13 Ottobre 2020

Igli Tare, il "Leone d'Oro"...
di Paolo Scafati

Red carpet a Venezia per il ds della Lazio, Igli Tare, premiato con il “Leone d’Oro”: “Ringrazio i miei genitori, il mio staff, i mei collaboratori e il popolo laziale per essere qui ora”.

È quantomeno singolare che Tare ringrazi i tifosi della Lazio che ora considera anche “popolo”. E viene da chiedersi se ritirando quel premio ha ringraziato solo i tifosi autentici (quelli che qualunque cosa succeda non lo criticano mai) o anche quella sparuta minoranza che da anni critica apertamente molte delle sue mosse di mercato.

Igli Tare la scorsa settimana ha incassato l’ennesimo riconoscimento per il lavoro svolto, gli ennesimi complimenti e gli ennesimi applausi. Anche da Bobo Vieri, pensate un po’, che dall’alto della sua esperienza di commentatore e con i soliti termini intellettualmente eruditi ha celebrato il DS della Lazio come quello che prende i giocatori giusti e che li sa aspettare, chiosando: “le altre sono tutte cazzate…”.

A parte il fatto che Tare li prende e ad aspettarli semmai siamo quasi sempre (spesso invano e la lista è lunga) noi tifosi e l’allenatore, va riconosciuto a Tare di avere nel tempo saputo scommettere su calciatori che a prima vista io non avrei dato neanche per “piazzati”.Ad esempio, non avrei puntato un euro su Luis Alberto e Leiva, forse neanche sul Milinkovic Savic visto il primo anno. Invece il tempo gli ha dato ragione, bisogna ammetterlo, anche se il caso dei primi due provenienti da Liverpool dimostra che, probabilmente, calciatori che in squadre di altissimo livello di campionati esteri sono seconda o terza scelta, in Italia possono essere titolari, tanto più alla Lazio, evidenziando un gap tecnico ormai appurato tra la nostra serie A e i principali campionati europei. Ciò non toglie nulla ai meriti del DS, che però tra tante “solide realtà” ha anche pescato tante “fragili illusioni”.

Come non menzionare gli indimenticabili Cavanda, Dené, Pantano, Coppola, Cilfone, Tira, Rosario, Garrido, Bresciano, Casasola, Konko, Di Gennaro, Romulo, Sculli, Sprocati, Kishna, Cana, Gentiletti, Vinicius, Seck, Elez, Verkaj, Beqiri, Ronaldo Pompeu, Matosevic, Petro, Ennali, N’Diaye, Kaziewicz, Czyz, Ameth Lo, Onazi, Gonzalez, Barreto, Pereirinha, Alfaro, Braafheid, Perea, Morrison, Wallace, Bisevac, Ciani, Mauricio, Postiga, Saha, Djordjevic, Stankevicius, Vargic, Elez, Kakuta, Leitner, Novaretti, Eliseu, Ederson, Hitzlsperger, Leitner, Bruno Jordao, Mohamed Abukar

Aggiungerei, per dovere di cronaca, i più recenti Proto, Vavro, Jony, Bastos, i due Berisha, Durmisi, Lukaku (il fratello sbagliato…) e i due Anderson: questi li vogliamo già annoverare tra le “cazzate” a cui si riferiva Vieri o tra quelli da aspettare?

Su Escalante, Adekanye e Akpa Akpro, come su Muriqi e Pereira, sospendiamo il giudizio, mentre per quanto riguarda Strakosha noi stiamo pazientemente aspettando da 8 anni che impari a uscire o a bloccare un pallone…

In mezzo, tra mediocri e fuoriclasse, Igli Tare ci ha regalato anche giocatori normali, onesti lavoratori del pallone, senza infamia e senza lode: anche perché dobbiamo sempre ricordare che siamo la Lazio e non il Real Madrid, ma neanche, con tutto il rispetto, il Futboll Klub Partizani di Tirana.

Non voglio neanche tornare sulle leggende che narrano di come in un amen Tare sia passato dall’indossare i panni di riserva della Lazio alla divisa sociale con l’investitura ufficiale a DS e unico e fido collaboratore di Lotito. Lasciamo che rimangano tali. Io mi limito ad osservare che il matrimonio con il moralizzatore escatologico non ha mai conosciuto momenti di crisi, non ha mai traballato: niente tensioni, attriti, dissidi o dissapori, come se Tare e Lotito fossero le famose due metà della mela che si sono trovate e che combaciano perfettamente!

E da grande e indefesso lavoratore Igli Tare si sdoppia per 365 giorni all’anno H24 in un estenuante attività (anche lui…), offrendo i propri servigi sia per costruire la Lazio che per rinforzare ogni anno la Salernitana. Pagato, chiaramente, solo dalla Lazio…

Qualcuno lo ha accusato di intromettersi troppo nelle questioni tecniche, io mi limito a prendere atto che sono pochi i dirigenti, gli allenatori o i giocatori passati per Formello che lo annoverino nella cerchia degli amici del cuore. Sarà un caso…

Io non ho né la competenza né i dati per poter stabilire se Igli Tare sia realmente il migliore nel suo lavoro, né ho l’arroganza di insegnare ad altri il proprio mestiere. Dall’esterno vedo un DS che ama scommettere, che punta su calciatori da valorizzare o da rivalutare, su giovani di belle speranze da pagare poco o niente e su giocatori di buon valore di base che vengono da stagioni deludenti o da infortuni, spesso a parametro zero o comunque a basso costo. Il giusto metodo grazie al quale se poi qualche acquisto esce dall’ombra diventi un fenomeno e di colpo vengono dimenticate o omesse tutte le altre decine di puntate perse.

Non è una critica, è solo la constatazione sul modus operandi di Igli Tare che ricorda molto quello del suo predecessore, Walter Sabatini, che di giocatori ne ha portati infinitamente di meno ma ha sbagliato pochissime puntate. Forse l’unica vera toppa si chiama Stephen Makinwa, ma è stata una toppa da 6 milioni scarsi di euro, la metà di quello che è costato Vavro, ad esempio.

Quello che mi sento di criticare di Igli Tare, invece, soprattutto come tifoso laziale, è la sua incapacità o l’impossibilità di realizzare il colpaccio, di condurre in porto trattative complicate o difficili per giocatori di un certo livello. Quando si è alzata l’asticella, lui si è sempre bloccato a pochi metri dalla metà. È successo in passato con Honda, è quest’anno è successo a gennaio con Giraud e poi ad agosto con David Silva, la grande delusione di questo mercato che ha chiuso da poco i battenti. Sia ben chiaro, una trattativa sfumata non solo per colpa di Tare.

Mi ripeto, lo so, ma credo che a volte certi calciatori andrebbero trattati direttamente, senza mediatori di intermediari o agenti di procuratori, senza aspettarli sdraiati su una spiaggia ma pronti a volare da loro e se serve anche a coccolarli, a farli sentire importanti magari anche oltre il dovuto, facendo leva pure sulle rispettive consorti e mettendo ben in evidenza la prospettiva di vivere a Roma: non, con tutto il rispetto, ad Istanbul o San Sebastian. Insomma provandole tutte e facendo tutto quello che gli è riuscito quando ha convinto Miro Klose e famiglia a trasferirsi a Roma. E se neanche questo basta, allora è giusto indignarsi e lanciare accuse di amoralità e slealtà. Ma un minuto dopo, si mette in pratica il PIANO B, quello che è sempre mancato sia Tare che, di conseguenza, alla Lazio di Lotito.

Perché qui da noi  quando salta una trattativa bisogna sempre ricominciare da capo, spesso e volentieri da zero, oppure rinunciare definitivamente a coprire il buco che rimane in rosa. Questo credo sia il limite evidente e ormai appurato di questi 12 anni in cui Igli Tare ha ricoperto il ruolo di DS della Lazio.

A volte, poi, neanche si intravede un vero e proprio piano, visto che si passa dalla A alla Z senza un filo conduttore, navigando a vista, procedendo in modalità random. E questo di certo non aiuta.

Soprattutto non aiuta l’allenatore, che il più delle volte si ritrova giocatori che non ha inserito nemmeno all’ultimo posto della lista e di cui farebbe tranquillamente a meno. Con la rabbia di chi chiede poco e che, nonostante le promesse e le rassicurazioni non viene accontentato neanche su quelle poche ma fondamentali richieste.

Altra nota dolente, i tempi delle trattative: infinite, ad oltranza, eterne, sempre con buona pace dell’allenatore che non riesce mai a fare un ritiro con tutti i nuovi acquisti e si ritrova spesso e volentieri a partire da zero a fine mercato e a campionato già iniziato. Proprio quello che è successo quest’anno, con Inzaghi che, tranne Escalante e Akpa Akpro, ha potuto utilizzare Fares per uno spezzone di partita ma mai Hoedt, Muriqi e Pereira.

Altro limite evidente, l’assoluta mancanza di rapporti, che limita i margini di manovra e che ogni anno impedisce di sfoltire la rosa e di piazzare quelle scommesse mancate che diventano esuberi con in tasca ricchi contratti pluriennali che somigliano tanto a dei veri e propri vitalizi. E se non interviene Mendes, l’unica via resta quella di spedire una decina di giocatori all’anno a Salerno: chiaramente gratis, dopo averli pagati magari un anno prima 3 milioni di euro proprio alla Salernitana, come è successo qualche settimana fa con Casasola.

Infine, l’atteggiamento di Tare verso quei tifosi che ringrazia ma con i quali nel tempo non è mai riuscito a costruire un rapporto, forse anche per quel suo modo di porsi quasi sempre con atteggiamento di sfida, provocazione, quasi di competizione, tipico di chi si sente accerchiato o vittima di un complotto. E questo non lo ha certo reso simpatico alla piazza.

Aggiungerei anche che quel suo atteggiamento, sempre serio e severo, quasi austero, non contribuisce certo a stimolare quell’empatia tanto cara al suo datore di lavoro. Insomma Igli, “Fatte nà risata…o, almeno, facce ride!”E invece niente, come se alla Lazio fosse vietato per contratto ridere o almeno sorridere.

Ma la domanda che mi pongo da diverso tempo, in realtà, è questa: come mai Igli Tare, pluripremiato e pluristimato, apprezzato e ammirato da tutto il mondo del calcio, non ha mai neanche lontanamente pensato di lasciare la Lazio per migliorarsi professionalmente aspirando, legittimamente, a qualche top club guidato da un presidente meno “tirato” di Lotito e che potrebbe mettergli a disposizione un budget adeguato per operare come lui sa fare? Forse per quello spirito di servizio tramandato di presidente in DS? E, soprattutto: perché nessun top club ha mai fatto passi ufficiali per strappare a Claudio Lotito il miglior DS d’Italia? Che dico d’Italia, forse d’Europa…

Sarà, ma quella di Igli Tare somiglia tanto alla storia della Sora Camilla, quella chetutti la vogliono, ma nessuno se la piglia…

I 121 ACQUISTI DELL’ERA-TARE

Francelino MATUZALÉM (SPA, Real Saragoza)

Julio CRUZ (ITA, Inter)

Albano BIZZARRI (ITA, Catania)

ANDRÉ Gonçalves DIAS (BRA, São Paulo)

Thomas HITZLSPERGER (GER, VfB Stuttgart)

ELISEU Pereira (ESP, Málaga)

Giuseppe BIAVA (ITA, Genoa)

Mauro ZÁRATE (QAT, Al-Sadd)

Salam DENÉ (ITA, Fiorentina)

Gonzalo BARRETO (URU, Danubio)

Mark BRESCIANO (ITA, Palermo)

Giuseppe SCULLI (ITA, Genoa)

Sergio FLOCCARI (ITA, Genoa)

Alvaro GONZÁLEZ (URU, Nacional)

Javier GARRIDO (ENG, Manchester City)

Anderson HERNANES (BRA, San Paolo)

Giordano PANTANO (ITA, Aurora Viagrande)

Mario COPPOLA (ITA, Faenza)

Djibril CISSÉ (GRE, Panathinaikos)

Miroslav KLOSE (GER, Bayern München)

Marius STANKEVIČIUS (ITA, Sampdoria)

Lorik CANA (TUR, Galatasaray)

Abdoulay KONKO (ITA, Genoa)

Federico MARCHETTI (ITA, Cagliari)

Emiliano ALFARO (URU, Liverpool Montevideo)

Senad LULIĆ (SUI, Young Boys)

Antonio CILFONE (ITA, Bari)

TIRA Catalin (ROM, Idroeletrica)

ROSARIO Fernandes Pedro Vitorino (POR, Benfica)

Louis SAHA (ENG, Sunderland)

Sergio FLOCCARI (ITA, Parma)

Mickaël CIANI (FRA, Bordeaux)

ÉDERSON Honorato (FRA, Lyon)

VINÍCIUS de Freitas Ribeiro (BRA, Cruzeiro)

Moustapha SECK (ESP, Barcelona B)

BRUNO Alexandre PEREIRINHA (POR, Sporting B)

Antonio CANDREVA (ITA, Cesena)

Thomas STRAKOSHA (GRE, Panionios)

Joseph MINALA (ITA, Vigor Perconti)

Josip ELEZ (CRO, Hajduk Split)

Lucas BIGLIA (BEL, Anderlecht)

Diego NOVARETTI (MEX, Toluca)

Etrit BERISHA (SWE, Kalmar FF)

FELIPE ANDERSON Pereira (BRA, Santos)

Brayan PEREA (COL, Cali)

Gaël KAKUTA (ENG, Chelsea)

HÉLDER Manuel POSTIGA (ESP, Valencia)

KEITA Balde (ESP, Barcelona)

Mamadou TOUNKARA (ESP, Barcelona)

Edson BRAAFHEID Gertsg (GER, Hoffenheim)

Dušan BAŠTA (ITA, Udinese)

Marco PAROLO (ITA, Parma)

Santiago GENTILETTI (ARG, San Lorenzo)

Filip DJORDJEVIĆ (FRA, Nantes)

Stefan DE VRIJ (NED, Feyenoord)

MAURÍCIO dos Santos (POR, Sporting)

Clay VERKAJ (GER, Eintracht)

Edon BEQIRI (SVI, Montreaux Sports)

Denis PETRO (SVK, BSK Partizán Bardejov)

Milan BIŠEVAC (FRA, Lyon)

RONALDO Pompeu (ITA, Empoli)

Ravel MORRISON (ENG, West Ham United)

PATRIC (ESP, Barcelona B)

LUIZ FELIPE Ramos Marchi (BRA, Ituano)

Sergej MILINKOVIĆ-SAVIĆ (BEL, Racing Genk)

Wesley HOEDT (NED, AZ Alkmaar)

Ricardo KISHNA (NED, Jong Ajax)

Alessandro MATRI (ITA, Milan)

Kristjan MATOŠEVIĆ (ITA, Catania)

Ivan VARGIĆ (CRO, Rijeka)

Ciro IMMOBILE (ESP, Sevilla)

LUIS ALBERTO Romero (ENG, Liverpool)

Moritz LEITNER (GER, Borussia Dortmund II)

Jordan LUKAKU (BEL, KV Oostende)

BASTOS (RUS, Rostov)

WALLACE Fortuna (POR, Sporting Braga)

Marius ADAMONIS (LTU, Atlantas)

Abukar MOHAMED (FIN, TPS)

Denis PETRO (SVK, Partizán Bardejov)

Mohammed ENNALI (NED, Vitesse)

Lamine N'DIAYE (ITA, Renate)

Felipe CAICEDO (ESP, Espanyol)

Lucas PEZZINI (ENG, Liverpool)

Martín CÁCERES (ITA, Verona)

Davide DI GENNARO (ITA, Cagliari)

Adam MARUŠIĆ (BEL, KV Oostende)

Francesco ORLANDO (ITA, Vicenza Virtus)

Lucas LEIVA (ENG, Liverpool)

Ameth LO (ITA, Milan)

NANI (ESP, Valencia)

Bruno André JORDÃO (POR, Sporting Braga B)

Pedro Lomba NETO (POR, Sporting Braga B)

Sylvio PROTO (GRE, Olympiakos)

Francesco ACERBI (ITA, Sassuolo)

Milan BADELJ (ITA, Fiorentina)

Valon BERISHA (AUT, FC Salzburg)

Mattia SPROCATI (ITA, Salernitana)

Riza DURMISI (ESP, Real Betis)

Joaquín CORREA (ESP, Sevilla)

Djavan ANDERSON (ITA, Bari)

Tiago CASASOLA (ITA, Salernitana)

Cesar KAZIEWICZ (FRA, Olympique Marsiglia)

Szymon CZYZ (POL, Lech Poznań)

RÒMULO Souza Orestes Caldeira (ITA, Verona)

KARO Antreas (CYP, Apollōn Limassol)

DZICZEK Patryk (POL, Piast Gliwice)

JONY (SPA, Malaga)

KIYINE Sofian (ITA, Chievo)

Manuel LAZZARI (ITA, SPAL)

Fabio MAISTRO (ITA, Rieti)

Bobby ADEKANYE (ENG, Liverpool)

Cedric GONDO (ITA, Rieti)

Pepe REINA (ITA, Milan)

Jean-Daniel AKPA-AKPRO (ITA, Salernitana)

Gonzalo ESCALANTE (ESP, Eibar)

Mohamed FARES (ITA, SPAL)

Andreas PEREIRA (ENG, Manchester United)

Vedat MURIQI (TUR, Fenerbahçe)

Gabriel PEREIRA (FRA, Monaco)

Enzo ADEAGBO (SVI, Servette)

Kaïs NASRI (FRA, Tolone)




Accadde oggi 27.10

1929 Roma, stadio Rondinella - Lazio-Ambrosiana 1-1
1940 Novara, stadio Littorio - Novara-Lazio 0-0
1945 Nasce a Darlington (Gran Bretagna) Giuseppe Wilson, difensore
1946 Milano, Arena Civica - Inter-Lazio 3-0
1957 Roma, stadio Olimpico - Roma-Lazio 3-0
1963 Messina, stadio Giovanni Celeste - Messina-Lazio 0-2 (per delibera del G.S.)
1985 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Cagliari 3-1
1991 Verona, stadio Marc'Antonio Bentegodi – Verona-Lazio 0-2
1993 Avellino, stadio Partenio - Avellino-Lazio 0-0
1999 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bayer 04 Leverkusen 1-1
2001 Roma, stadio Olimpico - Roma-Lazio 2-0
2002 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Roma 2-2
2004 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Messina 2-0
2010 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Portogruaro Summaga 3-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 25/09/2020
 

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