15 Ottobre 2020

Basta "melina" sugli scudetti contesi!
di Stefano Greco

“A fine settembre ho consegnato alla Commissione Storica della Federcalcio gli ultimi due dossier necessari per completare definitivamente l’ampio lavoro svolto per ristabilire la verità storica sul campionato 1914/15 e sul quale la FIGC sarà finalmente chiamata a pronunciarsi. È vero che rispetto alle previsioni la tempistica di definizione di questo procedimento si allungata, di molto, ma è anche vero che più si allunga più escono documenti incredibili e credo che alla fine ogni tassello sarà al proprio posto e dunque non dovremo far altro che aspettare che la FIGC prenda la sua decisione. Se queste prove dovessero essere ignorate, allora non basterebbero più solo le carte e toccherebbe a tutti i laziali scendere in campo per ottenere un titolo che alla Lazio spetta di diritto”.

Nell’incartamento presentato dall’avvocato Gian Luca Mignogna, ci sono documenti ufficiali relativi ad una violazione da parte del Genoa all’articolo 8 del Regolamento della Federazione contro il professionismo nella stagione 1913/1914 (che avrebbe dovuto portare alla radiazione del club) e ad un episodio di corruzione avvenuto la stagione successiva in cui, come rivela il “Bollettino Ufficiale” della Figc nell’edizione n° 3 del 15 Novembre 1914 rinvenuto e reso pubblico quest’anno, la Commissione d’Inchiesta nominata dalla Federcalcio acclarò che il Genoa fu colpevole con l’aggravante della recidiva della corruzione del calciatore Angelo Mattea del Casale (all’uopo essendosi avvalso di propri soci, intermediari, denaro e altri mezzi), mentre la società nerostellata fu ritenuta responsabile di aver esercitato pressione morale verso il proprio tesserato e quest’ultimo di aver accettato la corruzione, sia pur con le attenuanti della confessione resa, dell’entità della somma e delle sue condizioni finanziarie. Insomma, per quelle violazioni e per il mancato rispetto della squalifica del campo fino al 31 dicembre del 1914 (il Genoa cambiò solo stadio, ma restò in città invece che giocare in campo neutro), la Federcalcio avrebbe dovuto estromettere il Genoa (recidivo) dal campionato. Ma quello scandalo fu insabbiato dal potentissimo dirigente del Genoa, Edoardo Giacomo Giuseppe Carlo Pasteur, l’uomo che nel 1921 fece assegnare d’ufficio dalla Federcalcio al Genoa lo scudetto del 1915 a tavolino in cambio della rinuncia alla scissione che avrebbe dato vita a due diverse federazioni, una con le potentissime squadre liguri e piemontesi da una parte e una con le altre.

Insomma, più passa il tempo e più come dice l’avvocato Mignogna emergono elementi a supporto della richiesta di assegnare ex aequo a Lazio e Genoa quello scudetto conteso, che la società genovese si è cucita sulle maglie senza aver neanche conquistato matematicamente (al contrario della Lazio) il diritto a disputare quella finale che non è mai stata giocata a causa della sospensione del campionato per l’ingresso in guerra dell’Italia.

Gabriele Gravina, quando è stato eletto presidente della Federcalcio, ha promesso che la federazione avrebbe chiuso definitivamente i conti con il passato entro la fine del suo mandato, fissata originariamente per il mese di dicembre di quest’anno, ma slittata come tutte le elezioni federali di qualche mese a causa del rinvio delle Olimpiadi e quindi del quadriennio olimpico, diventato ora quinquennio causa Covid. Ma dopo oltre un anno e mezzo di “melina”, è ora di mettere la parola fine sia a questa che alle altre questioni che stanno sul tavolo.

I lavori della Commissione presieduta da Matteo Marani (vicepresidente del Museo del Calcio di Firenze e vicedirettore di Sky Sport) e di cui fanno parte anche  Francesco Bonini (rettore della LUMSA di Roma), Pierre Lanfranchi (collaboratore della Fifa sulla storia del calcio), Daniele Marchesini (ex docente di Storia Contemporanea all’Università di Palermo) e Sergio Giuntini (direttore del comitato scientifico della Società italiana di storia dello sport), stanno procedendo a rilento. Anche causa Covid, la Commissione si riunisce sempre più raramente.

“Sono sempre stato fiducioso, anche perché nel dossier abbiamo inserito anche il parere della Commissione precedentemente nominata da Tavecchio. Una decisione che non può essere ignorata, anche perché se si va sul sito della FIGC e si cerca il verbale del  Consiglio Federale del 19 luglio del 2016, si può constatare che il parere dei saggi è stato acquisito agli atti federali. Un parere positivo che per tre anni è stato tenuto chiuso in un cassetto, perché nessuno ha avuto la voglia o il coraggio di prendere una decisione definitiva. Ha deciso di farlo Carlo Gravina e per questo dobbiamo essere grati al nuovo presidente della Federcalcio che ha preso un impegno quando è stato eletto è lo ha mantenuto: fare chiarezza, chiudere per sempre i conti con il passato. E ora è arrivato il momento di chiuderli questi conti”.

Sulla questione dello scudetto del 1915, da quello che filtra la Commissione una decisione l’avrebbe già presa, anche grazie all’immenso materiale consegnato dall’avvocato Mignogna. La decisione finale, però, non arriva perché la Federcalcio ha chiesto alla Commissione di completare tutto il lavoro prima di comunicare ufficialmente se e a chi verranno assegnati i 3 scudetti contesi: quello del 1915 (chiesto dalla Lazio), quello del 1925 (richiesto dal Genoa che aveva dopo 5 finali del campionato del Nord con il Bologna il diritto a giocare la finalissima poi vinta dagli emiliani) e quello del 1927, vinto sul campo dal Torino, revocato per illecito sportivo commesso dal club granata e mai assegnato. E quella dello scudetto del 1927 è la questione più complessa che sta rallentando la chiusura dei lavori della Commissione. Il Torino chiede che gli venga restituito, il Bologna (arrivato secondo), chiede gli venga assegnato con la stessa procedura adottata dalla Federcalcio e che ha portato all’assegnazione all’Inter (arrivata addirittura terza in campionato) dello scudetto del 2006, vinto sul campo dalla Juventus (che fu retrocessa in Serie B per Calciopoli) davanti al Milan (che fu penalizzato per illecito). Una bella matassa, difficile da sbrogliare, al contrario della vicenda legata allo scudetto del 1915, oramai chiara, grazie al grandissimo lavoro svolto da Gian Luca Mignogna, Antonio Buccioni e un ristretto gruppo di amici che da anni spulciano tra gli archivi storici del calcio italiano per trovare documenti.

Dopo mille rinvii, oramai il traguardo è vicino, come è vicina la scadenza del mandato di Gravina. Quindi, è ora di decidere e mettere fine a questa storia che si trascina oramai da troppo tempo. Da quello che filtra dall’interno della Federcalcio, la Commissione avrebbe espresso parere positivo (senza dubbi e all’unanimità) sulla vicenda dello scudetto del 1915, con l’assegnazione ex aequo a Genoa e Lazio di quel titolo. Ma noi laziali siamo abituati a dover toccare con mano per credere veramente, quindi aspettiamo la comunicazione ufficiale prima di cucirci sul petto e mettere in bacheca quel terzo titolo. Quindi, basta “melina”, è tempo di chiudere questa vicenda che si è trascinata anche troppo a lungo.




Accadde oggi 27.10

1929 Roma, stadio Rondinella - Lazio-Ambrosiana 1-1
1940 Novara, stadio Littorio - Novara-Lazio 0-0
1945 Nasce a Darlington (Gran Bretagna) Giuseppe Wilson, difensore
1946 Milano, Arena Civica - Inter-Lazio 3-0
1957 Roma, stadio Olimpico - Roma-Lazio 3-0
1963 Messina, stadio Giovanni Celeste - Messina-Lazio 0-2 (per delibera del G.S.)
1985 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Cagliari 3-1
1991 Verona, stadio Marc'Antonio Bentegodi – Verona-Lazio 0-2
1993 Avellino, stadio Partenio - Avellino-Lazio 0-0
1999 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bayer 04 Leverkusen 1-1
2001 Roma, stadio Olimpico - Roma-Lazio 2-0
2002 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Roma 2-2
2004 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Messina 2-0
2010 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Portogruaro Summaga 3-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 25/09/2020
 

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