31 Marzo 2021

Il Torino ha barato, ma si deve giocare!
di Stefano Greco

Nei tribunali calcistici ha vinto il Torino, ma è stata una vittoria di Pirro. Sì, perché sia il giudice sportivo che il tribunale di Appello presieduto dal professor Sandulli, hanno dovuto alzare le mani e ammettere la propria impotenza davanti ad un atto della ASL, ma la sentenza di ieri emessa dal presidente Piero Sandulli è un durissimo atto di accusa nei confronti del club granata, perché dipinge il Torino come una società di furbetti che ha chiesto aiuto alla ASL per non giocare all’Olimpico in condizioni menomate. Ed è al tempo stesso uno schiaffo alla ASL perché evidenza la grave anomalia di una quarantena che scatta non il giorno in cui la squadra viene obbligata ai domiciliari, ma il giorno dopo, guarda caso proprio quelle 24 in più che servivano al Torino per non presentarsi a Roma senza rischiare di perdere a tavolino.

“…questa Corte non può esimersi dall’evidenziare che, in effetti, il provvedimento, a carattere interpretativo, adottato dall’ASL di Torino in data 1 marzo 2021 desta più di una perplessità; ed invero, un atto amministrativo, peraltro con finalità di prevenzione della salute collettiva a fronte della più grave emergenza sanitaria della storia moderna dell’umanità, non può produrre effetti dal giorno successivo alla sua adozione, alla stregua di un atto giudiziario”.

Questo è uno dei passaggi più importanti della sentenza emessa ieri dalla Corte di Appello della Federcalcio e firmata da quel luminare del diritto sportivo che risponde al nome del professor Piero Sandulli. Una sentenza in cui la Corte di Appello della Federcalcio alza le mani come aveva già fatto il Giudice Sportivo, perché l’ordinamento sportivo non può essere prevalente su un atto ufficiale della ASL. Per questo né il Giudice Sportivo né la Corte d’Appello hanno potuto dare quel 3-0 a tavolino che sarebbe sacrosanto leggendo le carte e questo primo passaggio di una sentenza che suona come un gravissimo atto di accusa contro la società di urbano Cairo e dipinge il Torino come una società che ha sfruttato l’emergenza-Covid per trarre un profitto sportivo tradendo il principio della lealtà sportiva: insomma, violando l’articolo 1.

…non vi è dubbio che la Società F.C. Torino S.p.A. abbia tratto profitto dal provvedimento adottato dall’autorità sanitaria torinese, peraltro, su richiesta della stessa Società granata. Al proposito, non può che richiamarsi, ancora una volta, il principio secondo il quale “il fine ultimo dell’ordinamento sportivo è quello di valorizzare il merito sportivo, la lealtà, la probità e il sano agonismo”. Tale principio non dovrebbe mai essere vanificato, neppure nella presente situazione di emergenza sanitaria, con comportamenti che, come nel caso della Società F.C. Torino S.p.A., sembrano finalizzati, invece, all’unico fine di ottenere, nelle ipotesi di calciatori risultati positivi al COVID-19, il rinvio della disputa delle gare che potrebbero essere, tranquillamente, disputate, atteso, peraltro, il consistente numero delle rose di calciatori a disposizione delle Società professionistiche. Comportamenti, questi ultimi, improntati ad una sorta di “furbizia” che non sono, in alcun modo, in linea con i principi di lealtà, probità e correttezza che devono, invece, sempre ispirare chi partecipa a competizioni che, sebbene abbiano natura professionistica, riguardano sempre un gioco, o meglio un “giuoco” per ricordare la parola ricompresa nella definizione della Federazione”.

Parole durissime quelle usate dal professor Piero Sandulli per smascherare la “farsa” messa su dal Torino con la complicità della ASL di Torino, con quella quarentena che non scatta il giorno del provvedimento, ma dopo la mezzanotte. Quindi, in via teorica, i giocatori del Torino, prendendo alla lettera il provvedimento della ASL torinese, avrebbero potuto circolare liberamente in città da contagiati o da possibili contagiati fino alla mezzanotte. E tutto questo per consentire al Torino di far scadere la quarantena preventiva non alla mezzanotte tra l’1 e il 2 marzo (cosa che avrebbe obbligato i granata a scendere in campo come previsto dal calendario alle 18 del 2 marzo all’Olimpico), ma alla mezzanotte tra il 2 e il 3 marzo. Non un caso, ma una mossa studiata a tavolino e, come scrive il professor Sandulli nella sentenza, “provvedimento adottato dall’autorità sanitaria torinese, peraltro, su richiesta della stessa Società granata”.

Insomma, Lazio-Torino quasi sicuramente si giocherà. Non si sa quando ma si giocherà. Forse addirittura dopo la fine del campionato visto che Claudio Lotito ha deciso di andare fino in fondo, ovvero fino al Collegio di Garanzia del Coni. Ma la durissima sentenza di ieri in cui il presidente della Corte di Appello della Federcalcio prefigura una violazione dell’articolo 1 dovrebbe far scattare immediatamente l’apertura di un’inchiesta da parte della Procura Federale. Quella stessa Procura Federale a cui si era rivolto Cairo dopo la gara d’andata denunciando comportamenti illeciti da parte della Lazio che riguardavano però il rispetto del protocollo anti-Covid, non la violazione dell’articolo 1 di cui parla apertamente la Corte di Appello Federale. Lazio-Torino si giocherà, ma a Cairo e al Torino alla fine quella mossa da furbetti per evitare di giocare nella data stabilita potrebbe costare cara, carissima. Perché in caso di violazione dell’articolo 1 non ci si salva con una multa o con una squalifica del presidente, ma si incappa in una penalizzazione. Quanto grave, dipende dall’entità della violazione dei principi di lealtà sportiva. Quella di cui si è riempito per mesi la bocca Cairo ma che è stata aggirata e calpestata dal Torino, con la complicità della ASL torinese, per evitare di giocare Lazio-Torino senza 6/7 titolari. Ovvero, quello che sono state costrette a fare la Lazio e altre società colpite da questa epidemia e che non hanno chiesto aiutini illeciti per evitare di giocare in condizioni menomate: quindi barando e compromettendo ulteriormente la già precaria regolarità di questa stagione calcistica. E lo hanno fatto con la silente complicità de “La Gazzetta dello Sport” che nonostante la palese irregolarità di quei referti della ASL di Torino ha chiuso non uno, ma tutti e due gli occhi su questa vicenda. Al contrario di quanto aveva fatto con la Lazio. E se serviva ancora una prova sull’inattendibilità e la partigianeria del giornale diretto da Stefano Barigelli, ecco, questa è la madre di tutte le prove!





Accadde oggi 13.04

1930 Roma, stadio Rondinella - Lazio-Modena 4-0
1941 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Bari 2-2
1947 Roma, stadio Nazionale - Lazio-Bologna 3-1
1958 Milano, stadio San Siro – Milan-Lazio 6-1
1962 Nasce a Montevideo (Uruguay) Nelson Daniel Gutierrez
1969 Ferrara, - Spal-Lazio 1-2
1980 Udine, stadio Friuli – Udinese-Lazio 1-1
1986 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Cesena 1-1
2003 Modena, stadio Alberto Braglia - Modena-Lazio 0-0
2008 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Siena 1-1

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Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 2/4/2021
 

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