14 Settembre 2021

Quanto vorrei una Lazio di BANDITI...
di Stefano Greco

Perdere fa sempre male, soprattutto se sei uno che non ama perdere neanche il sorteggio prima della partita per assegnare palla o campo. Ma c’è qualcosa che a me come a tutti i tifosi dà molto più fastidio e fa più male della sconfitta: la mancata reazione, il subire quasi passivamente proteste, insulti, spinte e provocazioni da parte degli avversari. Ovvero quello che è successo domenica pomeriggio a Milano dal fischio d’inizio alla bagarre finale in cui Sarri ha dimostrato di avere più grinta e cattiveria di tutti gli altri 11 messi insieme. Per questa è una bella Lazio, una squadra che in certi momenti sa essere anche bellissima, ma che da anni è poco “cattiva” in campo, a tratti isterica (tante, troppe proteste con l’arbitro in alcuni frangenti), ma senza quella “sana ignoranza” che avevano altre Lazio in passato.

Non serve tornare indietro alla Lazio di Maestrelli, a quella squadra divisa in due clan che si facevano la guerra per sei giorni alla settimana a Tor di Quinto ma che la domenica erano un monolite e se qualcuno provava a toccare uno del gruppo partivano tutti, senza pensare a chi era stato colpito. Ci è costata uno scudetto questa “sana ignoranza”, perché quella rissa con il Napoli all’andata in campo e nel tunnel degli spogliatoi a fine partita con scene da saloon del Far West ha avvelenato gli animi al punto che all’ultima giornata abbiamo trovato una squadra che non aveva nulla da chiedere che ha lottato con il coltello tra i denti, mentre la Juventus faceva festa contro una Roma “ammorbidita” negli spogliatoi durante l’intervallo. Non serve tornare indietro di quasi 50 anni e ricordare Long John, Petrelli, Martini, Wilson, Oddi nella notte di Coppa contro l’Ipswich, perché altri esempi di Lazio da battaglia li abbiamo avuti in tempi recenti.

Il mio sogno è di avere nuovamente una squadra di BANDITI, di giocatori magari meno tecnici e belli da vedere di Luis Alberto ma che con un semplice sguardo siano in grado di terrorizzare gli avversari. Sì, BANDITI, gente che se non avesse giocato a calcio probabilmente avrebbe fatto una brutta fine nella vita (come confessò una volta Matuzalem…), gente che in campo non lasciava passare nulla e che domenica avrebbe reagito alle spinte a faccia imbruttita di Theo Hernandez, all’intervento delinquenziale di Bakayoko su Acerbi, che avrebbe fatto a fettine quel biondino con la faccia da stupido di Alexis Saelemaekers che senza aver vinto nulla nella vita si è messo a prendere in giro Sarri a fine partita. Gente che non avrebbe avuto paura ad affrontare a muso duro Ibrahimovic quando si è permesso di prendere per i capelli Leiva al fischio finale. Pensate se Zlatan avesse fatto una cosa simile con Couto, Stam, Mihajlovic e Simeone dall’altra parte come sarebbe finita. Ecco, con BANDITI in squadra nessuno si permetterebbe di fare le scene che abbiamo visto domenica pomeriggio a San Siro e che hanno fatto ribollire il sangue a tutti, che hanno fatto male più dei tre punti lasciati in campo. Perché perdere si può perdere, ci sta, ma perdere in quel modo senza neanche reagire quando un allenatore viene preso in giro o un compagno spintonato e poi accerchiato dagli avversari no, quello un tifoso non riesce proprio a mandarlo giù.

https://www.youtube.com/watch?v=SEGL1s16zxQ

L’immagine di Stam che terrorizza solo con lo sguardo Parente, reo di avergli fatto un fallo più vigliacco che cattivo è una sorta di gemma preziosa conservata gelosamente nel cassetto dei ricordi. Come i gesti di Simeone, le risse scatenate da Couto o l’immagine di Sinisa che partiva per andare a regolare i conti con qualcuno che si era permesso di alzare troppo la cresta. Ripensando a quei personaggi, uno arriva a rimpiangere non solo la grinta e la cattiveria di Paolo Di Canio, ma anche la grinta e la sana ignoranza dei gemelli Filippini e di Giannichedda, i Bergodi&co che all’inizio degli anni ’90 trasformavano ogni derby in una questione di vita o di morte, con partite finite con più risse e cartellini rossi che gol segnati.

Perché in questo calcio sempre più finto, quello degli inginocchiamenti a comando, dei Balotelli, dei Kessie e dei Bakayoko che fanno i provocatori in campo e poi fanno i piagnoni sui social tirando in ballo il colore della pelle e il razzismo, quello che manca come il pane ai tifosi è un po’ di quella “sana ignoranza” sportiva di cui parla spesso Sinisa Mihajlovic e che in casa Lazio latita da anni, da troppo tempo. Perché abbiamo troppi bravi ragazzi che indossano la maglia della Lazio, giocatori tecnicamente fortissimi ma che dal punto di vista del carattere, della grinta, della “garra” o della “sana ignoranza” sono, purtroppo, decisamente carenti. E questo fa male, perché gli stadi di oggi altro non sono che il Colosseo dell’antica Roma. Come scriveva Giovenale nella sua Satira: “populus duas tantum res anxius optat: panem et circenses”“Il popolo due sole cose ansiosamente desidera: pane e giochi circensi”. Il calcio è il pane che viene servito a tavola, ma che sa di poco senza le battaglie nell’arena e dei gladiatori in grado di combatterle. Per questo, vorrei tanto vedere una Lazio di BANDITI, una squadra che fa meno post e promesse sui social e più fatti sul campo. E per fatti nonn intendo i risultati, ma vedere un po' di quella "sana ignoranza" che piace da sempre ai tifosi perché dimostra voglia di vincere e attaccamento alla maglia...





Accadde oggi 22.09

1882 Nasce a Roma Alceste Grifoni, uno dei nove Fondatori della S.P. Lazio
1929 Roma, Stadio Rondinella - Lazio-Pro Vercelli 3-2?
1935 Bari, stadio della Vittoria - Bari-Lazio 1-1
1940 München, Stadio Civico - Rappr.di Monaco di Baviera-Lazio 0-1
1946 Bari, stadio Della Vittoria - Bari-Lazio 1-3
1957 Milano, stadio San Siro - Inter-Lazio 5-2
1963 Ferrara, stadio Comunale - Spal-Lazio 0-1
1968 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Spal 1-1
1985 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Campobasso 2-0
1991 Ascoli, stadio Cino e Lillo Del Duca - Ascoli-Lazio 1-4
1999 Roma, stadio Olimpico - Lazio-FC Dynamo Kyiv 2-1
2002 Torino, stadio Delle Alpi - Torino-Lazio 0-1
2004 Brescia, stadio Mario Rigamonti - Brescia-Lazio 0-2
2010 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Milan 1-1

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Ringraziamenti

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Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 1/9/2021
 

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