23 Novembre 2020

Divorzio? No, Peruzzi non abbandona la nave
di Stefano Greco

La lite c’è stata, un confronto duro in cui è volato anche qualche “vaffa” sia da una parte che dall’altra, come succede spesso a Roma quando ci si accalora in una discussione. Non è stata certo la prima discussione accesa tra il presidente e il Club Manager e non sarà neanche l’ultima, perché almeno da parte di Peruzzi non c’è nessuna intenzione di arrivare alla rottura, ad un divorzio che avrebbe conseguenze disastrose vista l’importanza della presenza di Angelo all’interno del gruppo. Angelo ha disertato la trasferta di Crotone ma non ha affatto chiuso la porta alla Lazio, perché non è uno di quelli che abbandonano la nave nei momenti di difficoltà o che rompono i rapporti per una discussione o un “vaffa”. Ma da quando è tornato alla Lazio, Peruzzi ha posto una sola condizione: “Resto se mi fanno lavorare come dico io bene, altrimenti me ne torno a Blera. Per questo ho fatto contratti brevi”.

Sì, perché la lite dei giorni scorsi è nata proprio perché secondo Angelo che c’è stato una sorta di tentativo di “invasione di campo” da parte della società (e di Lotito in modo particolare) in merito alla questione legata all’esternazione di Luis Alberto. Peruzzi, che scherzando ho paragonato da sempre al “Mister Wolf” di Pulp Fiction, il “risolutore di problemi” interpretato magnificamente da Harvey Keitel, dopo la sparata di Luis Alberto aveva risolto le cose a modo suo, facendo rispettare il regolamento interno che ha scritto lui stesso e che consegna ad ogni giocatore quando arriva la Lazio. Ha chiamato lo spagnolo, lo ha preso per le orecchie, gli ha comunicato l’arrivo di una multa decisamente salata e gli ha scritto un discorso da leggere pubblicamente. Luis Alberto ha accettato la multa, non ha letto il testo preparato e ha preferito andare a braccio ma ha chiesto pubblicamente scusa e ha ammesso di aver fatto una “cazzata”. Caso chiuso, con la strigliata e la multa prevista dal regolamento interno e con il giocatore riconsegnato a Simone Inzaghi a cui Peruzzi ha lasciato il compito di decidere se schierarlo o non dall’inizio a Crotone, giudicando solo in base a quello che lo spagnolo ha fatto in campo a Formello nei giorni pre partita.

Lotito, invece, voleva una punizione esemplare, l’esclusione di Luis Alberto dalla lista dei convocati per la trasferta di Crotone e la panchina o la tribuna per la sfida di Champions League con lo Zenith. Peruzzi, non solo ha difeso la scelta fatta, ma si è opposto all’invasione di campo perché lui è stato chiamato proprio per questo: per fare da tramite tra la società e la squadra, per far rispettare le regole e per rimettere in riga chi esce dal seminato. Perché, come mi disse subito dopo aver firmato: “Ho accettato perché ho avuto le garanzie di poter lavorare in totale autonomia e senza nessun tipo di ingerenza da parte di Lotito, di Tare o di altri nelle mie scelte. Non torno a Formello per ricoprire un ruolo di facciata”.

C'era già stato qualcosa che non era andato giù ad Angelo negli ultimi tempi, ma la gestione del caso-Luis Alberto è stata la scintilla che ha fatto scattare la discussione. Peruzzi ha difeso la sua autonomia nella gestione del gruppo e delle questioni interne e, soprattutto, il diritto da parte di Inzaghi decidere chi gioca, chi va in panchina, chi resta in tribuna o a casa. Perché così funziona nelle società serie. Perché se viene meno questa “separazione” tra società e squadra, perdono potere e credibilità sia Peruzzi che Inzaghi. Soprattutto agli occhi dei giocatori, ma anche dell’ambiente.

Così, Angelo ha fatto scegliere a Inzaghi se convocare o no Luis Alberto e su decisione dell’allenatore lo spagnolo non solo è partito per Crotone e ha giocato dal primo minuto, ma ad un certo punto ha addirittura indossato la fascia da capitano. E quell’immagine di Luis Alberto in campo con la fascia al braccio non è affatto piaciuta a Lotito.

Ora, spetta solo al presidente decidere cosa fare, se chiudere tutto con una stretta di mano o rompere il rapporto. Perché da parte sua Peruzzi non ha la benché minima voglia di lasciare Formello e di abbandonare la nave, specie in un momento in cui la Lazio è attaccata da tutte le parti e di tutti si sente la necessità meno che di aprire un fronte interno o di creare una frattura tra la società e la squadra con il divorzio tra la Lazio e quel Club Manager che è amato e rispettato da tutti a Formello, dai senatori all’ultimo degli arrivati.

Quindi, se Lotito non si irrigidisce, si volta subito pagina e si torna alla normalità. Ma, come detto in precedenza, dipende solo ed esclusivamente dal presidente…





Accadde oggi 23.01

1921 Roma, campo della Rondinella - Lazio-Audace 2-0
1927 Taranto, - Audace Taranto-Lazio 1-3
1938 Genova, stadio Luigi Ferraris - Genova 1893-Lazio 2-1
1949 Milano, Stadio di San Siro - Inter-Lazio 1-0
1955 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Triestina 1-1
1972 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Genoa 2-0
1974 Roma, stadio Olimpico, Lazio-Juventus 0-0
1983 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Cavese 1-1
1994 Parma, stadio Ennio Tardini – Parma-Lazio 2-0
2005 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Sampdoria 1-2
2011 Bologna, stadio Renato Dall'Ara - Bologna-Lazio 3-1

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Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 15/1/2021
 

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