19 Febbraio 2021

Giustizia? No, giustizialismo all'italiana
di Stefano Greco

In questi giorni sono rimasto in religioso silenzio sulla vicenda dei tamponi, ed ho fatto la stessa cosa per la squalifica per “blasfemia” di Manuel Lazzari. Sono rimasto in silenzio, perché da anni ho deciso di non farmi contaminare dal vittimismo o dalla sindrome da accerchiamento che ha contagiato gran parte del mondo-Lazio. Perché sono sempre stato per il rispetto delle regole, prima fra tutte quella del “chi sbaglia paga”. Che deve valere per tutti, quindi non solo per gli avversari ma anche per la tua squadra o i tuoi giocatori se sbagliano. Perché questo dovrebbe essere il principio della Giustizia e di quella frase “la legge è uguale per tutti” che in Italia campeggia in tutte le aule di tribunale. Il problema, però, è che qui in Italia la legge non è (e la cosa è palese) uguale per tutti e che specie in campo sportivo la Giustizia è stata sostituita da tempo da quel Giustizialismo all’italiana pompato ad arte a livelli mediatico da alcuni organi d’informazione che tutto sono meno che “super partes”. Anzi, sono da anni sono spesso e volentieri addirittura il braccio armato di alcuni editori che, casualmente, sono anche presidenti di squadre di calcio.

Non c’entra molto, ma è di ieri l’esempio di come il Giustizialismo all’italiana sia stato clamorosamente smentito poi dalla Giustizia vera, quella dei tribunali. Parlo del caso di Alex Schwazer, condannato e massacrato mediaticamente quasi 5 anni fa per poi risultare completamente innocente. Quella che ha subito Alex Schwazer è stata una lapidazione mediatica simile a quella che ha subito anni fa Marco Pantani, portata avanti dal CIO, dalla WADA e dalla IAAF, ma anche da tanti atleti che non sopportavano l’idea che Schwazer potesse vincere anche rispettando le regole e di alcuni compagni di nazionale (Gianmarco Tamberi in testa) che avevano cavalcato l’onda del Giustizialismo andando a braccetto con colleghi giornalisti (Giancarlo Dotto, tanto per non fare nomi) che a aprile del 2016 non ci avevano pensato due volte a intingere il pennino nell’inchiostro al cianuro per uccidere mediaticamente, come uomo e come atleta, Schwazer. Alex dopo 5 anni ha avuto Giustizia, ma nessuno gli restituirà quello che ha perso in questi 5 anni e nessun risarcimento potrà restituirgli 5 anni di vita da atleta che gli è stata negata. Basandosi sul nulla. Anzi, addirittura su prove false.

Ecco, quello che stanno subendo la Lazio e Lazzari non è minimamente paragonabile a quello che ha subito Schwazer, ma che la Lazio e Lazzari siano stati mediaticamente condannati e che qualcuno sventoli la bandiera del Giustizialismo prima ancora dell’inizio di un processo sportivo, è palese. E parto dalla squalifica di Lazzari per la bestemmia pronunciata domenica sera a San Siro. Premesso che trovo assurdo che nel 2021 e in un paese in cui la religione cattolica non è più religione di stato possa essere punita con la squalifica per un turno una bestemmia, equiparandola ad un intervento violento che può procurare un danno fisico ad un calciatore o all’offesa rivolta da un giocatore ad un arbitro, il vero problema è il “due pesi e due misure” adottato tra Lazzari e Buffon. Che Buffon sia un bestemmiatore incallito è cosa risaputa ed è diventata anche oggetto di satira. Se  avesse puntata una telecamera sul volto ogni partita che gioca, Buffon probabilmente dovrebbe smettere di giocare a calcio, perché da buon toscano la bestemmia ce l’ha come intercalare. Non è così, perché c’è un regista che decide chi e cosa inquadrare, quindi sapendo bene come è fatto Buffon i primi piani sono limitati al minimo e quindi diminuiscono le possibilità che la Procura Federale o il Giudice Sportivo possano chiedere la prova tv per punire Buffon per blasfemia. Ma anche se pizzicato a bestemmiare, nonostante la recidività (che dovrebbe essere un’aggravante e non un’attenuante) Buffon se l’è cavata con una multa da 5000 euro e la cosa è stata fatta passare in silenzio, mentre il patteggiamento di Simone Inzaghi (con multa) per la bestemmia pronunciata in occasione di Lazio-Sassuolo era stato presentato come uno scandalo, come l’ennesima prova del potere di Lotito che consentiva alla Lazio e ai suoi tesserati di aggirare le regole. Così, Lazzari per la bestemmia pronunciata durante Inter-Lazio è stato punito con la massima severità pur non essendo recidivo, trattato in modo diverso da Buffon perché la bestemmia del portiere juventino era “un incitamento al compagno di squadra Portanova”. Vi renderete conto da soli di quanto possa essere ridicola la cosa, perché se il problema è la bestemmia, poco conta a chi sia stata rivolta e se sia stata pronunciata a brutto muso o con il sorriso sulle labbra. Perché, ad esempio, Lazzari l’ha pronunciata dopo un passaggio sbagliato di un compagno, non come reazione per una decisione dell’arbitro. Ma tant’è: Buffon graziato, Lazzari condannato. Dove sta la Giustizia e il “le regole sono uguali per tutti”? Non c’è. Così come non c’è per quel che riguarda il rispetto delle regole finanziarie imposte dall’UEFA e soprattutto dalla Federcalcio.

Da anni vediamo club che non rispettano le regole apparentemente ferree imposte dalla federazione, società che in Serie B o in Serie C vengono penalizzate se sgarrano di pochi giorni i termini fissati per il pagamento di stipendi o contributi mentre ci sono club di Serie A perennemente in ritardo con i pagamenti che ricevono proroghe ad hoc per non incappare in penalizzazioni, anche a costo di cambiare le regole in corsa. Un esempio? Proprio qualche giorno fa la Federcalcio ha dato il via libera ad una deroga ad hoc per “la postposizione del termine ultimo per i controlli sul pagamento degli emolumenti: dal 16 febbraio al 31 maggio per le società di serie A in presenza di accordi con i tesserati da sottoscrivere in sede protetta entro il 16 febbraio 2021 (per le mensilità di ottobre, novembre e dicembre 2020)”. Sapete cosa significa? Che c’erano società di Serie A (tra cui alcuni club pesantemente indebitati che occupano tre delle prime quattro posizioni in classifica) che non avendo effettuato regolarmente tutti i pagamenti questa settimana sarebbero state deferite e penalizzate in classifica. Invece, ecco spuntare una bella deroga ad hoc per salvarle, consentendo a questi club di effettuare entro il 31 maggio il pagamento degli stipendi di ottobre, novembre e dicembre. E parliamo di società che a gennaio si sono pure rinforzate, spendendo magari quei soldi risparmiati sul pagamento degli stipendi. E questo vi sembra normale? Soprattutto, vi sembra equo che ad un campionato partecipino squadre che rispettano le regole e altre che non vengono MAI penalizzate se non le rispettano? E parliamo di società che sono state anche punite dall’UEFA per il mancato rispetto del Fair Play ma che in Italia non hanno mai subito nessuna sanzione: né penalizzazioni in classifica né blocchi del mercato. E questa è una palese violazione delle regole e della regolarità del campionato.

Ma di questo, chiaramente, non si parla e non si trova traccia (se non in qualche trafiletto) su quei giornali che, invece, da giorni fanno a gara per quantificare le sanzioni a cui andrà in conto la Lazio, dando già per scontato che la società sia colpevole e che quindi sarà condannata. Qualcuno, poi, prefigura il 3-0 a tavolino per le partite con Torino e Juventus, dimenticando che quelle partite sono state regolarmente omologate e quindi il 3-0 a tavolino non può essere applicato. Per regolamento… Ma la Lazio deve essere punita, perché Lotito è un bandito e la Lazio un’associazione a delinquere.

Chi mi conosce sa bene che cosa penso di Lotito: sia come persona che come dirigente sportivo. Fosse per me, starebbe già da anni fuori dal sistema, ma è stato il sistema stesso a proteggerlo e a usarlo per combattere battaglie che nessuno voleva combattere, sia all’interno della Lega Calcio che della Federcalcio. È stata la stessa Federcalcio a consentirgli (con una deroga ad hoc, di cui ora sta usufruendo anche de Laurentiis) di fare il padrone di due società professionistiche in barba all’articolo 16 bis e ora qualcuno si sveglia e dice che Lotito aggira le regole? La stessa Federcalcio che modifica le regole in corsa per “salvare” alcuni club o che anni fa iscrisse al campionato il Parma pur sapendo che sarebbe fallito prima della fine della stagione ora vuole dimostrare a tutti di essere inflessibile colpendo la Lazio per la storia dei tamponi? La Lazio è colpevole di aver fatto giocare Immobile (risultato negativo) contro il Torino? E chi risarcisce la Lazio perché grazie alla campagna mediatica portata avanti in quei giorni da “La Gazzetta dello Sport” non ha potuto far giocare contro la Juventus né Immobile né Leiva risultati negativi sia ai test effettuati dal laboratorio di Avellino alla vigilia della partita che alle controanalisi effettuate successivamente sugli stessi tamponi su disposizione della Procura di Avellino? Chi punta l’indice contro la Lega e la Federcalcio che in un anno non sono riuscite ad imporre un laboratorio unico di analisi che desse risultati uguali per tutti visto che oramai è appurata la volubilità di certi test? Perché è provato che a seconda del laboratorio usato e del modo in cui viene effettuato il prelievo il risultato del test può variare.

E veniamo alla Lazio e alla vicenda tamponi. La base su cui poggi l’accusa è la mancata comunicazione dei positivi alla Asl RM1. Tesi, però, smentita dalla memoria difensiva presentata dalla Lazio in cui la società ha spiegato che Immobile ha potuto giocare a Torino proprio grazie all’OK ricevuto dalla Asl RM1. Il dottor Enrico Di Rosa, direttore del Servizio Igiene e Sanità pubblica dell'Asl RM1, era stato preallertato il 29 ottobre con una mail dal dottor Pulcini che, alla luce degli altri casi precedenti di falsi positivi registrati in Serie A e in Nazionale (Hakimi, El Shaarawy, Mancini), aveva comunicato l'intenzione della società, qualora Immobile fosse risultato negativo ai due tamponi successivi, di dare l'ok per alla convocazione. Così dopo i test effettuati dal laboratorio di Avellino il 30 e il 31 ottobre, risultati entrambi negativi, Pulcini ha di nuovo avvisato telefonicamente Di Rosa, che “ha condiviso la richiesta della Lazio” di utilizzare Immobile. E tutto questo è stato confermato dallo stesso dirigente della Asl RM1. Ma il 26 ottobre, prima di Bruges-Lazio, Immobile era risultato positivo al tampone Uefa effettuato dal laboratorio Synlab, sostiene l'accusa. bene, la dottoressa Lapucci, dello stesso laboratorio, il 6 novembre sulla discrepanza di risultati ha spiegato che: “Il test può essere inficiato dalla sensibilità dei diversi kit e da altri fattori”. Infatti, oramai è acclarato che esiste un margine di errore di almeno il 10% sull'affidabilità dei risultati dei tamponi. E ce ne sono molti di casi discordanti, il più clamoroso è quello del Salisburgo: tutti i giocatori negativi, poi 6 tamponi risultati positivi e poi di nuovo tutti negativi nel giro di tre giorni. E la stessa cosa è successa a Ciro Immobile, che si è sottoposto in poche ore a 5 tamponi che che hanno dato risultati completamente discordanti.

E in mezzo a questo casino, c’è chi ha il coraggio di sventolare la bandiera del Giustizialismo e di chiedere “sanzioni esemplari” solo per la Lazio e solo per la questione tamponi e prima che si celebri il processo: chiudendo entrambi gli occhi su tutto il resto, a partire dalle palesi violazioni delle regole del Fair Play Finanziario? E questa sarebbe Giustizia? No, è solo il solito giustizialismo all’italiana…





Accadde oggi 08.03

1931 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Milan 1-2
1936 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Brescia 3-0
1942 Firenze, stadio Giovanni Berta – Fiorentina-Lazio 3-1
1953 Palermo, stadio La Favorita - Palermo-Lazio 3-1
1959 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Spal 4-0
1964 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Modena 1-0
1992 Genova, stadio Luigi Ferraris - Genoa-Lazio 1-0
1995 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Juventus 0-1
1998 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Roma 2-0
2000 Rotterdam, De Kuip stadium - Feyenoord-Lazio 0-0
2003 Roma, stadio Olimpico - Roma-Lazio 1-1
2009 Napoli, stadio San Paolo - Napoli-Lazio 0-2

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Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 26/2/2021
 

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