Lotito, tu sei ASSOLUTA MINORANZA!
Da oggi assisteremo ad una triste guerra dei numeri, all’ennesima lotta tra i vassalli di Lotito che cercheranno in tutti i modi di dimostrare (anche contro l’evidenza) che allo stadio c’era la gente di sempre e chi invece (anche numero dei passaggi ai tornelli alla mano) dimostrerà che ieri c’era molto meno della metà della gente che si presenta all’Olimpico quando gioca la Lazio.
A me, di questa guerra dei numeri e dello scontro tra schieramenti interessa poco, nulla. Io cerco sempre di guardare i fatti e i fatti dicono che ieri all’Olimpico si sono presentati SOLO (calcolando anche i tanti biglietti regalati dalla società) circa un terzo degli abbonati.

E quando due/terzi dei tuoi abbonati decidono di non entrare (pur avendo l’ingresso pagato) e i pochi presenti ti insultano per tutta la partita e dopo ogni gol segnato dalla Lazio, significa che HAI PERSO!
Significa che se la gente potesse votare tu saresti ASSOLUTA MINORANZA e che a vincere un referendum sarebbe quella che tu da anni chiami in modo dispregiativo SPARUTA MINORANZA, ma che oggi è, palesemente, ASSOLUTA MAGGIORANZA.
Perché tranne qualche fedele scudiero e tranne i soliti noti disposti da sempre a leccare qualsiasi deretano pur di assicurarsi un ingresso omaggio, un buffet caldo e qualche ospitata in serate di gala, la realtà è che Claudio Lotito è un uomo solo: sconfessato e abbandonato anche da chi fino a poco tempo fa ancora provava a difenderlo e palesemente sfiduciato da tutto il mondo Lazio.

Questo è l’unico dato che conta veramente di questo Lazio-Lecce appena archiviato, che non entrerà nella storia come quel famoso Lazio-Sassuolo ma che potrebbe diventare propedeutico per un nuovo Lazio-Sassuolo, per un’altra contestazione futura, totale e mediaticamente forte come quella andata in scena nella gelida serata del 23 febbraio del 2014 ed entrata di diritto nella storia del tifo laziale.
Purtroppo, però, il mondo Lazio non è una repubblica democratica in cui il popolo ha il potere e il diritto di scegliere da chi vuole essere governato.
Il mondo Lazio più che un regno guidato da un monarca assoluto è un paese governato da un dittatore che a parole si professa democratico ma che in realtà decide sempre e solo lui quello che è giusto e quello che è sbagliato, quello che si può e soprattutto quello che non si può fare.

Ad esempio, Claudio Lotito da anni ripete come un disco stonato che lui accetta le critiche, ma solo quelle costruttive.
Bene, ma chi stabilisce quali siano le critiche costruttive e quelle distruttive? Lo decide lui, Claudio Lotito, a suo insindacabile giudizio, a volte anche negando l’evidenza dei fatti e dipingendo realtà virtuali, come quella appunto della contestazione nei suoi confronti portata avanti da una SPARUTA MINORANZA!
E quando è sempre e solo una persona a decidere che cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, cosa si può dire e cosa no, oppure quali siano le critiche costruttive e quelle solo distruttive, non siamo in presenza di una democrazia, ma di una DITTATURA!

Questa è la realtà che nessuno o quasi ha il coraggio di sparare a tutta pagina o di sbattere in faccia a Claudio Lotito quando attacca con quei monologhi infarciti di falsità e banalità, come è successo ieri nel pre partita di Lazio-Lecce.
Per un quarto d’ora, pur di non parlare dell’unico argomento vero della serata (ovvero la contestazione e lo stadio vuoto) Lotito ha elencato una serie di iniziative (tanto normali quanto in qualche caso banali e inutili) portate avanti dalla Lazio in merito al rispetto per le donne.
Bene, ma chi gli ha fatto ad esempio una piccola obiezione dicendo: “Presidente tutto bello e tutto giusto, ma lei queste cose le ha insegnate a che a suo figlio? Perché da quello che scrive sui social non sembra che abbia tutto questo rispetto per il mondo femminile”…

Non ce l’ho con Matteo Petrucci che in quel momento reggeva il microfono di SKY, perché anche nella comparsata fatta su DAZN Lotito non ha concesso un’intervista, ma ha fatto il solito monologo/comizio in cui non sono ammesse domande scomode o repliche da parte dell’intervistatore.
E sapete perché? Perché nessuno ha voglia di crearsi problemi, perché nessuna televisione vuole negarsi la presenza ai microfoni di un personaggio che fa comunque audience, perché anche se fai la domanda giusta Lotito poi risponde quello che vuole lui parlando di altro, come ha fatto appunto ieri quando Matteo Petrucci gli ha chiesto dello stadio vuoto.
E dopo 21 anni, tranne il sottoscritto tutti gli altri comunicatori si sono rassegnati al fatto che Lotito non accetta un confronto e quindi hanno smesso di fare domande, di replicare.
Si limitano a reggere il microfono, senza opporsi a quel fiume in piena di bugie, luigi comuni, frasi fatte, banalità e realtà virtuali.
E in un certo senso si sono rassegnati anche molti tifosi della Lazio, altrimenti invece che poco più di 10.000 spettatori ci sarebbe stato il vuoto ieri sera sugli spalti dell’Olimpico.

Lotito è un uomo solo, che non è dotato di senso autocritico e che, soprattutto, è incapace di accettare la realtà: e la realtà è che lui oggi è un uomo disperatamente solo che nega anche a se stesso il fatto che la sua lunga avventura alla guida della Lazio sia arrivata al capolinea.
Perché non c’è più margine per trattare con la piazza, non c’è più possibilità di mediare o ricucire un rapporto talmente lacerato da non trovare un solo punto in cui infilare ago e filo per provare a cucire o rammendare lo strappo.
Ieri, come mai era successo in passato, si è visto un Lotito balbettante, impacciato, confusionario (a tratti delirante), rabbioso, nervoso ai limiti della nevrastenia… Mai visto in 21 anni un Lotito così in difficoltà, neanche dopo quel Lazio-Sassuolo e nel periodo del LIBERA LA LAZIO!
Oramai ci crede solo lui alle favole che racconta, confezionate dal suo guru della comunicazione con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, come tutti i comunicati.
Oramai il punto di non ritorno è stato superato da tempo e la frattura tra Lotito e il mondo Lazio è insanabile.
Quindi, a questo punto le possibilità sono solo due: accettare la realtà e farsi da parte prima che la situazione peggiori ulteriormente, oppure andare avanti fino al possibile naufragio e all’affondamento di questa nave che inizia a imbarcare acqua perché ha la chiglia piena di toppe che iniziano a cedere.
La mia speranza è che qualcuno alla fine riesca a convincere Lotito che la sua avventura alla guida della Lazio è finita e che deve farsi da parte per il bene di tutti: anche il suo e quello della sua famiglia.
Ma conoscendo Lotito, non mi stupirei che scegliesse la seconda strada, perché è la stessa cosa che ha fatto quando c’è stato da cedere la Salernitana.
Non l’ha voluta vendere quando poteva incassare una cifra importante, ha voluto fare muro contro muro con la Federcalcio e alla fine è stato costretto a svenderla, incassando molto meno, danneggiando sia se stesso che la società, rimasta paralizzata per mesi.
Proprio come la Lazio di oggi, che da quando la FIGC ha comunicato il blocco del mercato non ha fatto nulla per sbloccare la situazione e rimettersi in carreggiata per operare senza vincoli a gennaio.
E che in caso di ulteriore stallo rischia di avere problemi enormi anche nella prossima sessione estiva di mercato.
E tutto questo per appagare solo l’ego smisurato di un personaggio che non accetta di guardare in faccia la realtà, ovvero che LUI HA PERSO E CHE IL SUO TEMPO ALLA GUIDA DELLA LAZIO È FINITO!
Lo vedono e lo capiscono tutti, meno Claudio Lotito…
