le ricordo che voi siete stati i primi a mischiare calcio e politica quasi 22 anni fa, facendo fuori Sergio Cragnotti e scegliendo come suo successore lo sconosciuto e non laziale Claudio Lotito, a cui avete messo in mano la Lazio, la nostra Lazio.
Un patrimonio calcistico e sportivo non solo laziale, ma di questa città.
In tutte queste occasioni, calcio e politica sono stati mischiati e voi siete i primi che da sempre usate lo sport, soprattutto il calcio, come vetrina e come mezzo per finire sui giornali.
Perché in Italia chi parla di calcio e/o si lega in qualche modo al carrozzone calcistico ottiene quella vetrina mediatica che non otterrebbe mai come politico, nemmeno come vice presidente della Camera dei Deputati.
Perché, caro onorevole Mulé, e glielo scrivo in modo sincero e non per lanciarle una stoccata, le posso assicurare che prima di ieri la maggioranza dei tifosi laziali non solo non sapeva nulla della sua presunta fede laziale, ma in molti casi non sapeva nulla né di lei né della carica istituzionale che ricopre da anni.
Sarà assurdo, sbagliato e triste ma è così. E basta leggere i commenti sui social per sapere che lei ieri ha ottenuto tutta questa visibilità solo perché si è schierato al fianco di Lotito e ha dato in pasto alle agenzie e ai colleghi che si occupano di politica quella battutaccia.
Forse questo lei tutto questo non lo sa, ma le assicuro che è così e, ripeto, basta andare sui social per scoprirlo.

L’altra cosa che lei non sa o che forse non ha considerato, è che difendendo Lotito, lei difende anche i comportamenti e metodi del suo collega di partito.
Forse lei non sa che, schierandosi con Lotito, lei difende chi è stato condannato in via definitiva per aver arrecato, violando la legge, un gravissimo danno economico (mai risarcito) agli azionisti della Lazio e che si è salvato dalla condanna penale ricevuta in primo e secondo grado solo per prescrizione dei termini.
Forse lei non sa che, schierandosi con Lotito, difende colui che, con la complicità di Roberto Mezzaroma, ha messo le mani sulla maggioranza della Lazio e blindato la sua posizione alla guida di questa società rendendola INATTACCABILE grazie a quello che i magistrati di Milano hanno definito nelle loro sentenze: “UN COMPLESSO DISEGNO CRIMINOSO”.
E per correttezza, non solo professionale, le posto questo passaggio della sentenza emessa in data 22.3.2012 dalla Corte di Appello di Milano, firmata dal presidente dott. Rosario Spina e dai consiglieri dott. Elena Minici e dott. Enrico Scarlini.

Lei, onorevole Mulé, le sa queste cose? Oppure è un laziale d’acqua fresca e al contrario di noi che siamo laziali da sempre queste cose non le sa e vive la Lazio come un passatempo una tantum e non come “la cosa più importante delle cose meno importanti”?
Perché questo è il calcio per noi laziali, questo è la squadra del cuore per qualsiasi tifoso qui in Italia: la cosa più importante dopo i figli e la famiglia.
Quindi, la prego, onorevole Mulé, non parli di cose che non conosce oppure che sa solo per sentito dire o perché imbeccato dal suo collega e compagno di partito.
E non si schieri al fianco di Lotito solo per spirito corporativo e senza sapere che, però, così facendo lei agli occhi della gente passa solo per uno che in questo modo e in questo momento si schiera a difesa dell’indifendibile.
Perché Claudio Lotito, per quello che ha fatto in questi quasi 22 anni e per quello che sta facendo oggi come presidente e padrone della Lazio, oramai è INDIFENDIBILE.
E lo è al punto che è stato abbandonato anche da quelli che fino a qualche mese fa non erano schierati con quella “sparuta minoranza”, diventata oramai “assoluta maggioranza”, che chiede a Lotito di farsi da parte e di cedere la Lazio.
Insomma, quelli che lei ieri ha definito ROMANISTI, pensando di fare una battuta spiritosa o cercando di gettare fumo su una vicenda che, invece, merita chiarezza assoluta.

Perché, caro onorevole Mulé, la gente ha sacrosanto diritto di sapere se veramente lei sta con Lotito oppure con la quasi totalità dei laziali che vogliono il suo collega di partito fuori dalla Lazio.
Perché la gente, caro onorevole Mulé, ha il diritto di sapere se lei, i suoi colleghi e anche il capo del suo partito state dalla parte di Lotito o dalla parte della stragrande (se non assoluta) maggioranza dei laziali che, è bene ricordarlo, non sono solo tifosi, ma sono anche cittadini e… ELETTORI.
Perché gli elettori, caro onorevole Mulé, hanno il diritto di sapere per chi votano, per chi non solo in politica ma anche nelle questioni “meno importanti” o banali come il calcio sta dalla loro parte o dalla parte di chi tiene prigioniera la Lazio, perché considera roba sua e non della collettività un patrimonio sportivo di questa città.
Perché la gente, caro onorevole Mulé, ha il diritto di sapere se lei e il suo partito vi schierate al fianco e quindi condividete il modus operandi di chi da anni offende, minaccia e usa il suo ruolo politico e i suoi agganci per avere le istituzioni di questo paese al suo servizio e le usa come un’arma contro i laziali per spegnere ogni focolaio di contestazione, per annientare il dissenso.
E questo Lotito lo fa da anni contro tifosi, cittadini ed elettori (lo ricordo sempre…) che da tempo sono sottoposti a perquisizioni e costretti a difendersi in tribunale solo per aver scritto su uno striscione LOTITO LIBERA LA LAZIO, oppure che sono finiti in questo tritacarne mediatico/giudiziario solo perché non si sono sottomessi o allineati.
Il tutto, caro onorevole Mulé, in barba a quella Costituzione della Repubblica Italiana che voi politici e parlamentari dovreste essere i primi a difendere e rispettare e che all’articolo 21 (come riportato in calce a quei manifesti che ieri tanto vi hanno dato fastidio) recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

Ecco, caro onorevole Mulé, questo diritto sancito dall’articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana nel mondo Lazio viene calpestato da anni, perché chi prova ad esprimere liberamente il proprio pensiero viene vessato, quasi perseguitato.
Perché, caro onorevole Mulé, chi prova a chiedere rispetto e libertà viene minacciato e offeso, sentendosi dare da anni del delinquente, dello spacciatore o della prostituta da chi dipinge chiunque lo contesti come un mostro per far brillare agli occhi dell’opinione pubblica la sua armatura da cavaliere senza macchia e senza paura.
Ma non è così. E non lo dico io che conto poco o nulla, oppure i “romanisti” che hanno attaccato quei manifesti o quelli che contestano il “padrone della Lazio”, ma che Claudio Lotito tutto sia meno che un cavaliere dall’armatura immacolata lo dicono le sentenze dei tribunali, lo dicono i comportamenti del suo collega di partito e la storia di questi 22 anni di Lazio che lei, probabilmente, non conosce affatto oppure che ha seguito in modo distratto, molto distratto.
Perché se anche suoi colleghi deputati, ex deputati, il capo dell’ufficio stampa della Presidenza del Consiglio, direttori di testate giornalistiche, giornalisti e personaggi del mondo spettacolo hanno firmato una petizione (che viaggia verso le 50.000 sottoscrizioni) si sono schierati contro Claudio Lotito, lasciano vuoto lo Stadio Olimpico pur avendo pagato l’abbonamento e alcuni sono arrivati a tassarsi per stampare e tappezzare Roma con quasi 15.000 manifesti, un politico e un partito dovrebbero porsi qualche domanda, non liquidare la questione con battutine fuori luogo.
Perché vede caro onorevole Mulé, sicuramente lei lo ha fatto d’istinto, in buona fede e in modo inconsapevole, ma lei ieri con quella battuta non ha fatto altro che gettare benzina sul fuoco, facendo arrabbiare ancora di più chi già considera il suo partito complice di Lotito e colpevole di quel peccato originale commesso nel 2004.
E laziali o romanisti (come li ha definiti lei ieri) che siano, quelli che hanno attaccato quei manifesti e soprattutto le decine di migliaia di laziali che ieri su tutti i social hanno sposato e applaudito quell’iniziativa e bombardato di post i canali social del suo partito, non sono solo tifosi ma, le ricordo, sono anche ELETTORI.
E in un momento in cui gli elettori disertano sempre di più le urne, dimostrando una disaffezione mai vista dalla nascita della Repubblica per la politica e per chi come lei fa politica, al posto suo io oggi mi pentirei e chiederei scusa ai tifosi della Lazio per quella battutaccia fatta ieri.
E, anzi, se avessi un minimo di potere (che non ho), scenderei in campo per trovare una soluzione a questo problema, convincendo Lotito che questo muro contro muro non porta da nessuna parte.
Lo fari, al suo posto, caro onorevole Mulé, perché la questione-Lazio sta diventando un problema: sportivo, sociale e anche di ordine pubblico.
È sotto gli occhi di tutti, anche se in tanti, in troppi, soprattutto in quei palazzi della politica, fate finta di non vederlo o di non capire a che punto sia arrivata l’esasperazione della gente laziale.
Di quei tifosi che già il 22 e 23 marzo, ma poi anche alle prossime elezioni comunali a Roma e alle politiche, in quei weekend elettorali diventeranno cittadini chiamati ad esprimere un voto o una preferenza per uno schieramento politico.
E, caro onorevole Mulé, una cosa le posso dare per certo, perché conosco bene la mia gente: al contrario di voi politici, i laziali hanno una memoria di ferro e quando andranno a votare non metteranno una X su un simbolo per tifo politico, ma per tifo sportivo.
Perché è vero e giusto che non si devono mischiare calcio e politica, ma nella vita chi è disperato fa cose disperate. E i laziali la soglia della disperazione l’hanno varcata da anni, da lustri.
E sono disposti a fare qualsiasi cosa, anche le cose più assurde e disperate, per provare a spezzare queste catene che da 22 tengono legata la Lazio, la loro Lazio, a Claudio Lotito.
Quindi, e concludo, io mi auguro che quelle sue parole di ieri siano state solo un formale atto di “cortesia istituzionale” e non un appoggio convinto a Claudio Lotito. Perché altrimenti a quel punto la risposta “romanista sarà lei” sarebbe tanto scontata quanto inevitabile.
Cordiali saluti e FORZA LAZIO!
La nostra, non quella rappresentata da Claudio Lotito!
