07 Aprile 2021

Formello fa 24 anni ma non ha un nome...
di Stefano Greco

Gli anni 90 sono stati gli anni d’oro del calcio italiano, quelli in cui la Serie A era il campionato più bello del mondo e le squadre italiane facevano razzie di coppe europee, con addirittura quattro finali di Coppa Uefa (Fiorentina-Juventus 1990, Roma-Inter 1991, Parma-Juventus 1995, Lazio-Inter 1998) giocate tra squadre italiane. Sono gli anni in cui con l’ingresso di Silvio Berlusconi il calcio diventa industria e grazie all’intuizione di del duo Berlusconi-Cragnotti la Lega di Serie A inizia a vendere a peso d’oro i diritti del campionato alle TV e, sempre su iniziativa di Cragnotti, alcuni club vengono quotato addirittura in Borsa.

Negli anni 90 il calcio cambia, completamente. E molti presidenti capiscono che per dare basi solide alle società bisogna investire non solo sul mercato per acquistare calciatori, ma anche per dare un patrimonio ai club. Comincia a nascere l’idea degli stadi di proprietà (che tale resterà, tranne qualche rara eccezione) e di centri sportivi all’avanguardia. Alla guida della Lazio c’è Gianmarco Calleri che, dopo aver riportato la squadra in Serie A, con l’appoggio economico della Banca di Roma e della Cassa di Risparmio di Roma capisce che per far fruttare quell’avventura biancoceleste iniziata 5 anni prima rilevando a costo zero una società sull’orlo del baratro, nel 1991 acquista un terreno di circa 40 ettari a Formello, dove c’è un maneggio e una pista di prova di trotto. L’idea, considerata all’epoca folle e avversata da gran parte della tifoseria, è quella di costruire a Formello la nuova casa della Lazio, con un centro sportivo dotato di campi da allenamento, un piccolo stadio, una foresteria, la nuova sede della società ma soprattutto campi da tennis, piscina e club house per coinvolgere nell’operazione tifosi della Lazio VIP da strappare ai vari circoli sportivi cresciuti nell’ultimo secolo sulle rive del Tevere.

Per poche centinaia di milioni di lire, Gianmarco Calleri acquista quei terreni, investe miliardi per portare alla Lazio Riedle, Doll, Winter e Gascoigne e poi fa il colpo della vita, vendendo per 25 miliardi la Lazio a Sergio Cragnotti, con l’aggiunta di altri miliardi per quei terreni acquistati a Formello per i quali ha ottenuto dal comune i permessi per costruire il nuovo centro sportivo della Lazio. Cragnotti inizia subito i lavori, nella stagione 1995-1996 la Lazio lascia dopo 37 anni quel campo di Tor di Quinto intitolato a Tommaso Maestrelli (che viene incorporato al Comando Polifunzionale dell’Arma dei Carabinieri Roma, la Caserma Salvo D’Acquisto) e si trasferisce a Formello, iniziando una nuova era ricca di successi:

Il 7 aprile del 1997, Sergio Cragnotti taglia il nastro inaugurando il nuovo centro sportivo composto da un campo d’allenamento vicino ai nuovi uffici della società, 10 campi da tennis e due da calcetto, un altro campo da allenamento e un piccolo Stadio da 3000 posti a sedere in cui gioca le partite di campionato la Primavera e in cui si allena la prima squadra durante la settimana. In aggiunta agli uffici della società, ci sono una foresteria che ospita i giocatori della Primavera non di Roma e la prima squadra nei giorni di ritiro pre-partita, una piscina e un’enorme Club House con sale per conferenze e feste, dotata anche di cucina e ristorante. Insomma, uno dei centri sportivi più belli del mondo che proietta la Lazio nel Terzo Millennio e dà alla società un patrimonio immobiliare che risulterà determinante per evitare il fallimento nell’estate del 2004, quando il centro sportivo di Formello verrà dato in garanzia all’Agenzia delle Entrate per strappare un accordo di rateizzazione in 23 anni del debito con l’erario accumulato dalla società dopo l’uscita di scena di Sergio Cragnotti.

Formello è la più grande eredità lasciata alla Lazio da Sergio Cragnotti, più dello scudetto e delle coppe vinte sia in Italia e in Europa, perché senza quel patrimonio immobiliare (a cui si aggiungeva il 50% del Palazzo di Via Valenziani (acquistato totalmente nel 2012 e da allora chiuso e abbandonato, ma che figura a bilancio con un valore di 23 milioni di euro) la SS Lazio 1900 sarebbe sparita nell’estate del 2004.

In questi 24 anni, quei campi di Formello sono stati calcati dai più grandi calciatori del Mondo. Non solo quelli acquistati da Cragnotti e che hanno indossato la maglia della Lazio, ma anche da quelli delle varie nazionali che sono state ospitate a Formello. Perché Formello, anche grazie alla ristrutturazione completata di recente, è considerato uno dei 15 centri sportivi più belli del mondo, insieme e Milanello e al nuovo centro sportivo della Juventus di Vinovo, dietro ai villaggi sportivi di Arsenal, Chelsea e City (considerato il più bello del Mondo…), ai centri sportivi del Monaco e del PSG, a quelli del Bayern Monaco e alle due cittadelle dello sport di Real Madrid e Barcellona.

Insomma, se la Lazio da questo punto di vista sta addirittura davanti al Manchester United, all’Atletico Madrid o all’Ajax, lo deve all’intuizione di Gianmarco Calleri, alla genialità e agli investimenti fatti da Sergio Cragnotti e alla recente ristrutturazione fatta dall’attuale proprietario, Claudio Lotito. Unica pecca, il fatto che in 24 anni nessuno abbia legato a questo centro sportivo il nome di uno dei personaggi che hanno fatto grande la Lazio. Nel 2012, 6 mesi dopo la tragica scomparsa di Mirko Fersini, la Lazio ha intitolato al giovane calciatore morto in un incidente stradale il campo dello Stadio in cui si allena la prima squadra e in cui gioca la Primavera, ma il centro sportivo resta ancora senza un nome. Nel 2014, Lotito posò simbolicamente a Formello la prima pietra della Academy Bob Lovati (un progetto che prevedeva la costruzione di un albergo e altre strutture da costruire aumentando la cubatura originaria del centro sportivo), ma di quel progetto come delle domande per aumentare la cubatura di Formello si è persa ogni traccia e gli unici lavori sono stati quelli di ristrutturazione e ammodernamento di un centro sportivo meraviglioso ma che dopo 24 anni dalla sua inaugurazione resta ancora senza un nome: né Maestrelli né Chinaglia, né Lenzini né Bob Lovati ma, semplicemente, S.S. Lazio Training Center. Bello, ma asettico…





Accadde oggi 13.04

1930 Roma, stadio Rondinella - Lazio-Modena 4-0
1941 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Bari 2-2
1947 Roma, stadio Nazionale - Lazio-Bologna 3-1
1958 Milano, stadio San Siro – Milan-Lazio 6-1
1962 Nasce a Montevideo (Uruguay) Nelson Daniel Gutierrez
1969 Ferrara, - Spal-Lazio 1-2
1980 Udine, stadio Friuli – Udinese-Lazio 1-1
1986 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Cesena 1-1
2003 Modena, stadio Alberto Braglia - Modena-Lazio 0-0
2008 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Siena 1-1

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Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 2/4/2021
 

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