Ma sul Flaminio non erano false comunicazioni?
Giovedì 4 dicembre, mentre nel web si festeggiava dopo i titoli a nove colonne del presunto sì dell’avvocatura del Comune di Roma alla richiesta di Lotito di ottenere il diritto di superficie dello Stadio Flaminio, io ho annunciato sui social che il giorno successivo avrei tirato fuori dei documenti ufficiali con la verità su quella vicenda.
E la mattina dopo all’alba c’è stato il blitz dei Carabinieri. Ma sarà stata sicuramente una coincidenza…
Quindi, quando il 5 dicembre ho pubblicato la PEC ufficiale ricevuta da Federsupporter nella quale il capo dell’avvocatura del Comune di Roma, l’avvocato Nicola Sabato, smentiva in modo tanto netto quando clamoroso che il suo ufficio avesse mai espresso un parere positivo, anzi, che nemmeno era stato interpellato o aveva mai visionato alcun documento della Lazio, il mondo biancoceleste era troppo impegnato a parlare del blitz operato da Carabinieri a casa mia e degli altri estorsori complottisti per far caso a quel documento, scivolato via come nulla fosse.

Ora, dopo una settimana qualcuno inizia a svegliarsi dal torpore e a rilanciare (chiaramente senza citare la fonte, ovvero il sottoscritto e Millenovecento) quella notizia che ho dato in anteprima e in esclusiva.
Non una voce, non un’indiscrezione, ma un documento ufficiale, una PEC del capo dell’avvocatura del Comune di Roma che smentiva quei titoli a nove colonne sparati sul quel presunto sì ricevuto da Lotito sul Flaminio.
Dico qualcuno si è svegliato, perché la maggior parte di quelli che la settimana scorsa hanno fatto da megafono a quella FALSA INFORMAZIONE oggi fischiettano e fanno finta di nulla, troppo impegnati a bombardare il mondo Lazio con fanta-operazioni di mercato quando non si sa ancora se e come potrà operare la Lazio a gennaio sul mercato.
Ci sta, perché nessuno alza mai le mani per ammettere un errore e chiedere scusa ai lettori dicendo: SCUSATE, ABBIAMO SCRITTO UNA CAZZATA.

Ci sta un po’ meno, però, che resti in silenzio la Lazio, visto che la società a detta di chi la guida è sempre vigile e pronta a difendere gli azionisti e a bacchettare chi secondo Lotito dà false informazioni al mercato.
E lo fa minacciando azioni legali e sventolando la bandiera dell’aggiotaggio, anche quando non ci sono prove che le informazioni non siano vere e quando quelle informazioni influiscono comunque ZERO sull’andamento del titolo.
Nel caso del parere positivo dell’avvocatura del Comune di Roma alla richiesta di Lotito di ottenere il diritto di superficie del Flaminio, invece, quei titoloni sparati a tutta pagina da Il Corriere dello Sport in primis ma a ruota da tutti i giornali romani con conseguente grancassa delle radio e dei siti che hanno rilanciato quella FALSA NOTIZIA, sull’andamento del titolo Lazio ha influito e nemmeno poco.
Già, perché sull’onda di quella notizia il titolo, immobile da giorni, all’improvviso è schizzato da 1,085 euro fino a toccare addirittura 1,15 euro (valore massimo dal boom di fine agosto) fino ad attestarsi alla chiusura della settimana il 5 dicembre 2025 a quota 1,13 euro, con una crescita di quasi il 6%.
Una crescita di 4,5 centesimi ad azione che significa una capitalizzazione di mercato passata da 73.496.718 di euro a 76.544.968 euro, con un incremento di 3.048.250 in un giorno tra il 4 e il 5 dicembre.
Che per Claudio Lotito, che detiene il 67% del capitale sociale, significa una crescita di valore del suo pacchetto di azioni di oltre 2 milioni di euro in un giorno.

Domanda: quella notizia ha influito sul valore del titolo? Stando al listino, la risposta è palesemente SÌ.
Domanda: era veritiera quella notizia sparata con grande enfasi da alcuni organi di stampa e rilanciata in poche ore con grande enfasi da tutto il web e l’etere romano? Stando a quella PEC ufficiale inviata dal capo dell’avvocatura del Comune di Roma a Federsupporter, la risposta lampante è NO!
Quindi, si tratta in modo palese di una FALSA INFORMAZIONE fornita al mercato, con la società che in assenza di smentite date al mercato sulla non veridicità della cosa si è resa altrettanto palesemente complice di questa FALSA INFORMAZIONE.
Un’informazione importante, fornita sia ai tifosi che, soprattutto, agli investitori e al mercato.
Lazio silente e complice, Consob come al solito distratta e altrettanto complice di questo gioco in cui si continua ad invocare il rispetto delle regole solo quando arrivano notizie sgradite ai vertici della Lazio e a far finta di nulla quando invece quelle notizie, anche se palesemente FALSE, portano qualche vantaggio.
Insomma, due pesi e due misure, sempre a vantaggio dell’azionista di maggioranza, chiaramente, fregandosene di tutto il resto, soprattutto del rispetto delle regole e… degli azionisti.
Io vengo accusato (senza che nessuno abbia verificato che sia così oppure no) di aver diffuso false informazioni su un’offerta ricevuta da Lotito per cedere la società.
E mi ritrovo un avviso di garanzia per un’accusa di aggiotaggio che non sta in piedi (perché qualche giorno fa ho dimostrato grafici di Borsa alla mano che quell’articolo del 14.7.2025 non ha minimamente influito sul valore del titolo) mentre davanti ad una falsa informazione che ha palesemente influito sul valore del titolo della SS Lazio tra il 4 e il 5 dicembre 2025 tutti fischiettano fanno finta di nulla.
A partire dalla Lazio, passando per la Consob e chiudendo con la Procura di Roma, l’etere laziale e quella parte del mondo Lazio che ancora sostiene questa società e questa proprietà.
E tutto questo, scusate, è INACCETTABILE! Oltre che profondamente SBAGLIATO e INGIUSTO.
Perché in un paese di diritto non può esserci una giustizia che va a velocità diverse e, soprattutto, non si possono usare disinvoltamente due pesi e due misure per giudicare lo stesso evento a seconda delle convenienze.
Ma succede… Succede in continuazione nel mondo Lazio da 21 anni a questa parte, da quattro lustri di libertà negate e di impossibilità o quasi di fare informazione se non si attaccano i buoi al carro come è gradito al padrone.
Per chi si fosse perso l’articolo che ho scritto su Millenovecento il 5 dicembre scorso dal titolo BASTA BUGIE SUL FLAMINIO, ripropongo la parte principale del testo della PEC inviata dal capo dell’avvocatura del Comune di Roma a Federsupporter che, sempre per PEC, aveva chiesto l’accesso agli atti dopo aver letto su Il Corriere dello Sport e altri quotidiani romani la “presunta notizia” del parere positivo espresso da quell’ufficio sulla richiesta avanzata da Claudio Lotito al Comune di Roma.

“Con riferimento all’istanza di accesso indicata in oggetto… si comunica che L’AVVOCATURA NON HA RILASCIATO FORMALI PARERI LEGALI IN RELAZIONE ALLO STADIO FLAMINIO”…
Già questo basta e avanza per smontare il castello di bugie costruito da chi ha raccontato alla gente, ai tifosi e agli azionisti un qualcosa che, alla data di oggi, 12 dicembre 2025, NON ESISTE E CHE (per ora…) NON È MAI ESISTITO.
Ma non è tutto, perché nella PEC inviata a Federsupporter il Capo dell’Avvocatura del Comune di Roma, nel far presente che per legge i pareri legali sono inaccessibili, ha aggiunto…
“L’AVVOCATURA NON È IN POSSESSO DI ALCUNA DOCUMENTAZIONE IN MERITO ALLA CONCESSIONE IMPIANTO DIRITTO DI SUPERFICIE PROGETTO SS LAZIO SULLO STADIO FLAMINIO”.

Insomma, Lotito non ha presentato ufficialmente nessuna richiesta, ancora non ha depositato ufficialmente un progetto con tutta la documentazione richiesta (con il PEF asseverato in testa) per ottenere lo Stadio Flaminio.
Ma per settimane si è dato invece tutto per fatto ed è stata rilanciata con grande enfasi la NON NOTIZIA (nel senso che non era vera, anzi, palesemente falsa…) di un parere positivo dell’avvocatura del Comune di Roma che avrebbe spianato la strada alla Lazio.
E qualcuno si è spinto anche oltre parlando di Lotito che aveva in pratica già in mano (oppure in tasca o in cassa) i soldi per un’operazione del costo di circa 500 milioni di euro.

Parliamo di 500 milioni di euro, di una cifra mostruosa che equivale a 4 volte quello che sarà il fatturato complessivo della Lazio nella stagione 2025-2026.
Credo basti questo per far capire la rilevanza di una simile informazione FALSA data in pasto al mercato senza alcun tipo di smentita o di comunicato chiarificatore da parte della SS Lazio e del suo azionista di maggioranza.
E poi i bugiardi e i criminali sarebbero quelli che osano esprimere dubbi sulla possibilità di Claudio Lotito di continuare a guidare la Lazio o critiche sull’operato dell’azionista di maggioranza che con il suo NON FARE ha paralizzato da 7 mesi l’attività di questa società.
Una società impossibilitata a fare mercato, a chiudere rinnovi di contratto con giocatori in scadenza a giugno 2026 e che tra due mesi saranno liberi (con ulteriore danno economico) di liberarsi a costo zero e chi più ne ha più ne metta.

Ma i nemici sono Stefano Greco e Rodolfo Bada, complottisti ed estorsori, oppure i tifosi che espongono striscioni o adesivi con scritto LIBERA LA LAZIO che sono considerati offensivi e minacciosi.
E questo succede nell’indifferenza generale, senza che nessuno si prenda la briga di sottolineare la stortura del sistema, senza che nessuno si azzardi a censurare i comportamenti di chi quando riceve critiche minaccia azioni legali e sventola la bandiera dell’aggiotaggio come spauracchio mentre invece resta silente (e quindi complice…) quando si diffondono false notizie che portano un vantaggio alla Lazio e in primis al suo proprietario.
BENVENUTI NEL FANTASTICO MONDO LAZIO…
