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Romagnoli e le bugie smascherate di Lotito…

1 Febbraio 20261 Febbraio 2026 Stefano Greco lazio, Lotito, Millenovecento, romagnoli, sslaziofans
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“La Lazio non ha problemi di insolvenza né debiti. I giocatori vengono pagati puntualmente tutti i mesi, siamo gli unici a farlo. Chiedeteglielo, non mi pare che nessuno di loro lamenti il mancato pagamento di stipendi. Questo lo dico perché è stata fatta una strumentalizzazione su questo club perché ha dei valori”. 

Parole di Claudio Lotito, pronunciate in modo accalorate e con tono ducesco nell’intervento-comizio fatto (con la squadra schierata dietro) il 15 dicembre scorso, durante la cena di Natale della Lazio.

Che quella dichiarazione di Lotito fosse solo l’ultima di una lunghissima serie di bugie raccontate dal “padrone” al mondo Lazio, io lo avevo scritto più di due settimane prima, in un articolo dal titolo “Lazio, le casse sono vuote”, nel quale avevo riportato una confidenza che mi era stata fatta sia da alcuni giocatori che da membri dello staff della prima squadra e del settore giovanile e che qui riporto…

“La Lazio ha bisogno di un’immissione immediata di liquidità, perché oggi le casse della società sono vuote o quasi e lo sono da mesi.

Ci sono gli 80/90.000 euro al mese che servono per pagare gli stipendi degli impiegati e di chi lavora a Formello, ma non quelli per pagare regolarmente gli stipendi della prima squadra e dei vari staff. E scarseggiano pure quelli per mandare avanti l’attività corrente.

Prova ne è il fatto che una delle formazioni giovanili quest’anno non parteciperà ad un torneo internazionale a cui era presente da 7 anni consecutivi. E il motivo della rinuncia è che non c’erano abbastanza soldi per pagare i biglietti aerei per la trasferta in Lituania.

Anche gli stipendi, al contrario di quello che racconta Lotito quando dice che la Lazio è l’unica società di Serie A in regola che paga puntualmente calciatori e staff (a volte anche in anticipo, dice lui…), vengono saldati solo gli ultimi giorni utili previsti dal regolamento per evitare il deferimento ed eventuali penalizzazioni.

Questa settimana è stato pagato il mese di settembre, mentre ieri a Formello è arrivato l’avviso che la mensilità di ottobre sarà pagata a febbraio.

Una situazione che sta provocando un certo malumore all’interno del gruppo, soprattutto tra i calciatori stranieri.

Per questo in molti hanno la valigia pronta, perché a gennai la Lazio ha un disperato bisogno di fare cassa e chi ha mercato o è stanco di aspettare, si sta guardando in giro.

Perché a Roma stanno tutti bene, i giocatori sono legati a Sarri (che sta facendo di tutto per condurre in porto questa nave in mezzo a tempeste di ogni genere) e all’ambiente, ma tutti se potessero fuggirebbero da Claudio Lotito.

Perché molti giocatori (se non tutti…) la pensano come i tifosi che contestano: sono stanchi di Lotito, sono stanche delle bugie, sono stanchi delle promesse mai mantenute, degli appuntamenti perennemente rimandati e per la precarietà che regna sovrana a Formello”.

Qualcuno in quei giorni ha sorriso quando ho scritto quelle cose, altri mi hanno puntato l’indice contro accusandomi di attaccare per l’ennesima volta e senza prove certe il proprietario della Lazio e dopo quel comizio gli attacchi al sottoscritto sono cresciuti di intensità.

Peccato, che nessuno o quasi quella sera abbia sottolineato un qualcosa che era successo quella sera e che dimostrava già, in modo palese, la portata dell’ennesima bugia.

Mentre Lotito dice che la Lazio era in regola con il pagamento degli stipendi Castellanos (uno di quelli maggiormente stizziti per i continui ritardi nei pagamenti) lo guarda con l’espressione di chi non crede a quello che sta sentendo e poi si copre il volto con le mani, Romagnoli e un altro compagno di squadra si contengono a stento mentre Rovella, Pellegrini e Lazzari parlottano tra loro e ridono…

https://www.instagram.com/reel/DSTaj05CPXb/?utm_source=ig_embed

Ecco, a distanza di tempo, l’ennesima bugia dalle gambe corte, cortissime, è stata smascherata in modo clamoroso, perché proprio la richiesta da parte di Lotito a Romagnoli di rinunciare al pagamento delle mensilità arretrate (ottobre che sarà pagato in questi giorni, ma anche novembre, dicembre e gennaio) per dare il via libera alla cessione all’Al Sadd ha fatto saltare un affare che era già concluso.

Perché al contrario di quello che avevano fatto tanti altri giocatori in passato (i casi più famosi quelli di Oddo, Candreva, Zarate…), Alessio Romagnoli per una questione di principio ha detto NO alla pretesa di Lotito.

Non lo ha fatto per soldi Romagnoli, perché a fronte di circa 800.000 euro di arretrati Alessio ha rinunciato a qualcosa come 18 milioni di euro che gli avrebbe garantito l’Al Sadd di Mohammed bin Khalifa Al-Thani, ovvero la stessa cifra che prendeva al Milan prima di venire alla Lazio tagliandosi metà dell’ingaggio.

Già perché per indossare la maglia della Lazio, la squadra per cui lui (come tutta la famiglia) tifa fin da bambino, Romagnoli ha fatto un sacrificio economico che in pochi avrebbero fatto in questo calcio senza bandiere e in cui domina il Dio denaro.

Romagnoli si è dimezzato l’ingaggio e si è fidato di Claudio Lotito che per convincerlo ad accettare gli ha promesso che se la Lazio fosse andata in Champions League con i soldi di quel tesoretto avrebbe prolungato ed adeguato il contratto a lui e ad altri giocatori arrivati quell’estate (Provedel, ad esempio…) o che aspettavano un ritocco dell’ingaggio.

Promessa, chiaramente, mai mantenuta. Un milione di euro in più all’anno e 5 anni di ingaggio, quindi parliamo di 5 milioni di euro: questo aveva garantito Lotito a Romagnoli che, dopo 3 anni e mezzo dal suo sbarco a Formello non ha visto un solo euro di quei soldi promessi per convincerlo ad accettare il dimezzamento dell’ingaggio per coronare il sogno di sempre: indossare la maglia numero 13 che fu di Nesta.

Il mancato rispetto degli accordi (con lui, ma anche con altri compagni e con Sarri), le bugie, gli appuntamenti presi e regolarmente saltati o rimandati per il prolungamento del contratto e l’atteggiamento di Lotito sempre pronto a scaricare su chiunque le responsabilità e a negare le difficoltà economiche, hanno portato Alessio Romagnoli a dire basta, a prendere una decisione che mai avrebbe immaginato di poter prendere: lasciare la Lazio.

Sì, perché Alessio Romagnoli dopo aver inseguito per una vita quel sogno, una volta realizzato aveva deciso di chiudere la carriera con quella maglia biancoceleste addosso, ma mai avrebbe immaginato di dover vivere quello che ha vissuto in questi anni.

Nessuno vorrebbe lasciare Roma, nessuno vorrebbe lasciare il mondo Lazio inteso come tifosi, come ambiente, ma tutti o quasi vorrebbero fuggire da chi guida questa società o lavora fianco a fianco con Lotito.

Questa è la triste, tristissima realtà. Questo è quello che ho raccontato il 28 novembre e che è emerso in modo chiaro e lampante in questo mese di gennaio, con mezza squadra pronta a fare le valigie per lasciare Formello.

Un vero e proprio fuggi fuggi, ma non a qualsiasi costo, perché nella vita (per fortuna) per qualcuno c’è ancora qualcosa che vale più dei soldi: la dignità e l’orgoglio.

Per dignità e orgoglio, Alessio Romagnoli non ha voluto cedere al ricatto finale a cui si sono piegati invece in tanti questi anni pur di lasciare Formello.

Questa volta, però, per aver tirato troppo la corda Claudio Lotito si è ritrovato con il nulla in mano e con un problema enorme dentro casa: perché il caso-Romagnoli non si è certo risolto con la mancata cessione di ieri all’Al Sadd, ma rischia di diventare una bomba ad orologeria collocata dentro Formello.

Fino ad oggi, Alessio Romagnoli da ragazzi schivo e riservato si è tenuto tutto dentro. Mai un’intervista polemica e mai una battuta fuori posto, mai una protesta o uno sciopero come fece ad esempio Luis Alberto quando nell’estate del 2023 visto il mancato rispetto degli accordi (gli stessi presi con Romagnoli) da parte di Lotito dopo la qualificazione Champions, ad Auronzo di Cadore si tolse gli scarpini e si rifiutò di allenarsi.

Alessio non lo ha mai fatto, ha accettato di giocare a Lecce perché la squadra stava in emergenza, per non tradire Sarri e perché la società gli aveva promesso di liberalo subito dopo (e che fosse tutto concordato lo dimostra anche il saluto sui social e il ringraziamento della società dopo Lecce-Lazio), ma non è mai salito sull’Aventino.

Romagnoli non si è allenato nella settimana pre Lazio-Genoa perché ha ottenuto un permesso di una settimana dalla società per la nascita del figlio e non per protesta come ha scritto qualcuno, ma ora è difficile immaginare che cosa possa succedere da qui a giugno, quando il divorzio (se resterà Lotito alla guida della Lazio) sarà inevitabile.

Perché Romagnoli, come tanti altri, non vuole più avere nulla a che fare con chi guida questa società. Questa è la realtà: non quella virtuale raccontata da Lotito, ma quella reale che sa chiunque abbia rapporti con giocatori e/o membri dello staff.

Vale per la prima squadra maschile come vale anche per la squadra femminile, dove il malumore regna sovrano per il ritardo nel pagamento degli stipendi e per il fatto che per poter mangiare alla mensa di Formello le ragazze devono pagare un ticket di 10 euro a pasto, nonostante la Lazio abbia versato (stando al bilancio al 30.6.2025) qualcosa come 2,34 milioni di euro alla Omnia Service per il “servizio mensa giornaliero dei tesserati SS Lazio”.

Lotito dice che la Lazio è una società sana e che non ha bisogno di incassare, poi fa un mercato in cui incassa 90 e reinveste un terzo.

Lotito dice che paga gli stipendi regolarmente, anzi, in anticipo, poi viene confermato quello che ho scritto io il 28 novembre, ovvero che la Lazio sta per pagare ottobre ma novembre, dicembre e gennaio non si sa quando verranno pagati.

Lotito parla da 21 anni di stadio e ancora manca un progetto, parla di chiesa a Formello e di Academy da 12 anni e a Formello ci sono solo terreni sbancati e fango.

Lotito dice che fa il mercato seguendo le indicazioni di Sarri e poi è pronto a cedere chiunque se gli fanno un’offerta e gli portano soldi cash per riempire le casse, come avrebbe fatto l’Al Sadd per prendere Romagnoli.

Lotito parla di valori poi esce fuori che non mantiene nulla o quasi di quello che promette non solo ai tifosi, ma anche a Sarri e ai giocatori.

Questa è la Lazio di oggi: una grande, enorme bugia spacciata per verità assoluta!

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Stefano Greco

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