23 Febbraio 2021

È la notte dei sogni e dei desideri...
di Stefano Greco

Vedo stelle che cadono nella notte dei desideri…
È una notte come tutte le altre notti
È una notte che profuma di avventura
Ho due chiavi per la stessa porta
Per aprire il coraggio e la paura…
Ogni cosa è illuminata
Ogni cosa è nel suo raggio in divenire…
È la notte dei desideri…

Di notti magiche ne ho vissute tante negli ultimi 25 anni di Lazio. Notti illuminate da coppe alzate al cielo e da campioni che in campo brillavano luce propria, notti di finali vinte e perse sia in Italia che in Europa che hanno portato la mia (la nostra…) Lazio dove mai avremmo mai immaginato e neanche osato sognare nel buio degli anni Ottanta, quando solo la sopravvivenza sembrava quasi un miraggio. E in quegli anni, accendendo la tv a metà settimana per vedere altre squadre italiane giocare in Europa, tutti abbiamo sognato tutti un giorno di vivere una notte come questa, di poter assistere ad una doppia sfida da dentro o fuori contro uno dei club più titolati del calcio europeo. E visto che una notte di trionfo contro il Manchester United l’abbiamo già vissuta e fa parte del patrimonio di ricordi e di emozioni calcistiche vissute seguendo la Lazio, alla collezione mancava una sfida con il Real Madrid, con il Barcellona o, appunto, con il Bayern Monaco.

Affrontiamo i Campioni d’Europa e del Mondo in carica, un club che ha in bacheca 14 trofei internazionali, tra cui 6 Coppe dei Campioni/Champions League e 4 Coppe Intercontinentali/Mondiali per club. Un 14 a 2 a loro favore nei trofei internazionali che fa capire chiaramente come quella che va in scena questa sera all’Olimpico sia una sorta di riedizione in termini calcistici della sfida tra Davide e Golia. Per non parlare poi dei nomi dei protagonisti in campo, nonostante le defezioni (tra Covid e infortuni) tra le fila del Bayern Monaco. Una sfida all’apparenza impossibile, con la qualificazione che è come quei desideri all’apparenza impossibili espressi nella notte di San Lorenzo e affidati ad una stella cadente. Proprio come recitano le strofe de “La notte dei desideri”, la canzone di Jovanotti che ho usato come intro per questo articolo.

Ma noi laziali siamo da sempre dei sognatori incalliti: non degli illusi o gente che confonde il sogno con la realtà, ma tifosi che amano sognare l’impossibile e le sfide all’apparenza impossibili, proprio come questa con il Bayern Monaco. Perché uomo contro uomo siamo inferiori a loro in quasi ogni sfida e in tutti i reparti, a partire soprattutto dalla difesa: da sempre il nostro tallone d’Achille, tanto più in questo momento visti gli infortuni di Luiz Felipe e Radu che hanno tolto a Simone Inzaghi i due “braccetti esterni” a sostegno di Francesco Acerbi. Proprio nella sfida contro Robert Lewandowski e una squadra che ha rifilato un pesantissimo 8-2 sei mesi fa al Barcellona e un 7-1 memorabile (proprio all’Olimpico) il 21 ottobre del 2014 alla Roma…

E a proposito del 2014, la Lazio affronta oggi il Bayern Monaco nello stesso giorno in cui 7 anni fa andò in scena all’Olimpico Lazio-Sassuolo, in quella notte di contestazione entrata di diritto nella storia biancoceleste. In 7 anni sono cambiate tante cose, dentro il rettangolo di gioco e nel mondo Lazio. Di quella Lazio che scese in campo contro il Sassuolo allenato da Malesani è rimasto il solo Radu, che questa sera si accomoderà in tribuna insieme ad un altro biancoceleste di quella sera: Miro Klose, tornato a Roma nelle vesti di avversario dopo che appesi gli scarpini al chiodo è entrato nello staff tecnico del Bayern Monaco. E visto che siamo nel campo dei ricorsi storici e della cabala, la Lazio in quella notte di febbraio del 2014 vinse 3-2 contro il Sassuolo: lo stesso identico risultato ottenuto il 23 febbraio del 2020 a Marassi contro il Genoa, in una delle tappe più emozionanti di quell’incredibile cavalcata dello scorso anno interrotta dall’esplosione di questa maledetta pandemia.

Già, il Covid. Questa pandemia ha spazzato via i nostri sogni un anno fa e a distanza di quasi 12 mesi ci impedisce ancora di vivere questa notte magica come tutti avremmo voluto e come tutti avevamo sognato: allo stadio, in un Olimpico strapieno, per emozionarci ascoltando dal vivo quella musichetta della Champions League che è una delle due chiavi citate da Jovanotti nei versi della sua canzone per aprire le porte del cuore o lo scrigno in cui sono racchiusi sia le emozioni più preziose che i sogni di ogni tifoso.

Inutile parlare di tattica e di tecnica, inutile dire o scrivere che cosa dovrebbe fare questa sera la Lazio per evitare una débâcle come quella giallorossa del 2014 o per dare un senso alla sfida di ritorno in programma il 17 marzo all’Allianz Arena di Monaco di Baviera. Lo sanno bene sia Inzaghi che i suoi ragazzi che cosa devono fare. L’unica cosa che possiamo sperare noi è di poter vivere un’altra notte come quella del 20 ottobre 2020: la notte del ritorno in Champions League, la notte della sfida al Borussia Dortmund in cui sogni e desideri, grazie alla magia di quel pallone che rotola sul prato verde, sono diventati una magnifica realtà. È già successo, perché non credere o non sperare (sperare, non illudersi…) che possa succedere nuovamente???





Accadde oggi 08.03

1931 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Milan 1-2
1936 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Brescia 3-0
1942 Firenze, stadio Giovanni Berta – Fiorentina-Lazio 3-1
1953 Palermo, stadio La Favorita - Palermo-Lazio 3-1
1959 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Spal 4-0
1964 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Modena 1-0
1992 Genova, stadio Luigi Ferraris - Genoa-Lazio 1-0
1995 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Juventus 0-1
1998 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Roma 2-0
2000 Rotterdam, De Kuip stadium - Feyenoord-Lazio 0-0
2003 Roma, stadio Olimpico - Roma-Lazio 1-1
2009 Napoli, stadio San Paolo - Napoli-Lazio 0-2

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