Farsa finita: avete indebolito la Lazio…
Mai come questa volta, il RE è nudo, senza nemmeno una foglia di fico o di alloro dietro cui nascondersi.
Mai come quest’anno, il mercato della Lazio è stato una farsa, una farsa durata questa volta addirittura sette mesi, il tempo di veder andare in frantumi l’alibi dell’impossibilità di fare operazioni in entrata.
Già, perché per sette mesi ci hanno detto che la Lazio è stata bloccata da un “errorino”, che la società era sana e che se avesse potuto operare liberamente avrebbe mantenuto le promesse fatte a Sarri.

Una serie infinita di bugie raccontante per l’ennesima volta sia al mondo Lazio che all’allenatore, l’ennesimo ridimensionamento giustificato usando come paravento lo svecchiamento della rosa e l’apertura di un nuovo ciclo.
Una balla buttata lì per provare a mascherare il vero ed unico PROGETTO della Lazio: VENDERE e INCASSARE, per provare a riempire casse sociali desolatamente vuote e mettere toppe ad un bilancio che senza i soldi dei diritti TV avrebbe fatto scattare più di un campanello d’emergenza, perché la Lazio dal punto di vista economico sta veramente raschiando il fondo del barile.

Sarri chiedeva rinforzi e come risposta gli hanno venduto tre titolari, indebolendo la squadra soprattutto in un reparto, il centrocampo, in cui Sarri era stato costretto a ripescare addirittura Basic per far fronte all’emergenza.
Non è partito Romagnoli, solo perché per tirare troppo la corda sia con l’Al Sadd che con il giocatore questa volta Lotito è rimasto con un pugno di mosche in mano perché ha trovato uno che non ha ceduto al solito ricatto, quello di lasciare nelle casse della Lazio gli stipendi arretrati.
Già, perché Lotito racconta che la Lazio paga puntualmente, che è l’unica in Italia che paga addirittura in anticipo, ma Romagnoli ha definitivamente scoperchiato il barile facendo uscire quello che tutti sanno da tempo ma che nessuno (tranne il sottoscritto) aveva scritto senza SE e senza MA, mettendoci per l’ennesima volta la faccia.
Romagnoli ha denudato Lotito e il suo procuratore, Enzo Raiola, intervistato da Radio Sportiva ha aggiunto oggi il carico da novanta, svelando i retroscena del mancato accordo in extremis per il trasferimento in Qatar dell’ex capitano del Milan alla corte di Roberto Mancini. Anzi, alla corte dell’emiro Al Thani.

“Col Lecce era la gara d’addio, il giorno dopo Lotito ha cambiato tutto. L’ultimo giorno si è riaperta la trattativa con l’Al Sadd che 10 giorni prima aveva fatto una proposta a cui non aveva ricevuto risposta fino all’ultimo.
La Lazio ha chiesto di aumentarla, i qatarioti hanno detto di no, dopo un tira e molla alla Lazio hanno accettato quell’offerta… Ma l’hanno accettata tardi. Siamo arrivati alla fine e non c’erano più i tempi!
La Lazio ha chiesto ad Alessio di rinunciare alle ultime 3 mensilità, è un loro modus operandi che non ha senso. È assurdo essere a gennaio coi giocatori che non hanno percepito 3-4 stipendi. Chiedere una rinuncia a un giocatore è folle”.
È folle, ma è prassi da anni in casa Lazio. E, purtroppo, non è l’unica cosa folle o senza logica che accade in quel di Formello.

Siamo nelle mani di gente che naviga a vista, che decide una cosa e dopo poche ore si smentisce, poi magari ci ripensa e cambia nuovamente opinione o direzione, a dimostrazione dell’assoluta inesistenza di qualsivoglia progetto.
Per mesi la Lazio ha cercato di piazzare da tutte le parti Noslin e lo ha fatto fino alle ultime ore, poi non riuscendo a incassare quello che voleva lo ha confermato con la scusa dell’infortunio di Zaccagni.
A giugno perderemo sia Gila che Romagnoli e l’investimento della Lazio per la difesa è stato l’acquisto a 500.000 euro (bonus compresi) Blaz Kovac, un ragazzo del 2009 che arriva dalla Slovenia. Con la speranza che non sia un nuovo Kamenovic…
E a proposito di Kamenovic, il nuovo” Kolarov (come era stato presentato), dopo anni di naftalina ha finalmente lasciato la Lazio a titolo definitivo, ceduto per un piatto di pasta e ceci alla Nogometni Klub Zagreb.
E oggi che se n’è andato, possiamo dire senza timore di smentita che era una “busta”, uno dei tanti acquisti floppati da questa società.

Insomma, abbiamo assistito all’ennesima farsa, con il consueto nome altisonante buttato in extremis nel calderone per far vedere che c’era voglia di fare grandi cose.
Questa volta lo specchietto per le allodole è stato Davide Frattesi, ex gioiellino delle giovanili della Lazio (insieme a Scamacca) scappato giovanissimo da Formello.
Chiaramente non se n’è fatto nulla, perché se vuoi uno come Frattesi non ti riduci all’ultimo giorno, soprattutto dopo che hai avuto SETTE MESI per preparare questa sessione di mercato.
Così, ora Sarri ha ricevuto in dote Taylor ma ha perso Vecino e Guendouzi, ovvero due pezzi importanti che per caratteristiche non c’entrano assolutamente nulla con l’olandese.
La Lazio ha perso Castellanos e ha inserito al centro dell’attacco un ragazzo che se possibile è ancora più un’incognita dell’argentino venduto al West Ham.
La Lazio ha perso Mandas e lo ha sostituito con un ragazzino che non ha mai visto nemmeno con il binocolo la Serie A.
E potrebbe non essere finita qui, visto che il mercato in altri paesi è ancora aperto (in Turchia, ad esempio) e non sono da escludere ulteriori partenze.

La Lazio doveva fare e non ha fatto e questa, purtroppo, è l’unica cosa che non sorprende. O meglio, che non sorprende chi ha capito da tempo chi è Lotito e che con questo personaggio alla guida della società la Lazio non ha un futuro.
Non ha un futuro non perché fallirà, perché come ha dimostrato Lotito se le entrate calano lui taglia i costi e si vende anche i “pali delle porte di Formello” per restare a galla, per consentire a questa malandata nave di continuare a navigare in questo mare di mediocrità.
Non ha futuro perché non esiste né un progetto né la voglia di crescere, di aprire realmente un nuovo corso e, soprattutto, di dare retta ad un allenatore che ha commesso l’errore di fidarsi nuovamente del “gatto e della volpe”.
Come i tifosi o chi fa comunicazione nel mondo Lazio che oggi dovrebbe riproporre questo comunicato e chiedere conto a chi lo ha fatto e firmato dell’ennesima bugia raccontata alla gente laziale.

Altro che il futuro si costruisce passo dopo passo, la realtà è che la Lazio sta sparendo, perché anno dopo anno sta scivolando sempre più giù, sempre più lontano non solo dalla Roma, ma da tutte quelle squadre che fino a tre anni fa guardava dall’alto in basso.
E nessuno ci aiuta, nessuno fa quello che farebbe se in questa situazione ci fosse non la Lazio ma l’altra squadra della capitale.
E basta vedere la lista degli arrivi e delle partenze per avere ben chiara la china imboccata da questa società che non è chiara solo a chi ha delle fette di prosciutto davanti agli occhi.
ARRIVI: Kenneth Taylor (Ajax, definitivo), Petar Ratkov (Salisburgo, definitivo), Edoardo Motta (Reggiana, definitivo), Daniel Maldini (Atalanta, prestito con diritto di riscatto e obbligo condizionato a qualificazione Europa), Adrian Przyborek (Pogon Szczecin, definitivo) e Blaz Kovac (NS Mura, definitivo).
CESSIONI: Taty Castellanos (West Ham, definitivo), Matteo Guendouzi (Fenerbahce, definitivo), Christos Mandas (Bournemouth, prestito con diritto di riscatto e obbligo condizionato), Matias Vecino (Celta Vigo, definitivo), Dimitrije Kamenovic (Nogometni Klub Zagreb, definitivo).
Chiudo con una domanda: ma chi rinfaccerà da domani a Lotito e Fabiani le bugie che ci hanno raccontato da giugno a gennaio?
Mi metto comodo, comodo per aspettare la risposta, anche se sono convinto che non arriverà…
