13 Gennaio 2021

Pepe IN, Strakosha OUT...
di Stefano Greco

Thomas Strakosha è ad un passo dal lasciare la Lazio: a gennaio o quest’estate, dipende solo dal fatto se arriveranno offerte allettanti per la Lazio e per il giocatore, ma il divorzio oramai sembra inevitabile. È durato poco il dualismo tra Thomas Strakosha e Pepe Reina, giusto il tempo di consentire allo spagnolo di ambientarsi e di mettere i piedi in campo, perché a quel punto, non c’è stata più partita anche perché, invece che reagire e tirare fuori quel carattere che secondo molti era stato sempre uno dei suoi punti deboli in questi anni per riconquistare il posto da titolare, il portiere della nazionale albanese si è ritirato, si è autoescluso rifiutando di andare in panchina. È successo alla vigilia della sfida con il Parma, ma la cosa era già nell’aria dopo quel ritorno non fortunato tra i pali contro l’Udinese, dopo la lunga assenza per Covid.

Per anni, Thomas Strakosha ha giocato (sempre…) perché alle spalle non c’era nessuno in grado di contendergli quel posto da titolare che l’albanese considera oggi una sorta di “diritto divino” che gli è stato ingiustamente tolto. Un presunto torto da parte di Inzaghi e dello staff tecnico che Strakosha non ha perdonato alla Lazio, cancellando di fatto con un colpo di spugna 5 anni in cui la Lazio lo ha sempre difeso e coccolato. Soprattutto Igli Tare, più un amico di famiglia che un DS, che per dargli spazio e la possibilità di giocare e di crescere nelle ultime 4 stagioni gli ha messo al fianco di Strakosha portieri che non potevano insidiare in nessun modo il suo posto da titolare, sia in campionato che in coppa: 166 partite negli ultimi 4 anni, più le prime 4 in questa stagione. La Lazio lo ha protetto in tutti i modi Strakosha, anche quando è uscito dal gruppo a causa del Covid. Lo ha aspettato e alla prima occasione Inzaghi lo ha rigettato nella mischia, togliendo Reina che stava facendo benissimo e prendendosi le critiche di tutti perché nel giorno in cui Strakosha si è ripreso il posto da titolare la Lazio è crollata sotto i colpi dell’Udinese: non per colpa di Strakosha, sia ben chiaro, ma quella scelta aveva fatto storcere il naso a molti, soprattutto a chi nel mondo Lazio Strakosha lo ha sempre sopportato solo per assenza di alternative e a chi lo considerava da sempre un “raccomandato”. Di Tare, chiaramente…

La Lazio lo ha lanciato, lo ha protetto, lo ha difeso e Strakosha, da quello che filtra da Formello, nel primo momento di difficoltà ha voltato le spalle alla Lazio, lasciando il ritiro appena ha capito che dopo l’apparizione all’Olimpico contro la Fiorentina (e la mezza papera in occasione del rigore che ha riaperto la partita) a Parma si sarebbe dovuto accomodare nuovamente in panchina per lasciare il posto a Pepe Reina. Un brutto gesto nei confronti dell’allenatore che gli ha sempre dato fiducia e del compagno di squadra che, pur vantando un’esperienza e titoli vinti in carriera che Strakosha si può solo sognare (tra cui un mondiale, due titoli europei e 3 anni miglior portiere della Premier League), è arrivato alla Lazio in punta dei piedi senza pretendere nulla, pronto a giocarsi il posto con il titolare e ad accettare anche la panchina. Quella panchina che, invece, a Strakosha sta stretta al punto da avergli fatto dimenticare in poche settimane tutto quello che ha fatto per lui la Lazio in questi 8 anni: prima la Primavera, poi l’esperienza a Salerno e, infine, il posto da titolare strappato a Federico Marchetti, anche a causa dei problemi extracalcistici che hanno di fatto spezzato la carriera dell’attuale secondo portiere del Genoa.

Pepe Reina, stimato da tutti a Formello e in grado di dare sicurezza ad un reparto che già non brilla di suo, si è preso sul campo la maglia da titolare sul campo e, a quel punto, invece che reagire sul campo Strakosha si è chiuso in se stesso e sentendosi quasi vittima di un sopruso ha deciso di cancellare 8 anni con un colpo di spugna e, rifiutando di rinnovare il contratto in scadenza giugno 2022, si è di fatto chiamato fuori e messo sul mercato. Un doppio danno per la Lazio, che oltre a dover cercare un nuovo portiere titolare ha visto deprezzare in un amen il valore di mercato di Strakosha, anche se la società ha inutilmente provato a nascondere la verità e le voci di uno strappo con un comunicato ufficiale in cui si annunciava un fantomatico infortunio rimediato nel finale della partita con la Fiorentina: peccato che giovedì, venerdì e sabato Strakosha si fosse allenato regolarmente con la prima squadra, senza accusare nessun problema.

Quello di Strakosha è stato un colpo basso, perché in questo momento la Lazio di tutto aveva bisogno meno che di dover spegnere alla viglia del derby un piccolo incendio, di un caso che mette in difficoltà sia la società che lo staff tecnico che ora si ritrova con il solo Reina e un portiere titolare da dover cercare nel mercato di gennaio. Perché dopo questo strappo, come potrebbe Inzaghi rigettare nella mischia Strakosha? Con quale spirito può indossare nuovamente la maglia da titolare Strakosha sapendo che nessuno gli perdonerebbe il benché minimo errore? Difficile, praticamente impossibile. Da Parma in poi, quindi, Pepe Reina si è preso definitivamente le chiavi della Lazio. Per quello che ha dimostrato sul campo e perché Strakosha si è chiamato fuori, dimostrando poco carattere e soprattutto zero riconoscenza verso l’allenatore e la società che lo ha lanciato nel grande calcio.





Accadde oggi 23.01

1921 Roma, campo della Rondinella - Lazio-Audace 2-0
1927 Taranto, - Audace Taranto-Lazio 1-3
1938 Genova, stadio Luigi Ferraris - Genova 1893-Lazio 2-1
1949 Milano, Stadio di San Siro - Inter-Lazio 1-0
1955 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Triestina 1-1
1972 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Genoa 2-0
1974 Roma, stadio Olimpico, Lazio-Juventus 0-0
1983 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Cavese 1-1
1994 Parma, stadio Ennio Tardini – Parma-Lazio 2-0
2005 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Sampdoria 1-2
2011 Bologna, stadio Renato Dall'Ara - Bologna-Lazio 3-1

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Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 15/1/2021
 

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