04 Aprile 2021

Felipe Caicedo, l'uomo della provvidenza
di Stefano Greco

Se la Lazio è ancora viva e può sognare la Champions League, lo deve solo ed esclusivamente a Felipe Caicedo: 31 minuti complessivi giocati nelle ultime due apparizioni all’Olimpico, 2 gol segnati che hanno regalato alla squadra 4 punti che fanno tutta la differenza del mondo e che hanno consentito di scavalcare in classifica la Roma. Ecco, le zampate di Caicedo sono le uniche cose da ricordare delle sfide contro Crotone e Spezia, vinte soffrendo e solo grazie alle zampate di Felipe in quella che una volta veniva chiamata “zona-Cesarini” e che oramai è per tutti la “zona-Caicedo”.

A differenza delle altre volte, ieri chi ha tanta Lazio sulle spalle non ha mai temuto di non vincere contro lo Spezia, ed è rimasto sereno anche dopo la prodezza di Verde, perché quella di ieri era una giornata speciale: il riscaldamento fatto con le maglie dedicate a “Guero”, quell’enorme scritta che campeggiava nel parterre della Tribuna Tevere per ricordare un ragazzo strappato troppo presto alla vita, poi l’ingresso di Caicedo, il vero talismano di questa Lazio targata Simone Inzaghi, l’uomo dei gol all’ultimo respiro, quello delle reti mai banali e che pesano tanto. Un esempio? Quest’anno Felipe ha segnato 8 gol che hanno fruttato alla Lazio 9 punti in classifica, 6 dei quali nelle sfide vinte di misura all’Olimpico contro Fiorentina, Crotone e Spezia. Per questo, come scrivevo prima, chi ha tanta Lazio sulle spalle ieri sapeva che qualcosa sarebbe successo, come lo sapevamo in quella triste domenica del 25 novembre del 2007, nella prima partita giocata dopo la tragedia di Badia al Pino. La domenica del gol di Fabio Firmani a tempo scaduto, con la folle corsa sotto la Nord e l’abbraccio di Fabio e di tutta la squadra a quell’immagine di Gabbo che campeggiava al centro della Curva. Perché nelle domeniche speciali, succede sempre qualcosa di speciale. E chi ha 50 e passa anni di Lazio sulle spalle, lo sa bene.

Ha sofferto tanto la Lazio ieri, ha sofferto troppo secondo qualcuno che dimentica in che condizioni sta questa squadra e come si è arrivati alla partita contro lo Spezia: Milinkovic Savic reduce da tre partite giocate in 7 giorni con la Serbia, Immobile con più di 200 minuti giocati con la maglia azzurra a pesare su gambe e testa stanche da settimane, Luis Alberto costretto a partire dalla panchina e Marusic costretto ad arretrare ancora una volta in difesa in attesa del ritorno di Luis Felipe. Se a questo ci aggiungiamo un avversario che quest’anno ha fatto soffrire chiunque e che ha ribaltato di recente anche il Milan, la sofferenza ieri era scontata. Come lo era contro il Crotone e come lo sarà in tutto questo finale di stagione che sarà per noi (ma anche per quasi tutte le squadre) una sorta di Via Crucis. Perché questa stagione compressa e che non lascia respiro, ha tagliato le gambe a tutti o quasi. Basta pensare a come arranca la Juventus, al crollo della Roma, alla crisi del Milan parzialmente mascherata da qualche gol arrivato nel finale e dal grande vantaggio accumulato nella prima parte della stagione. Nessuno sta bene, neanche l’Atalanta e il Napoli, considerate le squadre più in forma del momento, che ieri hanno vinto di misura e soffrendo le pene dell’Inferno contro Udinese e Crotone.

Era fondamentale vincere ieri, perché la partita con lo Spezia era come un Gran Premio della montagna piazzato a metà della tappa decisiva del Giro d’Italia. Perché da oggi in poi non ci sono più turni infrasettimanali, coppe o partite della nazionale. Da qui a fine maggio si viaggerà al ritmo di una partita a settimana, con il tempo giusto per recuperare e per preparare queste ultime 10 sfide. Di sicuro 9, poi si vedrà quello che succederà con quel Lazio-Torino appeso sempre al filo e che rischiamo di giocare addirittura a campionato finito.

Non è bella e brillante la Lazio. In realtà non lo è stata quasi mai in questa stagione se paragonata alla squadra pre lockdown, alla Lazio più bella ed emozionante degli ultimi 20 anni- Ma quella era una magia, un incantesimo spezzato da questa maledetta pandemia che ci ha stravolto l’esistenza a tutti i livelli. E guardandosi intorno, sono in pochi a stare meglio di noi. Forse solo l’Inter che, comunque, ieri ha sofferto le pene dell’Inferno per vincere a Bologna.

La vera nota stonata di ieri, è stato quel finale assurdo, quella perdita di controllo che è costata il rosso a Lazzari e a Correa. E soprattutto quella di Lazzari sarà un’assenza pesante a Verona, perché costringerà Simone Inzaghi a stravolgere l’assetto della squadra: o riportando Marusic sulla fascia con Patric a fare il terzo di destra in difesa, oppure inserendo Lulic a destra e Fares a sinistra sulle fasce. Ma sono problemi di Inzaghi e dei prossimi giorni. Oggi godiamoci questi tre punti che rendono più dolce questa Pasqua, grazie alla sorpresa che ha inserito nell’uovo Felipe Caicedo: il talismano di Simone Inzaghi, l’uomo della provvidenza della Lazio.

BUONA PASQUA a tutti e FORZA LAZIO!





Accadde oggi 13.04

1930 Roma, stadio Rondinella - Lazio-Modena 4-0
1941 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Bari 2-2
1947 Roma, stadio Nazionale - Lazio-Bologna 3-1
1958 Milano, stadio San Siro – Milan-Lazio 6-1
1962 Nasce a Montevideo (Uruguay) Nelson Daniel Gutierrez
1969 Ferrara, - Spal-Lazio 1-2
1980 Udine, stadio Friuli – Udinese-Lazio 1-1
1986 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Cesena 1-1
2003 Modena, stadio Alberto Braglia - Modena-Lazio 0-0
2008 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Siena 1-1

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Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 2/4/2021
 

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