06 Settembre 2020

Un bel tacer non fu mai scritto
di Stefano Greco

Un bel tacer non fu mai scritto, recita un proverbio attribuito a Giacomo Badoar (librettista e poeta del Seicento) che significa più o meno “la bellezza del saper tacere non è mai stata lodata abbastanza”. Oppure: "la bellezza del saper tacere al momento opportuno non è mai stata lodata a sufficienza". Probabilmente, Arturo Diaconale non l’ha mai sentito questo proverbio, oppure non ha imparato nulla dal recente passato e si ostina a parlare e straparlare in un momento in cui il silenzio, specie da parte di chi indossa i panni di dirigente della Lazio e addirittura di portavoce della società, sarebbe d’oro. Anzi, di platino.

Diaconale, invece, preso e compreso dalla sua smania di lodare le gesta del suo presidente, dopo la “perla” della Lazietta e gli attacchi alla Juventus che a campionato sospeso hanno attirato troppa attenzione sulla Lazio distruggendo quell’alone di simpatia che circondava la squadra ora, dopo un periodo di salutare (per tutti) silenzio ha ripreso a esternare e a sfornare perle che scatenano ogni volta polemiche. L’ultima, è quella del 3 settembre scorso, inserita nell’editoriale pubblicato su “L’Opinione delle Libertà” (troppa libertà, a volte, è nociva…) in cui oltre a lanciare il guanto di sfida alla Juventus e alle grandi nella corsa allo scudetto ha sfornato questa perla di saggezza: “La Lazio è passata da squadra provinciale della Capitale ad essere una presenza nel calcio europeo. Una realtà talmente importante che può proiettarsi sempre di più a livello internazionale e che è entrata a far parte del novero delle grandi organizzazioni internazionali”.

Premesso che già un laziale che scrive “La Lazio è passata da squadra provinciale della Capitale ad essere una presenza nel calcio europeo” è un qualcosa che fa accapponare la pelle, perché qui nonostante i 16 trofei vinti contro i 14 messi in bacheca da quelli dell’altra parte già dobbiamo lottare ogni giorno con il coltello tra i denti per ottenere rispetto e per far valere un primato cittadino che ci siamo conquistati sul campo e non solo per essere nati prima (e con una data certa) e a Roma. Se poi ad affossarci dandoci della “squadra provinciale della capitale” è il portavoce della società e di Lotito, allora l’harakiri è completo, letale. E fa male sapere che a dire o a scrivere cose del genere è uno che è sempre stato laziale e che non lo è diventato per merito di qualche tata o per convenienza. Perché Diaconale è amico da una vita di Guido Paglia ed era laziale già prima dell’avvento di Sergio Cragnotti. E su questo non ci sono dubbi.

Il problema, semmai, è che quei tempi di Cragnotti, quegli anni in cui sgomitava per avere un posto in Tribuna d’Onore o in Tribuna Autorità, il buon Diaconale sembra averli dimenticati, oppure rimossi per contratto nel momento in cui 4 anni fa ha firmato l’accordo con Lotito per diventare il portavoce della Lazio. E allora, caro Arturo, sarebbe giusto rinfrescarti un po’ la memoria. Se vai su Google e fai una piccola ricerca, scopri che nel 2000 la Lazio era al primo posto del ranking Uefa e che nelle competizioni organizzate dall’Uefa, quella che tu chiami la “squadra provinciale della Capitale” ha conquistato due trofei europei: una Coppa delle Coppe nel 1999 e una Supercoppa d’Europa battendo il Manchester United Campione d’Europa sempre nel 1999 a Montecarlo. Mentre l’altra squadra della Capitale, a livello di trofei organizzati e ufficialmente riconosciuti dall’Uefa sta ancora con un misero ZERO in bacheca.

Non sono dettagli o quisquiglie Arturo, ma sono dati di fatto, trofei che contano tanto quanto quelli vinti dal presidente per cui lavori oggi. Anzi, anche se per noi laziali tutti i trofei (ufficiali, non le coppe bonsai…) vinti sono importanti e un patrimonio di ricordi e di emozioni da preservare, forse due coppe europee a livello di prestigio valgono leggermente di più di una Coppa Italia o di una Supercoppa d’Italia, proprio perché danno una dimensione diversa alla società fuori dai confini nazionali.

È comprensibile che per Lotito il suo predecessore Sergio Cragnotti sia un fantasma scomodo con cui dover convivere e con cui doversi confrontare, perché qualsiasi cosa di buono faccia Lotito gli viene sempre sbattuto in faccia il fatto che avrà vinto pure 6 trofei ma al contrario dell’Imperatore non ha mai vinto né uno scudetto né una coppa europea, passaggi fondamentali per entrare veramente nel Gotha. Quello che risulta difficile da comprendere per noi laziali, caro Arturo, è questa tua smania nell’affossare il passato (più o meno recente) per esaltare ancora di più il presente. Un autogol mediatico clamoroso, soprattutto se fatto da un "esperto" di comunicazione e per giunta tifoso della Lazio. Perché uno dei nostri non può non sapere che per tutti i laziali il passato è sacro: e vale sia per gli anni dei trionfi che per i periodi bui, quelli della Lazietta chiamata così per affetto da noi tifosi e non per svilire quegli anni di sofferenza. Perché noi del passato non buttiamo e non rinneghiamo nulla, neanche quei terribili anni 80 di su e giù tra la Serie A e la Serie B che ci hanno regalato però emozioni tali da far venire la pelle d’oca anche a distanza di quasi 40 anni ripensando a quella promozione del 1983, alla salvezza dell’anno successivo, oppure all’incredibile galoppata della Banda Fascetti della stagione 1986-1987.

Vedi caro Arturo, anche se questi ultimi anni con Inzaghi allenatore sono stati fantastici, in molti a livello di emozioni non baratterebbero questi anni con quelli della Lazietta: non per la presenza di Lotito (o, almeno, non tutti per quello...) ma perché le emozioni sono il sale e il pepe della vita, quel condimento a cui nessun tifoso è disposto a rinunciare. Questo non significa affatto sminuire né i successi né le emozioni di questi anni, perché quel 26 maggio del 2013 resterà per sempre impresso nella memoria di ogni laziale, come quelle vecchie e magnifiche storie che si tramandano di generazione in generazione. E allora, perché tu continui a “picconare” il passato? Perché ti ostini a sfornare certe perle invece di mantenere quel profilo basso che ha sempre caratterizzato noi laziali anche negli anni di Cragnotti in cui sapevamo di poter vincere qualsiasi cosa ma evitavamo di pronunciare la parola scudetto? Lasciala pronunciare agli altri quella parola, a quelli che a chiacchiere di scudetti in estate ne hanno vinti di più di quelli che si è cucita realmente sul petto la Juventus. Lasciali agli altri i proclami e i guanti di sfida lanciati urbi et orbi. Perché noi siamo laziali e queste cose non fanno parte del nostro dna. Del tuo, soprattutto da quando indossi quei panni, probabilmente sì, ma dai retta: Un bel tacer non fu mai scritto. E smettila di denigrare il passato nei tuoi editoriali che scatenano solo casini e "incomprensioni". Perché tu ti ostini a ripetere che sono pareri personali, pensieri da tifoso e che vieni male interpretato. Ma quando scrivi tu non sei il tifoso Arturo, sei il portavoce della società. E se hai un minimo risalto è solo per quello, perché dei tuoi pensieri da tifoso prima del 2016 non è mai fregato nulla a nessuno prima dell'estate del 2016. Quindi, anche se siamo tutti contenti che tu ti sia ripreso, per favore e per il bene di tutti, Lazio in testa, lascia perdere...

Anche perché, detto inter nos, sto taccuino laziale porta pure decisamente sfiga, perché da quando l’hai aperto c’è successo di tutto: dal Covid alla sequela di infortuni che ci hanno decimato nel momento decisivo della stagione, facendo svanire sul più bello quel sogno che per mesi avevamo cullato in silenzio. Noi…




Accadde oggi 29.09

1935 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Triestina 3-2
1940 Roma, Stadio del P.N.F. - Lazio-Napoli 6-2
1946 Roma, stadio Nazionale - Lazio-Torino 1-2
1957 Napoli, stadio Vomero - Lazio-L.R.Vicenza 2-0
1963 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Genoa 1-0
1968 Catanzaro, stadio Comunale - Catanzaro-Lazio 1-1
1985 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Arezzo 2-0
1991 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Inter 0-1
1993 Plovdiv, stadio Lokomotiv - Lokomotiv Plovdiv-Lazio 0-2
1999 Roma, stadio Olimpico - Lazio-NK Maribor 4-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 25/09/2020
 

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