07 Agosto 2020

E la festa... "PROSEGUISCE"...
di Stefano Greco

Siamo 14-5 negli ultimi 22 anni, che diventa 11-5 negli ultimi 20 anni o se preferite 4-0 negli ultimi 10 anni, quelli della gestione a stelle e strisce arrivata ora al terzo "zio d'America" consecutivo. Se è vero che nella vita alla fine della fiera contano i numeri, beh, da quei numeri emerge un predomino schiacciante da parte della Lazio, sia inserendo l'età dell'oro cragnottiano sia lasciando fuori quel periodo fantastico e probabilmente irripetibile.

A Roma, da più di due decenni, è la Lazio a collezionare trofei. Quelli veri, non gli scudetti di agosto o i bonsai, non i piazzamenti in Europa o i secondi posti in campionato, ma le coppe che fanno bella mostra in bacheca e sull'albo d'oro delle varie manifestazioni. Che si tratti di coppe nazionali o europee, non fa differenza: c'è il nome Lazio a rappresentare la Capitale. Questo è un qualcosa che a molti non fa piacere, è un qualcosa che disturba enormemente chi fa comunicazione o le televisioni a pagamento, ma la realtà dei numeri dice questo. A Roma, se c'è qualcuno che vince quel qualcuno si chiama LAZIO.

Così, mentre metà Roma festeggia il terzo anno consecutivo con almeno un trofeo messo in bacheca e la qualificazione a quella Champions League da cui la Lazio mancava da tanto, troppo tempo, dall'altra parte del Tevere si archivia l'ennesima (la dodicesima consecutiva) annata da ZERO TITULI e non potendo certo festeggiare l'ennesima umiliante sconfitta europea (non tanto nel risultato, quanto nella schiacciante superiorità dell'avversario), partono i fuochi d'artificio e i titioloni a 9 colonne non per un trofeo vinto, ma per l'ennesimo cambio di proprietà, per l'ennesimo passaggio di debiti da una mano allra come avviene oramai da 9 anni a questa parte prima con il passaggio dai Sensi a Di Benedetto, poi con il passaggio da Di Benedetto all'altro "paisà" Pallotta e ora con il passaggio di un debito che ha abbondantemente superato i 300 milioni di euro dalle mani di Pallotta a quelle di Dan Friedkin, dipinto come un novello Bill Gates pronto a sbarcare nella Capitale con la promessa di costruire l'ennesima Roma da scudetto.

Solo il tempo ci dirà se i proclami di oggi diventeranno un domani trofei da inserire in bacheca per colmare quel gap che (in quanto a trofei vinti...) esiste oggi tra la Lazio e la Roma, oppure se i sogni di questa estate del 2020 faranno la fine di tutti i sogni estivi degli ultimi due lustri, con appuntamenti al Circo Massimo fissati tra luglio e agosto e puntulmente annullati in primavera o, spesso e volentieri, addirittura a gennaio.

Che Roma costruirà il novello "zio d'America" Friedkin è un mistero, come lo sono per il momento le mosse di mercato di Lotito e Tare per consegnare a Simone Inzaghi una rosa adeguata per lottare realmente su tre fronti nella prossima stagione che si annuncia durissima a causa di un calendario compresso come mai in passato. Nessuno ha certezze in questo senso. Anzi, noi laziali non abbiamo nessuna certezza e guardando al passato neanche troppe speranze che la società faccia nell'estate del 2020 quello che non ha mai fatto in passato dal 2004 a oggi, mentre dall'altra parte del Tevere, invece, già si festeggia e si dispensano certezze sul fatto che nel giro di un paio d'anni Friedkin metterà su una squadra da scudetto. Sicuro, garantito...

Sarà, ma mentre qualcuno festeggia il cambio di proprietà spacciandolo per il vero trofeo di questa stagione, in casa Lazio, come avrebbe detto il vecchio presidente Franco Sensi, la festa... PROSEGUISCE. Perché anche se i sogni scudetto si sono infranti contro la dura realtà post-Covid, un trofeo è stato messo comunque in bacheca battendo la solita Juventus e Ciro Immobile ha conquistato la Scarpa d'Oro interrompendo il regno del duo Ronaldo-Messi. Non due qualsiasi, ma i vincitori  di 11 degli ultimi 12 Palloni d'Oro. Robetta, insomma, un qualcosa che deve passare giustamente in secondo piano rispetto all'arrivo di zio Dan, come contano più i proclami del possibile arrivo di un "vecchio" coma David Silva, uno che se fosse sbarcato sulla sponda opposta del Tevere sarebbe stato presentato come un nuovo profeta, come l'ennesimo ottavo re di una città che negli ultimi 30 anni ha visto incoronare troppi re fasulli, a volte addirittura dei bidoni spacciati per fenomeni. Ma Roma è così, da sempre. Chi fa più rumore vince. Come 90 monetine da un centesimo che solo perché fanno più romore quando le agiti in tasca pretendono di valere più di una moneta da 1 euro...




Accadde oggi 29.09

1935 Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Triestina 3-2
1940 Roma, Stadio del P.N.F. - Lazio-Napoli 6-2
1946 Roma, stadio Nazionale - Lazio-Torino 1-2
1957 Napoli, stadio Vomero - Lazio-L.R.Vicenza 2-0
1963 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Genoa 1-0
1968 Catanzaro, stadio Comunale - Catanzaro-Lazio 1-1
1985 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Arezzo 2-0
1991 Roma, stadio Olimpico - Lazio-Inter 0-1
1993 Plovdiv, stadio Lokomotiv - Lokomotiv Plovdiv-Lazio 0-2
1999 Roma, stadio Olimpico - Lazio-NK Maribor 4-0

Video

Intervista a Luciano Moggi
di Stefano Greco

Titolo Lazio

Analisi del titolo S.S. LAZIO del 25/09/2020
 

50.937 titoli scambiati
Chiusura registrata a 1,258
Variazione del +0,00%