BASTA BUGIE SULLO STADIO FLAMINIO…
Ieri ho fatto una promessa, ho preso un impegno e lo mantengo, perché per gli uomini come me, una promessa è un patto d’onore che va rispettato mettendo da parte tutto il resto: dallo stato d’animo di uomo ferito dall’ennesimo attacco vile alla sensazione di disgusto all’idea di dover vivere in un paese in cui dominano prepotenza e arroganza.
A volte, anche scavalcando le leggi (oppure interpretandole a proprio piacimento) e usando le forze dell’ordine come se fossero una sorta di polizia privata, per intimidire chi cerca di raccontare la verità o per stoppare una contestazione che, lo ripeterò all’infinito, non è frutto di un complotto (come la dipinge Lotito ai magistrati), ma solo della stanchezza di un popolo che da 21 anni è ostaggio di un personaggio che usa la Lazio per interessi personali.

Lui che continua a ripetere “c’è gente che usa la Lazio per fini personali”, è il primo che dal 2004 usa la Lazio per arricchirsi, per fare una scalata sociale che mai avrebbe potuto fare senza essere il padrone della Lazio e che lo ha portato addirittura a ottenere un seggio in Senato.
Solo in Italia può succedere. Così come può succedere che la libertà di un giornalista possa essere violata con una perquisizione effettuata poco dopo l’alba con una pattuglia di 5 persone che setacciano cellulari e computer a caccia di un qualcosa che non possono trovare, semplicemente perché NON ESISTE.

Ma di tutto questo parlerò domani, perché come promesso oggi l’argomento è lo Stadio Flaminio, quel parere positivo espresso dall’avvocatura del Comune alla richiesta di ottenere il diritto di superficie presentata da Claudio Lotito.
O meglio… Per giorni si è parlato del parere positivo espresso dall’avvocatura del Comune di Roma, su richiesta del sindaco Gualtieri, alla procedura che intende avviare Claudio Lotito per ottenere come presidente della Lazio il diritto di superficie dello Stadio Flaminio.

Così ha raccontato la società, così hanno raccontato con articoli pubblicati con grande evidenza e richiami in prima pagina molti giornali, ma in realtà facendo il giornalista e grazie all’attività portata avanti da Alfredo Parisi e da Federsupporter, ieri ho ricevuto un documento ufficiale firmato dal Capo dell’Avvocatura del Comune di Roma, l’avvocato Nicola Sabato, in cui l’Avvocatura non solo smentisce di aver dato un parere positivo ma, addirittura, di esser mai stata interpellata in perito alla questione.
Una PEC ufficiale inviata dall’avvocatura al legale di Federsupporter e per conoscenza anche al gabinetto del sindaco Gualtieri, al Segretariato Generale del Campidoglio e al Dipartimento Grande Eventi, Sport, Turismo e Moda in cui l’avvocato Sabato dichiara che:

“Con riferimento all’istanza di accesso indicata in oggetto… si comunica che L’AVVOCATURA NON HA RILASCIATO FORMALI PARERI LEGALI IN RELAZIONE ALLO STADIO FLAMINIO”…
Già questo basta e avanza per smontare il castello di bugie costruito da chi ha raccontato alla gente, ai tifosi e agli azionisti un qualcosa che, alla data del 5 dicembre 2025, NON ESISTE E CHE PER ORA NON È MAI ESISTITO.
Ma non è tutto, perché nella PEC il Capo dell’Avvocatura del Comune di Roma, nel far presente che per legge i pareri legali sono inaccessibili, aggiunge…
“L’AVVOCATURA NON È IN POSSESSO DI ALCUNA DOCUMENTAZIONE IN MERITO ALLA CONCESSIONE IMPIANTO DIRITTO DI SUPERFICIE PROGETTO SS LAZIO SULLO STADIO FLAMINIO”.

Insomma, nessuno ci ha mai presentato alcun documento, nessuno ci ha chiesto un parere legale e l’Avvocatura di conseguenza non ha espresso alcun parere legale sulla fattibilità della concessione del diritto di superficie.
Ovvero, l’esatto opposto di come è stata dipinta in queste settimane la vicenda, con qualcuno che si è spinto addirittura oltre, ovvero a dipingere come un sì alla Lazio alla concessione da parte del Comune di Roma del diritto di superficie, ipotizzando anche cifre (500 milioni di euro e oltre) che Lotito avrebbe già ottenuto da istituti bancari per comprare lo stadio e costruire il nuovo Flaminio.
Ma stando a quanto sostiene il Capo dell’Avvocatura del Comune di Roma, per settimane si è parlato del nulla, perché sul tavolo dell’avvocato Nicola Sabato non è mai arrivato nulla, né dalla Lazio né dal Sindaco Gualtieri e/o dal Dipartimento Grande Eventi, Sport, Turismo e Moda.

Insomma, un enorme catello di bugie o di false informazioni date sia in pasto ai tifosi che al mercato, con la complicità o il compiaciuto assenso da parte di chi si erge a paladino della legalità e della tutela sia dell’immagine della società che del valore del titolo Lazio.
Ovvero, il presidente della Lazio, Claudio Lotito
Come avrebbe detto il grande Antonio Lubrano, la domanda nasce spontanea: perché?
Perché è stato messo su questo castello di carta?
Perché in tanti si sono prestati al gioco, alcuni sapendo che non c’era mai stato un coinvolgimento dell’Avvocatura del Comune di Roma e altri fidandosi di chi gli suggeriva da dietro le quinte notizie che tali non erano visto quello che ha dichiarato ufficialmente in questa PEC il Capo dell’Avvocatura del Comune di Roma?

Io il perché, sinceramente, non riesco a comprenderlo. Lo dico sia da giornalista che da tifoso della Lazio, ribadendo che sia come giornalista che come tifoso della Lazio sono sempre stato e resto convinto che facendo le cose fatte bene il sogno di ogni tifoso biancoceleste di vedere un giorno la Lazio giocare in un nuovo Stadi Flaminio di sua proprietà non sia utopia, ma un qualcosa di realizzabile.
Lo dicevo e lo scrivevo quando Claudio Lotito nelle intercettazioni ripeteva che il Flaminio era buono per espletare solo funzioni corporee, lo dico e lo scrivo oggi mentre con la pubblicazione di questa PEC del Capo dell’Avvocatura del Comune di Roma cade questo enorme castello di carta… e di bugie raccontate ai lettori dei giornali, ai tifosi della Lazio e agli azionisti della SS Lazio.
La “tragica” favola dello Stadio Flaminio: Basta Bugie !
Così s’intitola la nota scritta da Alfredo Parisi e pubblicata oggi sul sito di Federsupporter…
Già, basta bugie, perché in questi 21 anni ne abbiamo sentite tante, troppe: sull’effettivo valore della Lazio, sulle potenzialità della rosa e sulle potenzialità economiche di chi guida questa società, su progetti annunciati in pompa magna e MAI (ripeto, MAI) portati a termine, su piani triennali che partono e poi ripartono con disinvoltura in corso d’opera con un nuovo piano triennale che cancella e sostituisce il precedente fallito ancora prima di iniziare.
La Lazio si meriterebbe altro. Anche i tifosi si meritano altro, a partire da una comunicazione laziale più attenta e meno propensa a dare in pasto alla piazza notizie che poi non si rivelano tali, senza basi e a volte addirittura autentici miraggi in pieno deserto…
