19 Luglio 2021

Lasciate in pace Hysaj e CRESCETE!
di Stefano Greco

Sono un uomo di destra e non l’ho mai nascosto, perché secondo me per onestà un giornalista si deve presentare per quello che è, senza maschere. Sono di destra ma della destra sociale di una volta che non ha nulla a che vedere con la Lega o con la destra xenofoba o razzista di oggi. Ma sono soprattutto tifoso della Lazio e per me la Lazio viene prima di qualsiasi cosa: perché se sei veramente tifoso non può non essere così. Proprio per questo, da uomo di destra e da tifoso laziale negli ultimi giorni ho assistito con una sensazione di tristezza mista a rabbia alla bufera scatenata sui social (e cavalcata alla grande da chi non vede l’ora di gettare fango sulla Lazio), alla tempesta in un bicchier d’acqua scatenata da quel video in cui Hysaj, nel “battesimo” che il gruppo fa da sempre ai nuovi arrivati, si è esibito cantando “Bella ciao”. Tristezza e rabbia perché, specie in questo periodo di falsi valori, calcio e politica non possono e non devono essere mischiati.

È facile prendersela con quella parte di stampa che da sempre ci aspetta al varco con il fucile spianato e bello carico, ma questa volta non ce la possiamo prendere solo con i giornalisti, questa volta la colpa di questa bufera scatenata in un bicchier d’acqua è solo ed esclusivamente nostra: o meglio, di quella parte di laziali da web che sui social si sono scagliati contro Hysaj perché ha osato cantare quella canzone. La colpa è di quelli che per questo motivo hanno dato a Hysaj del comunista o che gli hanno augurato di “rompersi tutto”. La colpa di questa tempesta di cui non si sentiva alcun bisogno è vostra, di voi haters senza cultura che mettete la politica in mezzo a qualsiasi cosa e che, evidentemente, non conoscete né la storia passata né quella presente della Lazio.

“Eh, ma quando Di Canio ha fatto il saluto romano è stato lapidato, quindi può e deve essere lapidato anche Hysaj se mischia il calcio con la politica e canta Bella Ciao con il pugno chiuso”. È questa la giustificazione di quella frangia di odiatori seriali che ha scatenato questo putiferio. È vero, Paolo è stato linciato ma perché certe cose le ha fatte in pubblico, su un campo di gioco, per salutare a modo suo la sua gente (come diceva lui) dopo un derby vinto o per provocare gli avversari e rispondere a fischi e insulti come è successo a Livorno. La performance di Hysaj, era una cosa privata, diventata pubblica perché i giocatori oramai hanno il pessimo vizio di mettere qualsiasi cosa sui social, senza avere la capacità di capire che cosa può essere dato in pasto ai followers e cosa deve restare invece all’interno di un gruppo, come il rito di iniziazione o il battesimo di un nuovo arrivato. Ma la questione principale è un’altra…

“Bella Ciao” è una canzone che ha canticchiato quasi chiunque almeno una volta nella vita, è una canzone che è tornata di moda perché cantata a squarciagola dalla banda del professore ne “La casa di carta” e per questo è diventata globale, cantata ovunque e da gente di qualsiasi fede politica come canzone italiana, quasi un tormentone come “Ma quale dieta”, la colonna sonora insieme a “Notti magiche” dell’avventura azzurra della banda-Mancini a Euro 2020 e di questa estate 2021. Ma, soprattutto, “Bella Ciao” è una canzone che, piaccia o no, fa parte della nostra storia e della lotta partigiana, quella fatta da un esercito composto non solo da comunisti, ma da socialisti, democristiani, anarchici, liberali, monarchici e repubblicani che combattevano non tanto e non solo contro il regime totalitario, ma contro l’invasore, ovvero contro l’esercito tedesco. In Italia come nel resto dell’Europa occupata dai Nazisti. Quindi, non è un tormentone estivo o una canzonetta qualsiasi. Ma, soprattutto, un giocatore non può essere bollato o linciato da una parte della tifoseria per averla intonata in una serata tra compagni di squadra.

È ora di crescere, è ora di maturare. Nei giorni scorsi ho visto gente esultare perché la Lazio quest’anno giocherà con la maglia nera: non per la bellezza della maglia (meravigliosa, come molto bella è anche la prima maglia) ma per il significato simbolico. Bravi, continuate su questa strada e vedrete che alla prima stupidaggine finiremo nuovamente nel miro dell’Uefa che, magari, chiederà pure alla Lazio di non indossarla mai quella maglia. Perché anche se altre società hanno indossato (la Germania a Euro 2020) o indosseranno quella maglia nera, quel colore abbinato a noi assume un altro significato e lo sappiamo tutti questo. Perché abbiamo un passato che ci portiamo dietro, etichette difficili o impossibili da staccare. Per questo dobbiamo crescere, anche raccontando la storia per quello che è.

Ad esempio, uno che “Bella Ciao” l’ha cantata a squarciagola è stato Tommaso Maestrelli, che da giovane è stato partigiano. Già, il capo di quella Lazio del ’74 dipinta come Fascista (altro falso storico) era un partigiano e un uomo di sinistra, come lo è oggi Maurizio Sarri. Quindi, cosa volete fare, volete rinnegare anche il “Maestro” per aver cantato “Bella Ciao” e crocifiggere pure il “comandante” che quella canzone l’avrà canticchiata decine, centinaia o migliaia di volte in vita sua?

Dovete crescere, dovete mettere le idee politiche in un cassetto, dovete smetterla di sentirvi i padroni della Lazio e dovete solo tifare per la squadra, lasciando in pace sia l’allenatore che i giocatori che devono essere liberi di pensarla come vogliono e non come volete voi. Nel giro di pochi giorni, siamo passati dagli insulti a Muriqi a questa bufera scatenata contro Hysaj, in un momento in cui tutto serve meno che divisioni e polemiche. In un periodo in cui si sta costruendo qualcosa e in cui è puro e semplice autolesionismo fornire a chi ci odia, a chi non vede l’ora di sbatterci in prima pagina e di inzuppare il pennino nell’inchiostro della polemica un assist per scatenare l’ennesima tempesta mediatica. Gliela avete servita voi su un vassoio d’argento questa occasione per sbattere la Lazio in prima pagina, gliela avete fornita voi con il vostro odio e con la vostra stupidità questa occasione per fare polemica. Ed è arrivato il momento di dire BASTA.

BASTA con la politica, BASTA con le etichette, BASTA con quelle patenti di Lazialità dispensate non si sa a quale titolo, BASTA con le lotte intestine e con quella lotta tra Lotitiani e anti che va avanti da 17 anni. Già, perché proprio oggi è il diciassettesimo anniversario dell’elezione di Claudio Lotito a presidente della Lazio: secondo presidente più longevo nella storia biancoceleste alle spalle di Fortunato Ballerini che è stato in carica dal 1904 al 1922. Un traguardo che Claudio Lotito taglierà alla fine di questa stagione. E che ci piaccia o no, questa è storia. Come è storia quella del Maestrelli partigiano mentre è leggenda quella della Lazio come squadra di Fascisti a metà degli anni 70, perché gli unici due giocatori della Lazio che votavano MSI erano Martini e Petrelli. Due su venti, ma questo bastò a Sollier, con l’aiuto di una parte della stampa che già ci odiava all’epoca per dipingerci come squadra di Fascisti.

Un falso storico, come è un falso storico quello di “Bella Ciao” come canzone comunista. Perché basterebbe aver studiato un po’ di storia per sapere che “Bella Ciao” non è mai stata una canzone comunista, come lo sono invece “Fischia il vento” e “Bandiera rossa”. Non è una canzone legata all’ideologica, ma un grido di libertà e di lotta contro un invasore. Ma soprattutto è una canzone e nessuno può essere insultato o bollato perché la canta. Neanche se lo fa un calciatore, tanto meno se lo fa un calciatore che indossa la maglia della Lazio.

Quindi, chiudiamo immediatamente questa squallida vicenda, lasciate in pace Hysaj (e tutti gli altri giocatori) e crescete…

FORZA LAZIO!





Accadde oggi 23.09

1923 Ancona, campo militare di Piazza d'Armi - Anconetana-Lazio 1-3
1946 Nasce a Parma Enrico Catuzzi
1951 Torino, stadio Comunale - Juventus-Lazio 5-3
1956 Firenze, stadio Comunale - Fiorentina-Lazio 0-0
1970 Londra, stadio Highbury - Arsenal-Lazio 2-0
1973 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Novara 6-0
1979 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 2-0
1984 Udine, stadio Friuli - Udinese-Lazio 5-0
1990 Lecce, stadio Via del Mare - Lecce-Lazio 1-0
2001 Milano, stadio Giuseppe Meazza - Milan-Lazio 2-0
2007 Bergamo, stadio Atleti Azzurri d'Italia - Atalanta-Lazio 2-1
2009 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Parma 1-2

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Analisi del titolo S.S. LAZIO del 1/9/2021
 

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