07 Gennaio 2021

Lazio "bruttina", ma campionato folle!
di Stefano Greco

Qualcuno prima del via di questo campionato l’aveva detto, ma molti avevano sorriso oppure avevano bollato quell’uscita come la battuta di un allenatore che vuole mettere le mani avanti, invece sta succedendo ed è sotto gli occhi di tutti: questo è un campionato assurdo, il più folle nella storia del calcio italiano. Non per i nomi delle squadre che stanno in vetta o in coda alla classifica, ma per il semplice motivo che di partita in partita cambia tutto e nel giro di tre giorni il nero diventa bianco e il bianco nero ma, soprattutto, si passa dall’altare alla polvere e viceversa nel giro di 180 minuti e, in molti casi, anche all’interno dei 90 minuti di gioco.

Da anni siamo abituati a giudicare basandoci sulle statistiche, sulle tabelle di rendimento, su squadre che fanno più o meno bene nel girone d’andata o nel girone di ritorno o a seconda della stagione (parlo di stagioni climatiche…), della preparazione più o meno dura fatta in ritiro o dei richiami di preparazione. C’è sempre stato chi parte forte o chi parte più lento perché punta ad arrivare lontano; chi cambia allenatore e quindi ha bisogno di più tempo per adattarsi a nuovi schemi o ad un nuovo modulo; chi cambia tanti giocatori e quindi ha bisogno di settimane per trovare la giusta quadratura del cerchio… ma intorno al mese di gennaio la situazione di solito è già chiara, delineata, con una squadra in fuga (negli ultimi 10 anni sempre la Juventus) e le altre ad inseguire, con la lotta per i 4 posti per la Champions League aperta a livello teorico a tanti ma in realtà con un discorso ristretto al massimo a 6 squadre. Beh, potete prendere tutto quello che avete visto in decenni di Serie A e buttarlo, potete prendere statistiche e tabelle e resettare tutto, perché quest’anno di certo non c’è assolutamente nulla.

Quello a cui stiamo assistendo è un campionato folle, assurdo, senza certezze (né in testa né in coda) e senza padroni, senza un solo risultato che può essere dato per scontato in partenza. La Juventus data per morta due settimane fa dopo il pesantissimo ko in casa contro la Fiorentina (arrivato nello stesso giorno in cui la squadra di Pirlo ha perso anche la vittoria a tavolino ottenuta contro il Napoli), ieri sera è risorta strapazzando il Milan a San Siro; il Napoli risorto a Cagliari dopo il misero punticino conquistato con il Torino dopo le sconfitte con Lazio e Inter, è crollato nuovamente al San Polo contro lo Spezia reduce da 3 sconfitte consecutive (e che non vinceva dal 7 novembre) e che aveva perso in casa contro Verona e Genoa; la Sampdoria, reduce da due sconfitte consecutive ha battuto l'Inter che veniva da 5 vittorie consecutive e che questa settimana era considerata da molti una papabile capolista solitaria, pronta ad approfittare dello scontro diretto di San Siro. Insomma, è successo il contrario di quello che si poteva prevedere e per l’ennesima volta a distanza di 90 minuti chi era in fuga è caduto e molti morti sono “resuscitati” all’improvviso o, come nel caso della Lazio, si sono rialzati portando a casa 3 punti “brutti e sporchi” ma fondamentali per la classifica.

Questa non è una stagione in cui si può badare troppo all’estetica, in cui si può chiedere un rendimento continuo o nella quale si possono ipotizzare filotti di vittorie come quello che ha consentito lo scorso anno alla Lazio di Inzaghi di arrivare ad un passo dal realizzare un sogno meraviglioso. Il Covid ha stravolto tutto. Il calcio ai tempi del Covid (come lo ricorderemo in futuro) ha azzerato le gerarchie e, soprattutto, il vantaggio del fattore campo. Mai come in questa stagione si sono viste tante partite vinte dalle squadre che giocano in trasferta. Mai come in questa stagione le grandi storiche hanno lasciato così tanti punti alle “piccole”. Mai, come in questa stagione, conta mettere tre punti in classifica senza badare più di tanto a come arrivano, perché il bel gioco e il rendimento costante sono una chimera nel calcio al tempo del Covid.

L’andamento folle e schizofrenico di questo campionato è figlio anche di una stagione partita senza aver potuto fare la solita preparazione e senza quei due mesi in cui si stacca completamente la spina. Calciatori che avevano chiuso ad agosto inoltrato la stagione più assurda della storia del calcio italiano, con due campionati completamente diversi uno dall’altro all’interno dello stesso campionato (perché quella sosta di oltre tre mesi ha stravolto tutto) sono tornati in campo senza aver eliminato le scorie dell’annata precedente e senza aver ricaricato le batterie: dal punto di vista fisico, ma soprattutto psicologico. Questa è una stagione assurda, ma non lo è solamente qui da noi. Basta guardare in giro per l'Europa per rendersi conto che è così ovunque. In Inghilterra dove il Liverpool non riesce più a vincere una partita; in Spagna la fa da padrone l’Atletico Madrid (2 punti di vantaggio sul Real ma con 2 partite da recuperare e altri 6 punti potenziali per allungare), il Real Madrid ha già perso 3 partite (di cui due in casa contro Alaves e Cadice), il Barcellona ne ha perse 4 (tra cui il clasico al Camp Nou) e in pochi giorni dopo aver pareggiato in casa con l'Eibar è andato a vincere a Bilbao. Oppure basta guardare in Francia dove il PSG sta 3 punti dietro il Lione a pari merito con il Lilla, mentre gli altri anni a gennaio stava già 10 punti avanti a tutti. In Germania, il Bayern è primo ma nell'ultima partita alla fine del primo tempo stava 2-0 sotto in casa contro il Mainz e in classifica ha appena 2 punti in più rispetto al Lipsia. E chissà come finirà quest'anno visto che per la prima volta il campionato tedesco si gioca anche a gennaio, quando in passato i tedeschi si fermavano sempre per 40 giorni da Natale fino a fine gennaio...

Non dico questo per giustificare il rendimento della Lazio (assolutamente insoddisfacente) o per sminuire la classifica di “altri”, ma perché è giusto prendere atto di una realtà che oramai è sotto gli occhi di tutti. In questa stagione, conta prendere tutto quello che arriva, senza preoccuparsi di come arriva. Nessuno è in grado di dominare le partite dall’inizio alla fine, oppure di ucciderle con primi tempi stratosferici come ha fatto la Lazio la passata stagione fino all’arrivo del Covid. Puoi chiudere il primo tempo sotto 2-0 e perdere o pareggiare, puoi perdere quando meriti di vincere e vincere quando al massimo meritavi al massimo un pareggio: in questo campionato può succedere qualsiasi cosa e a distanza di tre giorni può cambiare tutto. Quindi, è ridicolo emettere verdetti già a gennaio o giudizi lapidari che possono essere smentiti completamente a distanza di 72 ore.

Detto questo, ieri la Lazio ha preso solo un brodino vincendo (con il solito brivido finale) contro la Fiorentina, ma per chi come me ama vedere il bicchiere sempre mezzo pieno quel brodino di ieri equivale ad un pranzo luculliano. A patto però di non tornare digiuni da Parma. Già, perché subito dopo c’è il derby e l’unico modo per preparare al meglio una stracittadina fondamentale per risalire in classifica è tornare con tre punti dalla trasferta in Emilia. E non sarà una passeggiata, visto che ieri il Parma ha cacciato Liverani e ha richiamato D’Aversa.

Ma questo è il calcio ai tempi del Covid e dobbiamo prenderne tutti atto, evitando gli isterismi o i cambi d’umore a seconda del risultato: perché probabilmente sarà così fino alla fine della stagione e la spunterà chi avrà più pazienza, chi riuscirà a non perdere la testa e, soprattutto, a non sprecare energie mentali, perché mai come quest’anno abbiamo visto che la testa conta forse più della tecnica e che gambe e entusiasmo ti possono portare a vincere partite all’apparenza impossibili. Che ci piaccia o no, questo è. E questo ci dobbiamo far andare bene…





Accadde oggi 23.01

1921 Roma, campo della Rondinella - Lazio-Audace 2-0
1927 Taranto, - Audace Taranto-Lazio 1-3
1938 Genova, stadio Luigi Ferraris - Genova 1893-Lazio 2-1
1949 Milano, Stadio di San Siro - Inter-Lazio 1-0
1955 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Triestina 1-1
1972 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Genoa 2-0
1974 Roma, stadio Olimpico, Lazio-Juventus 0-0
1983 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Cavese 1-1
1994 Parma, stadio Ennio Tardini – Parma-Lazio 2-0
2005 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Sampdoria 1-2
2011 Bologna, stadio Renato Dall'Ara - Bologna-Lazio 3-1

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 15/1/2021
 

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