05 Settembre 2021

Ciro e quella "spina azzurra"...
di Stefano Greco

Ogni volta è la stessa cosa: gol a raffica con la maglia della Lazio e pochissimi palloni giocabili in nazionale, grandi titoli per il bomber in versione biancoceleste e critiche spietate quando Ciro indossa la maglia azzurra. Problemi di schemi, di modulo, ma secondo Roberto Mancini anche di tranquillità: “Immobile si muove, corre e combatte. È un po' più sfortunato che nella Lazio, ma questo può capitare. Nella squadra di club si gioca con più tranquillità, la Nazionale porta un po' più di pressione, ma con lui abbiamo vinto un campionato d'Europa”.

Roberto Mancini difende a spada tratta Ciro Immobile, perché lui ha vissuto sulla sua pelle la difficoltà di riuscire a fare con la maglia azzurra addosso quello che faceva quando indossava la maglia della Sampdoria, perché lui è finito nel mirino della critica e la sua avventura con la Nazionale è stata avara di soddisfazioni anche perché sulla sua strada non ha mai trovato ct disposti a lottare con la critica per difenderlo. Quindi, anche se come giocatori sono completamente diversi, sono diversi i tempi e il contesto, Roberto Mancini sa cosa prova Immobile nell’essere crocifisso ogni partita, anche se e quando la squadra vince. Come è successo dopo la sfida con la Bulgaria, come è successo in tutte le sfide ad eliminazione diretta degli Europei.

In un paese in cui i giornali sportivi sembrano più quotidiani gestiti da alcune società di calcio, visto che la linea editoriale è dettata spesso e volentieri da direttori tifosi con la sciarpa al collo (“La Gazzetta dello Sport” sotto la direzione di Stefano Barigelli, Ultrà romanista dichiarato, ne è l’esempio lampante…) più che da professionisti chiamati a fare un’informazione obiettiva, la presenza di immobile è sempre e comunque un caso, quasi un fastidio. Un esempio? Ciro contro la Bulgaria ha confezionato l’assist per il gol di Chiesa, ha sfiorato per due volte il gol che gli è stato negato dal portiere ma in pagella si è ritrovato un 5,5 mentre Raspadori che è entrato al suo posto (senza strusciarla mai nei 20 minuti che è stato in campo) ha ricevuto un 6 politico. Ma è oggi che “La Gazzetta dello Sport” si è superata. Dopo un sabato in cui le ragazze della pallavolo hanno vinto il titolo europeo battendo a Belgrado la Serbia e alle para-Olimpiadi tre azzurre sono salite sul podio dei 100 metri (con Ambra Sabatini che ha battuto per due volte il record del mondo), il titolo di apertura del giornale diretto da Stefano Barigelli non è tanto e solo sulla Nazionale, ma su chi mandare in campo al posto del “problema-Immobile”. Chiaramente, tirando la volata a Zaniolo (che tutto è meno uno che può giocare al posto di Immobile nel tridente azzurro), inserito in un tris di possibili sostituti di del NON INTOCCABILE centravanti della Lazio, ex Scarpa d’Oro e capocannoniere del campionato.

Invidio Ciro Immobile, anzi, lo stimo infinitamente perché tanti (se non tutti) al posto suo sarebbero sbottati. Altro che post polemico dopo il trionfo europeo (anche quello, criticatissimo…), in tanti avrebbero fatto fuoco e fiamme o avrebbero mollato per concentrarsi solo sulla Lazio e sul campionato, risparmiando energie preziose. Lui, invece, corre e si sbatte facendo un gioco che lo costringe a giocare quasi sempre spalle alla porta e lo penalizza, pressa chiunque gli capiti a tiro e ogni volta accetta in silenzio la valanga di critiche che gli piove addosso o il fango che qualcuno gli tira a proposito.

Per Ciro, quella maglia azzurra è come una spina conficcata nel cuore che non si può togliere e che fa male ogni volta che la sfiora. E non bastano neanche i gol per placare le critiche, oppure l’assenza di concorrenti in grado di sostituirlo senza farlo rimpiangere, perché Belotti sta in infermeria, Kean in azzurro ha fatto poco o nulla, Raspadori ha un futuro assicurato ma non è certo il Paolo Rossi lanciato da Bearzot nel Mondiale del 1978 in Argentina e Nicolò Zaniolo è un centrocampista offensivo e non ha le caratteristiche per recitare quel ruolo di falso nueve che in passato hanno recitato ad esempio Francesco Totti o lo stesso Roberto Mancini. Nonostante questo, però, che vinca o che perda il problema della Nazionale: lo è in vista della sfida di questa sera con la Svizzera, lo è stato durante gli Europei vinti e lo è stato quando la Nazionale di Ventura ha clamorosamente fallito la qualificazione ai Mondiali del 2018. Ma se Roberto Mancini per ricostruire la Nazionale ha sempre considerato Ciro Immobile un punto fermo, ci sarà un motivo oppure no? Ma a qualcuno questo non basta, come non bastano neanche i 60 gol segnati da Ciro Immobile nelle ultime 74 partite di campionato, gli stessi realizzati da Ronaldo. Numeri che, Lewandowski a parte, non può vantare nessun attaccante del mondo: neanche Messi, Neymar o Mbappé, che nessuno osa mettere in discussione anche se Argentina e Brasile non vincono da anni e la Francia ha fallito agli Europei e ha raccolto solo due pareggi contro Ucraina e Bosnia con il centravanti del PSG a secco. Ma il problema è Ciro immobile…





Accadde oggi 22.09

1882 Nasce a Roma Alceste Grifoni, uno dei nove Fondatori della S.P. Lazio
1929 Roma, Stadio Rondinella - Lazio-Pro Vercelli 3-2?
1935 Bari, stadio della Vittoria - Bari-Lazio 1-1
1940 München, Stadio Civico - Rappr.di Monaco di Baviera-Lazio 0-1
1946 Bari, stadio Della Vittoria - Bari-Lazio 1-3
1957 Milano, stadio San Siro - Inter-Lazio 5-2
1963 Ferrara, stadio Comunale - Spal-Lazio 0-1
1968 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Spal 1-1
1985 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Campobasso 2-0
1991 Ascoli, stadio Cino e Lillo Del Duca - Ascoli-Lazio 1-4
1999 Roma, stadio Olimpico - Lazio-FC Dynamo Kyiv 2-1
2002 Torino, stadio Delle Alpi - Torino-Lazio 0-1
2004 Brescia, stadio Mario Rigamonti - Brescia-Lazio 0-2
2010 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Milan 1-1

Video

Ringraziamenti

Millenovecento vive grazie a...

Agli amici&sponsor Pietro Ricci (Acqua Filette e Ricci Auto), Marco Lodi (Lodi Optic) e Luca Monaco (OINOS e ESI)... Agli amici Vittorio Sacripanti,… [+]

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 1/9/2021
 

49.958 titoli scambiati
Chiusura registrata a 1,236 euro
Variazione del +0,82%