13 Novembre 2020

Gazzetta, come "pilotare" un'inchiesta
di Stefano Greco

Considerata oramai persa la battaglia dei tamponi e della presunta frode perpetrata dal laboratorio Futura Diagnostica di Avellino (perché l’esito delle controanalisi si sa, anche se non è stato ufficialmente depositato…), ora per non perdere la guerra La Gazzetta dello Sport ha deciso di concentrarsi solo ed esclusivamente su Ivo Pulcini. È lui l’unico gancio possibile per mettere in mezzo la Lazio, per dimostrare che qualcuno ha barato e che tutto questo putiferio aveva almeno un piccolo fondamento di verità e non era, invece, quello che oramai hanno capito tutti: ovvero, solo la punta dell’iceberg di un sistema che così come è strutturato non funziona, perché oltre all’inattendibilità dei tamponi (soprattutto quelli rapidi, che danno risultati ballerini…), il vero problema è il metodo con cui viene effettuato il prelievo, come ha sottolineato ieri il professor Nicola Acone, primario dell’ospedale di Avellino dove sono state effettuate le controanalisi dei tamponi dei giocatori della Lazio risultati negativi ad Avellino e positivi al Campus Biomedico di Roma.

“Visti i troppi casi di esiti contraddittori, perché questo dei giocatori della Lazio è solo uno dei tanti casi, dovremmo forse preoccuparci dell'accuratezza con cui vengono effettuati dagli operatori i prelievi naso-faringei. È un prelievo non solo fastidioso, ma che provoca anche dolore perché va in profondità, dove si annida il virus: se non ci sono queste reazioni dolorose da parte di chi si sottopone al prelievo, è altamente probabile che il tampone che verrà processato risulti alla fine inattendibile”.

Quindi, niente trucco e niente inganno, semmai una mano troppo “leggera” da parte di chi effettua il prelievo che porta alla fine a dati di laboratorio discordanti, soprattutto nei casi dei pazienti “debolmente positivi”, quelli asintomatici con una carica virale bassissima che può essere individuata solo se si va in profondità: fino alle tonsille per il tampone faringeo, il più in alto possibile in quello nasale. Altrimenti può succedere quello che è successo (probabilmente, perché prove certe nessuno ne può avere…) con Immobile, Leiva e Strakosha, oppure ieri con Vida, giocatore della Croazia risultato negativo al tampone effettuato prima di partire per la Turchia ma sostituito all’intervallo della partita perché a gara in corso è arrivato il risultato di positività al tampone effettuato poche ore prima di Turchia-Croazia. Ecco, fosse successa una cosa del genere con la Lazio (simile per tempistica a quella successa con i 4 giocatori della Roma risultati positivi poco dopo la trasferta di Genova…), La Gazzetta dello Sport ci avrebbe già crocifisso, avrebbe invocato la vittoria a tavolino della squadra avversaria del giocatore trovato positivo all’intervallo (o forse no, perché il vero obiettivo è provare a far prendere al Torino 3 punti a tavolino…), chiesto la radiazione dei medici e la retrocessione della squadra. Invece, nessuno si sogna di accusare di frode i croati e lo staff medico della nazionale e nessuno invoca sanzioni. Perché il vero problema sono i “tamponi ballerini”, come li ha definiti oggi nel suo editoriale Ivan Zazzaroni, direttore de “Il Corriere dello Sport”. Gli stessi tamponi che un giorno danno positivo e quello dopo negativo Valentino Rossi, gli stessi tamponi che hanno dato come falsi positivi Hakimi e Mancini, gli stessi tamponi della discordia del caso-Lazio.

Perché il vero problema, quello che subito avrebbe dovuto portare la Lega Calcio a varare un unico centro di prelievo e di analisi dei tamponi, è il modo in cui vengono effettuati questi prelievi, sta nella mano “leggera” o (giustamente) “pesante” dei tecnici che effettuano i tamponi che finiscono per dare, in troppi casi, oramai, risultati discordanti, a volte opposti. Su questo si dovrebbe puntare per ottenere risultati uguali per tutti e, soprattutto, validi per capire chi è realmente positivo e deve essere fermato e isolato, altrimenti non se ne esce.

Ma l’obiettivo de La Gazzetta dello Sport non è questo, come non è la ricerca della verità. L’obiettivo è colpire e se possibile affondare la Lazio. Era già chiaro da giorni, oggi è palese. Basta guardare le prime pagine dei tre giornali sportivi italiani, basta leggere l’articolo su l’audizione di ieri del Professor Ivo Pulcini in Procura e la violenza con cui non solo si punta l’indice contro il medico della Lazio, ma si emettono già sentenze: Pulcini sarà deferito, la Lazio sarà penalizzata e magari Cairo riuscirà a prendersi anche a tavolino quei 3 punti persi sul campo. Non lo ha deciso la Procura, lo ha deciso La Gazzetta dello Sport che sta tentando in tutti i modi di “pilotare” l’inchiesta. Lo ha fatto con la storia dei tamponi definiti in modo palese “falsi”, lo sta facendo ora con il professor Pulcini.

Ho fatto politica sportiva per una vita, quindi conosco tutti in Federcalcio e ho anche amici in Procura. Ieri mi è stato detto “il fascicolo è secretato”. Questo significa che nulla può e deve filtrare su quello che è stato detto ieri in quella stanza con il Procuratore capo Chiné collegato in diretta skype. Nulla che vada oltre parole di prassi come quelle pronunciate dall’avvocato Gentile: “Abbiamo chiarito, abbiamo presentato documenti, siamo tranquilli”. Un po’ come quei giocatori che a fine dicono: “Sono contento per il mio gol ma il merito è di tutta la squadra e non è tanto importante aver segnato quanto che la squadra abbia vinto”. Bene, nell’articolo a firma Elisabetta Esposito pubblicato oggi da La Gazzetta dello Sport, invece, si dà per scontato che Ivo Pulcini verrà deferito (cosa possibile, perché raramente davanti ad un casino mediatico del genere si chiude con un mancato deferimento che dà l’idea all’esterno di un insabbiamento), che il medico ha tentennato e non ha convinto gli 007 federali, che la documentazione presentata era insufficiente e lacunosa, che Pulcini è colpevole e che la Lazio lo è di conseguenza e quindi sarà penalizzata. Quindi, le cose sono 3: 1) la Esposito era presente nella sala dove si è svolto l’incontro; 2) Qualcuno dalla Procura ha violato il silenzio imposto dalla secretazione del fascicolo; 3) Come ha fatto in precedenza con la storia dei tamponi, La Gazzetta dello Sport sta tentando, grazie al peso mediatico che le garantisce il fatto di essere il primo quotidiano sportivo d’Italia, di pilotare anche le decisioni della Procura Federale.

Allora, visto che la prima ipotesi è da escludere a priori, che la seconda sarebbe di una gravità tale da dover far saltare più di una testa all’interno della Procura Federale (e dovrebbe far scattare immediatamente un’inchiesta interna per scoprire l’eventuale talpa), quella più credibile resta la terza: persa la battaglia dei tamponi, La Gazzetta dello Sport per non perdere la guerra (perché un eventuale proscioglimento di Pulcini e della Lazio, dopo che le controanalisi hanno dimostrato che i test sui tamponi effettuati da Futura Diagnostica sono stati fatti in modo corretto, senza errori o alterazioni) sta tentando in tutti i modi di pilotare l’inchiesta sportiva, di scatenare una tempesta mediatica tale per rendere inevitabile non solo il deferimento di Pulcini e della Lazio, ma anche la condanna. Uno dei tanti processi mediatici a cui ci hanno abituato, perché in questo Paese spesso e volentieri è chi fa “informazione” a decidere a tavolino chi deve andare sotto processo e chi no, spesso e volentieri condannando qualcuno ancora prima del rinvio a giudizio, alla faccia della presunzione di innocenza prevista dal codice fino a quando una sentenza non passa in giudicato.

Questo è quello che sta succedendo, perché essendo spinta oltre i limiti, La Gazzetta dello Sport deve portare a casa qualcosa per non rischiare di perdere, oltre alla faccia e alla credibilità, anche cause milionarie di risarcimento danni. Non solo quelle per diffamazione, ma anche quelle per aver montato una tempesta mediatica con lo scopo, oramai palese, di affondare la Lazio per colpire Claudio Lotito. Usando qualsiasi mezzo per raggiungere questo scopo, quindi anche accusando l’ANSA di aver divulgato una fake news (che invece tale non si rivelerà) sui risultati delle controanalisi che faranno cadere il primo castello di carta costruito da La Gazzetta dello Sport. Perché fa più comodo accusare il laboratorio di Avellino di aver prodotto un falso e la Lazio di aver barato o addirittura truffato piuttosto che guardare in faccia quella realtà delle cose sbandierata ieri dal professor Nicola Acone: ovvero, che l’esito ballerino dei test è causato dalle tecniche di prelievo, dalla mano dura o morbida di chi fa i tamponi. Senza truffa e senza inganno e, soprattutto, senza alcuna responsabilità da parte dei club (la Lazio nel nostro caso), dei calciatori o delle Nazionali, come nel caso di ieri di Vida e della Croazia. Troppo semplice, troppo lineare. Soprattutto troppo sconveniente per chi ha iniziato una vera e propria crociata contro la Lazio e il suo proprietario ed ora rischia di ritrovarsi con nulla o quasi in mano…




Accadde oggi 27.11

1921 Roma, campo della Rondinella - Lazio-U.S. Romana
1927 Torino, - Torino-Lazio 3-0
1938 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Liguria 1-0
1956 Nasce a Roma Lionello Manfredonia
1964 Nasce a Jesi (AN) Roberto Mancini
1977 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Foggia 1-1
1983 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Catania 3-0
1988 Bologna, stadio Renato Dall'Ara – Bologna-Lazio 0-0
1994 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Roma 0-3
2005 Empoli, stadio Carlo Castellani - Empoli-Lazio 2-3

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 19/11/2020
 

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