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Solito comizio, nuove “favole”…

10 Gennaio 202610 Gennaio 2026 Stefano Greco Greenwood, lazio, liberalalazio, Lotito, Millenovecento, Raspadori, sslaziofans, StadioFlaminio
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Palesemente nervoso, ancora avvelenato per la contestazione di mercoledì sera e quindi rabbioso e rancoroso, ma come al solito dittatoriale e deciso a ribadire che qui comanda lui, che decide tutto lui, che la Lazio è “roba sua”.

Anno nuovo solito Lotito, perché come ripeto da anni non c’è nessuna possibilità che Lotito possa cambiare pelle o che decida di deporre e seppellire l’ascia di guerra, a meno che l’intero mondo Lazio non alzi le mani, si arrenda e si genufletta chiedendo perdono al Re di Formello.

Re autonominato, perché quella corona se l’è confezionata su misura be messa in testa da solo, mentre Sergio Cragnotti Imperatore lo è diventato a furor di popolo, grazie a quello che ha fatto come presidente, cambiando per sempre la storia della Lazio.

Claudio Lotito è l’emblema del politico italiano, uno che sta perennemente in campagna elettorale, uno che trasforma ogni intervista in un comizio e ogni evento in uno spot personale in cui ricorda “io ho fatto” e in cui fa promesse e prefigura scenari futuri sempre rosei, anche se quegli scenari fanno a cazzotti con il presente, con i fatti, con la logica e con la storia di questi quasi 22 anni di regno.

O di dittatura, fate voi.

L’evento di ieri a Parco dei Daini è stato l’ennesima occasione per lanciare messaggi e anche per attaccare i tifosi, oramai responsabili di qualunque cosa in questa annata in cui un presidente “normale” dovrebbe ringraziare ogni volta che gli mettono davanti un microfono una piazza che ha fatto 30.000 abbonati nonostante lo scempio a cui ha assistito da fine maggio a oggi.

Tutti, non Lotito. Perché Lotito i tifosi della Lazio li odia: perché non gli hanno mai riconosciuto i meriti che lui pensa di avere e perché sono una spina nel fianco e un pericolo per chi come lui fa il politico e non si può permettere un dissenso palese, fatto di cori, fischi, insulti e contestazioni che rischiano di degenerare in rissa come è successo mercoledì sera in Monte Mario alla fine di Lazio-Fiorentina.

E allora, i tifosi diventano responsabili dell’accanimento degli arbitri nei confronti della Lazio, quando tutti sanno che la guerra in atto altro non è che una reazione da parte del “palazzo” per i comportamenti tenuti da Lotito negli anni cin cui ha fatto il bello e il cattivo tempo in Lega e in Federcalcio.

Se tu fai la guerra all’AIA perché decide di appoggiare la candidatura di un presidente diverso da quello che vorresti far eleggere, quale può essere la reazione della classe arbitrale?

Se tu fai la guerra a Gravina per anni e per giunta ti metti in casa un ex collaboratore di Gravina che il presidente federale ha cacciato dalla FIGC e con il quale sta in causa, come pensi che possa reagire il capo del calcio italiano?

Se tu per anni pretendi che la Lega faccia quello che vuoi tu e attacchi tutti i dirigenti o i club che non si schierano dalla tua parte (soprattutto le big del calcio italiano) come puoi pensare di ricevere solidarietà o appoggio se porti avanti una battaglia (anche giusta e legittima) per ridare credibilità ad un sistema che hai contribuito con i tuoi comportamenti negli ultimi 15 anni a rendere non credibile agli occhi della gente?

No, invece la colpa è dei tifosi, di un ambiente che fa casino e quindi secondo Lotito rende pi facile il compito agli arbitri e al sistema che vuole danneggiare la Lazio.

È ridicolo, ma lui lo ripete da settimane. Come è ridicolo scaricare sui tifosi, come ha fatto ieri Lotito, la responsabilità del mancato arrivo di Greenwood.

“Greenwood ho fatto di tutto per prenderlo, lui è voluto andare in Francia. Perché? La colpa è anche dell’ambiente. Se l’ambiente crea tutto questo caos, la gente preferisce stare in un posto più tranquillo”.

Sostenere che Greenwood abbia preferito Marsiglia a Roma perché è una piazza più tranquilla è talmente ridicolo che non servirebbe nemmeno portare elementi per dimostrare che non è così, perché chiunque segua il calcio sa benissimo quanto sia caotica la situazione a Marsiglia.

Ma significa pensare anche che la gente non abbia un filo di memoria, perché mentre qui a Roma tutti (nel mondo Lazio) avrebbero accolto a braccia aperte Greenwood, a Marsiglia sia i tifosi che il sindaco Benoit Payen hanno sparato a zero sul giocatore prima del suo arrivo in Francia.

“Greenwood ha avuto un comportamento inqualificabile e inaccettabile. Ho visto le immagini della moglie e ne sono rimasto profondamente scioccato. Massacrare una donna in quel modo è indegno e credo che non ci sia posto per lui nella nostra squadra”. 

Questa è la dichiarazione ufficiale fatta da Benoit Payen il 10 luglio del 2024. Basta avere un pizzico di memoria, basta andare su Google e inserire nella ricerca Greenwood + sindaco Marsiglia per trovarla e quindi per rendere ridicola la tesi che ha dato ieri in pasto ai media Lotito.

Greenwood non è venuto perché l’OM ha accontentato sia le richieste economiche del Manchester United che quelle del giocatore e dei suoi agenti. Punto.

La Lazio non aveva i soldi per prendere Greenwood, tutto il resto sono scuse e bugie, come la favoletta raccontata da Lotito quando sosteneva di avere in mano uno “dieci volte più forte di Greenwood”, che chiaramente non è mai sbarcato nella Capitale.

Sembra la favola della volpe e dell’uva, la stessa che ora ha portato Lotito a dire in una telefonata con un tifoso (finita regolarmente sui social) “Raspadori è na pippa” e ieri che “Raspadori mica è Maradona”.

Tutto questo, dopo aver detto che la Lazio Raspadori ha provato a prenderlo, lo ha contattato, ma il giocatore ha risposto: “No grazie, non mi interessa”.

E ora che potrebbe finire alla Roma, diventa automaticamente “na pippa”. Come sempre, verrebbe da dire. E già è tanto che Lotito non abbia scaricato sui tifosi anche la responsabilità del mancato arrivo di Raspadori. Favola per favola, ci poteva stare pure questa.

A proposito di favole, ieri Lotito ha parlato di stadio e ha detto cose che meritano un piccolo approfondimento .

“Siamo alle battute finali nella presentazione della documentazione dell’atto di convenzione, che verrà stipulato. La questione sul diritto di superficie è stata risolta. Ora presenteremo uno schema di contratto che verrà valutato e se andrà bene si riuniranno e ne valuteranno la pubblica utilità, poi si riuniranno nella conferenza dei servizi. Il tutto avverrà a breve, non tra un mese, ma a breve”.

“Qualcuno è pure andato a controllare se noi avevamo presentato tutti i documenti. Io ho presentato tutto un anno fa per lo stadio, altri ci mettono anni”.

“La società farà un investimento di 430 milioni direttamente, perché la proprietà ha le risorse per farlo”.

Per mesi Lotito, “fonti vicine alla società” citate dalla ADNKronos e comunicatori vicini alla società ci hanno detto che la documentazione completa era già stata presentata e hanno annunciato urbi et orbi che c’era anche il sì dell’avvocatura del Comune di Roma alla concessione del diritto di superficie.

Ieri, si è tornati indietro al “Siamo alle battute finali nella presentazione della documentazione dell’atto di convenzione, che verrà stipulato”.

Quindi come avevo scritto suscitando le ire di chi scriveva il contrario la documentazione completa non è stata ancora depositata e quindi chi ha scritto che era stato fatto tutto ha “dato false comunicazioni al mercato”, con il silenzio assenso e quindi l’avallo e la complicità della Lazio.

E come potete vedere dai grafici pubblicati sopra, quelle notizie pubblicate tra fine novembre e inizio hanno influito sì sull’andamento del titolo che ha spiccato il volo in Borsa, al contrario di quanto era successo invece in estate quando sono stato accusato (con tanto di avviso di garanzia) da Lotito di aver diffuso notizie che hanno alterato il mercato…

Quel “qualcuno” che è andato a controllare se i documenti erano stati presentati e se c’era stato veramente il sì dell’avvocatura del Comune per il diritto di superficie, poi, è il sottoscritto, con tanto di documenti ufficiali ricevuti da Federsupporters e pubblicati che comprovano che l’iter non è stato completato e che l’avvocatura del Comune non è mai stata nemmeno interpellata.

Ho fatto solo quello che dovrebbe fare ogni giornalista. Verificare se quello che ci viene raccontato è vero. E replicare se la realtà reale fa a cazzotti con quella virtuale che ci viene propinata da anni.

Perché Lotito dice che ha iniziato l’iter dello stadio da un anno, ma basta fare una ricerca per controllare che la presentazione ufficiale del primo progetto per lo stadio di proprietà risale al 2005 e che sia Lotito che la Lazio a più riprese dal 2005 hanno raccontato ai tifosi che la società aveva depositato in Comune un progetto per lo stadio.

Peccato che in Comune non ci sia traccia dal 2005 a oggi di un progetto depositato dalla Lazio e protocollato. Domanda: ma queste non sono false informazioni date in pasto ai tifosi e al mercato? Ma la Lazio è quotata solo quando fa comodo a Lotito?

Ultima osservazione. “La società farà un investimento di 430 milioni direttamente, perché la proprietà ha le risorse per farlo”.

Ecco, ieri Lotito ci ha detto che è diventato all’improvviso uno degli uomini più ricchi del mondo, perché ha 430 milioni di euro che gli avanzano e che può mettere direttamente per la costruzione dello stadio, senza l’intervento di nuovi soci.

Ecco, questa fa più ridere della favola che i tifosi siano responsabili del mancato arrivo di Greenwood e dell’atteggiamento degli arbitri.

Chiudo con una domanda destinata a restare senza risposta: perché anche quando non c’entra nulla Lotito ripete che non vende, non se ne va e la società non è scalabile? Ieri ad una domanda sul mercato ha risposto così.

“Quanti altri colpi? La società non è in vendita, non è scalabile. Non me ne vado. Arriveranno altri acquisti? Arriverà quello che deciderò io, punto”.

Ma chi te lo aveva chiesto se la società è in vendita, se resti o se la Lazio è scalabile o no?

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Stefano Greco

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