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E se Lazio-Lecce fosse un referendum?

22 Novembre 202522 Novembre 2025 Stefano Greco lazio, LazioLecce, liberalalazio, Lotito, LotitoOUT, lotitovattene, Millenovecento, sciopero, sslaziofans, stadiovuoto
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Lazio-Lecce non è un referendum, perché lo sciopero indetto per domani dalla Curva Nord e dalla Tevere con annesso invito a tutti i tifosi laziali a restare a casa non è un voto PRO/CONTRO Lotito, ma una protesta contro l’operato di una società che da anni dimostra di non avere né a cuore le esigenze e la voglia di sognare dei tifosi né quella Lazialità di cui si riempie la bocca chi governa questo club e che del vero laziale non ha nulla. Assolutamente nulla!

Lazio-Lecce non è un referendum PRO/CONTRO Lotito, ma potete star certi che in caso di mancata riuscita della protesta e di buona presenza di tifosi sugli spalti nonostante l’assenza dei tifosi organizzati, Claudio Lotito e chi agisce per lui trasformerà le presenze di domani come un voto a favore dell’operato della società.

Succederà perché è già successo quest’estate con i 30.000 abbonati, con quel dato clamoroso che agli occhi dell’opinione pubblica è stato fatto passare non come un atto d’amore incondizionato per questi colori, ma come un voto di approvazione per l’operato di Lotito e di vicinanza della gente laziale a questa società, liquidando la contestazione ad un complotto di pochi portato avanti dalla parte NON SANA della tifoseria.

Lo sappiamo tutti che questo è uno stravolgimento della realtà perché il 90% di quelli che hanno sottoscritto l’abbonamento quest’anno (mio figlio in testa) pregano ogni giorno che arrivi presto la fine di questa dittatura e che Claudio Lotito diventi presto solo uno spiacevole ricordo, ma questo lo sappiamo solo noi.

Perché il messaggio che è arrivato all’opinione pubblica è un altro, ovvero che la contestazione è roba di pochi, perché altrimenti se ci fosse una vera contestazione e voglia di mandare via Lotito non si sarebbe mai arrivati a sottoscrivere 30.000 tessere, portando la Lazio al quarto posto in Italia come numero di abbonati, dietro solo alle milanesi e la Roma, davanti al Napoli campione d’Italia e alla Juventus.

Lazio-Lecce non è un referendum, ma se lo fosse voi entrereste alle stadio?

Se la vostra presenza sugli spalti fosse considera un voto a favore dell’operato di questa società e di Claudio Lotito, voi entrereste domani all’Olimpico?

È questo che deve pensare secondo me ogni tifoso della Lazio prima di decidere se entrare o no domani allo stadio per vedere Lecce-Lazio.

E parlo soprattutto di quei tifosi stanchi di questa gestione che sui social tutti i giorni chiedono alla parte calda del tifo laziale di fare qualcosa di importante e di clamoroso per mettere sul tavolo di chi conta a livello politico ed economico la QUESTIONE LAZIO.

Perché la situazione della Lazio è un PROBLEMA, visto che un intero popolo è ostaggio da 21 anni di una sola persona.

E perché questo modo di fare di Claudio Lotito, con le sue continue provocazioni alla piazza, lo scherno palese a chi contesta e le accuse di minacce e di tentativo di costringerlo a vendere (a chi poi non si capisce visto che Lotito ripete sempre di non aver ricevuto offerte) con Digos e Carabinieri utilizzati come una polizia privata per colpire chi contesta sta diventando un problema di ordine pubblico.

E lo diventerà sempre di più, anche perché sia la società che Lotito da tempo, pur facendo finta di fare i pompieri, non fanno altro che gettare benzina sul fuoco.

Basta pensare al ritorno dell’aquila programmato, guarda caso, proprio per Lazio-Lecce e solo dopo l’annuncio del mancato ingresso da parte dei tifosi.

Basta pensare ai biglietti regalati a iosa in questi giorni dopo anni di mancate iniziative per riempire lo stadio, con i tifosi spennati come polli con richieste di 40/45 euro per un biglietto di settore popolare anche in occasione di sfide non di cartello.

Ora, io capisco la voglia di non lasciare la squadra sola, capisco che lo stadio è sia uno svago che un’abitudine a cui è difficile rinunciare.

Capisco tutto, ma a me hanno insegnato che nella vita bisogna sempre fare qualche piccolo sacrificio per ottenere qualcosa a cui si tiene veramente e quel qualcosa, per chi ha veramente a cuore le sorti della Lazio è e deve essere una proprietà diversa, perché con Lotito alla guida della Lazio non ci possiamo aspettare nulla di diverso di quello che abbiamo visto e vissuto in questi 21 anni.

Anzi, ci possiamo aspettare solo di vedere qualcosa di peggio, vista l’incapacità cronica da parte di questa società di aumentare i ricavi e che l’assenza di nuove entrate da 2/3 anni si sta riflettendo sul calo di competitività della squadra, testimoniato da due settimi posti consecutivi e da quello che stiamo vivendo in questa stagione, con una sessione di mercato bloccato e una a gennaio da poter fare al massimo spendendo quello che si incassa dalle cessioni.

Io capisco le ragioni di tutti, capisco anche che in molti non si fidano più come una volta della Curva Nord, soprattutto dopo quella manifestazione dello scorso anno che nonostante mille impegni e promesse poi è rimasta un episodio isolato.

Capisco anche la stanchezza di una tifoseria che dopo averle tentate tutte o quasi si è quasi rassegnata all’assenza di luce e prospettive e si sente impotente.

Ma prima di decidere se entrare o no, vi invito a riflettere, perché questa volta non si tratta di una scelta banale.

Claudio Lotito, anche se cerca di mostrare la sicurezza di sempre, è in grande difficoltà e lo dimostrano le scelte fatte dalla società in quest’ultima settimana, il nervosismo del padrone della Lazio e quella sua reazione a Lazio-Juventus ai pesanti cori ricevuti in quel primo quarto d’ora di contestazione.

Io ve lo scrivo prima: se entrate, la vostra presenza sarà considerata un voto di fiducia a Lotito e al modus agendi di questa società.

Se vi sta bene quello che sta succedendo, entrate.

Se volete che Lotito resti saldo al suo posto, entrate.

Se vi sta bene quello che è successo in questi 21 anni e che potrebbe succedere ancora per lustri, entrate.

Se, invece, volete mandare un messaggio forte e dimostrare a tutti che Lotito è un uomo solo al comando, senza alcun seguito e supporto da parte di chi ama la Lazio da sempre, allora restate a casa, oppure restate a vivere la partita con i vostri amici a Ponte Milvio.

Per una domenica, staccate la spina voi e a questa società, dimostrando a tutti che la gente laziale stanca e chiede, anzi, invoca, un cambiamento.

Mandate questo messaggio in modo chiaro e forte: alla comunicazione romana, alla politica, alle istituzioni e anche a chi pretende di restare in Paradiso a dispetto dei santi, a chi considera la Lazio UNA COSA SUA e non IL PATRIMONIO DI UNA CITTÀ E DI UN POPOLO.

Lo so, è una scelta dura da fare, ma non ho mai visto vincere una sola battaglia senza alcun tipo di sofferenza o di sacrifico.

E la nostra è una battaglia. Non una guerra, ma una battaglia per la libertà, per poter tornare non a vincere tutto come ai tempi di Cragnotti, ma almeno per poter tornare a sognare un futuro diverso da queste SOLITE REALTÀ rappresentate dalla presenza di Claudio Lotito alla guida della Lazio.

Lazio-Lecce non è un referendum, ma vedrete che qualcuno lo trasformerà in un referendum se gli spalti non resteranno vuoti o quasi.

Perché migliaia di abbonati che decidono di restare a casa pur avendo in tasca l’ingresso già pagato, è un messaggio forte, fortissimo: il messaggio più forte (e non violento) che il mondo Lazio possa mandare in questo momento.

Quindi, prima di decidere se entrare o no, riflettete bene sull’effetto della vostra scelta. Perché qui non si tratta di andare o no a vedere una partita.

Qui in ballo c’è di più, molto di più…

Autore

Stefano Greco

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