11 Settembre 2021

20 anni dopo: il ritorno delle "sette sorelle"
di Stefano Greco

La fine del secondo millennio è stata l’era dell’oro del calcio italiano, quella dei grandi gruppi a capo delle società di calcio, quella dei club italiani che dominavano in Europa e di un campionato in cui c’era il meglio del meglio del calcio mondiale con gli stadi sempre pieni. Vent’anni dopo è tutto diverso, perché a causa della grave crisi economica molti grandi imprenditori hanno mollato, la proprietà di tre grandi squadre è passata in mano straniera e sia il campionato di Serie A che le nostre squadre hanno perso competitività e fascino. Ma da due/tre stagioni c’è un qualcosa che lega presente e passato (anche se sono così diversi…) ed è il ritorno delle “sette sorelle”.

Da anni assistiamo ad un campionato spaccato in tre gruppi: uno (lo scorso anno foltissimo…) che lotta per non scivolare in quell’Inferno calcistico (ed economico) chiamato Serie B; uno (ristrettissimo) di squadre che galleggiano tra sogno e incubo e che hanno come unico traguardo quello di una stagione tranquilla; il terzo è il gruppo delle “sette sorelle”, di quelle squadre che in una griglia che varia a seconda del tifo dei media e della situazione economica dei club partono tutte con una minima possibilità di lottare per lo scudetto o per un posto in Champions League, ma che hanno comunque già in tasca (a meno di clamorosi scivoloni, tipo quello della Roma dello scorso anno che ha conquistato solo negli ultimi minuti il visto per la Confederation League…) un biglietto per partecipare a una delle tre coppe europee.

È vero, per due lustri abbiamo assistito al dominio assoluto della Juventus, ma dopo il declino bianconero e il ridimensionamento dell’Inter dopo una stagione vissuta ben al di la delle attuali potenzialità economiche del club, quest’anno dire chi vincerà lo scudetto è come indovinare un terno secco al lotto, perché in tante (anche quelle mai considerate dalla critica, come ad esempio la Lazio…) hanno la possibilità di fare il colpaccio e tutte le potenzialità per conquistare quel posto in Champions League che è fondamentale (dal punto di vista economico) per crescere. Proprio come 20 anni fa, quando dalla Juventus alla Fiorentina tutte al via della stagione potevano aspirare ad uno dei 4 posti a disposizione per giocare in Champions League e, addirittura, a vincere una coppa europea, impresa riuscita a 5 delle “sette sorelle” dell’epoca (Juventus, Milan, Inter, Lazio e Parma) e solo sfiorata da Roma e Fiorentina sconfitte in due finali “fratricide” in Coppa Uefa.

Ora, vincere in Europa è una chimera: non vinciamo la Champions League da 11 anni, dalla stagione del “triplete” dell’Inter di Mourinho e la Coppa Uefa (ora Europa League) addirittura da 22 anni, da quel successo ottenuto il 12 maggio del 1999 dal Parma di Malesani, a cui fece seguito una settimana dopo il trionfo della Lazio a Birmingham nell’ultima edizione della Coppa delle Coppe. Ma al via di questo campionato sono di nuovo sette le squadre che si candidano per un posto in Champions League: 5 sono le stesse di 20 anni fa (Inter, Milan, Juventus, Lazio e Roma, in ordine di classifica della passata stagione…) con l’Atalanta di Percassi che recita oggi il ruolo di provinciale di lusso del grande Parma di Tanzi e il Napoli di De Laurentiis che in una staffetta anche cinematografica ha preso il posto della Fiorentina di Cecchi Gori. Quella Fiorentina aveva Toldo (titolare agli Europei del 2000), Rui Costa e Batistuta, mentre questo Napoli ha Meret (portiere neo campione d’Europa con gli azzurri di Mancini), Insigne (altro campione d’Europa insieme a Di Lorenzo), Mertens e Osimhen.

E la Lazio? La Lazio di oggi è profondamente diversa da quella del 2000, anche perché dal punto di vista economico c’è un abisso tra le potenzialità economiche di allora e quelle attuali. In quella Lazio c’era il meglio del meglio in ogni reparto (da Peruzzi in porta a Nesta, Pancaro, Negro e Favalli tutti nazionali in difesa, Nedved, Veròn, Stankovic e Simeone a centrocampo e in attacco Crespo e Claudio Lopez, la coppia titolare della nazionale argentina…), in questa Lazio ci sono reparti con lacune evidenti (in porta e in difesa…) e altri in cui abbonda la qualità, perché dal centrocampo in su questa è una squadra con tantissima qualità. E le prime due giornate di campionato lo hanno ampiamente confermato. Rispetto alla Lazio di vent’anni fa, però, questa Lazio ha un valore aggiunto che risponde al nome di Maurizio Sarri. Il “comandante” è una sorta di Zeman di successo, un “rivoluzionario” che ha visto trionfare la sua rivoluzione grazie ai trofei vinti in Italia con Napoli e Juventus e in Inghilterra con il Chelsea. La presenza di Sarri e il “sarrismo” inteso come ideologia di gioco potrebbero colmare (in parte o del tutto lo dirà la storia di questa e delle prossime stagioni) la differenza tra quella Lazio stellare di vent’anni fa e quella di oggi. Le premesse ci sono tutte, ma dopo il festival del gol delle prime due giornate domani a San Siro la Lazio di Sarri è attesa da un test durissimo, una sorta di esame di maturità per capire quale ruolo potrà recitare questa squadra nella corsa delle “sette sorelle” verso lo scudetto e la qualificazione alla Champions League. Comunque vada, è già bello esserci, essere tornati stabilmente in quel gruppo di squadre che partono per lottare per qualcosa d’importante, far parte cast del remake, vent’anni dopo, del ritorno delle “sette sorelle”…





Accadde oggi 22.09

1882 Nasce a Roma Alceste Grifoni, uno dei nove Fondatori della S.P. Lazio
1929 Roma, Stadio Rondinella - Lazio-Pro Vercelli 3-2?
1935 Bari, stadio della Vittoria - Bari-Lazio 1-1
1940 München, Stadio Civico - Rappr.di Monaco di Baviera-Lazio 0-1
1946 Bari, stadio Della Vittoria - Bari-Lazio 1-3
1957 Milano, stadio San Siro - Inter-Lazio 5-2
1963 Ferrara, stadio Comunale - Spal-Lazio 0-1
1968 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Spal 1-1
1985 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Campobasso 2-0
1991 Ascoli, stadio Cino e Lillo Del Duca - Ascoli-Lazio 1-4
1999 Roma, stadio Olimpico - Lazio-FC Dynamo Kyiv 2-1
2002 Torino, stadio Delle Alpi - Torino-Lazio 0-1
2004 Brescia, stadio Mario Rigamonti - Brescia-Lazio 0-2
2010 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Milan 1-1

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Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 1/9/2021
 

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