Basta bugie. Qualcuno dica la verità ai tifosi!
Qualcuno mente. Per l’ennesima volta verrebbe da aggiungere, perché quello a cui stiamo assistendo è un film che conosciamo a memoria, perché anche se cambia qualche interprete trama e copione da 21 anni a questa parte sono sempre gli stessi.
E allora, anche basta!
Basta sentire Lotito e Fabiani che ripetono che la Lazio farà acquisti se li chiede Sarri e che la società sul mercato si muoverà seguendo le indicazioni del tecnico, perché anche questa volta sta succedendo esattamente il contrario.

Stanno succedendo le stesse cose viste nell’estate del 2023 dopo il secondo posto e poi a gennaio 2024 quando nonostante il tesoretto già assicurato della qualificazione agli ottavi di finale di Champions League il duo Lotito-Fabiani ha fatto esattamente il contrario di quello che chiedeva Sarri, gettando le basi per un divorzio che sarebbe arrivato poche settimane dopo.
Hanno detto che non sarebbe più successo, invece sta succedendo nuovamente.
Hanno detto che in estate la società non ha potuto accontentare il tecnico solo perché quei cattivoni della Covisoc e Gravina avevano impedito alla Lazio di fare il mercato che aveva programmato su indicazione di Sarri.

Ma a mercato sbloccato, aperto e senza alcun vincolo, dopo aver ripetuto che la squadra non sarebbe stata smantellata, che i migliori non sarebbero stati ceduti e che Sarri sarebbe stato centrale nelle strategie, come prime mosse la Lazio ha fatto il contrario di quello che aveva detto ai tifosi e, cosa ancora più grave, il contrario di quello che aveva promesso a Sarri.
Capiamoci bene su due cose, sgombrando il campo a qualsiasi equivoco: la società ha tutto il diritto di spendere i soldi come vuole, acquistando i giocatori che sceglie il presidente e tutto questo non c’entra nulla con il fatto che Petar Ratkov possa essere un profilo giusto o un buon investimento.
Conta zero che non sia un nome altisonante e che i tifosi non lo conoscano, la cosa grave e che è stato acquistato senza aver detto nulla a Sarri che il nome di Ratkov non l’aveva mai fatto e nessuno gli ha mai chiesto un parere sul giocatore.

Questo è grave. Perché Petar Ratkov ha le stesse caratteristiche di altri profili che Sarri ha scartato ogni volta che gli sono stati proposti: Lucca, Pinamonti e Piccoli.
Non è quello il tipo di attaccante che voleva Sarri che alla società ha fatto fin dall’inizio il nome di Raspadori, per provare a riproporre lo stesso modulo del Napoli dei sogni, con Raspadori chiamato a recitare il ruolo che aveva in quella squadra Mertens.
Ci sta che la Lazio non abbia i soldi per prendere Raspadori, oppure che la Lazio in questo momento possa essere all’ultimo posto della lista dell’azzurro se in lizza ci sono anche Roma e Napoli che giocano in Europa e lottano per ben altri obiettivi.
Quello che non ci sta, è dire una cosa e farne un’altra, ripetere lo stesso identico errore fatto nell’estate del 2023 quando Sarri per l’attaccante chiedeva un certo tipo di giocatore e la società si è presentata con Castellanos, che tutto era meno che un giocatore che poteva piacere a Sarri.

Ripeto: nessun giudizio su Ratkov e, tanto meno, nessuna bocciatura preventiva per questo ragazzo. E la società ha tutto il diritto di imporre le proprie scelte: ma non con uno come Sarri, non dopo aver promesso a Sarri che sarebbe stato lui a scegliere i nomi dei giocatori su cui puntare o almeno le caratteristiche dei giocatori chiamati a tappare evidenti falle di organico.
Falle che c’erano già al momento dell’arrivo di Sarri e che sono diventate voragini a causa degli infortuni con la cessione di Castellanos e quella imminente di Guendouzi.
Dici che non ti vuoi ridimensionare, ripeti che non vuoi vendere i pezzi pregiati e ti vanti di aver rifiutato grandi offerte, ma come qualcuno ti mette due soldi e una proposta reale sul tavolo la prima cosa che fai è cedere il centravanti titolare e il miglior centrocampista che hai in organico, forse il giocatore più forte di questa Lazio.
E non basta, ma per rimpiazzarli fai di testa tua, utilizzando il tesoretto incassato per prendere giocatori scelti da te e non quelli indicati da Sarri. E glielo fai sapere leggendo i giornali o i siti web.
Perché se è vero quello che ha detto Alberto Abbate oggi (e non ho motivi per credere che si sia esposto così raccontando una balla…) Sarri nemmeno lo conosceva Ratkov. O meglio, lui non lo ha mai chiesto e nessuno glielo ha mai nominato.

“Sarri non sa minimamente chi sia Ratkov. Lui e il suo staff non sapevano che la Lazio lo stava trattando e fino a lunedì mattina hanno continuato a dirgli che avrebbero provato a prendere Raspadori.
Poi c’era un patto che se non fosse arrivato l’ex Napoli avrebbero preso un baby da far crescere alle spalle di Noslin e Dia, acquistando anche una mezzala importante. Ma temo che nemmeno questo avverrà.
Il problema non è Ratkov in sé, che magari sarà anche un centravanti forte e di prospettiva, ma è che ha delle caratteristiche che non c’entrano nulla con quelle richieste da Sarri, che aveva già rifiutato Pinamonti, Lucca e Piccoli, tutti giocatori con caratteristiche totalmente opposte a quelle che predilige Sarri”.
Questo lo dice Alberto Abbate, io aspetto di sentire da Sarri stasera se è veramente così, perché qualcuno la verità la dovrà dire questa volta.
Dubito che possano raccontarla Fabiani e Lotito (visti i precedenti…), ma almeno Sarri una posizione la deve prendere se ama e rispetta veramente i tifosi della Lazio. E se ha ancora un pizzico di amor proprio.
Perché se in passato ha accettato tutto e ha detto più volte che quest’anno fino a giugno si farà andare bene qualsiasi cosa, Sarri ha anche detto di aver presentato una lista di nomi importanti e se Ratkov non sta in quella lista è giusto, anzi, obbligatorio dirlo.
Perché se non lo fa, se non prende le distanze dalle scelte della società, finisce come in passato, con i “tengo famiglia” e i tanti servi sciocchi che popolano il mondo Lazio oggi pronti a dire che Lotito ha fatto un grande colpo se Ratkov va bene oppure ad appioppare a Sarri l’acquisto del serbo se l’attaccante fallisce la prova o Sarri non lo utilizza, proprio come è successo con Castellanos nel 2023-2024.
Vale per Ratkov, come vale per altri profili, perché sempre Alberto Abbate ha detto: “A Sarri è stato chiesto esplicitamente di Maldini e lui ha detto no. C’è anche il nome di Toth, che però Fabiani smentisce totalmente. Il diesse può fare tutti i depistaggi che vuole, ma l’importante è che accontenti il mister”.

Vale per Ratkov, vale per Maldini e sarebbe il caso di capire se vale anche per Taylor dell’Ajax dato per imminente come acquisto e per Alfonso Pedraza, entrato nell’orbita Lazio anche se ha quasi 30 anni solo perché potrebbe arrivare a costo zero al posto di Tavares che la società sta cercando disperatamente di piazzare, visto che da mesi è un corpo estraneo all’interno del gruppo.
E questo fa ridere pensando a chi dice che non si prendono certi giocatori per non alterare gli equilibri all’interno del gruppo, quando si tengono giocatori che sono “tossici” e quando si fanno rinnovi di contratto senza rispettare le priorità e l’anzianità, promettendo ad esempio un quinquennale da 2 milioni a Basic (29 anni) quando Gila guadagna 800.000 euro e aspetta da un anno e mezzo che qualcuno gli proponga un rinnovo a cifre adeguate.
Così si alterano gli equilibri, così si semina scontento, così si spalancano le porte di Formello a tutti quei giocatori che hanno la possibilità di andarsene, per giunta senza portare un euro nelle casse della Lazio.
Vale per Gila come vale per Romagnoli, ma la prima mossa è il rinnovo di Basic, uno a cui la Lazio l’estate scorsa aveva chiesto di rescindere il contratto per risparmiare qualche soldo.
Questa è la Lazio di oggi. Una società senza un progetto, una società che naviga a vista e che tenta di rimanere a galla, come il suo comandante Claudio Lotito che cerca in tutti i modi di restare aggrappato al timone di comando di questa società, pur non avendo i mezzi per costruire la Lazio che vogliono e sognano i tifosi..
La Lazio oggi è una società gestita da personaggi mal visti dalla stragrande maggioranza della tifoseria, che continuano a fare proclami e promesse smentite dai fatti.
E, soprattutto, una società che continua a raccontare bugie sia ai tifosi che al suo allenatore.
Anche basta!
