Benvenuti nella Academy che non c’è…
“Oggi siamo divisi, non dobbiamo esserlo, l’unione fa la forza. Insieme possiamo raggiungere grandi traguardi. Vogliamo far partecipi di questo ruolo tutti i tifosi.
Voglio che si capisca che nel presidente non alberga solo un rigore gestionale, ma anche passione. Sono il custode di questi valori. L’unica cosa che mi rimprovero è che non sono riuscito ancora a colpire il cuore di tutti i tifosi. Io sono legato a questi colori, a questa spinta emotiva.
Aiutatemi ad essere mago di sentimenti, così potremo fare grandi cose insieme. E la Academy Bob Lovati che oggi stiamo inaugurando e che sarà completata entro due anni, la prima in Italia, è un rimo passo verso il futuro”.

Parole di Claudio Lotito datate 26 maggio 2014, il giorno in cui fu posta in modo decisamente simbolico la prima pietra della Academy Bob Lovati, ovvero di un progetto che doveva essere realizzato entro dicembre 2016 e che invece 10 anni dopo è ancora solo una spianata di fango, come si vede nella foto scattata ieri a Formello che ho scelto per questo articolo.
Un progetto che, nonostante i proclami di Lotito e i milioni di euro già versati 12 anni fa dalla Lazio nelle casse di un paio di aziende di Lotito incaricate di fare i lavori ad oggi è ben lungi dall’essere completato.
Tanto meno nei tempi promessi l’estate scorsa ai genitori dei ragazzi delle giovanili che ancora vagano per i campi di Roma per gli allenamenti. Ma di questo parlerò dopo.

Insomma, non si è realizzato nulla di quello che ha detto Claudio Lotito quel 26 maggio del 2014: niente pax laziale, niente tifosi e società che viaggiano a braccetto, nessun presidente disposto ad ascoltare i consigli dei tifosi per farli partecipi della costruzione di una Lazio destinata a centrare grandi traguardi.
E, soprattutto, niente Academy…
Infine, cosa ancora più grave, quel nome Bob Lovati usato come specchietto per le allodole quel 26 maggio del 2014 e finito nel dimenticatoio, come la scuola di giornalismo della Lazio annunciata in quella calda giornata primaverile, la sala delle conferenze stampa intitolata ad Andrea Pesciarelli e il 90% delle promesse fatte da Lotito e quei progetti sbandierati per gettare fumo negli occhi della gente laziale.

Tutto passato, tutto cancellato o rimosso dalla memoria, come il modello-Ajax impostato sul mago olandese Joop Lensen durato a Formello il tempo di uno starnuto o di uno sbadiglio, come i vari progetti Feyenoord, Borussia Dortmund, Bayer Leverusen e Atalanta citati (a vanvera) come modelli di ispirazione perché risultati vincenti ma mai imitati, perché per costruire qualcosa destinato a durare nel tempo bisogna investire e gettare basi solide.
Due termini, INVESTIRE e GETTARE BASI SOLIDE, che a Formello ricorrono spesso, ma che fanno parte da sempre di una realtà che è rimasta sempre e solo virtuale.
Come quei progetti triennali che nascono e che come ha detto Sarri vengono smontati e rilanciati con un nome diverso la stagione successiva, sostituti da un nuovo progetto triennale.

Perché, come ha detto il “comandante” a Verona prima della partita con amarezza e rassegnazione: “l’impressione, stando dentro, è che per la Lazio ogni anno sia un anno zero”.
Insomma, una perenne tela di Penelope che, in qualche caso, più che essere costruita di giorno e smontata di notte, è ferma al punto zero.
Academy in testa, uno dei più grandi scandali di questa gestione. Un progetto sbandierato, pagato e mai nato perché, semplicemente, quel progetto presentato pubblicamente il 26 maggio del 2014 era privo di un requisito fondamentale: l’esistenza del progetto stesso.
Già, perché quel progetto per ottenere i permessi per costruire e aumentare la cubatura del centro sportivo non è mai arrivato sui tavoli del Comune di Formello, un po’ come è successo con il famoso progetto dello Stadio delle Aquile che era già pronto (pure quello, presentato con tanto di plastico della struttura) nel 2005 ma che nel 2026 ancora non esiste realmente.

Realmente, nel senso che al Comune di Roma ancora non è stato depositato e protocollato un progetto Lazio legato a uno stadio: né a quello delle Aquile finito nel dimenticatoio né legato alla ristrutturazione del Flaminio di cui si parla da anni e sul quale sono state raccontate molte, troppe bugie.
A partire da quel sì dell’avvocatura del Comune di Roma alla richiesta della Lazio sul diritto di superficie sbandierato (con il tacito e colpevole silenzio della Lazio) dai mass media a fine novembre e rilanciato qualche giorno fa da Lotito con altre dichiarazione su un fantomatico sì al diritto di superficie che ancora non esiste.
Dichiarazioni finite in un esposto inviato alla Consob in cui si prefigura, appunto, il reato di “false comunicazioni al mercato” da parte della stessa Lazio e di Lotito, ma anche di aggiotaggio visto che grazie a quelle notizie (completamente false), il titolo Lazio ha spiccato il volo in Borsa fino a toccare quota 1,25 euro ad azione il 19 dicembre 2025.
Titolo che, svanito l’effetto-stadio e l’effetto-Nasdaq, oggi vale 1,075 euro.
Ma torniamo alla Academy e alle dichiarazioni rilasciate la settimana scorsa da Claudio Lotito, partendo da una domanda legata proprio al fatto che in casa Lazio di Academy si parla da 12 anni…

“Siamo in ritardo rispetto alla Conferenza del 26 maggio 2014? La cosa è molto complicata, purtroppo l’iter l’abbiamo dovuto cambiare in corsa per una serie di problemi. Come sapete, abbiamo acquistato altri terreni, entro un mese dovremmo avere le ultime autorizzazioni.
Si tratta di un investimento pesante, realizzato senza fare debiti. Ci saranno 7 campi, un centro congressi, una mensa e una chiesa. Non è stato facile, perché non tutti sono contenti di vedere la Lazio realizzare un centro così importante.
La speranza quindi è che senza ritardi ulteriori (ma già 12 anni per costruire qualche campo, una mensa, alloggi e una chiesa sono già tempi allucinanti…), la parte più consistente dell’Academy Lovati veda la luce la prossima estate”.
Insomma, dopo fine dicembre del 2016 la nuova dead line è stata fissata nell’estate 2026, ma ai genitori dei ragazzi che giocano nelle giovanili della Lazio prima dell’inizio della stagione era stata raccontata una storia diversa, con una data fissata e già abbondantemente superata.
“Ci avevano detto ad inizio anno calcistico, cioè a settembre”, mi racconta il papà di un ragazzo, “che da fine dicembre circa i ragazzi si sarebbero trasferiti a Formello per allenarsi sui nuovi campi che, come ci hanno detto, erano già in costruzione.
Cosa che ci era già stata raccontata a marzo-aprile scorso, quando vicino al parcheggio di via della Selvotta ci hanno fatto vedere una collina di terra ed un mezzo meccanico che avrebbe dovuto spianare tutto per gettare le basi per la costruzione dei nuovi campi.

Tutto quello che ci hanno raccontato, chiaramente, non è mai successo e i ragazzi continuano ad allenarsi sui campi del Green Club sulla Nomentana.
Ieri siamo andati a Formello a fare le foto ufficiali delle varie squadre e per mia curiosità sono andato a vedere a che punto erano i lavori dei nuovi campi.
A differenza di marzo-aprile scorso, dove prima c’erano la collina di terra e il mezzo meccanico ora è stato tutto spianato ma non c’è traccia dei campi che dovevano essere già completati a dicembre, ma solo fango.
Oltre a spianare non è stato fatto nulla, assolutamente nulla. Lo dico non per fare polemica, ma solo per far capire a tutti che, purtroppo, non si può mai credere a quello che dice e promette Lotito. O a quello che raccontano le persone che lavorano per lui.
E lo dico con la morte nel cuore, perché sono laziale dalla nascita e siamo tutti laziali in famiglia”.
Ecco, questa è la Lazio di oggi. Altro che società modello o club valutato dagli americani 1,5 miliardi di euro. Va bene che è Carnevale, ma a tutto c’è un limite…
