20 Luglio 2021

Fascismo? No, Sfascismo...
di Stefano Greco

ORA BASTA! È arrivato il momento di dire basta perché si è superato abbondantemente il limite e la questione non è più politica, perché qui il discorso non è il Fascismo, ma lo Sfascismo causato da pochi che si arrogano il diritto di parlare a nome di tutti arrivando al punto da dare del VERME ad un giocatore della Lazio e a bollarlo non per quello che ha fatto sul campo e neanche per le sue idee politiche (che nessuno conosce perché Hysaj non le ha mai manifestate né dentro né fuori il rettangolo di gioco), ma solo perché ha cantato insieme a tutto il resto della squadra una canzone che solo chi è ignorante può definire politica. Una canzone che è diventata globale dopo esser stata cantata dai protagonisti de “La casa di carta”. E tutto questo non può essere né giustificato né accettato da nessuno che si professi laziale, indipendentemente dall’ideologica politica. E lo dico da uomo di destra e da ex Ultras.

Non sono stato uno stinco di santo da ragazzo, negli anni 70/80 ho fatto politica dentro e fuori gli stadi perché all’epoca la politica era ovunque (non è una scusa, chi ha vissuto gli anni di piombo sa bene di cosa parlo) ed era impossibile per un ragazzo non schierarsi da una parte o dall’altra. Non rinnego nulla di quello che ho fatto, ma anche in quegli anni di grandi divisioni, di una guerra civile sfiorata e di scontri violenti tra tifoserie causati spesso e volentieri più dall’odio politico che dalla rivalità sportiva, MAI si è arrivati a questi livelli. MAI si è arrivati a dare del verme ad un ragazzo addirittura prima che scenda in campo con la maglia della Lazio. E questo non è accettabile, soprattutto in un momento del genere.

Non è accettabile perché siamo all’inizio di un nuovo ciclo guidato da un allenatore diventato famoso per la sua filosofia calcistica ma anche per le sue idee politiche. Quindi, ora che cosa ci dobbiamo aspettare? Che dopo Hysaj alla prima battuta in conferenza stampa, al primo rimprovero ai tifosi o solo perché quel giorno a qualcuno gli viene voglia di conquistare 5 minuti di notorietà affiggendo uno striscione su un ponte di Roma il prossimo destinatario di un messaggio del genere possa essere Maurizio Sarri, perché la “Lazio Fascista” dipinta da qualcuno (che non si sa a quale titolo parli a nome di un milione e passa di tifosi) non può essere allenata da un comunista? Non è accettabile perché dopo un anno e mezzo siamo prossimi alla riapertura degli stadi e di tutto si sentiva bisogno meno che di ripartire in questo modo. Non è accettabile perché il nome Lazio ha un valore (anche economico oltre che sportivo e di valori, diciamocelo chiaramente) e quel valore non può essere svilito da chi usa il nome della Lazio per conquistare una vetrina mediatica. Perché senza la Lazio loro probabilmente non esisterebbero e non avrebbero né peso né voce. Non è accettabile perché non possiamo finire sempre in prima pagina per queste cose… e se ci finiamo la colpa non è dei giornalisti brutti sporchi e cattivi, ma solo ed esclusivamente di chi con queste bravate gli serve su un vassoio d’argento la possibilità di versare veleno sulla Lazio, di sporcare l’immagine di una società che tutti noi sentiamo un po’ nostra ma che qualcuno considera “roba sua”. E non è così. Ed è ora di dire BASTA!

Qualche anno fa chi era alla guida della Curva promise (dopo la vicenda degli adesivi di Anna Frank, montata ad arte e cavalcata alla grande da chi voleva affossare la Lazio), che non ci sarebbero stati in futuro altri autogol mediatici, che la politica sarebbe stata messa da parte e che non si sarebbe più prestato il fianco offrendo a quella parte della comunicazione nazionale e romana che odia la Lazio e non vede l’ora di affossarci di farlo. Quella persona purtroppo non c’è più, ma chi ha preso il suo posto ha deciso che quella promessa non doveva essere mantenuta. Undici mesi fa, sul ponte dell’Olimpica che passa sopra a Corso Francia è apparso uno striscione con su scritto: “Saluti romani camerata Reina”. Niente firma in calce, niente parola Lazio infilata tra le righe, ma chiaramente quella scritta che ha fatto il giro del mondo è stata affibbiata ai tifosi della Lazio e nessuno della Curva l’ha rinnegata. A distanza di un anno, sempre su un ponte e nella stessa zona, ieri sera è apparso lo striscione: “HYSAJ VERME, LA LAZIO È FASCISTA”, firmato Ultras Lazio, appeso poche ore dopo questa dichiarazione rilasciata da uno dei capi della Nord all’ADNKRONOS: “Storicamente la nostra è una tifoseria di estrema destra, e questo lo dichiaro anche con orgoglio. Quel 'Bella Ciao' cantato con la maglia della Lazio è una cosa fuori dal mondo, Hysaj ha sbagliato, non ci sono scusanti".

Insomma, siamo tornati al ROMA È FASCISTA di quel Lazio-Livorno del 10 aprile del 2005, un salto indietro di 16 anni di cui non si sentiva alcun bisogno, a quell’abbinamento calcio&politica con la Lazio di mezzo che doveva restare per sempre fuori dallo Stadio Olimpico e dalla Curva Nord. E la domanda è: PERCHÉ? Ma, soprattutto, a chi giova tutto questo? Non giova alla Lazio, non giova al lavoro di Sarri e della squadra, non giova all’immagine di una tifoseria che negli ultimi anni la vetrina l’aveva conquistata per una serie di scenografie meravigliose che avevano trasformato la Nord in quadri d’autore. Tutto buttato via in un paio di giorni, tutto rovinato con gli insulti sui social a Hysaj, la mano forzata alla società per far rimuovere quel video in cui la politica e l’ideologia non c’entrava una mazza… e poi il “capolavoro” finale dello striscione appeso su quel ponte a completare l’opera di distruzione. Perché come ho scritto all’inizio, questo non è Fascismo, questo è puro e semplice Sfascismo! Perché con queste azioni si rischia di mandare in frantumi un giocattolo subito dopo aver scartato il pacco regalo. Sì, perché Sarri, Hysaj, Felipe Anderson, Luka Romero e tutti quelli che verranno altro non sono che regali per noi tifosi che sogniamo di vedere una Lazio sempre più forte e competitiva. E la risposta è questa? Che facciamo, mandiamo al rogo Hysaj e a quelli che stanno per arrivare prima di fargli firmare il contratto gli chiediamo cosa votano e se sono di sinistra li bruciamo o li rispediamo al mittente?

In un mondo in cui destra e sinistra governano insieme e in cui i politici passano con disinvoltura da un partito all’altro cambiando bandiera o fronte politico con la stessa disinvoltura con cui si cambia un paio di mutande, noi stiamo ancora a questo? Non stiamo ancora a rivendicare una tradizione Fascista o a marchiare un giocatore perché in una serata goliardica ha cantato “Bella Ciao” come fanno milioni di persone di qualsiasi ideologia politica ogni giorno in ogni parte del mondo perché quella oramai è considerata una canzone italiana e basta, senza colore se non quello del tricolore? No, tutto questo non può essere accettato.

“La Società Sportiva Lazio condanna fermamente il vergognoso striscione contro il calciatore Elseid Hysaj. Non è il primo episodio di questo tipo. Noi non saremo mai dalla parte di chi nega i valori dello sport. Siamo senza indugio invece dalla parte del nostro atleta e di tutti gli altri calciatori impegnati in queste settimane nel ritiro precampionato. Prendiamo nettamente le distanze da chi vuole strumentalizzare per fini politici questa vicenda che danneggia la squadra, tutti i tifosi laziali e la Società.
Non ci faremo intimidire da chi usa toni violenti ed aggressivi: per loro non c’è alcuno spazio nel nostro mondo che invece è ispirato ai sani valori sportivi della lealtà e della competizione, del rispetto reciproco e della convivenza civile ed indirizzato al superamento di tutti gli steccati di carattere sociale, culturale, economico e razziale”.

Questo è il comunicato ufficiale pubblicato questa mattina sul sito della SS Lazio. Giusto prendere le distanze, ma se la società non fa un qualcosa che vada oltre il comunicato di ieri e quello di oggi a difesa di Hysaj, allora è arrivato il momento che a fare qualcosa sia chi ha veramente a cuore la Lazio. Chi ieri sera, indipendentemente dal credo politico, ha provato una fitta vedendo le foto di quello striscione. Non per la colorazione politica, ma per le conseguenze di questa ennesima bravata fatta sulla pelle della Lazio e di tutti i laziali, di qualunque fede politica. E, ripeto, lo dico da persona di destra che ha sempre rivendicato con orgoglio la propria fede e difeso le proprie idee. Ma dietro quello striscione non c’è né un’idea né un’ideologia politica. È solo un boomerang, l’ennesimo autogol mediatico che non può essere né accettato né tanto meno giustificato. Perché questo è solo SFASCISMO…





Accadde oggi 04.08

1981 Nasce a Carrara (MS) Simone Del Nero, centrocampista
1990 Nasce a Cisterna di Latina (LT) Riccardo Perpetuini, centrocampista
1991 Amburgo - Amburgo-Lazio
1993 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Olimpique Marseille 0-1
2007 Amsterdam, stadio Der Meer - Atletico Madrid-Lazio 3-1

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