10 Settembre 2020

Siamo a metà dell'opera...
di Stefano Greco

“Servono 6 giocatori in più e tutti forti”. Quello di Simone Inzaghi è stata una richiesta precisa fatta alla società, con tanto di nomi allegati. E la Lazio questa volta ha preso un impegno preciso: accontentare il suo allenatore per consegnarli una squadra più competitiva ma, soprattutto, con maggiori alternative in vista di una stagione che si annuncia compressa come mai in passato e quindi difficilissima per una Lazio che ha sempre avuto nella ristrettezza della rosa (a livello qualitativo, non numero) il suo vero e forse unico tallone d’Achille. Quindi, 6 giocatori in più (escluso Escalante, acquistato già a gennaio) a cui aggiungere magari delle scommesse (una potrebbe essere Jean-Daniel Akpa Akpro, promosso da Inzaghi dopo il periodo di prova ad Auronzo di Cadore) o altri giocatori in caso di partenze importanti, come quelle ventilate di Bastos e Caicedo.

Arrivato Reina (fortemente voluto sia da Inzaghi che da Peruzzi, in accordo con la società), con l’arrivo di Fares e Muriqui la Lazio è ora esattamente a metà dell’opera. Si è mossa con lentezza la società (anche perché le risorse economiche che Lotito ha messo a disposizione di Tare sono esigue e ben lontane dalle cifre in più che incasserà quest’anno la società grazie alla partecipazione alla Champions League…), ha incassato lo schiaffo del NO di David Silva, ma al contrario degli altri anni non si è fermata. Certo, i nomi di Fares e Muriqi non sono di quelli che infiammano i cuori e fanno sognare i tifosi, ma più che sul nome la Lazio ha deciso di prendere i giocatori giusti per tappare evidenti falle do organico, come l’assenza di un’alternativa a Strakosha, un laterale di sinistra vero in grado di far diventare Lulic non un giocatore indispensabile ma un’alternativa di lusso e un attaccante di peso che alla Lazio manca da tempo immemorabile. Tra l’altro, sarebbe un errore sottovalutare Muriqi perché arriva dal Kosovo e da un campionato di seconda fascia come quello turco, perché il gigante di Prizren (26 anni appena compiti) sulla carta è un giocatore perfetto per il modulo di Inzaghi, così come lo è Fares a sinistra.

Quindi, niente fuochi d’artificio ma 3 giocatori in più utili alla causa. Ora, l’attenzione si sposta soprattutto sulla difesa, su un centrocampista d’esperienza e sul nome dell’ attaccante che serve per completare il reparto avanzato, ovvero quel vice-Correa che è mancato come il pane soprattutto alla ripresa del campionato dopo il lungo lockdown.

Capitolo difesa. Nonostante le smentite e i depistaggi, il primo nome della lista è ed è sempre stato quello di Marash Kumbulla: perché è nato e cresciuto in Italia, perché ha fatto un anno importante in Serie A e quindi non avrà grandi problemi di inserimenti e perché l’italo-albanese classe 2000 è considerato uno dei migliori prospetti del mondo in quel ruolo. Costa tanto, forse una cifra esagerata secondo qualcuno, ma alla fine il suo arrivo potrebbe essere un affare sia per il Verona che per la Lazio, perché con due giocatori ceduti alla società di Setti (Anderson e uno tra Lombardi e Sofian Kiyine), la Lazio potrebbe realizzare un’ottima plus valenza. Per finanziare almeno in parte l’operazione la Lazio ha chiesto aiuto a Jorge Mendes, che come un anno fa potrebbe portare un bel gruzzolo in dote spostando il suo assistito al Wolverhampton, la stessa società a cui l’estate scorsa sono stati ceduti Bruno Jordao e Pedro Neto. Il secondo colpo in difesa potrebbe essere Izzo, il difensore che Inzaghi aveva richiesto invano due estati fa. Per prenderlo sarebbe bastata la stessa cifra investita l’estate scorsa su Vavro, ma oramai la frittata è fatta, quindi per finanziare in parte l’operazione servono i soldi della cessione di Bastos, oramai prossimo al trasferimento in Turchia. Se arrivano sia Izzo che Kumbulla (dando per scontata la ricucitura immediata del rapporto con Acerbi), la Lazio dietro sta a posto e con due ragazzi giovanissimi (Luis Felipe e Kumbulla) che rappresentano un investimento a lungo termine. Se arrivano sia Izzo che Kumbulla, Inzaghi ritrova di sicuro il sorriso.

Per quel che riguarda l’attaccante, tutto è legato alla partenza o alla permanenza di Caicedo. Se il “panterone” va via, l’arrivo di un’altra punta è prioritario, altrimenti può diventare un’opportunità da cogliere per mettersi al riparo da brutte sorprese, soprattutto considerando che ancora non si conoscono i tempi di recupero di Muriqi.

Il centrocampista d’esperienza, dovrebbe essere la ciliegina sulla torta. Non sarà mai bella e gustosa come David Silva, ma scottata dal NO dello spagnolo la Lazio sta lavorando da settimane a fari spenti su un profilo importante. Per questo non è stato minimamente preso in considerazione Bonaventura. Per l’arrivo del centrocampista, molto dipende anche dal quando e a quali cifre verrà piazzato Badelj, che potrebbe portare in dote la stessa cifra (circa 5 milioni di euro) che è entrata con la cessione di Berisha allo Stade de Reims.

Siamo a metà strada, quindi, con circa tre settimane per completare e bene l’opera e per accontentare Simone Inzaghi che, non a caso, ha rinviato la firma per il rinnovo del contratto…




Accadde oggi 29.09

1935 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Triestina 3-2
1940 Roma, Stadio del P.N.F. - Lazio-Napoli 6-2
1946 Roma, stadio Nazionale - Lazio-Torino 1-2
1957 Napoli, stadio Vomero - Lazio-L.R.Vicenza 2-0
1963 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Genoa 1-0
1968 Catanzaro, stadio Comunale - Catanzaro-Lazio 1-1
1985 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Arezzo 2-0
1991 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Inter 0-1
1993 Plovdiv, stadio Lokomotiv - Lokomotiv Plovdiv-Lazio 0-2
1999 Roma, stadio Olimpico - Lazio-NK Maribor 4-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 25/09/2020
 

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