14 Settembre 2020

La grande scommessa...
di Stefano Greco

“Chi è Vedat Muriqi? Uno che gioca ogni partita come se fosse l'ultima”. Ecco, forse basterebbe solo questo giudizio di Bernard Challandes, CT del Kosovo, per convincere i tifosi della Lazio a concedere una chance a questo gigante del Kosovo che è sbarcato ieri a Roma, evitando le stroncature classiche di questo ambiente perennemente insoddisfatto. Vedat Muriqi non è né Lewandowski (a cui lo ha paragonato l’ex compagno di squadra, il tedesco Max Kruse) né Giroud, ma per caratteristiche è il giocatore perfetto per il gioco della Lazio, l’uomo giusto sia per creare spazi per gli inserimenti centrali o degli esterni, sia per avere quella presenza importante in area che la Lazio non ha più dai tempi dell’era Cragnotti, quando gli attaccanti si chiamavano Vieri o Crespo ed erano delle certezze assolute. Vedat Muriqi, invece, è una grande scommessa, forse la maggiore e la più costosa scommessa di questa gestione, ma non un azzardo e, tantomeno, soldi buttati dalla finestra come è successo ad esempio l’estate scorsa con l’acquisto di Vavro.

Raramente mi sbilancio su un giocatore, perché l’esperienza mi ha insegnato che, specie con gli stranieri, bisogna andarci sempre con i piedi di piombo, anche quando si tratta di giocatori affermati e con un grande curriculum. Ho visto soffrire anche gente come Maradona e Platini il primo impatto con il campionato italiano, ho visto fallire attaccanti che avevano segnato sempre e ovunque come Bergkamp o Henry, quindi mettere la mano sul fuoco su Vedat Muriqi è molto più che una semplice scommessa. Ma, non so perché, questo gigante mi ha colpito fin da quando l’ho visto la prima volta: esattamente un anno fa, in occasione di Inghilterra-Kosovo giocata a Wembley.

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Quella sera nel tempio del calcio Vedat Muriqi ha fatto di tutto: palle recuperate, assist, rigore procurato e poi realizzato, svariando su tutto il fronte d’attacco. Un giocatore completo, moderno, dotato di un’ottima tecnica di base e di grande velocità e rapidità di movimenti nonostante la stazza da gladiatore. Max Kruse lo ha paragonato a Lewandowski, a me con tutte le debite proporzioni ha ricordato Zlatan Ibrahimovic, anche se (chiaramente) lo svedese è un altro pianeta. Dopo averlo visto all’opera quella sera a Wembley ho iniziato a seguirlo, senza mai pensare di vederlo indossare la maglia della Lazio, perché ero certo che la società avrebbe scelto un altro profilo per il ritorno in Champions League, un attaccante con grande esperienza europea. Invece Tare, in accordo con Inzaghi, ha deciso di puntare tutto e forte su questo gigante kosovaro che ha alle spalle una storia di sofferenza vera e non per le origini umili della sua famiglia. Vedat ha conosciuto gli orrori della guerra, la paura dello sterminio che hanno vissuto migliaia di famiglie durante quella guerra che è andata in scena dall’altra parte dell’Adriatico ma di cui ci siamo sempre interessati poco, molto poco. Una storia di stenti, di fughe dai luoghi di nascita per trovare rifugio in altri paesi. Mentre tanti hanno scelto la via della fuga che portava in Svizzera o in Austria, Vedat e la sua famiglia hanno trovato rifugio in Albania, la sua seconda patria. Per questo in nazionale ha iniziato a giocare con la maglia dell’Albania, poi quando nel 2016 FIFA e Uefa hanno riconosciuto ufficialmente il Kosovo la scelta è stata automatica. E in 4 anni Vedat Muriqi è riuscito a trascinare a suon di gol una nazione calcisticamente senza storia fino agli spareggi per accedere alla fase finale degli Europei 2020.

Di gol Vedat Muriqi ne ha segnati 8 con la maglia del Kosovo, di cui ben 4 nelle qualificazioni agli Europei. E, tranne quello all’Inghilterra (nella partita in cui ha servito due assist al bacio a Berisha…) tutti decisivi. Ha segnato quanto Belotti, un gol in più rispetto a Immobile e Insigne, tanto per fare qualche nome, ma senza giocare in una grande nazionale.

Non è uno che segna decine di gol a stagione Vedat Muriqi, perché al massimo ne ha segnati 17 (in 36 partite) in un’annata sia con il Giresunspor che poi con il Çaykur Rizespor e quest’anno con il Fenerbahçe, nella stagione della definitiva consacrazione, anche grazie ai gol segnati con la maglia della nazionale. Acquistato un anno fa per 3,5 milioni di euro dal Fenerbahçe, in un anno il valore del suo cartellino si è sestuplicato, visto che tra fisso e bonus Tare ha messo sul piatto 20 milioni di euro per portarlo alla Lazio.

“Ho scelto la Lazio perché mi ritengo adatto per il suo stile di gioco”, ha detto Vedat Muriqi prima di imbarcarsi sul volo privato che ieri lo ha portato a Ciampino. La Lazio ha scelto Muriqi per le sue caratteristiche e Muriqi ha scelto la Lazio perché si considera perfetto per il gioco di Inzaghi. E Simone ha detto sì al suo arrivo. La Lazio non è stata l’unica società che ha bussato alla porta del Fenerbahçe per avere Muriqi, ma dopo la solita trattativa infinita è stata quella più decisa. Insomma, Muriqi e la Lazio si sono scelti a vicenda. E sono convinto che sarà un matrimonio destinato a durare.

L’ho scritto all’inizio: raramente mi sbilancio quando arriva un giocatore, ma Murat Muriqi mi ha colpito fin dalla prima volta che l’ho visto quella sera sul prato di Wembley. Fa movimenti da giocatore vero, ha ottimi piedi e visione di gioco ma, soprattutto, è uno che gioca per la squadra. Lo so già che non è un fuoriclasse (altrimenti andava da un'altra parte...), ma a me la “bestia” di primo acchito PIACE e condivido la scelta di scommettere forte su di lui. Poi, magari, perderò la scommessa perché non riuscirà a dimostrare di valere quei 20 milioni di euro messi sul piatto dalla Lazio per prenderlo, ma di sicuro non farà la fine di Perea, di Alfaro o di Makinwa. Da quando ho iniziato a seguirlo, mi ha colpito in modo positivo per come gioca di sponda, di prima, per la generosità e perché lotta su ogni pallone. “Ma un attaccante deve anche segnare”, dicono quelli che guardano il curriculum, “e questo ha segnato al massimo 17 gol in Turchia, mentre l’Italia è un’altra cosa”. Giusto, ma qui nessuno si illude di aver comprato Lewandowski, qui serviva un giocatore con le sue caratteristiche per avere quelle variante in attacco che Caicedo, nonostante la sua generosità, non poteva garantire. E se Vedat Muriqi mi apre spazi, gioca di sponda e di testa, serve assist e va in doppia cifra, secondo me abbiamo fatto BINGO. E per quello che serve a noi, secondo me è più utile di Giroud. O meglio, è più funzionale per far coppia con Immobile. Ora sta a lui dimostrarlo sul campo, per vincere insieme alla società questa grande scommessa. La più grande scommessa di questa gestione…




Accadde oggi 29.09

1935 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Triestina 3-2
1940 Roma, Stadio del P.N.F. - Lazio-Napoli 6-2
1946 Roma, stadio Nazionale - Lazio-Torino 1-2
1957 Napoli, stadio Vomero - Lazio-L.R.Vicenza 2-0
1963 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Genoa 1-0
1968 Catanzaro, stadio Comunale - Catanzaro-Lazio 1-1
1985 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Arezzo 2-0
1991 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Inter 0-1
1993 Plovdiv, stadio Lokomotiv - Lokomotiv Plovdiv-Lazio 0-2
1999 Roma, stadio Olimpico - Lazio-NK Maribor 4-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 25/09/2020
 

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