10 Agosto 2020

Tare e l'esercito degli "esuberi"...
di Stefano Greco

Piazzato Minala in Cina e ceduto per 5 milioni di euro Valon Berisha allo Stade Reims (la cifra necessaria per non dover mettere a bilancio una minus valenza), ora per Igli Tare viene il difficile. Già, perché Minala era già partito da settimane e piazzare il kosovaro è stato come arrivare al campo base, mentre sistemare la ventina di esuberi che la Lazio si trova da qualche giorno sul groppone sarà come scalare la parete più impervia dell’Everest avendo i giorni contati per arrivare in vetta e scendere prima dell’arrivo di una bufera.

Non è solo un problema della Lazio, sia ben chiaro, ma da noi  è così ogni estate perché in tutti questi anni di gestione la rosa della Lazio è stata riempita ogni annodi giocatori inutili o di scommesse perse. Basta pensare a Ricardo Kishna, uno che dal 2015 al 2020 ha collezionato 29 presenze (di cui 16 nel primo e unico anno di Lazio) e che nelle 5 stagioni in cui è stato tesserato per la Lazio il pupillo di Raiola è stato uno dei costosi esuberi (oltre un milione e mezzo di euro netto all’anno d’ingaggio) da sistemare da qualche parte. Il 30 giugno 2020 Kishna si è finalmente svincolato, quindi come Perea e tanti altri è diventato soltanto una scommessa persa e non più un problema estivo.

Ma per un Kishna svincolato, che ha passato l’ultimo anno di contratto a pascolare in orari diversi dalla prima squadra sui verdi prati di Formello, tornano alla base dai vari prestiti Wallace, Durmisi e Badelj, tre giocatori che non rientrano nei programmi di Inzaghi e che oltre ad essere costati circa 20 milioni di euro di cartellini percepiscono qualcosa come 10 milioni di euro di stipendi lordi all’anno. Piazzarli, quindi, diventa non solo una necessità, ma una priorità assoluta per Igli Tare.

Uno dei casi più spinosi è quello di Wallace, ma per il brasiliano, pagato 4 estati fa circa 10 milioni di euro, la società conta sull’aiuto di Jorge Mendes, il potentissimo agente portoghese che l’estate scorsa ha consentito alla Lazio di monetizzare realmente la cessione di Keita con la cessione a titolo definitivo di Bruno Jordao e Pedro Neto al Wolverhampton. Incassare soldi per la cessione di Wallace (e magari pure da quella di Bastos che ogni anno gioca sempre meno e reclama più spazio), potrebbe consentire alla Lazio di pagare quasi o niente (aggiungendo anche i 5 milioni di euro di Berisha di cui parlavamo all’inizio…) di cash Kumbulla, il giocatore su cui la Lazio ha deciso di scommettere per costruire la difesa del futuro. Se dovesse partire anche Bastos, chiaramente, la Lazio dovrebbe acquistare almeno un altro difensore centrale (possibilmente con esperienza in Champions League), dopo aver valutato bene che cosa fare con Vavro, visto che lo slovacco quest’anno è stato l’ultima scelta di Simone Inzaghi pur essendo stato l’acquisto più costoso (12 milioni di euro) del mercato estivo 2019 della Lazio.

Altra priorità, piazzare Jony, Durmisi e Lukaku, tre dei tanti laterali sinistri acquistati e poi bocciati dal campo da quando 10 anni fa esatti fu ceduto Kolarov al Manchester City. Durmisi dopo aver fallito nella Lazio ha fallito anche nel Nizza ed è stato rispedito nella Capitale. Ora potrebbe finire al Brøndby, la squadra da cui arrivò nell’estate del 1983 alla Lazio Michael Laudrup. Difficilmente Tare riuscirà a rientrare dei 7 milioni di euro spesi due estati fa, ma come per Berisha l’importante è piazzare un esubero, limitare il danno economico e non inserire una minus valenza a bilancio. Per farlo, la Lazio deve portare a casa almeno 4 milioni di euro da questa operazione. Il costo del cartellino di Lukaku, è stato già abbondantemente ammortizzato, ma liberarsi del belga (punito più volte per motivi disciplinari) è una delle priorità di tare. Il fatto che Lukaku abbia giocato spesso dopo la lunga sosta, agevola un po’ il compito del DS biancoceleste che un anno e mezzo fa era arrivato ad un passo dal piazzare Lukaku al Newcastle, ma poi il giocatore non riuscì a superare le visite mediche e fu rispedito al mittente. Squadre all’orizzonte per il momento non ci sono, quindi bisognerà inventarsi qualcosa. Meno arduo dovrebbe essere piazzare Jony, sia perché l’estate scorsa la Lazio ha investito meno di 3 milioni di euro per il laterale sinistro spagnolo, sia perché Jony in patria ha degli estimatori, a partire dall’Osasuna e dall’Alaves.

Non dovrebbe essere difficile collocare anche Badelj, perché il centrocampista croato ha disputato una buona stagione a Firenze e ha richiesta da un paio di club russi, con la Lokomotiv Mosca (già qualificata per la fase a gironi della Champions League) in prima fila. Ma Badelj potrebbe restare anche in Italia, perché Pasquale Foggia lo vorrebbe per il nuovo Benevento che sta costruendo per Pippo Inzaghi. In questo caso, vale il detto di mercato Lotitiano: “Dare moneta vedere cammello”. Il primo che presenta un’offerta economica adeguata (Badelj arrivò a parametro zero due anni fa) si porta a casa il centrocampista croato.

Non è un esubero, ma potrebbe lasciare la Lazio anche Adam Marusic. Senza grandissimi rimpianti per Inzaghi, visto che l’esterno destro serbo negli ultimi due anni ha passato, purtroppo, più tempo in infermeria che sul rettangolo di gioco. Inzaghi lo terrebbe pure, ma se arrivasse una buona offerta darebbe il via alla cessione in cambio di un giocatore in grado di offrire maggiori garanzie, soprattutto dal punto di vista fisico.

In attacco, si cerca una squadra per far giocare con continuità Bobby Adekanye e sia Inzaghi che la società aspettano che Caicedo finisca di sfogliare la margherita per decidere se restare a Roma o accettare la ricca offerta che gli è arrivata per chiudere la carriera in Qatar. Ma Caicedo non è di sicuro un problema, perché Inzaghi lo ha voluto e lo terrebbe volentieri.

E veniamo al piccolo esercito dei giocatori di ritorno dai vari prestiti, di cui ben 7 di rientro da Salerno:  Kiyine, Lombardi, Dziczek, Maistro, Karo, Gondo e Cicerelli. I primi due, potrebbero restare in rosa (anche se Lombardi piace molto al Verona…) perché Inzaghi li stima, mentre per gli altri 5 Tare deve trovare una sistemazione adeguata. Stesso discorso anche per Palombi (lo scorso anno alla Cremonese), Di Gennaro (Juve Stabia), Casasola (Cosenza), Rossi (Juve Stabia) e Adamonis (Sicula Leonzio).

Un gruppo numeroso che deve essere sfoltito il prima possibile, sia per alleggerire il monte ingaggi che per far spazio ai nuovi. Perché su questo Inzaghi è stato categorico: “servono più giocatori”. E, soprattutto, “servono giocatori di qualità”. Presi quelli e sistemata la rosa per la Champions League, poi Tare si potrà dedicare alle nuove scommesse da fare. Ma solo dopo…




Accadde oggi 29.09

1935 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Triestina 3-2
1940 Roma, Stadio del P.N.F. - Lazio-Napoli 6-2
1946 Roma, stadio Nazionale - Lazio-Torino 1-2
1957 Napoli, stadio Vomero - Lazio-L.R.Vicenza 2-0
1963 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Genoa 1-0
1968 Catanzaro, stadio Comunale - Catanzaro-Lazio 1-1
1985 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Arezzo 2-0
1991 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Inter 0-1
1993 Plovdiv, stadio Lokomotiv - Lokomotiv Plovdiv-Lazio 0-2
1999 Roma, stadio Olimpico - Lazio-NK Maribor 4-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 25/09/2020
 

50.937 titoli scambiati
Chiusura registrata a 1,258
Variazione del +0,00%