15 Luglio 2021

Pubblico, Serie A con 18 squadre e playoff
di Stefano Greco

La rivoluzione è dietro l’angolo, anzi, è già iniziata. Prima il calendario asimmetrico, poi da agosto la riapertura degli stadi al pubblico, infine la prossima stagione un’annata (probabilmente con 4 retrocessioni e solo 2 promozioni dalla Serie B) di transizione per completare la rivoluzione e arrivare al via della stagione 2023-2024 con una Serie A nuovamente a 18 squadre, i playoff per lo scudetto e per assegnare i posti in Europa League e Conference League e i playout per determinare due delle tre retrocessioni in Serie B.

Il calcio italiano cambia volto e ha fretta di farlo, perché il presidente della Federcalcio Gravina ha fissato per il 31 luglio 2021 il termine ultimo per approvare il percorso da seguire per ridurre da 20 a 18 squadre la Serie A (4 giornate di campionato in meno sono tante in un calendario sempre più affollato) e per introdurre i playoff scudetto, quelli per l’Europa e i playoff retrocessione, in modo da modernizzare il campionato e rendere più attrattivo e redditizio il prodotto da vendere alle TV. Perché è provato e confermato dallo studio realizzato dalla Deloitte che uno scudetto assegnato con i playoff garantirebbe dei picchi d’ascolto mai toccati dal campionato italiano e che si registrano solo in occasione delle finali europee o delle fasi finali di Mondiali ed Europei quando, appunto, si giocano sfide da dentro o fuori, con il destino delle squadre che si decide in 90, 120 o al massimo 180 minuti di gioco. O, come è successo con Inghilterra-Italia, alla lotteria dei calci di rigore. Forse non è l’epilogo più giusto e i puristi o i tradizionalisti faticheranno ad accettare la nuova formula, ma se si può assegnare un Champions League o un titolo Europeo o Mondiale in una sfida secca, la stessa cosa si può fare anche con lo scudetto, i posti in Europa League e Conference League e con i nomi delle squadre destinate a scendere in Serie B. D’altra parte, la formula si è rivelata vincente e appassionante sia in Lega Pro che in Serie B (che hanno da anni playoff e playout), quindi sia in Federcalcio che in Lega hanno reputati che i tempi sia maturi per introdurre questa formula anche per il campionato di Serie A.

Dalla stagione 2023-2024 (anche se Gravina spinge per accorciare di un anno l’introduzione della riforma e lo ribadirà oggi in Consiglio Federale), quindi, lo scudetto non sarà assegnato più all’ultima giornata di campionato, ma in una finale scudetto. Lo studio realizzato dalla Deloitte, propone tre tipologie di finale scudetto e, di conseguenza, anche formule diverse per assegnare i 4 posti per la Champions League. La formula che prevede un playoff scudetto a 8 squadre con l’assegnazione dei posti per la Champions League in base alla classifica del campionato (con l’eccezione del posto garantito in Champions alla vincitrice dello scudetto anche se a conquistare il titolo è una squadra che ha chiuso la stagione regolare dal quinto all’ottavo posto, con il conseguente slittamento in Europa League della quarta classifica in campionato), è quella meno gettonata, perché considerata troppo estrema e poco rispettosa del risultato finale del campionato. La formula di un playoff scudetto a 6 squadre (con le prime due classificate in campionato che vanno direttamente in semifinale e in Champions League e quelle classificate dal 3° al 6° posto che si giocano l’ingresso in semifinale e gli altri due posti per la Champions League) è considerata più equa e un giusto compromesso, anche se molte società spingono per dare maggiore importanza all’esito della stagione regolare e quindi a restringere il discorso scudetto alle prime quattro qualificate (incroci prima contro quarta e seconda contro terza con la prima e la seconda che si garantiscono il fattore campo) e a fare un playoff a 4, 6 o 8 squadre per assegnare i posti a disposizione per Europa League e Conference League. Ci sarà da discutere, ma bisognerà trovare un’intesa in tempi brevi, perché altrimenti a decidere sarà un’assemblea straordinaria della Federcalcio convocata da Gravina. Perché la strada è tracciata e si deve solo decidere come arrivare all’assegnazione dello scudetto che, comunque, sarà vinto ai playoff.

Più semplice il discorso legato ai playout, perché c’è maggiore convergenza e la formula potrebbe essere la stessa adottata da anni in Lega Pro. L’ultima in classifica alla fine del campionato scende direttamente in Serie B, con le perdenti delle sfide quattordicesima-diciassettesima e quindicesima-sedicesima destinata a retrocedere nel campionato cadetto. Questo a patto che nella classifica finale del campionato la differenza tra la quindicesima e la sedicesima non superi i 4/5 punti in classifica, perché in quel caso non si disputerebbe nessun playout (come è successo ad esempio quest’anno in Serie B) e retrocederebbero direttamente le ultime tre classificate della stagione regolare.

Questo è il futuro, il presente prossimo invece è la riapertura degli stadi. In occasione della premiazione della Nazionale Campione d’Europa a Palazzo Chigi. Gravina ha ribadito con forza la necessità di riaprire gli stadi per dare ossigeno ad un calcio italiano che ha ricevuto ZERO AIUTI (in termini di ristori) dal governo in questi 18 mesi e che solo a causa della chiusura degli stadi ha perso oltre 300 milioni di euro solo nell’ultima stagione. Dopo aver vinto la battaglia con la riapertura dell’Olimpico al 25% della capienza per gli Europei (apertura che non ha inciso in alcun modo nella curva dei contagi, nonostante la presenza di tifosi provenienti dall’estero), Gravina ha chiesto a Draghi la riapertura degli stadi ai tifosi a partire dal 21 agosto, in occasione della prima giornata del campionato di Serie A. La richiesta della Lega di Serie A è di aprire gli stadi senza alcun tipo di limitazione a tutti coloro che sono in possesso del GREEN PASS EUROPEO (ovvero, tutti coloro che hanno completato l’iter di vaccinazione) e a coloro che sono guariti dal Covid, magari con l’aggiunta di chi si sottopone ad un tampone nelle 24 ore precedenti l’evento con esito negativo. Draghi, alle prese con l’aumento del numero dei contagiati (ma non dei ricoveri e dei decessi), difficilmente approverà il “liberi tutti”, ma tra il 25% della capienza concesso per le 4 partite degli Europei giocate all’Olimpico e il 100% chiesto dalla Lega di Serie A, si potrebbe arrivare al 50% ad un’apertura subito fino al 50% della capienza degli impianti per arrivare nel corso della stagione (a tappe successive in base all’evoluzione della situazione) fino alla riapertura totale.

Le società sono in attesa, perché quei soldi sono considerati vitali per riempire le casse svuotate dalla pandemia e per consentire alle società di iniziare ad incassare già ad agosto senza dover aspettare il pagamento della prima rata dei diritti TV o di ottenere un anticipo dalle banche scontando l’incasso della prima rata che, comunque, ha un costo. Quindi, niente campagna abbonamenti per tutta la stagione, ma molte società (Lazio in testa) hanno già programmato degli abbonamenti solo per il girone di ritorno o pacchetti (per incassare tutto e subito) da offrire a stagione iniziata ai tifosi con un numero minimo di 10 fino ad un numero massimo di 15 eventi. Ma se ne riparlerà solo a settembre, dopo la fine delle vacanze, la riapertura delle scuole e la ripresa a pieno regime di tutte le attività. Ma anche un Olimpico con almeno 35.000 spettatori sarebbe già un bel vedere dopo il deserto e il silenzio tombale rotto solo dalle urla di allenatori e giocatori a cui siamo stati costretti ad assistere in questi ultimi 18 mesi. Perché come hanno detto tutti e come ha ribadito Maurizio Sarri nella sua conferenza stampa di presentazione, al di la della retorica del 12° in campo, il calcio senza pubblico non è calcio, è un ibrido che non piace a nessuno e che non regala emozioni. Basta pensare ai pienoni di Budapest o a semifinali e finale dell’Europeo giocate con oltre 60.000 tifosi sugli spalti a Wembley. La normalità di un tempo che oggi emoziona come se fosse una sorta di prima volta.

Non siamo ancora fuori dal tunnel e al ritorno alla “normalità”, ma il futuro è dietro l’angolo, con una Serie A destinata a cambiare look e formula ma, soprattutto, pronta a riaprire le porte ai tifosi. E la data per l’inizio del futuro è già fissata: 21 agosto 2021…





Accadde oggi 04.08

1981 Nasce a Carrara (MS) Simone Del Nero, centrocampista
1990 Nasce a Cisterna di Latina (LT) Riccardo Perpetuini, centrocampista
1991 Amburgo - Amburgo-Lazio
1993 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Olimpique Marseille 0-1
2007 Amsterdam, stadio Der Meer - Atletico Madrid-Lazio 3-1

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