15 Settembre 2021

Questa non è giustizia, è accanimento...
di Stefano Greco

I complotti e le congiure li lascio a chi nella vita cerca sempre scuse per giustificare le sconfitte o appigli per scaricare su altri le proprie responsabilità, ma che nell’ultimo anno e mezzo ci sia una sorta di accanimento (sia mediatico che giudiziario) nei confronti della Lazio, credo che oramai sia chiaro come il sole. Poi, che a qualcuno la cosa possa fare comodo o piacere e che quindi si tenti di liquidare la cosa facendo passare chi prova a puntare i riflettori su questo accanimento liquidando il tutto con il marchio del vittimismo o del tifo che acceca, è un altro paio di maniche, ma che stia accadendo un qualcosa di NON NORMALE. Vale per la vicenda dei tamponi, vale per il massacro mediatico che sta subendo Ciro Immobile, vale anche per quello che è successo domenica pomeriggio a San Siro.

Che la Lazio contro il Milan abbia meritato di perdere, non ci sono dubbi. Che la Lazio a Milano sia stata vittima di un clamoroso errore arbitrale (il mancato rosso a Bakayoko, visto il metro di giudizio imposto da Fifa e Uefa) è altrettanto palese e lo è ancora di più dopo il rosso comminato ieri da François Letexier per un intervento molto meno grave di Aaron Wan-Bissaka  (meno grave perché il centrocampista inglese è stato tradito anche dal campo sintetico…) in Young Boys-Manchester United. Che Chiffi non abbia dato il rosso diretto è grave, ma lo è ancora di più che Mazzoleni, così (giustamente) solerte nel correggere la svista del collega sull’intervento a fine primo tempo giudicato non da rigore e trasformato in penalty dal VAR, lo è ancora di più. La Lazio probabilmente avrebbe perso lo stesso a Milano, anche con l’uomo in più, ma ha subito un torto.

Il torto maggiore, però, è arrivato con le decisioni del Giudice Sportivo, perché le due giornate inflitte a Sarri sono un qualcosa di assurdo. “Una giornata di squalifica per avere, al termine della gara, sul terreno di gioco, cercato uno scontro verbale con un calciatore della squadra avversaria, assumendo un atteggiamento intimidatorio e inveendo contro il medesimo con parole minacciose; una giornata di squalifica per aver, successivamente al provvedimento di espulsione, contestato la decisione arbitrale nel tunnel che adduce agli spogliatoi, proferendo espressioni blasfeme”.

Premesso che la bestemmia è un qualcosa da censurare sempre (anche se non si è credenti), la squalifica per espressione blasfema viene data quando le parole pronunciate dall’atleta o dall’allenatore sono ascoltate in diretta (cosa che avveniva sempre e in modo chiaro con gli stadi deserti) o quando nel pronunciarle si finisce con l’essere inquadrati dalle telecamere ed essere traditi da un labiale inequivocabile. Già il rosso a Sarri è stato tanto (soprattutto perché sono rimaste impunite sia la provocazione di Saelemaekers che la tirata di capelli di Ibrahimovic a Leiva, con atteggiamento pure provocatorio che avrebbe potuto scatenare il finimondo), ma le due giornate di squalifica, quelle che vengono inflitte ad un giocatore per comportamento violento, sono veramente un qualcosa che non sta né in cielo né in terra, considerando anche i precedenti di allenatori sanzionati solo economicamente per aver pronunciato espressioni blasfeme.

La Lazio farà ricorso e quasi certamente lo vincerà, quindi Sarri salterà solo la sfida interna con il Cagliari e tornerà in panchina per la trasferta di Torino nel turno infrasettimanale e la vicenda si chiuderà lì. Non si chiuderà invece la vicenda dei “presunti cori razzisti” rivolti dai tifosi a Bakayoko e Kessie, ovvero due finiti nel mirino da anni per la vicenda di quella maglia di Acerbi sventolata come se fosse un trofeo di guerra alla fine di un Lazio-Milan di campionato di due stagioni fa. Bakayoko, quindi, non solo non ha chiesto scusa per l’entrata assassina sulla caviglia di Acerbi, ma fa pure la vittima quando sa benissimo perché è finito nel mirino dei tifosi della Lazio e che il razzismo con tutto questo c’entra come i cavoli a merenda. Perché altrimenti i cori non sarebbero stati rivolti solo a lui e Kessie (da ringraziare, semmai, per aver sbagliato il rigore…), ma anche a Leao (che oltre ad aver segnato ha esultato proprio sotto il settore ospiti) e Tomori.

Sia ben chiaro, questo non significa né giustificare cori di scherno o altro e, tantomeno, schierarsi con chi da anni fa finire (in modo stupido) la Lazio sempre in vetrina per queste questioni, ma capire per quale motivo questo can-can mediatico si scateni solo quando c’è la Lazio di mezzo. E, soprattutto, perché una società come il Milan abbia presentato denuncia per una cosa del genere quando anni fa aveva redarguito Balotelli per essersi ribellato in modo clamoroso in un’amichevole in cui era stato insultato (e pesantemente) per tutta la partita dai tifosi avversari. Il Milan che non ha nemmeno avuto il buon gusto di scusarsi per quella sceneggiata messa su a fine partita da Kessie e Bakayoko e il buon senso di censurare il comportamento altamente antisportivo e provocatorio dei suoi giocatori, questa volta addirittura denuncia, buttando ulteriore benzina sul fuoco.

A questo punto, il sospetto che dietro tutto questo ci sia altro e che questo accanimento mediatico e giudiziario (si parla di giustizia sportiva e non solo, vista la campagna messa su da La Gazzetta che per la questione tamponi invocò intervento della Procura di Avellino, con un’inchiesta finita nel nulla…) sia figlio di una battaglia di potere all’interno della Lega di Serie A e di una guerra privata tra una parte del sistema calcio è Lotito, diventa quasi una certezza. E questo non va bene. Perché i campionati dovrebbero essere decisi sul campo e da quello che fanno i protagonisti sul campo con regole uguali per tutti e senza alcun tipo di condizionamento esterno. Ma nel caso della Lazio, purtroppo, oramai è un anno e mezzo che non è più così…





Accadde oggi 22.09

1882 Nasce a Roma Alceste Grifoni, uno dei nove Fondatori della S.P. Lazio
1929 Roma, Stadio Rondinella - Lazio-Pro Vercelli 3-2?
1935 Bari, stadio della Vittoria - Bari-Lazio 1-1
1940 München, Stadio Civico - Rappr.di Monaco di Baviera-Lazio 0-1
1946 Bari, stadio Della Vittoria - Bari-Lazio 1-3
1957 Milano, stadio San Siro - Inter-Lazio 5-2
1963 Ferrara, stadio Comunale - Spal-Lazio 0-1
1968 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Spal 1-1
1985 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Campobasso 2-0
1991 Ascoli, stadio Cino e Lillo Del Duca - Ascoli-Lazio 1-4
1999 Roma, stadio Olimpico - Lazio-FC Dynamo Kyiv 2-1
2002 Torino, stadio Delle Alpi - Torino-Lazio 0-1
2004 Brescia, stadio Mario Rigamonti - Brescia-Lazio 0-2
2010 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Milan 1-1

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Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 1/9/2021
 

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