07 Settembre 2021

I nuovi riti del mercato e un'estate da ridere
di Gianluca Teodori

Premesso che il declino dell'estate unito alla sosta di campionato per la Nazionale provoca un serio principio di depressione, credo che molti avvertano un desiderio assoluto di leggerezza. E allora ridiamo per il rito estivo di sempre e per quel calciomercato che impone la prima riflessione obbligatoria. È tale e irrazionale la passione per il calcio che in molti, troppi, passiamo sopra alla cerimonia dell' assurdo e spesso del ridicolo che accompagnano puntualmente ogni sessione. Tutto sempre uguale, tutto dettato dalle mode del momento, tutto scandito da modalità accentuate proprio perché il mercato dell'estate 2021 ci ha detto che, nonostante lo scintillante titolo europeo in bacheca, l'Italia è stabilmente posizionata nel ruolo di provincia calcistica, del Continente e del Mondo.

E allora ecco che i riti si ripetono, fedeli ai cliché, alle tendenze, ai trend come dicono quelli bravi, spingendo il mondo della nostra passione sempre più lontano da quello che abbiamo conosciuto. Da quello che accese questa nostra passione, tanto tempo fa.

Per ridere, appunto. Il mercato è stato talmente povero da perdere, anche sui canali satellitari, le sue coordinate geografiche, tanto irrilevante è diventata la collocazione geografica del noto albergo milanese, fino a poco tempo fa vero epicentro di ogni trattativa, di ogni intrigo internazionale e non.

Il rito oggi inizia e va in scena altrove, in luoghi sconosciuti che non si appalesano nemmeno sugli smartphone compulsati con disinvoltura tecnologica da ogni inviato satellitare che si rispetti. Non sei nessuno senza messaggi, senza whatsapp che vibra mentre sei in diretta, ammesso che sia tutto vero. E non sei nessuno se non riesci a decrittare i like di questo o quel campione, di questa o quella compagna, moglie, fiamma dello stesso campione. Fiamma che “fa impazzire il web” solita formula per accompagnare i discinti bikini sulle home page, da Wanda Nara in giù.

Il rito è scandito solo dai procuratori, sempre più avidi e determinanti. Muovono notizie e affari, incassano sempre di più, ispirano a comando i mal di pancia dei loro assistiti, forzano la mano, fanno il bello e il cattivo tempo. Hanno messo nell'angolo ormai sia i presidenti che i direttori sportivi.

Seguono poi altre fasi del rito, tutte uguali. E torna in gioco la passione smodata che toglie la ragione a persone apparentemente normali. Perché nessuno, tra chi legge, fino a questo punto potrebbe decidere di rinunciare totalmente al calcio, anche nei momenti di disaffezione più pesanti.

“Domani fa le visite mediche” è la frase magica che suggella l'affare fatto. Fatto è proprio il termine di moda. Chissà chi lo ha inventato, ma sappiate che quelli più addentro non vi diranno mai che "la Lazio ha preso Zaccagni". La Lazio “ha fatto” Zaccagni, che diamine.

E allora eccolo il rito, ecco la recita che può iniziare. Il calciatore è sempre uguale, può essere chiunque ma sembra sempre lo stesso e la mascherina imposta da questi tempi sciagurati aiuta: il calciatore mette su un'espressione impenetrabile e non parla, salvo due monosillabi al microfono dell'inviato satellitare che tenta il colpo violando il cordone sanitario che circonda il nuovo arrivato. Il calciatore è sempre uguale nel look. Tatuaggi, maglietta oversize bianca griffata, bermuda o al massimo pantalone nero con cavallo basso. Unico gesto concesso il pollice alto, con braccio moscio rivolto verso l'interno. Chissà chi l'ha inventato, ma fanno tutti così.  Al massimo trascina un trolley, ma meglio senza. Anzi, meglio la pochette firmata, una specie di beauty case che i più disinvolti mettono sotto il braccio. La passerella dura poco perché il nuovo arrivato sparisce presto dentro un immancabile van nero con i finestrini oscurati, tutti uguali pure questi. Accanto a lui si agitano sempre le stesse figure. Frenetiche e ripetitive. Addetti del club che accoglie il nuovo arrivato più che altro. Raramente il procuratore in persona. Spesso l'incombenza dell'accompagno tocca a qualche giovanotto rampante della scuderia. Che indossa sempre un abito blu con sneakers bianche, sulle spalle ha uno zaino (firmato ma un po' meno vistoso rispetto agli accessori dell'assistito) e inevitabilmente nel corso della breve passerella parla allo smartphone con aria serissima.

Il giocatore non parla quando arriva e anche il rito della conferenza stampa di presentazione è finito nel dimenticatoio in questo nuovo copione in cui è sempre tutto uguale. Dal mercato povero della provincia del mondo, sembrano svanite anche le sciarpe messe al collo dai tifosi in attesa all’aeroporto, salvo peperonate in servizio permanente effettivo h24. Ma questa è un'altra storia.

Per ridere (e ne abbiamo bisogno), possiamo solo confermare che per i laziali di ogni latitudine una prolungata seduta dal dentista si fa preferire ancora sia al mercato che alla lettura dopo il gong finale del lunghissimo elenco degli esuberi rimasti a Formello. E tornando seri, che il cemento Sarri-Squadra-Pubblico questa volta è in gran parte merito di Lotito.

Per ridere, indine, ricordiamo che Mourinho ha telefonato al mondo, incitando anche alla vaccinazione Xhaka, lo svizzero atteso invano a Trigoria. “Che leadership!” esclamava una delle voci più forti del canale satellitare, quando il regista elvetico sembrava ormai giallorosso e a reti unificate, insieme ai narratori di Stato, si sottolineava ogni errore di controllo di Immobile agli Europei. Nella foga di contatti continui con Sergio Ramos, Messi, CR7 e chissà quanti altri, bisognerebbe ricordare a Mou che Xhaka, positivo al covid, per il vaccino dovrà aspettare un po'. Nel frattempo restano le otto repliche otto della mirabolante amichevole con il Raja Casablanca e i venti servizi in mezza giornata sui miracoli di Abraham. Per ridere certo, ma è tutto tristemente vero e reale…





Accadde oggi 22.09

1882 Nasce a Roma Alceste Grifoni, uno dei nove Fondatori della S.P. Lazio
1929 Roma, Stadio Rondinella - Lazio-Pro Vercelli 3-2?
1935 Bari, stadio della Vittoria - Bari-Lazio 1-1
1940 München, Stadio Civico - Rappr.di Monaco di Baviera-Lazio 0-1
1946 Bari, stadio Della Vittoria - Bari-Lazio 1-3
1957 Milano, stadio San Siro - Inter-Lazio 5-2
1963 Ferrara, stadio Comunale - Spal-Lazio 0-1
1968 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Spal 1-1
1985 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Campobasso 2-0
1991 Ascoli, stadio Cino e Lillo Del Duca - Ascoli-Lazio 1-4
1999 Roma, stadio Olimpico - Lazio-FC Dynamo Kyiv 2-1
2002 Torino, stadio Delle Alpi - Torino-Lazio 0-1
2004 Brescia, stadio Mario Rigamonti - Brescia-Lazio 0-2
2010 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Milan 1-1

Video

Ringraziamenti

Millenovecento vive grazie a...

Agli amici&sponsor Pietro Ricci (Acqua Filette e Ricci Auto), Marco Lodi (Lodi Optic) e Luca Monaco (OINOS e ESI)... Agli amici Vittorio Sacripanti,… [+]

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 1/9/2021
 

49.958 titoli scambiati
Chiusura registrata a 1,236 euro
Variazione del +0,82%