19 Novembre 2020

Sorridi Ciro, l'incubo è finito!
di Stefano Greco

Giubbotto leggero, zainetto sulle spalle, occhiali da sole e un sorriso che si riesce a cogliere anche con il volto coperto dalla mascherina. Il sorriso di chi esce da un incubo, di chi dopo due settimane assurde può tornare a pensare solo a fare quello che è nato per fare: giocare a calcio e, soprattutto, SEGNARE. Magari già sabato a Crotone, oppure martedì all'Olimpico in Champions League contro lo Zenith.

Finito il balletto dei tamponi (su cui tornerò tra poco), Ciro Immobile questa mattina si è presentato poco prima delle 8 alla Paideia e dopo un’ora e mezza di visite mediche è uscito con in  mano il via libera per tornare in gruppo, per rientrare oggi pomeriggio a Formello e mettersi a disposizione di Simone Inzaghi. Si è conclusa così, in una splendida mattinata di sole che solo Roma può regalare in questo periodo dell’anno, con una temperature più di primavera che annuncia l’estate che di autunno che si approssima all’inverno, l’odissea di Ciro Immobile. Una vicenda strana o “disgustosa”, a seconda dei punti di vista. Sì, perché Ciro immobile è stato sottoposto ad un massacro senza precedenti, utilizzato da chi voleva attaccare Lotito e la Lazio come simbolo di un meccanismo truffaldino, mentre in realtà era solo vittima di una procedura che nel suo caso ha mostrato tutti quei limiti che qualcuno aveva ipotizzato ma che in molti sottovalutato (volutamente o no, cambia poco oramai): ovvero, quella della INATTENDIBILITÀ dei test a cui vengono sottoposti i calciatori usando laboratori diversi e operatori diversi per i prelievi.

Nasce proprio da questo, infatti, il balletto dei risultati dei test di Ciro Immobile, diventato suo malgrado un caso da studiare visto che nelle decine di test a cui è stato sottoposto (e a cui si è sottoposto volontariamente in questi giorni) è risultato a volte positivo e a volte negativo, anche nei prelievi fatti in strutture convenzionate, a dimostrazione che il problema non è Futura Diagnostica e che da Avellino non uscivano risultati di finta negatività preparati ad hoc per la Lazio, ma che la discordanza dei risultati tra laboratori diversi fa parte della casistica e non di un sistema truffaldino. Altrimenti dovrebbero sorgere dubbi anche sulle strutture delle ASL o dei laboratorio convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale, visto il balletto di questi ultimi giorni con Immobile una volta negativo, poi positivo, ora nuovamente negativo nel giro di 24 ore. Oppure si dovrebbe pensare alla malafede di qualcuno all’interno della ASL Roma1, l’unica che ieri ancora si ostinava a considerare positivo Immobile, anche se solo al gene N che, lo ricordo per l’ennesima e ultima volta, NON INDICA NÉ POSITIVITA’ AL COVID NÉ UN PAZIENTE CONTAGIOSO. E questo non lo sostengo io e non è frutto di pareri di parte, ma di studi fatti da scienziati riconosciuti come veri e propri “guru” nel campo delle malattie infettive e della lotta al Covid.

Ciro Immobile è uscito dal tunnel, ha spezzato con la forza della volontà questo malefico incantesimo, ma quanto fango, quanto veleno, quanto odio gratuito è stato riversato in queste settimane su un ragazzo che non ha mai fatto polemiche, uno che ha sempre regalato sorrisi, un giocatore amato da tutti i compagni di squadra e di Nazionale perché ha un cuore enorme, nella vita come sul campo di gioco. Dei bomber si dice sempre che sono egoisti, ma Ciro Immobile ha smentito anche questo luogo comune: da sempre, ma soprattutto nell’ultima stagione, visto che nella sua annata d’oro oltre ai 36 gol segnati (eguagliato il record di Higuain) ha confezionato anche 8 assist per i compagni, perché come ha sempre detto per lui il gol non è mai stato né un’ossessione né una droga.

Non oso neanche immaginare quanta rabbia possa avere in corpo Ciro Immobile, tirato dentro per i capelli in questa vicenda assurda che oltre al fango gettato a piene mani sulla sua immagine gli è costata anche la Nazionale e la possibilità di aiutare i compagni a conquistare la Final Four di Nations League. È dura per tutti restare a guardare, lo è ancora di più quando a tenerti fuori non è un infortunio, ma un qualcosa che non vedi e che non ti ha lasciato nulla, perché Ciro Immobile è sempre stato completamente asintomatico: niente febbre, niente respiro affannoso, niente perdita del gusto o dell’olfatto, nulla di nulla. Prigioniero di un nemico invisibile e inafferrabile, Immobile ha vissuto settimane d’inferno, con l’incubo dell’attesa per quei tamponi che risultavano positivi o negativi a seconda di chi li analizzava, con lui in mezzo a fare il vaso di coccio tra i vasi di ferro, assolutamente incolpevole e al tempo stesso impotente. Niente campo, niente partite, niente contatti con la famiglia e con gli amici per non rischiare nulla, dopo esser stato descritto da chi attaccava lui e la Lazio come una sorta di “untore”, uno che pur di giocare avrebbe messo a rischio compagni e familiari. Assurdo in generale, fantascienza se si parla di Ciro Immobile, uno che ha sempre messo la moglie e i figli al primo posto, per non parlare poi della lealtà sportiva.

Ne ha passate di tutti i colori Ciro Immobile in questi mesi, come se avesse dovuto scontare chissà quale colpa per essersi messo al piede quella Scarpa d’Oro: la sceneggiata di Vidal che gli è costata il rosso nella sfida con l’Inter, le critiche feroci ricevute con la maglia della Nazionale addosso che hanno portato addirittura Florenzi, romanista dalla nascita ed ex capitano della Roma, ad uscire allo scoperto per difendere pubblicamente Ciro da chi inzuppava il pennino nell’arsenico prima di scrivere di lui. Mai visto tanto veleno, mai vista tanta cattiveria contro un ragazzo così pulito e un giocatore che sul campo ha collezionato numeri che nessun attaccante italiano è riuscito a realizzare da più di mezzo secolo. Perché bisogna tornare ai tempi di Silvio Piola per trovare un attaccante italiano con la media-gol di Ciro Immobile, soprattutto da quando indossa la maglia della Lazio: 129 gol in 184 partite in generale (0,70 reti a partita), 106 in 147 partite (media 0,72) solo in Serie A, accompagnate da 3 titoli di capocannoniere del massimo campionato e uno del campionato cadetto.

Numeri che dovrebbero far riflettere chi ancora oggi nutre dubbi su Immobile e sulla sua capacità di risultare decisivo, anche in Nazionale. E vedendo i titoli riservati oggi a Belotti (10 reti in azzurro con quella di ieri, gli stessi messi a segno da Ciro…), soprattutto da La Gazzetta dello Sport, viene da sorridere pensando al massacro mediatico a cui viene sottoposto regolarmente Immobile, soprattutto da un giornale che in queste settimane lo ha sbattuto come un mostro in prima pagina (anche se Ciro non è mai stato responsabile di nulla, semmai vittima) per dare maggiore risalto alla sua campagna diffamatoria contro la Lazio, ma che non gli aveva dedicato neanche un titolo in prima pagina quando Immobile era salito sul trono dei Bomber d’Europa, strappando la Scarpa d’Oro a Lewandovski.

Ma Ciro è un duro, Ciro è uno che non si arrende mai, è uno che cade e si rialza, perché dietro quel volto sempre sorridente e i modi gentili, c’è un ragazzo che ha sofferto per arrivare e che mai si è arreso e mai si arrenderà: neanche davanti all’odio ingiustificato di qualcuno, neanche davanti alla valanga di fango che gli hanno gettato addosso per colpirlo e piegarlo. Più lo colpiscono, più lui si rialza. Lo ha sempre fatto ed è pronto a farlo anche questa volta, per zittire tutti a suon di gol: con i fatti, non con le chiacchiere da bar di chi lo ha crocifisso e offeso e oggi non avrà mai né il coraggio di dire o scrivere “ho sbagliato” né, tantomeno, di chiedergli scusa.




Accadde oggi 27.11

1921 Roma, campo della Rondinella - Lazio-U.S. Romana
1927 Torino, - Torino-Lazio 3-0
1938 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Liguria 1-0
1956 Nasce a Roma Lionello Manfredonia
1964 Nasce a Jesi (AN) Roberto Mancini
1977 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Foggia 1-1
1983 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Catania 3-0
1988 Bologna, stadio Renato Dall'Ara – Bologna-Lazio 0-0
1994 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Roma 0-3
2005 Empoli, stadio Carlo Castellani - Empoli-Lazio 2-3

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 19/11/2020
 

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