13 Luglio 2021

Luis Alberto e l'importanza di Peruzzi...
di Stefano Greco

Luis Alberto ha sbagliato. E non è la prima volta che sbaglia, perché in questi anni il “mago” di passi falsi ne ha fatti tanti, forse anche troppi. Ma andare allo scontro frontale o al muro contro muro non conviene a nessuno, soprattutto alla Lazio. Però, non si intravede una via d’uscita, anche perché al contrario di quanto è sempre negli ultimi 5 anni, a Formello non c’è più “il risolutore di problemi”, quel Mister Wolf in chiave biancoceleste interpretato da Angelo Peruzzi che, lavorando sempre nell’ombra, in questi anni ha mediato e fatto da filtro tra società e i giocatori ma, soprattutto, ha fatto rispettare alla lettera quel codice che aveva fatto sottoscrivere a tutta la squadra. E senza Peruzzi, rimasto a Blera e poco intenzionato a tornare nello staff senza la garanzia di quell’indipendenza e di quei pieni poteri che ha sempre chiesto per svolgere al meglio il suo compito, è difficile individuare un mediatore in grado di far rientrare il caso e risolvere questa grossa grana che rischia di condizionare il lavoro di Sarri e di scombussolare i piani di mercato.

Luis Alberto deve essere punito, perché indipendentemente da chi abbia torto o ragione a livello contrattuale, non ha risposto presente alla convocazione e ha mancato di rispetto a Sarri e ai compagni di squadra. Ma non è affibbiando una multa allo spagnolo e mettendo fuori rosa il giocatore che si può risolvere il problema, perché quella è la strada migliore per arrivare alla rottura definitiva e alla svalutazione di un giocatore che stando alle richieste di Lotito vale tra i 50 e i 60 milioni di euro. Tare ogni volta che è sceso in campo per risolvere a modo suo queste vicende ha sempre fatto più danni della grandine: basta pensare alla rottura con Zarate (costata alla Lazio lo svincolo a parametro zero del giocatore e una multa salatissima con allegato risarcimento danni), basta pensare a come era stato accantonato dal DS Keita nell’estate del 2016 con il rischio di una causa per mobbing e una rescissione di contratto sventata solo dall’intervento di Peruzzi. Angelo riuscì a ricucire il rapporto e quel lavoro l’estate successiva fruttò alla Lazio 30 milioni di euro per la cessione di Keita al Monaco.

Quello di Keita è solo uno dei tanti problemi risolti da Peruzzi in questi anni: in silenzio, lavorando dietro le quinte, usando il pugno di ferro in guanto di velluto come quando a fine novembre del 2020 prese per un orecchio lo spagnolo e lo obbligò a scusarsi pubblicamente su Instagram per le frasi infelici pronunciate qualche giorno prima sul social su Lotito e la vicenda dell’aereo. Non è uno tenero Angelo Peruzzi, ma è uno che ha carisma e si è meritato con il suo lavoro la stima e il rispetto di tutti i giocatori. Proprio come Vialli e tutti i componenti dello staff di Roberto Mancini che in questo europeo hanno lavorato dietro le quinte ma hanno recitato un ruolo fondamentale all’interno del gruppo, come hanno detto apertamente tutti gli azzurri nelle interviste di questi giorni.

A questo servono gli ex giocatori, a questo serve inserire all’interno di uno staff gente che conosce l’ambiente e che può fare a volte da fratello maggiore o da consigliere, a volte da mediatore, a volte da vero e proprio mental coach ai giocatori, parlando il loro stesso linguaggio e mettendo l’esperienza maturata in anni di calcio giocato a disposizione di calciatori più giovani e meno esperti. Per questo Maurizio Sarri gira da anni sempre con la stessa nutrita pattuglia di fedelissimi, per questo anche nella conferenza stampa di presentazione il “comandante” si è augurato che Angelo Peruzzi torni il più presto possibile a Formello. Perché è un uomo di calcio e perché può dargli una mano a risolvere vicende come quella di Luis Alberto. Perché con il “mago” Sarri non è disposto né perdonare né a chiudere un occhio, ma vuole fare di tutto per tenere Luis Alberto, uno dei perni (insieme a Pepe Reina, Acerbi, Hysaj, Milinkovic e Immobile) del progetto che ha in mente per trasformare la Lazio in una squadra in grado di vincere e di dare spettacolo.

Quindi, la parola d’ordine per Sarri è “ricucire il rapporto” tra Luis Alberto, la società e la squadra. E nessuno può farlo meglio di Angelo Peruzzi. Ma Angelo sta a Blera e, ogni giorno che passa, si allontana sempre di più da Formello e da quel mondo Lazio che ha governato nell’ombra negli ultimi 5 anni, facendo la fortuna della società e di Simone Inzaghi…





Accadde oggi 04.08

1981 Nasce a Carrara (MS) Simone Del Nero, centrocampista
1990 Nasce a Cisterna di Latina (LT) Riccardo Perpetuini, centrocampista
1991 Amburgo - Amburgo-Lazio
1993 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Olimpique Marseille 0-1
2007 Amsterdam, stadio Der Meer - Atletico Madrid-Lazio 3-1

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Titolo Lazio

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